Archivi del mese: giugno 2014

Diretta dei lavori di Camera e Senato – Interrogazione a risposta scritta

Come sapete la Camera dei Deputati e il Senato trasmettono la diretta dei propri lavori su un canale digitale satellitare dedicato. La diffusione televisiva delle attività istituzionali dovrebbe essere assicurata dalla Rai, tramite Rai Way, gratuitamente. Lo prevede il decreto legge 179/2012. Ma questo non avviene. La Camera continua a pagare 430 mila euro l’anno e il Senato poco meno, 400 mila, per permettere la prosecuzione di un servizio che la concessionaria dovrebbe garantire a titolo gratuito. Questo succede perché il Ministero dello Sviluppo Economico non ha ancora adottato i necessari provvedimenti per dare seguito alla norma del decreto, cosa che avrebbe dovuto fare entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione (la 221 del 2012) dando così la possibilità al Parlamento di risparmiare quasi un milione l’anno.
Ho presentato sul punto un’interrogazione al Ministero dello Sviluppo Economico. La potete trovare qui: Interrogazione trasmissione televisiva lavori Camera e Senato

Interrogazione su spot del gioco d’azzardo trasmessi durante i Mondiali di calcio

Ho presentato un quesito alla Rai sulla diffusione di alcuni spot relativi al gioco d’azzardo e alle scommesse avvenuta durante le partite dei Mondiali di calcio. Una scelta che ritengo inopportuna e contraria alla missione di servizio pubblico considerata anche la percentuale altissima di giovani e minori che seguono i mondiali. Il contrasto alla ludopatia è stato uno dei temi al centro dei lavori della Vigilanza negli ultimi mesi. Nel parere che la Commissione ha espresso il 7 maggio sul contratto di servizio Rai – Ministero dello Sviluppo Economico si prevede esplicitamente all’art. 11 comma 10 il divieto per tutte le emittenti Rai di pubblicizzare in modo diretto o indiretto il gioco d’azzardo. Se Viale Mazzini e il governo avessero dato seguito al parere e sottoscritto il contratto, questi spot non sarebbero mai andati in onda. La tv pubblica dovrebbe sentire l’obbligo di impedire la diffusione di questi messaggi pubblicitari in tutta la programmazione e in particolar modo in occasione di eventi sportivi di grande risonanza come i Mondiali.

Leggi l’interrogazione: Interrogazione spot gioco d’azzardo durante Mondiali

Interrogazione sulla partecipazione di Monica Maggioni, direttrice RaiNews, al meeting Bilderberg

Ecco l’interrogazione ( Interrogazione su partecipazione Monica Maggioni Bilderberg) che ho inviato alla Rai sulla partecipazione della direttrice di Rai News 24 all’ultimo meeting del Club Bilderberg che si è svolto a Copenaghen dal 29 maggio al 1 giugno. Monica Maggioni figura tra gli invitati alla riunione a cui annualmente prendono parte circa 150 tra le personalità più influenti del pianeta: politici, banchieri, vertici di multinazionali, imprenditori. Le riunioni del Bilderberg sono chiuse al pubblico e alla stampa. Non è possibile conoscere contenuto e finalità degli incontri ad eccezione di un sintetica lista di argomenti pubblicata sul sito dopo la chiusura della conferenza. Non si hanno notizie precise delle finalità perseguite o delle conclusioni raggiunte. La partecipazione della direttrice di Rai News a un meeting con queste caratteristiche è suscettibile di condizionare l’esercizio libero e critico dell’attività giornalistica e di minare il rapporto di fiducia che si instaura tra il responsabile di uno dei canali di informazione della tv pubblica e i cittadini. In tantissimi mi hanno infatti scritto segnalandomi, preoccupati, la vicenda.

La RAI va trasformata

La Rai va trasformata, riformata, cambiata, ha bisogno di trasparenza totale in tutti i suo processi e c’è bisogno di assoluta chiarezza nelle procedure di assunzioni, di nomine e di appalti. La politica deve uscire dalla Rai e viceversa. I bilanci delle sedi regionali devono essere noti a tutti e senza dubbio queste sedi vanno riorganizzate così come le testate giornalistiche, tre sono più che sufficienti, una internazionale, una nazionale e una regionale. Così come la politica deve essere onesta e lungimirante nel programmare il futuro di questa azienda così i dirigenti e i sindacati devono abbandonare posizioni di comodo e di potere acquisito per permettere alla Rai di trasformarsi definitivamente. I 150 milioni di euro chiesti alla Rai dal governo Renzi non rappresentano purtroppo una revisione di spesa ma sono la maschera per vendere, e dico io, svendere parte di Raiway la società che detiene l’infrastruttura pubblica di trasmissione. Non potrebbe esserci momento storico peggiore per concretizzare questa operazione che personalmente ritengo sbagliata di per sé. Se questa è la strategia economica del governo siamo fritti. Durante questi 12 mesi con la commissione di vigilanza abbiamo fatto senza dubbio dei passi in avanti e ottenuto alcuni risultati importanti ma siamo appena all’inizio.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/31/rai-fico-m5s-sciopero-giusto-forse-parteciperemo-anche-noi/1008648/

Il pluralismo politico nelle trasmissioni di informazione nei periodi non elettorali – DOSSIER

La presenza dei soggetti politici nei periodi non elettorali nei programmi radiotelevisivi a contenuto informativo, di comunicazione politica e più in generale di comunicazione, a differenza di quanto previsto per la par condicio elettorale che è oggetto di una specifica legge, è regolata sulla base di principi normativi generali e criteri applicativi “a maglie larghe”, che, a partire dall’entrata in vigore della legge n. 28 del 2000, sono stati elaborati, per la Rai, dalla Commissione di Vigilanza Rai e, per l’emittenza privata e locale, dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Lo scopo del dossier (per consultarlo: DOSSIER su pluralismo informazione nei periodi non elettorali) è ricostruire le regole del pluralismo politico nei notiziari al di fuori dei periodi elettorali. Occorre avere riguardo al combinato disposto dei principi che si ricavano dalla normazione primaria, dagli indirizzi della giurisprudenza costituzionale, dalle delibere attuative adottate dalla Commissione parlamentare di vigilanza e dall’autorità di settore, nonché dalle pronunce della giustizia amministrativa.