Archivi del mese: settembre 2015

La politica stia lontana dal servizio pubblico

Il Pd è davvero incredibile. Lo stesso partito che qualche mese fa urlava ai 4 venti che avrebbe liberato la Rai dai partiti, smentisce ogni giorno se stesso. E fa esattamente l’opposto.

Prima Renzi ha presentato una riforma della governance del servizio pubblico che tutto fa tranne che rendere la Rai indipendente dall’influenza politica.
Poi ha dato seguito nel modo più classico,insieme agli altri partiti, alla prassi malsana della lottizzazione nominando come consiglieri di amministrazione assistenti di parlamentari e i propri spin doctor di campagne elettorali. Addio indipendenza e competenza nel settore radiotelevisivo. L’unica figura che risponde a queste caratteristiche è Carlo Freccero, votato dal M5S.

Infine, come se non bastasse, sono passati alle accuse e alle intimidazioni attaccando platealmente alcuni programmi di inchiesta e il servizio pubblico.
Lo ha fatto innanzitutto lo stesso premier che si è messo a dare lezioni di palinsesti; in seguito è toccato al presidente della regione Campania De Luca che ha definito “camorrismo giornalistico” il lavoro portato avanti da alcune testate e alcuni giornalisti.

Ieri l’ultima chicca: Michele Anzaldi, deputato del Pd ed ex addetto stampa di Rutelli, ha detto al Corriere della Sera che “c’è un problema con Rai 3 e il Tg3. Ed è un problema grande, ufficiale. Purtroppo non hanno seguito il percorso del Pd: non si sono accorti che è stato eletto un nuovo segretario, il quale poi è diventato anche premier”. E ancora: “il Pd viene regolarmente maltrattato e l’attività del governo criticata”.
Quindi non solo la maggioranza e il premier occupano in ogni ora del giorno e della notte le tv (basta dare un’occhiata ai dati Agcom sul pluralismo), ma pretendono che si parli solo bene di quello che fanno. Dichiarazioni e comportamenti gravissimi, un’ingerenza inconcepibile che non sembra voglia placarsi.

Il servizio pubblico non deve subire pressioni dalla politica. Deve essere indipendente e tutti i rappresentanti dei cittadini in Parlamento, di qualsiasi colore politico, devono lavorare in questa direzione, altrimenti non ha nemmeno senso il ruolo di parlamentare. Ai cittadini non interessa la propaganda che vuole costruire Renzi, non interessano le beghe tra correnti, non interessa che si spettacolarizzi il racconto della politica e della cronaca. I cittadini pagano un canone per ottenere un servizio pubblico che li informi correttamente, che dia spazio alle tante voci della nostra società, che sia dalla loro parte e non dalla parte dei partiti. E’ una questione di democrazia.

La Rai assicuri il servizio pubblico. Noi continueremo a difenderne l’indipendenza e ci batteremo perché possa ricominciare ad essere una fabbrica di cultura e di informazione, e non il megafono di partiti e politicanti.

Vergognose parole di Vincenzo De Luca su stampa e servizio pubblico

Vergognose le parole pronunciate dal presidente della regione campania De Luca nei confronti della stampa e del servizio pubblico. Il diritto di critica è riconosciuto a tutti ma definire “camorrismo giornalistico” il lavoro portato avanti su Rai Tre da diversi programmi di approfondimento (tra le poche trasmissioni in Italia che fanno inchiesta) è inaccettabile. De Luca si scusi e rispetti il lavoro dei giornalisti. E’ inquietante il silenzio assenso del Pd e di altre forze politiche sulla vicenda. Cosa pensano delle affermazioni di De Luca?
Piena solidarietà da parte mia alle redazioni di PresaDiretta, Report e del Il Fatto Quotidiano oggetto degli attacchi.

Intervista Rai News / 27/09/2015

Le priorità di governo e maggioranza non sono le priorità del Paese. Non hanno perso tempo, dopo la pausa estiva, ad approvare la leggina sul finanziamento dei partiti. Ma se si tratta di discutere di reddito di cittadinanza e di come aiutare le persone che soffrono, volgono lo sguardo altrove. Loro sono per le trivellazioni, noi per le energie rinnovabili. La sfida è tra due modelli culturali diversi, tra due differenti visioni del Paese. E per questo il loro sistema è destinato a cadere.

Ecco la mia intervista di stamattina a Rainews.

Voglio esprimere tutta la mia solidarietà ai poliziotti feriti brutalmente a Napoli pochi giorni fa. Grande coraggio e un piccolo stipendio per tutelare la sicurezza delle persone. Purtroppo chi spesso vi tradisce sono proprio i rappresentanti dello Stato con leggi che vanno nella direzione opposta a quella che si dovrebbe. Noi, vi assicuro, faremo sempre la nostra parte.

