Archivi del mese: novembre 2016

#IodicoNo appuntamenti a Salerno e Napoli

immagine-io-dico-no-caserta Ci sono tante ragioni per cui è necessario votare NO al referendum. Stiamo girando l’Italia per illustrarle e confrontarci con i cittadini sulla riforma costituzionale.

Mercoledì 30 novembre sarò a SALERNO insieme ad altri portavoce del M5S per un incontro pubblico sul tema a cui invito tutti a partecipare. Ci vediamo in piazza Valitutti alle 19.00. Con me ci saranno Andrea Cioffi, Angelo Tofalo, Paola Nugnes, Michele Cammarano e Vilma Moronese. Qui trovate i dettagli dell’iniziativa.

Giovedì 1 dicembre, invece, vi diamo appuntamento a NAPOLI per l’ultima tappa del Camper Tour #IodicoNo in Campania (ore 18.30, piazza del Gesù, complesso Monumentale di Santa Chiara).
Vi aspettiamo e portate gli indecisi!

Tagliare i costi della politica? Facilissimo.

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Tagliare i costi della politica è facilissimo. Basta fare come fa il M5S da quando è entrato nelle Istituzioni.
Rinunciare ai rimborsi elettorali, e quindi, nel caso del Movimento, a oltre 42 milioni di euro (anche nel rispetto di quanto gli italiani hanno deciso con il referendum del 1993)? Fatto. Dimezzarsi lo stipendio spontaneamente senza aspettare una legge ad hoc? Fatto. Rendicontare ogni spesa sostenuta per l’esercizio del mandato e restituire quanto non utilizzato anche se la legge non lo richiede? Fatto. Rinunciare alle indennità di funzione riconosciute a chi, come me, ha una carica istituzionale? Fatto. E ancora no alle auto blu, no alle spese di rappresentanza.
In più di tre anni ho restituito quasi 140 mila euro e totalmente rinunciato a 86.600 euro di indennità aggiuntiva come Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Tutti noi parlamentari del MoVimento abbiamo restituito, tra tagli agli stipendi e rendicontazione delle diarie, 19.493.075 euro. In questo modo è stato possibile sostenere, grazie al fondo per il microcredito, 3235 piccole e medie imprese (7860 i posti di lavoro stimati).
Da un lato riduciamo i costi della politica, dall’altro sosteniamo il tessuto produttivo del Paese. E tutto questo senza stravolgere 47 articoli della Costituzione e senza aspettare provvedimenti ad hoc. Caro Pd, fai come noi!

Dati Agcom e squilibri nell’informazione, convocati i vertici Rai in Commissione di Vigilanza

Ho convocato in via straordinaria e urgente i vertici della Rai in Commissione di Vigilanza oggi alle ore 16.15.
Le opposizioni hanno avanzato questa richiesta di convocazione avvalendosi di uno strumento previsto dal Regolamento della Commissione. Oggetto della discussione i dati pubblicati dall’Agcom che evidenziano una situazione di grave squilibrio nell’informazione, non solo fra Sì e No, ma soprattutto in relazione alla presenza esorbitante del Presidente del Consiglio e degli altri membri del Governo nei tg.
Strumenti eccezionali si utilizzano in circostanze eccezionali, com’è appunto un referendum sulla Costituzione.
Potrete seguire la seduta in diretta streaming sulla web tv della Camera dei Deputati.

Il metodo Pd per controllare i tg

Esiste un metodo scientifico con cui il Partito democratico di Matteo Renzi controlla i telegiornali della Rai. Il presupposto è che lui stesso li ha nominati tramite il duo Maggioni-Dall’Orto piazzato ai vertici del servizio pubblico con la complicità dell’amico Berlusconi.

Il metodo funziona così: nelle edizioni principali, quella di pranzo e quella di cena, i telegiornali Rai aprono con un servizio su Renzi. Ci sono le sue parole prese da palchi e conferenze stampa, sempre senza contraddittorio. Seguono elogi della statura politica del presidente del Consiglio, mentre quando va bene vengono citati i sistematici scontri di piazza che inseguono Renzi in ogni regione.

Dopo l’onnipresente premier tocca in ordine sparso alle opposizioni, quelle finte come Forza Italia, e quelle vere, come il Movimento 5 Stelle. In occasioni di grandi eventi ci sono servizi dedicati, nelle altre occasioni i direttori e i capiredattori ordinano i cosiddetti ‘pastoni’, ovvero quei servizi televisivi che contengono un po’ di tutto.

