Archivi del mese: dicembre 2015

La riforma Rai di Renzi? Una Gasparri 2.0

Non esiste nessuna riforma della Rai. Quella approvata poco fa al Senato è una Gasparri 2.0. È la peggiore legge che si potesse congegnare per il servizio pubblico.

Renzi vuole una Rai legata a doppio filo al potere esecutivo con la nomina dell’amministratore delegato da parte dello stesso governo.
In qualunque democrazia sarebbe impensabile.

Una Rai fortemente lottizzata dai partiti che avranno ancora voce in capitolo nella scelta dei vertici e continueranno a spartirsi incarichi e poltrone.
L’indipendenza dell’azienda dalla politica sarà, così, sempre più fragile.

Una Rai guidata da un uomo solo al comando. Un sistema molto caro al presidente del consiglio, che riflette una concezione del potere che respingiamo totalmente.

Tutto questo significa non volere il meglio per il futuro dell’azienda e del Paese, ma considerare la televisione pubblica, finanziata dai cittadini, come una proprietà di cui disporre a proprio uso e consumo per accentrare e consolidare potere.

In pericolo ci sono il pluralismo e la libertà di informazione con gravi conseguenze per gli equilibri democratici.

Quando al governo ci sarà il Movimento 5 Stelle, e succederà presto, smantelleremo questo sistema punto per punto. E lo sostituiremo con procedure pubbliche e trasparenti, cristalline, con selezioni fatte per merito, competenza, indiscutibile indipendenza; con una vera riforma della governance che permetta alla Rai di offrire il servizio pubblico che il nostro Paese merita e che spezzi in modo definitivo il rapporto malsano che finora l’ha legata alla politica.

Una Rai, finalmente, al servizio dei cittadini.

La Cura 5 Stelle a Bagheria funziona!

cinqueroePasquale Di Salvo, detto “u pupiddu”, uno dei 38 fermati nel blitz antimafia “Panta rei”, è intercettato dai carabinieri mentre ssi sfoga con il fratello, lamentando le difficoltà riscontrate nella gestione dei suoi affari illeciti nel settore dei rifiuti.

Riferendosi al sindaco M5S di Bagheria Patrizio Cinque, spiega: “Come vede due, tre persone, si apparecchia l’orecchio e ti manda gli sbirri, eh… non puoi avvicinare un assessore, non puoi avvicinare a nessuno perché già subito fa… dice… di cosa state discutendo, cosa state progettando? CON QUESTO SINDACO che c’è qui… QUESTO DENUNCIA TUTTI… NEANCHE GLI OCCHI PER PIANGERE RESTANO”.

Vi rendete conto di quanto sia vitale per il corretto funzionamento di un’amministrazione e per la vita di una comunità avere nelle Istituzioni persone pulite e oneste, che non hanno dovuto cedere a compromessi per essere eletti. Onestà e coerenza sono le migliori armi per sconfiggere le mafie.

Il M5S sta riportando la legalità e la speranza di poter vivere in un Paese migliore.

Coraggio!

Trasporti gratis per disoccupati: passa la risoluzione M5S

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Trasporti pubblici locali gratis per i disoccupati e i meno abbienti. Passa la proposta del M5S!

La risoluzione, a prima firma Michele Dell’Orco, è stata votata all’unanimità in Commissione alla Camera. Abbiamo così impegnato il governo a prevedere agevolazioni per chi ha perso il lavoro e chi dichiara meno di 20mila euro garantendo, così, il diritto all’accesso al trasporto pubblico.

Non solo: la risoluzione individua anche misure per aumentare di 50 milioni l’anno il fondo statale sui trasporti pubblici. Il governo voleva bocciare la proposta ma tutte le forze politiche l’hanno, invece, sostenuta. Avanti così!

Pluralismo nei tg: questo sconosciuto

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I dati di novembre sul pluralismo politico sono vergognosi. Non c’è emittente che si salvi. Quella del mese scorso è stata solo un’illusione. Presenteremo, quindi, nelle prossime ore interrogazioni alla Rai ed esposti all’Agcom.

Le percentuali dei notiziari Mediaset sono tornate a livelli indegni per l’informazione di un Paese democratico. Nel Tg4, giusto per fare un esempio, Forza Italia ha goduto del 52% del tempo, il Partito democratico del 20%, la Lega Nord del 12%, il M5S del 3%. Anche negli altri tg del biscione il quadro è imbarazzante, e questo suggerisce che il riequilibrio del mese precedente si era realizzato soltanto per prevenire eventuali sanzioni da parte dell’Agcom.

