Archivi del mese: ottobre 2017

Più pensano di vincere, più stanno perdendo

La nostra lotta per la democrazia prosegue senza sosta, fuori e dentro le aule parlamentari. Mettendo mano alle regole del gioco, alterandole, i partiti pensano di aver trovato la soluzione per sopravvivere, ancora per un po’. Non sappiamo se ce la faranno, sappiamo però che questo tentativo disperato non ha niente a che vedere con la democrazia. Lo ha detto pochi minuti fa Beppe sul palco, usando delle belle parole. La democrazia è un’altra cosa, e risiede in altri luoghi: nella partecipazione di piazza, nelle periferie, nei territori dimenticati, non ha niente a che fare con queste bieche operazioni di potere. Lo dicevamo anche ai tempi della riforma costituzionale, approvata con metodi altrettanto vergognosi. Più pensano di vincere, più stanno perdendo. Oggi avrei voluto essere lì fisicamente, ma per un impedimento personale non mi è stato possibile. Sono però lì con il cuore, convinto che questa piazza, anche oggi, sia dalla parte giusta. Coraggio!

Il Parlamento europeo approva il report del M5S sul reddito di cittadinanza

Buone notizie dal Parlamento europeo: è stato approvato il report sul reddito di cittadinanza proposto dal MoVimento 5 Stelle. Il documento prevede un piano per fronteggiare l’emergenza povertà in Europa attraverso diverse misure, come l’uso del Fondo sociale europeo per cofinanziare il reddito di cittadinanza e l’adozione di una direttiva della Commissione europea vincolante per tutti gli stati membri in modo da affrontare il problema nell’ambito di un quadro normativo comune. Un importante passo in avanti nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Leggete qui e passate parola.

Archivio Gianni Minà, la risposta della Rai

Ecco la risposta della Rai  alla mia interrogazione sull’archivio di “Blitz”, uno dei programmi storici di Gianni Minà. Come ricorderete, il giornalista aveva lanciato un appello nelle scorse settimane perché le puntate di quella trasmissione non andassero perdute a causa del deterioramento dei supporti materiali. Ebbene, qualche rassicurazione sembra arrivare da Viale Mazzini e finalmente attraverso una risposta puntuale.

La Rai afferma che alcune puntate di “Blitz” sono già state digitalizzate e che si starebbe procedendo alla digitalizzazione di tutto il materiale archiviato, compresi altri programmi firmati da Minà. Non risulterebbero problemi specifici per lo stato di conservazione dei supporti, custoditi negli archivi di Milano e Roma. Il prossimo anno – continua Viale Mazzini – “Blitz” figurerà anche nella sezione di RaiPlay dedicata a “I favolosi”, ovvero alle più importanti produzioni realizzate dalla tv pubblica negli anni scorsi. Intanto sul sito di Rai Teche sono pubblicati e disponibili alcuni estratti del programma.
Un cenno, infine, al piano complessivo di digitalizzazione del patrimonio audiovisivo del servizio pubblico, che è attualmente in fase di sviluppo e si prolungherà nell’arco di alcuni anni.

Bene, dunque, che si proceda verso questa direzione. Se la Rai darà concretamente seguito a quanto anticipato, sarà fatto un importante passo in avanti. Continueremo ovviamente a tenere i riflettori accesi su questo tema. La Rai custodisce quello che è a tutti gli effetti un pezzo del patrimonio culturale di tutti gli italiani. Preservare, valorizzare e rendere accessibili questi tasselli di memoria deve essere un impegno costante per il servizio pubblico.

A proposito della legge elettorale

La proposta di legge approvata ieri dalla Camera prevede un sistema misto così fatto:

– 1/3 terzo del Parlamento è eletto con il sistema maggioritario, cioè ogni lista/coalizione presenta un candidato che sfida quelli delle altre liste ed è eletto il più votato. Sulla scheda troveremo quindi i nomi del candidati;
– 2/3 terzi del Parlamento sono eletti con il sistema proporzionale, cioè ogni lista ottiene un numero di seggi proporzionato ai voti ricevuti. Sulla scheda troveremo i simboli delle liste collegate al candidato uninominale;
– Non è possibile esprimere preferenze.

Dov’è il problema?

In un sistema misto l’elettore dovrebbe poter esprimere due voti: uno per il maggioritario (sulla persona) e uno per il proporzionale (sulla lista e, quindi, sul programma). Qui invece è previsto un unico voto. Questo non solo restringe ulteriormente la già limitata libertà di scelta – visto che le preferenze non ci sono – ma comporta anche che saranno create coalizioni puramente artificiali, di facciata, a soli fini elettorali. Non è infatti previsto l’obbligo di presentare un programma di governo comune e condiviso: nessuna chiarezza nei confronti dei cittadini. In questo modo, come spiegava anche il Prof. Lanchester in un’intervista a Repubblica, i partiti, ormai debolissimi nella società, puntano a controllare e incanalare il voto per autoconservarsi.

Parlare della legge elettorale non significa parlare di tecnicismi, ma del modo con cui i temi del nostro vivere quotidiano possono tradursi in politiche pubbliche e in leggi. La legge elettorale è la porta di accesso dei cittadini nelle istituzioni. Il modo in cui viene riformata ci rivela la concezione che una classe politica ha della democrazia e della partecipazione. Anche gli elementi più tecnici e apparentemente incomprensibili – le soglie di sbarramento, il numero di firme necessarie per presentare una lista, come si vota, come sono fatti i collegi – sono il metro con cui misuriamo la considerazione che le istituzioni hanno della volontà dei cittadini. E a seconda di come questi punti vengono trattati, possiamo capire se la legge elettorale è usata come strumento di potere o di realizzazione della volontà popolare.

Ora la legge appena approvata alla Camera, il cosiddetto “Rosatellum bis”, mette in secondo piano la volontà dei cittadini, anzi tende a ingannarla, per garantire ai partiti di preservare le proprie posizioni di potere. L’ho già detto in questi giorni e lo ripeto: alzare questo muro fra Stato e cittadini, fare una legge contro qualcuno, farla a pochi mesi dal voto violando le regole basilari del metodo delle riforme, farla a colpi di fiducia umiliando il Parlamento, non servirà a nulla. La rivoluzione culturale che stiamo portando avanti da anni non è e non può essere legata a un sistema elettorale, a un premio di maggioranza, ma è qualcosa di molto più profondo che agisce nella coscienza del Paese. E che prima o poi si rivelerà in tutta la sua bellezza.

L’ennesima legge vergognosa. Ma niente potrà ostacolare il cambiamento

 Hanno approvato l’ennesimo provvedimento vergognoso, una legge elettorale che inganna i cittadini e non consente loro di scegliere. E lo hanno fatto ponendo la questione di fiducia, calpestando così le prerogative del Parlamento. Noi proseguiremo la nostra battaglia per la democrazia al Senato. Non arretreremo di un millimetro. Grazie a tutti di cuore per la partecipazione di questi giorni. Andiamo avanti. Niente potrà ostacolare il cambiamento in atto nel nostro Paese. Coraggio!