Poi ecco arrivare anche la posizione della maggioranza, che ovviamente ricalca quella del governo. Quindi via libera ai vari Casini, Cicchitto e Romano che fanno da scudieri o da incursori, sfruttando il loro spazio (sì perché neanche loro sono mai intervistati ma dichiarano a tema libero). E quindi ecco l’effetto ‘panino’, con il Movimento 5 Stelle sempre schiacciato fra due posizioni. Non è un’opinione, sono i dati del monitoraggio televisivo che fa l’Autorità per le comunicazioni: al Tg1 Renzi e i suoi parlano per circa il 70% del tempo nella scorsa settimana, al Tg2 invece poco meno del 60%, infine il Tg3 dove lo spazio è poco sotto il 40%. Ed è successo anche ieri: sul Tg1 servizio su Renzi, poi le opposizioni e quindi due minuti di intervista al ministro Boschi; sul Tg2 servizio su Renzi, poi le opposizioni e quindi due minuti di intervista al ministro Padoan. Questa è una vera e propria occupazione. Un’occupazione legittimata dalla stessa Autorità per le comunicazioni, che dovrebbe essere garante ma garante non è perché di fronte a questi numeri e a questi comportamenti non interviene.

Non solo, in Rai succede anche un’altra cosa agghiacciante. E’ l’ufficio stampa del Pd a decidere i servizi sul Movimento 5 Stelle. Infatti bastano due-tre comunicati stampa del partito renziano che qualunque notizia, senza alcun filtro giornalistico, diventa un servizio televisivo. E i complici non sono quei giornalisti che provano a fare il proprio mestiere ma quei direttori, vicedirettori e caporedattori che per tenersi saldi alla poltrona spesso diventano più realisti del re, si sdraiano per terra e si fanno calpestare e umiliare dal renzismo.

Questo non è servizio pubblico, la Rai che funziona così non ha ragione di esistere perché equivale a Mediaset, dove le tre reti sono di Berlusconi di nome e di fatto. Una seria legge sul conflitto d’interessi non esiste, così Matteo e Silvio si dividono la torta.

Con il M5S al governo arriveranno subito due riforme: fuori la politica dalla Rai dove i vertici saranno scelti solo per curriculum e via i partiti anche dall’Autorità garante per le comunicazioni che deve tornare ad essere garante per davvero. E poi una vera legge sul conflitto d’interessi, perché il M5S non dovrà rendere conto a nessuno se non ai cittadini italiani.

Domani a Roma in cammino per la Costituzione

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Vi aspettiamo domani a Roma per Il Cammino per la Costituzione. Ci vediamo alle 13,30, piazzale di San Paolo Fuori le Mura e da lì partirà una passeggiata, una camminata per la Costituzione, 4 km fino alla Bocca della Verità. Venite con noi e portate un simbolo tricolore. Partecipare è importante. Mancano meno di dieci giorni al voto e ognuno di noi deve fare il possibile per informare sulla riforma e sui suoi rischi. Domani sarà una nuova occasione per fare informazione e confrontarci. Non mancate

Lettera di Renzi agli italiani all’estero, un aggiornamento sul mio esposto all’Agcom

Ricordate la lettera di Renzi agli italiani all’estero?

Vi racconto un episodio che spiega bene lo stato di salute della nostra democrazia.

Il 15 novembre ho presentato un esposto all’Agcom perché con quella lettera è stata violata una norma di legge importantissima: il divieto di comunicazione istituzionale. Prima di fare l’esposto, abbiamo analizzato a fondo la giurisprudenza sul punto: la violazione di legge è chiara, perché Renzi scrive come premier (sua foto con Obama e frasi eloquenti come “In questi due anni e mezzo di Governo ho visitato”). All’Agcom lo sanno perfettamente.

Bene, ieri mattina l’Autorità mi ha chiamato per avere un’integrazione di documenti, visto che stava per decidere sull’esposto. Ho immediatamente inviato quanto richiesto e poi silenzio. Non ho saputo più nulla, sono passati dieci giorni dalla presentazione dell’esposto e pare che il Presidente Cardani abbia sospeso e rinviato la decisione (sempre ieri mattina, davanti alle palesi violazioni del Tg1 e del Tg2, il Consiglio dell’Autorità ha votato per non sanzionare. Solo un commissario si è opposto).

Vi rendete conto? Stiamo parlando di uno dei referendum più importanti della storia repubblicana, la campagna sta per finire, probabilmente il premier ha violato un’importante norma di legge e l’Agcom che fa? Resta immobile, rinvia. E lo sapete perché rinvia? Perché è bloccata dalle sue maggioranze politiche e dal terrore di prendere una decisione che riguarda direttamente il premier.

