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Vigilanza Rai al lavoro su delibera per regolamentare conflitti di interesse degli agenti delle star

Continua il lavoro della Commissione di Vigilanza Rai sulla delibera per regolamentare i conflitti di interesse degli agenti delle star televisive. Come ricorderete, avevamo affrontato il tema già in sede di parere sul contratto di servizio che, però, non è stato mai firmato da Rai e Ministero. Si tratta però di una questione di trasparenza ed etica che non va trascurata. È accaduto che i manager di artisti avessero un doppio ruolo nell’ambito di uno stesso progetto come produttori e agenti, una pratica vietata alla Bbc e ritenuta eticamente inaccettabile negli Stati Uniti. Con la riunione di oggi la Commissione proseguirà la discussione dell’atto di indirizzo. Occorre porre dei paletti a un fenomeno che va avanti da troppo tempo.

Ancora confusione sul tetto ai contratti artistici Rai. Nessuna scelta chiara da parte del governo

Il governo non ha avuto il coraggio di fare una scelta chiara rispetto al tetto dei 240 mila euro per i contratti di natura artistica in Rai con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. La situazione confusa che si è venuta a creare ha portato lo stesso Ministero dell’economia, su richiesta della Rai, a chiedere un parere all’Avvocatura generale dello Stato, un parere, se possibile, ancora meno chiaro della legge. Assurdità su assurdità. Ne ho parlato oggi in Commissione di Vigilanza. Ecco il mio intervento:

Audizione del viceministro Morando in Commissione di Vigilanza Rai

audizioni_06092017_viceministro MorandoOggi si riunisce la Commissione di Vigilanza Rai.

Alle 14.30 svolgeremo l’audizione del Viceministro dell’economia, Enrico Morando.

Si affronteranno, tra i vari temi, il codice della Rai sul tetto agli stipendi, la raccolta del canone, le procedure seguite per la nomina del nuovo direttore generale.

Potrete seguire i lavori qui in diretta streaming qui di seguito o collegandovi alla Web tv della Camera dei Deputati.

Diretta Rainews della presentazione del libro di Renzi: problema di opportunità, di qualità dell’informazione e di pluralismo

La diretta di Rainews della presentazione del libro di Renzi, andata in onda nei giorni scorsi per 25 minuti, è l’ennesima dimostrazione del rapporto simbiotico fra la Rai e l’ex premier.
Non si trattava di un evento istituzionale (Renzi infatti non ricopre alcuna carica) né di un grande evento politico meritevole di cronaca. No, semplicemente una delle tante presentazioni del libro, inframmezzata dall’intervista del direttore della testata.
C’è un serio problema di opportunità, di qualità dell’informazione e soprattutto di pluralismo. Problemi che riguardano Rainews e più in generale la Rai. Basti pensare come il libro di Renzi sia stato presentato in più o meno ogni programma con interviste ad hoc, da ultimo la “Vita in diretta” pochi giorni fa.

I dati dei primi sei mesi del 2017 ci dicono che mentre la percentuale di presenza del Governo è tornata a livelli normali, quella del partito di maggioranza è aumentata a livelli pazzeschi, stabilmente intorno al 40 per cento (solo a giugno è arrivato finalmente un parziale riequilibrio). E ciò grazie alla strabordante presenza di Renzi. In pratica chi prima ha dominato la Rai abusando della propria carica istituzionale, continua a farlo oggi nella veste di segretario del partito di maggioranza. Come se il servizio pubblico fosse cosa sua. Le violazioni del pluralismo sono state travasate da una voce a un’altra.

Temo che appellarsi al direttore generale della Rai – lo stesso che in piena campagna referendaria concedeva al premier percentuali di presenza abnormi – servirebbe a poco.
Porrò la questione in Commissione di Vigilanza e contestualmente chiederò all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di verificare, per le eventuali sanzioni, la legittimità di quanto avvenuto in questi giorni e più in generale dello stato del pluralismo alla luce dei dati dei primi sei mesi.

In Rai hanno solo mescolato le carte, la situazione continua a essere preoccupante.

La Rai trasmetta il piano news alla Commissione di vigilanza

Ciao a tutti, volevo aggiornarvi sulla questione che riguarda il piano news della Rai. Mesi fa il Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini ha bocciato il progetto di riorganizzazione dell’informazione del servizio pubblico proposto dall’ex direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. E proprio questa bocciatura, come ricorderete, ha poi portato alle dimissioni dello stesso Campo Dall’Orto, dimissioni che hanno aperto la strada alla nomina di Mario Orfeo come nuovo direttore generale. La Commissione di vigilanza, all’unanimità, ha chiesto da tempo al cda della Rai di poter visionare questo piano e comprendere le ragioni che ne hanno impedito l’approvazione. Molti consiglieri di amministrazione della Rai si sono espressi a favore in tal senso, ma con una lettera la Presidente Maggioni ha comunicato che il progetto non poteva essere trasmesso alla Commissione. Si tratta di un atto gravissimo: perché un documento che potrebbe essere senza problemi pubblico e trasparente resta segreto e giace nei cassetti del cda Rai? E perché ci si rifiuta di trasmetterlo a un organismo parlamentare come la Commissione di vigilanza?
Chiediamo nuovamente che il piano news proposto da Campo Dall’Orto arrivi in Commissione di vigilanza e agiremo in tutte le sedi per averlo.
L’informazione è uno dei capisaldi della missione di servizio pubblico ed è inaccettabile che il cda si rifiuti di inviare il piano. Continueremo a insistere in questa richiesta perché si faccia definitivamente chiarezza.

Vigilanza Rai al lavoro su atto di indirizzo per superare i conflitti di interesse degli agenti delle star

La Commissione di Vigilanza è al lavoro su un atto di indirizzo affinché la Rai adotti un regolamento per superare i conflitti di interesse degli agenti delle star. Si tratta di una importantissima questione che riguarda la gestione e la trasparenza dell’azienda radiotelevisiva pubblica. La Commissione affronta il tema da anni ed era già intervenuta, come ricorderete, con il parere sul contratto di servizio, contratto mai firmato da Rai e Ministero dello Sviluppo Economico. Andiamo dunque avanti con lo strumento dell’atto di indirizzo perché si regoli finalmente un fenomeno che va avanti da tempo e si evitino i conflitti di interesse in capo agli agenti dello spettacolo, in modo che si possa innovare maggiormente sul piano dei palinsesti e si pongano le condizioni per l’emersione di nuovi talenti. Il servizio pubblico ha una grande responsabilità su questo punto.

La commissione di Vigilanza ha chiesto di acquisire il piano news già all’indomani della bocciatura dello stesso da parte del consiglio di amministrazione della Rai. Aspettiamo da un mese di acquisire un documento importante per chiarire quello che è accaduto in Viale Mazzini ma non abbiamo risposte. Ci aspettiamo che già nelle prossime ore venga consegnato alla commissione di Vigilanza. Nell’audizione di ieri praticamente tutti i consiglieri hanno espresso il proprio favore alla consegna del piano alla Commissione. Non comprendiamo la motivazione per cui non ne siamo ancora in possesso. Da parte della presidenza questo è un grave sgarbo istituzionale.