Archivi del mese: luglio 2016

Su stipendi Rai, Renzi e maggioranza responsabili. Chiariscano in commissione. E prima delle nomine, la Rai presenti il piano editoriale

Se in Rai il tetto degli stipendi non viene rispettato, gli unici responsabili sono Renzi e la maggioranza. Non solo non hanno fatto nulla per reintrodurre il limite, ora fingono anche di indignarsi. Sono la quintessenza dell’ipocrisia.
Peraltro, il direttore generale della Rai in commissione di Vigilanza è stato molto chiaro sul punto, dichiarando di non aver contrattato il proprio stipendio ma di aver accettato la proposta che gli era stata fatta.
Per questo chiederò che i responsabili del Governo, Renzi in primis, e Padoan, vengano in commissione di Vigilanza a fare piena chiarezza sulla vicenda e sullo sforamento del tetto agli stipendi.

Inoltre in queste ore scopriamo che la prossima settimana si riunirà il cda Rai. All’ordine del giorno ci saranno le nomine dei direttori dei telegiornali del servizio pubblico?
Al momento la Rai non ha ancora presentato pubblicamente alcun piano editoriale per l’informazione. Non è chiaro quindi come si possano fare le nomine alla guida dei notiziari in mancanza di un preciso progetto editoriale. La Rai dia un vero segnale di rinnovamento: presenti il piano editoriale in Vigilanza e metta in piedi una procedura aperta e trasparente per la scelta dei direttori di testata.
In vista di una campagna referendaria cruciale per la democrazia non si proceda a nominare direttori di testata schierati per l’uno o per l’altro campo. Fino a oggi i dati parlano chiaro, il Sì è dilagante. Dobbiamo scongiurare qualsiasi tentativo di blitz autoritario.

Mega stipendi Rai, le responsabilità hanno nomi e cognomi

A più riprese abbiamo cercato di reintrodurre il tetto agli stipendi per i vertici e i dirigenti Rai. La Commissione di Vigilanza aveva approvato all’unanimità un parere, di cui ero relatore, per richiedere l’inserimento del limite nello Statuto della tv pubblica. Il M5S ha presentato emendamenti in due occasionidiverse in Parlamento per raggiungere lo stesso risultato, emendamenti prontamente bocciati dalla maggioranza. Se c’è una parola che può descrivere l’operato del governo e del Pd su questa questione è ipocrisia. Ora si indignano per lo sforamento del tetto ma non hanno fatto nulla per evitarlo. Le responsabilità esistono e hanno nomi e cognomi. Ecco il mio intervento alla conferenza stampa di ieri su piano trasparenza e stipendi Rai

Vigilanza Rai, audizione di Maggioni e Campo Dall’Orto sul Piano trasparenza

audizione_27-07-2016

Oggi in #VigilanzaRAI audizione della presidente della Rai Monica Maggioni e del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. Si farà il punto sul Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale che obbliga la Rai a pubblicare sul proprio sito una serie di informazioni tra cui quelle su stipendi e curricula di dirigenti e consulenti.

Seguite la diretta streaming sulla web tv della Camera dei Deputati dalle 14.00.

Per fare chiarezza sulla questione del Piano trasparenza Rai

Per fare chiarezza sulla questione del Piano trasparenza Rai.

Il 2 marzo 2015 il MoVimento 5 Stelle presenta la sua riforma della governance Rai. All’interno della proposta, veniva inserita per la prima volta l’introduzione del Piano per la trasparenza e per la comunicazione aziendale. Potete leggerlo qui all’articolo 3, comma 9.

Successivamente è arrivato il disegno di legge del governo di riforma della Rai. Abbiamo quindi trasformato le nostre proposte in emendamenti alla riforma. Quasi tutte sono state bocciate dalla maggioranza ma non il Piano per la trasparenza che è stato tradotto nell’emendamento 2.631 e approvato dal Senato come potete vedere qui.

Questi sono i fatti.

Il piano per la trasparenza è un’innovazione importante nell’ambito di una riforma, quella voluta dal Governo, complessivamente molto critica dal punto di vista democratico. E che per questo non ha avuto il nostro appoggio.

