Archivi del mese: luglio 2015

Approvata al Senato la riforma Rai: una Gasparri 2.0

Al Senato è stata appena approvata in prima lettura la riforma della governance Rai targata Renzi. Una legge se possibile peggiore della Gasparri che consegna il controllo della televisione pubblica al governo e che non allontana la politica dalla principale azienda culturale del nostro Paese. Un provvedimento che confina l’Italia tra gli Stati europei con le peggiori normative in materia.
Ora la palla dovrebbe passare alla Camera. Ma il condizionale è d’obbligo: con questo governo non c’è nulla di serio e certo e questa legge potrebbe finire su un binario morto. Prova è che Renzi ha ordinato di rinnovare il nuovo cda con la legge precedente, la Gasparri, dopo aver detto mille volte di volerla cambiare. Non ne è stato capace. Questa è la cifra del suo governo: chiacchiere e conferenze stampa. E ora avvierà una nuova stagione di lottizzazione in Rai, in perfetta continuità con il passato. Non c’è che dire, un vero innovatore, un vero rottamatore.

Per il nuovo cda Rai servono competenza, indipendenza e onorabilità

Oggi riunirò l’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza Rai per stabilire il percorso che ci porterà a eleggere il nuovo cda della televisione pubblica.

Faccio un appello a tutte le forze politiche: un’assunzione di responsabilità per il bene della Rai e del Paese. Chiedo che si nominino persone svincolate dalla politica e dai partiti, che abbiano competenza e indipendenza comprovate e nessun conflitto di interessi, attraverso una selezione pubblica di curricula. Ma per farlo seriamente servono più di 5 giorni. Il governo si è accorto di aver agito da incompetente presentando una riforma pericolosa per gli equilibri democratici e ritardando il lavoro del Parlamento. Non si sono curati dell’azienda di servizio pubblico radiotelevisivo. Ora vogliono chiudere tutto in in una manciata di giorni. Ma non è con la fretta che si fanno le scelte migliori per il servizio pubblico e si scelgono i profili più adatti.

Servono competenza, indipendenza e onorabilità, lo ribadisco. I cittadini hanno il diritto di avere una televisione di Stato indipendente e dal profondo respiro culturale. Senza questi fattori pagare il canone non avrebbe senso.

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Governo e maggioranza vogliono nominare i nuovi vertici della Rai con la legge Gasparri

Governo e maggioranza vogliono nominare i nuovi vertici della Rai con la legge Gasparri. Dopo aver dichiarato di volerla cambiare, dopo aver messo il Parlamento nella condizione di non poter approvare in tempo utile una buona riforma (il governo infatti ha paralizzato le commissioni imponendo di attendere il suo ddl, quando sia alla Camera sia al Senato tutte le forze politiche avevano già depositato delle proposte di legge), dopo non essere stati neanche in grado di presentare un testo accettabile, ci fanno ritornare al punto di partenza. E hanno generato un caos incredibile: una riforma ancora in corso di esame, il cda scaduto e un’azienda impossibilitata a programmare. Dimenticate le belle parole di Renzi sul futuro della tv pubblica. L’obiettivo è uno solo: spartire e occupare il “territorio” Rai. Lottizzare, in una parola. Credetemi, non c’è altro. Gli unici ad aver fatto proposte concrete per una Rai indipendente dal potere politico, innovativa, capace di produrre contenuti di qualità, siamo noi. Loro sanno solo riproporre il passato.

Sicilia: completata la strada finanziata grazie agli stipendi del M5S

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Detto, fatto!

Grande notizia dal M5S Sicilia! Grazie alla restituzione degli stipendi dei nostri deputati regionali, è stata finanziata e completata la “trazzera”, la strada alternativa che che servirà a bypassare l’interruzione dell’A19. Il M5S ha donato 300 mila euro per la realizzazione di una scorciatoia che migliorerà la viabilità dopo che, a causa del cedimento di alcuni piloni del viadotto della Palermo-Catania, la Sicilia era stata di fatto spezzata in due. Ecco cosa significa essere al servizio dei cittadini e della comunità! Congratulazioni ai nostri portavoce siciliani!

ps. L’inaugurazione sarà il 31 luglio alle ore 11.30 a Caltavuturo.

Roma, i doppi incarichi dei nuovi assessori

Ignazio Marino ha presentato oggi la nuova Giunta. Tra gli assessori freschi di nomina ci sono un deputato e un senatore che sommeranno così al mandato parlamentare l’incarico al Comune di Roma. E non accennano a dimettersi, come se fosse naturale fare bene l’assessore a Roma e il parlamentare. Esposito (PD) si occuperà dei trasporti, Causi (PD) del Bilancio: due assessorati chiave per la Capitale. In particolare Marco Causi, nominato anche vicesindaco, ha dichiarato che non si dimetterà da deputato perché visto il ruolo assegnatogli potrà seguire con più forza questi temi stando in Parlamento. E’ con questo spirito che pensano di poter affrontare il momento drammatico che sta vivendo Roma? Probabilmente agiscono così perché sanno che la giunta cadrà a breve. Ecco come amministra il Partito Democratico. La musica non cambia: sono sempre tutti attaccati alla poltrona. E a rimetterci sono i cittadini e la città di Roma.

ps. il MoVimento 5 Stelle sta lavorando a idee, proposte e soluzioni per risollevare questa città. Vi aspettiamo il 30 luglio a Roma dalle ore 19:00 in Piazza Sempione. Non mancate.