354.000 euro per il Microcredito dai consiglieri M5S in Piemonte

M5S Piemonte - microcredito

Leggete cosa hanno fatto i nostri consiglieri regionali in Piemonte: restituiti 354.000 euro per sostenere le piccole e medie imprese!

“I Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno restituito alla Regione Piemonte 354.811,27 euro delle quote di stipendio rifiutate nel corso del primo anno di legislatura. La somma è stata devoluta interamente al Fondo regionale di garanzia per il microcredito. Come già avvenuto nella scorsa legislatura, i Consiglieri regionali a 5 stelle trattengono solo 2.500 euro netti al mese. Tutte le buste paga e i rendiconti sono consultabili sul blog M5S Piemonte. Analogamente a quanto fatto dai parlamentari nazionali, abbiamo scelto di sostenere le Pmi dando una dimensione regionale alla nostra iniziativa. La quota infatti è stata versata in un capitolo di bilancio della Regione Piemonte da troppo tempo privo di risorse adeguate. Così nasceranno decine di piccole e medie aziende piemontesi. Questi sono fatti concreti. Le chiacchiere le lasciamo agli altri.”
Gruppo regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte

Verso Italia 5 Stelle / Il Parlamentare che ti serve

Roberto Fico - Il Parlamentare che ti serve - Italia 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato a 42 milioni di euro di finanziamento pubblico e negli ultimi due anni ha restituito con i suoi portavoce in Parlamento più di 14 milioni di euro alla collettività. Il MoVimento 5 Stelle si autofinanzia da sempre e così farà anche per ‪#‎Italia5Stelle‬ in programma il 17 e 18 ottobre a Imola.
Per questo nelle prossime settimane torna “Il Parlamentare che ti serve” per raccogliere donazioni in vista di #Italia5Stelle. Prendete nota: prima tappa a Bologna domani venerdì 25, poi toccherà a Roma l’1 ottobre e a Brescia il 2 ottobre e gireremo l’Italia fino al 10 ottobre a Viterbo. Si potrà passare una cena in compagnia e contribuire con una donazione alla realizzazione di un evento totalmente autofinanziato.

Ci vediamo a #Italia5Stelle!

Vigilanza Rai, intervento su pluralismo e talk show

Ben venga una riflessione sul pluralismo dell’informazione e sul ruolo dei talk nel servizio pubblico. Purché sia fatta con onestà intellettuale e a 360°. E, altro aspetto importante, che venga avanzata senza fini di strumentalizzazione e con l’intento di salvaguardare il servizio pubblico e l’interesse dei cittadini, non quello dei partiti. La libertà di espressione e l’indipendenza della televisione pubblica vanno difesi senza se e senza ma.
Ecco il mio intervento in Commissione di vigilanza Rai in occasione dell’audizione del direttore di Rai Tre Andrea Vianello.

Giancarlo Siani, 30 anni dopo

siani

Trent’anni fa moriva il giornalista del Mattino Giancarlo Siani, ucciso sotto la sua abitazione a Napoli in un agguato della camorra. Aveva 26 anni. Giancarlo Siani è stato ucciso perché cercava la verità e voleva raccontarla. È stato un “giornalista giornalista” e non un “giornalista impiegato” come ci ha ricordato Marco Risi in un commovente omaggio nel film Fortapàsc. Cosa resta del suo sacrificio? Ripensarci è come aprire una ferita mai davvero rimarginata. Il potere delle organizzazioni criminali si è diversificato e si è esteso. Al sud, ma non solo, si combatte ogni giorno contro le mafie. A Napoli le cronache recenti raccontano dell’ennesima guerra tra clan per il controllo delle piazze di spaccio, una guerra i cui protagonisti sono giovanissimi killer e altrettanto giovani sono le vittime. Una città e un sud dimenticati dove vive chi ogni giorno combatte per poter restare nei luoghi che ama. Il pensiero poi si allarga e abbraccia il nostro vivere quotidiano, il nostro Paese e come questo si trova ad affrontare pilastri della democrazia come la libertà di espressione, il diritto di essere informati, l’indipendenza dei giornalisti. E ti chiedi se davvero il sacrificio di Giancarlo Siani non sia stato vano. Ti chiedi se non abbiamo fatto carta straccia dei suoi sogni, del suo impegno, dei suoi ideali – merce rara di questi tempi- se ancora oggi in Italia si tenta di imbavagliare l’informazione, si processano le idee, le parole contrarie come quelle di uno scrittore; se c’è chi ancora prova a plasmare a suo piacimento l’immagine del Paese.
Noi il sacrificio di Giancarlo Siani non lo dimenticheremo mai, e lavoriamo ogni giorno tentando di seguire il suo esempio.