Mercoledì Maggioni e Campo Dall’Orto in Vigilanza Rai su Piano trasparenza

Mercoledì 27 luglio in commissione di Vigilanza Rai saranno auditi la presidente della Rai Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. I vertici Rai sono stati convocati per fare il punto sul Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale che obbliga l’azienda a pubblicare sul proprio sito una serie di informazioni tra cui quelle su retribuzioni e curricula di dirigenti e consulenti. Sarà l’occasione anche per chiedere conto dello sforamento del tetto dei 240 mila euro per gli stipendi Rai.

L’audizione sarà trasmessa in streaming sulla web tv della Camera dei Deputati.
Potrete seguire la diretta a partire dalle ore 14.00.

L’emendamento M5S (Liuzzi) per obbligare la Rai a rispettare il tetto agli stipendi

Voglio ricordare a Orfini e a quelli del Pd che ora si indignano per gli stipendi in Rai che la nostra portavoce Mirella Liuzzi durante la discussione della riforma aveva presentato un emendamento proprio per obbligare la Rai a stare nel tetto dei 240 mila euro.

Ci siamo battuti molto per quell’emendamento ma il Governo e la maggioranza risposero che “non era quella la sede adatta”. E il Pd votò contro. Allora abbiamo pensato di ripresentare quell’emendamento anche nella sede più “adatta”, cioè durante l’esame della legge di stabilità a dicembre. Risultato? Parere contrario del Governo. Ipocriti.
Ascoltate l’intervento della nostra Mirella Liuzzi durante la discussione della riforma e qui potete vedere chi votò a favore e contro quell’emendamento.

Il piano per la trasparenza in Rai proposta del M5S

Il Piano per la trasparenza in Rai era inserito nella proposta di legge del M5S sulla Rai. Quella ed altre proposte sono state trasformate in emendamenti durante la discussione della riforma Rai voluta dal Governo. Quasi tutte le nostre proposte sono state bocciate, tranne il Piano per la trasparenza (e qualche altra norma di contorno) che la maggioranza ha ritenuto di accogliere e che oggi, appunto, obbliga la Rai a pubblicare online stipendi, cv e altre informazioni che riguardano l’azienda. La riforma Rai targata Renzi resta però nel suo complesso una riforma orribile perché tiene la Rai legata a doppio filo al potere esecutivo con la nomina dell’amministratore delegato da parte dello stesso governo e non allontana la politica dalla principale azienda culturale del nostro Paese. Per questo il M5S ha voto contro il testo finale della riforma.

Da domani online stipendi e cv di dipendenti Rai. Possibile grazie all’azione del M5S

Da domani i cittadini potranno finalmente avere accesso alle informazioni su stipendi e curricula dei dirigenti e consulenti della Rai.
Questo è stato possibile grazie all’azione del M5S.
Il Piano per la trasparenza aziendale è infatti una nostra proposta che è stata inserita nella riforma Rai. In virtù di questa norma, la Rai è tenuta a pubblicare sul proprio sito gli stipendi e i curricula dei dirigenti, di cui si sta discutendo in queste ore, ma anche altre informazioni come, ad esempio, l’attività del CdA, gli investimenti destinati ai prodotti audiovisivi italiani, i criteri e le modalità per l’assegnazione degli appalti.
La trasparenza è una battaglia che portiamo avanti dal primo istante in cui siamo entrati in Parlamento e, personalmente, da quando sono presidente della commissione di vigilanza Rai.
La prossima settimana il direttore generale Campo Dall’Orto sarà audito in commissione di vigilanza sul tema e in quell’occasione torneremo con forza a chiedere un gesto di responsabilità sugli stipendi dei dirigenti. Infatti, nonostante non sia formalmente obbligata a rispettare il limite dei 240 mila euro, la Rai non è un’azienda come le altre, è pagata con il canone dei cittadini e deve sottostare a quel tetto. È quello che qualche mese fa la Vigilanza ha già chiesto ufficialmente.

E’ per questi motivi che riteniamo la trasparenza un valore fondamentale, perché consente ai cittadini di esigere nella gestione dei beni pubblici comportamenti sobri e virtuosi.
Vi tengo aggiornati.