Archivi del mese: novembre 2014

Canone in bolletta, spot del governo

Gli annunci del governo sul canone in bolletta non erano altro che uno spot elettorale. L’ho ripetuto e dichiarato più volte nei giorni scorsi. E come volevasi dimostrare tutto si è risolto in un dietrofront dello stesso esecutivo. Siamo quasi al mese di dicembre, non ci sono i tempi tecnici per procedere alla riforma. Detto questo, credo che non ci siano dubbi che in Rai vadano cambiate molte cose, ma la fretta è sempre cattiva consigliera, così come gli slogan da campagna elettorale. Su canone e governance serve un dibattito parlamentare. E’ impensabile che si proceda per decreto bypassando il confronto tra le forze politiche. Quest’ultimo è necessario per approfondire lo stesso tema del servizio pubblico. Invece di continuare a fare spot, cerchiamo di lavorare a una riforma seria e partecipata nell’interesse dei cittadini.

Il lavoro della commissione di Vigilanza Rai sul contratto di servizio. Perché non darne seguito?

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Immaginate di tornare a casa un giorno, accendere la tv e non poter ascoltare l’audio di un film o un tg. E se la cosa si ripetesse anche l’indomani, e il giorno dopo ancora?
Questo è quanto accade quotidianamente alle persone con disabilità sensoriali che quindi non usufruiscono di un servizio pubblico radiotelevisivo completo pur pagando il canone nella sua interezza senza particolari fasce di esenzione. E’ una situazione che va migliorata assolutamente. In Vigilanza Rai abbiamo fatto la nostra parte inserendo nel nuovo contratto di servizio obblighi precisi per rendere più accessibili l’informazione e l’offerta televisiva e web. Le innovazioni che pretendiamo dalla Rai sono il frutto di un approfondito e meticoloso lavoro di approfondimento durato sette mesi. In commissione abbiamo ascoltato i rappresentanti della Federazione Italiana per il superamento dell’handicap, di Fiadda onlus – Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi, dell’Associazione nazionale interpreti lingua dei segni e dell’Ente Nazionale per la Protezione e l’Assistenza dei Sordi. Le loro testimonianze sono state raccolte e recepite nel parere del 7 maggio scorso al contratto di servizio che, però, per avere effetto, dovrà essere firmato da Rai e Governo, quindi dalla Presidente Tarantola e dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli. Una firma che attendiamo da sei mesi.

Potrebbero cambiare da subito molte cose nella tv pubblica e tutto a vantaggio degli utenti con disabilità. In che modo? Pensiamo innanzitutto all’informazione, uno dei perni fondamentali della ragion d’essere stessa del servizio pubblico. Attualmente la Rai è tenuta a sottotitolare e a tradurre nella Lingua dei Segni almeno un’edizione al giorno di Tg1, Tg2 e Tg3. Non basta. Per questo obblighiamo la Rai a fare di più. Entro un termine preciso, non oltre il 30 novembre 2014, deve procedere alla sottotitolazione di tutte le edizioni dei tg delle reti generaliste e di almeno due notiziari al giorno di Rai News nonché garantire la traduzione in LIS di almeno un’edizione al giorno di Tg1, Tg2 e Tg3 con l’aggiunta di due notiziari di Rai News in modo da assicurare la copertura di tutte le fasce orarie. Inoltre prevediamo la sottotitolazione di un’edizione al giorno di un notiziario sportivo e di quelli che riguardano le principali manifestazioni sportive. Nei nuovi impegni della Rai su questo fronte abbiamo incluso anche l’informazione regionale con l’estensione della sottotitolazione e traduzione in LIS del Tgr, anche in casi di edizioni straordinarie dettate da situazioni di emergenza o di particolare interesse per il territorio (finora era solo in fase di sperimentazione). Ampliamento della proposta web: chiediamo di realizzare i sottotitoli per la programmazione trasmessa sul portale Rai e la traduzione nella lingua dei segni delle edizioni dei tg, oltre all’impegno, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del contratto, a creare un archivio di sottotitoli da aggiornare progressivamente.
Anche per quanto riguarda l’offerta televisiva, abbiamo ampliato il raggio di azione. La Rai è tenuta a sottotitolare entro l’anno prossimo l’85% della programmazione complessiva di Rai 1, Rai 2 e Rai 3 (ora siamo al 70%) e incrementare le audio-descrizioni di telefilm, film e documentari. Entro sei mesi dalla firma del contratto, è infine obbligata a proporre un progetto editoriale che oltre ad arricchire e innovare l’offerta complessivamente, indichi le tempistiche di realizzazione dei programmi sottotitolati e riorganizzi e semplifichi la modalità di accesso dell’archivio da parte delle persone con disabilità.

Tutto questo potrebbe essere realtà da subito se solo Rai e Ministero si decidessero a firmare. Tutto questo potrebbe essere servizio pubblico per i cittadini. Cosa aspettano?

Le buone notizie del M5S

Le buone notizie del M5S/1: siamo riusciti a far approvare alla Camera una nostra proposta di legge, a prima firma Michele Dell’Orco, per un sostegno concreto all’occupazione e alle microimprese pari a 18 milioni di euro l’anno dal 2015 al 2020, per un totale di 90 milioni di euro! Questo fondo, che si affianca al fondo di garanzia per le Imprese dove già versiamo una quota dei nostri stipendi parlamentari, è un altro contributo concreto del M5S.
Ora la proposta di legge deve essere approvata in Senato. Loro cercheranno di arenarla e non discuterla, ma noi daremo battaglia come sempre!