LEGGE SULL’ACQUA: CALL TO ACTION M5S

27 milioni di persone nel 2011 hanno votato per l’acqua pubblica, ovvero per una gestione fuori dalle logiche di mercato. Fino a oggi, però, i governi sono andati in direzione diametralmente opposta. E lo stesso vale per il governo attuale. Noi ci batteremo fino all’ultimo per dare voce ai cittadini che si sono espressi con il referendum. In questo momento in Commissione ambiente si sta finalmente esaminando la legge sull’acqua in linea con l’esito della consultazione del 2011: su questo tema deve legiferare il Parlamento. È importantissimo. Non si può delegare l’esecutivo a decidere tramite decreti. La mia collega Federica Daga lancia una call to action e un appello rivolto ai consiglieri comunali e regionali affinché presentino atti che possano garantire il rispetto della volontà popolare. Ascoltatela.

Riforma Rai, intervista al Fatto Quotidiano 28/07/2015

Per la riforma della Rai siamo pronti a votare gli emendamenti su cui siamo d’accordo insieme alle altre opposizioni. Vedremo se la sinistra del Pd alzerà finalmente la testa. La maggioranza rinunci alla nomina dell’amministratore delegato da parte del governo. E si approvino le nostre proposte per un consiglio di amministrazione di qualità: in questo modo siamo disposti a ragionare insieme su una vera riforma della governance del servizio pubblico. Ne ho parlato con il Fatto Quotidiano. Ecco la mia intervista:

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Il governo non ha un progetto valido per la Rai

Dopo mesi di chiacchiere, conferenze stampa, tweet sulla necessità di una riforma della governance Rai, il governo ammette implicitamente il suo fallimento. Nessuna riforma all’orizzonte, i nuovi vertici della Rai saranno molto probabilmente nominati con quella stessa legge Gasparri che il premier ha detto infinite volte di voler cambiare. Il governo ha presentato un emendamento al ddl Rai che apre di fatto la strada al rinnovo del cda proprio con la legge che porta il nome del senatore di Forza Italia, introducendo contestualmente delle modifiche che rigettiamo in pieno. È davvero una situazione incredibile. Il sottosegretario Giacomelli ha dichiarato: “Non possono passare mesi, la politica discute ma non può bloccare un’azienda”. Affermazioni da respingere al mittente: sono il governo e la maggioranza ad essere in ritardo estremo!

Non solo l’esecutivo non è stato in grado di scrivere una buona legge, ma ha anche perso un sacco di tempo per presentare un proprio testo quando, in Parlamento, erano già state depositate diverse proposte di legge (tra cui quella del M5S) su cui era possibile mettersi al lavoro da subito.

E ora cosa fa? Presenta un proprio emendamento per dire in sostanza: rinnoviamo il cda con la Gasparri e trasformiamo il Direttore generale della Rai in un Amministratore delegato con enormi poteri. Ovvero l’uomo solo al comando, tanto caro al premier, inserito però nell’impianto della Gasparri: una specie di Frankenstein.

È questa l’idea di Rai che hanno? Tutto questo dimostra quanto al governo non interessi nulla del servizio pubblico. Non c’è nessuna visione, nessuna idea, nessuna volontà di innovare l’azienda e renderla al servizio dei cittadini. L’esecutivo e la maggioranza vogliono solo occuparla e il premier scegliere il suo uomo da mettere a capo della televisione pubblica. Un governo di incapaci. Incapaci di scrivere una buona legge, incapaci di progettare il futuro e di tutelare gli interessi del Paese.

STOP ALLE BOLLETTE D’ORO ALLA CAMERA GRAZIE AL M5S!

“Sapete quanto spendiamo ogni anno per le bollette della Camera dei Deputati? 6 milioni di euro. 6 milioni di euro è la cifra che spende, per luce acqua e gas in un anno, una città di 200mila anime. Quindi una quantità enorme di soldi letteralmente gettata dalla finestra, di cui nessun partito in questi anni si è occupato. Solo il Movimento 5 stelle ha deciso di dare un taglio alle bollette d’oro di Montecitorio.

Abbiamo proposto e ottenuto istituzione di un gruppo di lavoro che si occupasse di risparmio energetico alla Camera. Un piano energetico che ha portato all’istituzione di una convenzione con altri enti pubblici, che hanno messo a disposizione completamente gratuitamente i loro docenti e i loro tecnici per fare che cosa? Una diagnosi energetica dei 5 palazzi della Camera, un’operazione che ci permette di capire quali interventi di riqualificazione dobbiamo fare.

Questi interventi verranno fatti e si ripagheranno con il risparmio energetico ottenuto. Un’operazione quindi totalmente a costo zero per i cittadini, che va replicata presso tutte le pubbliche amministrazioni d’Italia.
Abbiamo bisogno di un PIANO NAZIONALE PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA, un piano che porterà enormi benefici: meno bollette, quindi meno tasse, più investimenti, migliaia di posti di lavoro, una riduzione delle emissioni climalteranti e quindi meno inquinamento, una minore dipendenza energetica dai Paesi esteri.

E’ un atto concreto perché concretamente stiamo già costruendo, partendo da Montecitorio, l’Italia che vogliamo, l’Italia 5 stelle. E siamo solo all’opposizione. Pensate quando saremo al governo.”
Riccardo Fraccaro