Per la stessa violazione, infatti, sono state sanzionate tante istituzioni in queste settimane (soprattutto piccoli comuni), ma il Presidente del Consiglio no, forse è meglio temporeggiare, evitare.

Eccola l’onestà intellettuale, la schiena dritta di chi ricopre ruoli delicatissimi in democrazia, eccoli i vertici dell’autorità indipendente per le garanzie nelle comunicazioni. Vigliacchi e proni al potere.

Vergognosi gli ultimi dati sull’informazione pubblica per la campagna referendaria. Rai incapace di fare servizio pubblico

Possiamo tranquillamente privatizzarla, la Rai: è incapace di fare servizio pubblico.

Sono stati appena pubblicati dall’Agcom i dati della settimana 14-20 novembre. Sono vergognosi.

Nei tg Rai il Sì ha goduto di 1 ora e 8 minuti in più rispetto al No (54,6% contro 42,7%). Ma questo non è nulla rispetto alla presenza del premier e del Governo: 47% del tempo di parola al Tg1, 36% al Tg2, 44% su Rainews. Tempo di notizia? 42% Tg1, 45% Tg2, 46% Rainews. Il grosso è tempo del premier, ovviamente. Ricordo ancora una volta che l’informazione dei membri del Governo in una campagna elettorale deve limitarsi, per legge, alle funzioni istituzionali, e non è ammessa la propaganda.

Vergognosa anche la situazione di altre testate, in particolare Tg5 e SkyTg24, che è un servizio d’informazione privata del Governo (Governo + Presidente del Consiglio al 56,1% del tempo di parola).

Davvero una bella campagna referendaria: un Presidente del Consiglio che tenta di inquinare il voto degli italiani all’estero inviando lettere di propaganda; fuorilegge il servizio pubblico e altre emittenti; connivente l’Agcom, che dovrebbe intervenire molto più duramente di fronte a una situazione così preoccupante per la democrazia. Dopo i dati di oggi ha richiamato soltanto i canali SkyTg24, Rainews24 e Tgcom24.

Azionerò ogni strumento possibile per fermare questo scempio e fare sì che siano sanzionati i responsabili di questi comportamenti.

Quanto a certi individui del servizio pubblico, cos’hanno avuto in cambio per fornire un’informazione del genere in uno dei momenti più importanti della storia democratica del Paese? Vigliacchi! Oltre a questi dati, abbiamo dovuto subire una pessima qualità dell’informazione. Per esempio, il video informativo di due giorni fa alla trasmissione Agorà, con errori grossolani, incompleto, spudoratamente orientato a favore del Sì. Oppure i servizi del Tg2 negli ultimi giorni, sempre più un bollettino governativo.

Alla disonestà di questo Governo risponderemo noi cittadini il 4 dicembre con il voto, e nel giro di poco tempo non li vedremo più. Questo Paese ha bisogno di un’aria nuova, di tornare finalmente a respirare.

Prossimi appuntamenti: Treviso e Belluno – 24 e 25 novembre

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Nei prossimi giorni parteciperò insieme ad altri portavoce del MoVimento 5 Stelle a una serie di iniziative e di incontri con i cittadini. Ecco gli appuntamenti:

Giovedì 24 novembre
Sarò a PIEVE DI SOLIGO (Treviso) alle 19:00 per un incontro sulle ragioni del NO insieme ai miei colleghi Emanuele Cozzolino, Gianni Girotto – Cittadino Portavoce M5S Senato e Federico D’Incà MoVimento 5 Stelle (Via Tacchini, 45 – Pizzeria Agli Angeli).
Alle 21:00 sarò a CONEGLIANO per partecipare con Federico D’Incà al dibattito pubblico sul referendum costituzionale. Appuntamento al Teatro Auditorium Dina Orsi (via Einaudi).

Venerdì 25 novembre
Alle 11:30 insieme ai portavoce del M5S terremo una conferenza stampa a BELLUNO sui temi della riforma costituzionale e sulle ragioni del NO al Centro Rossi. Nel pomeriggio visiteremo la diga del Vajont (14:00) e la Mig di Longarone (15:30), e alle 17:30 parteciperemo a un incontro con i cittadini a Domegge di Cadore.
In serata, alle 21:00, vi aspettiamo al confronto sul referendum del 4 dicembre e sul ruolo dei mass media in Italia a PIEVE DI CADORE (Sala Cosmo).