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Le buone notizie del M5S/2: ricordate il nostro impegno per la compensazione tra cartelle Equitalia e crediti verso la Pubblica Amministrazione? Circa un mese fa abbiamo ottenuto le regole che danno attuazione al nostro emendamento, prima firma Mattia Fantinati, al vecchio decreto “Destinazione Italia”. Il meccanismo valeva però solo per il 2014. Ora pmi e professionisti potranno contare su una boccata d’ossigeno anche per l’anno prossimo: nella legge di Stabilità il Movimento ha appena fatto passare la conferma della compensazione per il 2015. Siamo di fronte a un altro importante risultato a difesa delle imprese italiane. A riveder le stelle!

L’uomo delle riforme

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L’uomo delle riforme, l’uomo con cui Renzi continua a parlare e su cui si regge il Patto del Nazareno, è stato nuovamente rinviato a giudizio per corruzione. Ecco a voi Denis Verdini! Dopo lo scandalo della P3, e la storia della plusvalenza per la vendita di un appartamento, dovrà rispondere dell’accusa di concorso in corruzione con riferimento all’appalto per la costruzione della scuola dei marescialli dei carabinieri a Firenze. Possibile che si debba parlare a largo del Nazareno con questa gente? Possibile riscrivere l’architettura costituzionale con Berlusconi, Verdini e Letta? Se pensi di costruire qualcosa di buono con queste persone o sei un illuso o sei come loro. E Renzi non mi sembra un illuso.

Le dimissioni della Todini e il ricorso al Tar della Rai

Luisa Todini si è dimessa dal consiglio di amministrazione della Rai. Come ho avuto modo di dichiarare già nei giorni scorsi, affermando che era ormai tempo di mettere fine al doppio incarico, al di là delle norme che possono o meno prevedere delle incompatibilità tra cariche, ci sono ragioni di opportunità ed etica che non possono non essere considerate. La Todini è stata nominata Presidente di Poste mentre era ancora in corso il suo mandato a Viale Mazzini. Non è possibile che si sommino incarichi su incarichi, poltrone su poltrone, compensi su compensi. In Italia è una prassi che stenta a estinguersi, ma è ora di cambiare. Bene, quindi, che la Todini abbia deciso di lasciare il cda della Rai. Io però non avrei atteso 7 mesi per farlo.


Il cda Rai oggi ha deciso di ricorrere al Tar contro il mancato versamento di 150 milioni di euro stabilito dal governo Renzi nel decreto Irpef. Una decisione che accolgo favorevolmente ma che arriva nel giorno in cui Rai Way viene definitivamente quotata in borsa. Questa vicenda nel suo complesso non può non far riflettere sul tipo di azione messa in campo dal governo. Se un servizio pubblico deve svolgere la propria funzione ed essere indipendente, non si può, da un giorno all’altro, procedere a un taglio di risorse già inserite in bilancio. Le conseguenze di questo modo di operare sono davanti agli occhi di tutti. La Rai è stata costretta di fatto a far cassa repentinamente e a mettere sul mercato il suo fiore all’occhiello: la società che possiede e gestisce la rete di trasmissione del segnale radiotelevisivo. Un asset strategico per il nostro Paese che non sarà più totalmente in mano pubblica.

Visita a Saxa Rubra

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Per la prima volta la commissione di Vigilanza Rai ha incontrato i comitati di redazione delle testate giornalistiche del servizio pubblico radiotelevisivo. Un confronto importante quello che si è svolto oggi a Saxa Rubra, necessario per fare il punto sull’offerta informativa della Rai. Abbiamo ascoltato con estrema attenzione i rappresentanti dei giornalisti e le opinioni sul progetto di riorganizzazione delle testate voluto da direttore generale Luigi Gubitosi. Le testimonianze raccolte nel corso di questa giornata contribuiranno alla definizione della risoluzione che la commissione di Vigilanza presenterà a dicembre sul piano news.

Il sale della terra

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Sabato sera sono andato a vedere al cinema “Il sale della terra”, il documentario sulla vita del grande fotografo Sebastião Salgado realizzato dal figlio Juliano Ribeiro con Wim Wenders. Oggi fotografiamo tutto con troppa superficialità, in modo quasi compulsivo. Uno scatto racconta l’anima del mondo attraverso l’unione tra il fotografo e il soggetto. Questa unione fra l’ incontro, lo scontro, gli intenti anche contrapposti o con fini diversi o ignari, lasciano una traccia indelebile del mondo intero in un determinato istante e quell’istante diventa il mondo intero. Vi consiglio di andare a vedere questo documentario. Fa bene.

La risposta della Todini

Per correttezza pubblico qui la risposta di Luisa Todini, consigliere di amministrazione Rai e Presidente di Poste italiane.

“Avevo gia’ annunciato da tempo che avrei lasciato il cda Rai in autunno: l’autunno e’ iniziato, ma non e’ ancora finito. La mia eta’ e la mia esperienza mi impongono di decidere autonomamente, quando sara’ esaurito il mio impegno imprenditoriale e non partitico in Rai”. Cosi’ il consigliere di amministrazione Rai e presidente delle Poste, Luisa Todini, risponde al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico. “Ho dato gia’ le motivazioni di questa mia scelta – spiega all’ANSA -: sono rimasta in Rai per concludere l’importante impegno di quotazione Rai Way, che sta andando particolarmente bene, e per l’impostazione del bilancio 2013 e del budget 2014. Manterro’ quindi l’impegno di lasciare la Rai entro l’autunno. Quanto al doppio compenso, il presidente Fico mi costringe a dire cose gia’ dette. Rendero’ nota la lista delle liberalita’ fatte con la quota parte di stipendio percepita da consigliere Rai”. (ANSA).