Il servizio pubblico, che più degli altri dovrebbe costituire un esempio di pluralismo, non riesce a liberarsi dalla cappa governativa. Nel complesso dei notiziari Rai il blocco Governo-maggioranza ha avuto oltre il 61% dello spazio, di cui il 41% soltanto il Governo, e le opposizioni sono a dire poco marginalizzate, avendo goduto appena del 18%. Questo accade anche nel Tg3, che qualcuno ha avuto l’ardire di definire “grillino”.
È una situazione, quella della Rai, perdurante e insostenibile, che i nuovi vertici devono assolutamente affrontare.
Non va meglio su SkyTg24, che riserva al blocco Governo- maggioranza quasi il 70%.

I dati, consultabili su ‪‎Open Tg, delineano un sistema dell’informazione interamente asservito al Presidente del Consiglio. Questo Paese soffre di una patologia per quanto riguarda il pluralismo e la libertà dell’informazione, una patologia che, a quanto pare, va ben oltre Berlusconi.

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Rai, maggioranza non permette il voto definitivo sulla riforma di Renzi

È incredibile! Per due volte al Senato è mancato il numero legale e il voto finale sulla Rai slitta alla prossima settimana. Per i parlamentari già dal giovedì inizia il weekend e niente riesce a trattenerli in Aula a lavorare, neppure la pseudo riforma della televisione pubblica tanto cara a Renzi.
Se neanche la maggioranza si preoccupa di assicurare il numero legale, questo la dice lunga sulla qualità della legge!
Ecco come si sprecano i soldi pubblici. Il weekend è il weekend. Che vergogna!

Ps. Questa è la dichiarazione di voto finale del M5S sulla riforma della Rai. Intervento del senatore Alberto Airola

Chiesto lo scioglimento del comune di Scafati per infiltrazione camorristica

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L’Antimafia ha chiesto lo scioglimento per infiltrazione camorristica del Consiglio comunale di Scafati: il sospetto è che il clan dei Casalesi abbia pilotato alcuni appalti pubblici. Coinvolti nell’indagine il sindaco Pasquale Aliberti e sua moglie Monica Paolino, entrambi esponenti di Forza Italia.

La Paolino è l’ex presidente della commissione antimafia del consiglio regionale campano, costretta alle dimissioni qualche mese fa proprio perché indagata per voto di scambio politico – mafioso!

Vi rendete conto in quali mani siamo? Dov’era il presidente Vincenzo De Luca quando si decideva a chi affidare la commissione speciale anticamorra e beni confiscati?

Questo sistema di partiti non potrà mai estirpare il male del crimine organizzato dalla nostra regione. Non hanno gli anticorpi necessari per farlo. Anzi si siedono allo stesso tavolo per fare affari. Tutti a casa!

I giudici della Consulta rinuncino ai propri privilegi. Esempio importante per il Paese

Sarebbe un gesto straordinario se i giudici della corte costituzionale rinunciassero al loro stipendio, all’auto blu e a tutti i privilegi che derivano dall’incarico. Sarebbe bello se la saggezza che deriva sia dall’anzianità e sia dal grande percorso di studi potesse essere considerata patrimonio di una comunità e in questo senso messa a disposizione di tutti come un dono. Un gesto importante e grande esempio per tutto il nostro Paese.

Consulta, impasse sbloccata grazie al M5S

Solo grazie al Movimento 5 Stelle è stato possibile sbloccare l’impasse per la Corte Costituzionale. Abbiamo scongiurato la nomina di politici di professione come il deputato di Forza Italia, e avvocato di Berlusconi, Francesco Paolo Sisto o di indagati come Giovanni Pitruzzella. Ancora una volta, vince il metodo M5S che ha portato a termine la missione di eleggere alla Consulta personaggi di alto profilo giuridico nell’interesse dei cittadini.

I dati sul microcredito M5S aggiornati al 16 dicembre 2015

Ecco i dati del microcredito aggiornati ad oggi: 849 aziende sostenute; oltre 17 milioni di euro erogati; una media di 20.853 € a impresa.
Grazie al taglio dei nostri stipendi contribuiamo ogni mese a far nascere nuove realtà imprenditoriali e a creare nuovi posti di lavoro. Un piccolo gesto, una soddisfazione immensa. Avanti così!

microcredito m5s 16 dicembre 2015