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La Rai trasmetta il piano news alla Commissione di vigilanza

Ciao a tutti, volevo aggiornarvi sulla questione che riguarda il piano news della Rai. Mesi fa il Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini ha bocciato il progetto di riorganizzazione dell’informazione del servizio pubblico proposto dall’ex direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. E proprio questa bocciatura, come ricorderete, ha poi portato alle dimissioni dello stesso Campo Dall’Orto, dimissioni che hanno aperto la strada alla nomina di Mario Orfeo come nuovo direttore generale. La Commissione di vigilanza, all’unanimità, ha chiesto da tempo al cda della Rai di poter visionare questo piano e comprendere le ragioni che ne hanno impedito l’approvazione. Molti consiglieri di amministrazione della Rai si sono espressi a favore in tal senso, ma con una lettera la Presidente Maggioni ha comunicato che il progetto non poteva essere trasmesso alla Commissione. Si tratta di un atto gravissimo: perché un documento che potrebbe essere senza problemi pubblico e trasparente resta segreto e giace nei cassetti del cda Rai? E perché ci si rifiuta di trasmetterlo a un organismo parlamentare come la Commissione di vigilanza?
Chiediamo nuovamente che il piano news proposto da Campo Dall’Orto arrivi in Commissione di vigilanza e agiremo in tutte le sedi per averlo.
L’informazione è uno dei capisaldi della missione di servizio pubblico ed è inaccettabile che il cda si rifiuti di inviare il piano. Continueremo a insistere in questa richiesta perché si faccia definitivamente chiarezza.

Vigilanza Rai al lavoro su atto di indirizzo per superare i conflitti di interesse degli agenti delle star

La Commissione di Vigilanza è al lavoro su un atto di indirizzo affinché la Rai adotti un regolamento per superare i conflitti di interesse degli agenti delle star. Si tratta di una importantissima questione che riguarda la gestione e la trasparenza dell’azienda radiotelevisiva pubblica. La Commissione affronta il tema da anni ed era già intervenuta, come ricorderete, con il parere sul contratto di servizio, contratto mai firmato da Rai e Ministero dello Sviluppo Economico. Andiamo dunque avanti con lo strumento dell’atto di indirizzo perché si regoli finalmente un fenomeno che va avanti da tempo e si evitino i conflitti di interesse in capo agli agenti dello spettacolo, in modo che si possa innovare maggiormente sul piano dei palinsesti e si pongano le condizioni per l’emersione di nuovi talenti. Il servizio pubblico ha una grande responsabilità su questo punto.

La commissione di Vigilanza ha chiesto di acquisire il piano news già all’indomani della bocciatura dello stesso da parte del consiglio di amministrazione della Rai. Aspettiamo da un mese di acquisire un documento importante per chiarire quello che è accaduto in Viale Mazzini ma non abbiamo risposte. Ci aspettiamo che già nelle prossime ore venga consegnato alla commissione di Vigilanza. Nell’audizione di ieri praticamente tutti i consiglieri hanno espresso il proprio favore alla consegna del piano alla Commissione. Non comprendiamo la motivazione per cui non ne siamo ancora in possesso. Da parte della presidenza questo è un grave sgarbo istituzionale.

Sulla vicenda dei rimborsi della Rai per le presentazioni del libro della Presidente Maggioni servono ulteriori chiarimenti

Qualche giorno fa la Rai ha risposto a un’interrogazione dicendo che la scelta di rimborsare la presidente Maggioni (allora direttore di Rai News) per gli eventi di presentazione del suo libro “Terrore mediatico” è legata alle “policies aziendali”.
Cosa intende precisamente per policy aziendale? Una procedura formale? Una prassi? Serve avere ulteriori chiarimenti.
Chi ha autorizzato questi rimborsi? Tra l’altro i primi eventi di presentazione del libro sono stati svolti quando Monica Maggioni era direttrice di Rai News, gli ultimi quando era già presidente Rai. Chiedo alla Rai se quei rimborsi sono stati chiesti direttamente da Maggioni o da qualche altro dirigente. E ritengo utile sapere in quali modi, economicamente e non, la Rai ha partecipato alla promozione di questo libro.
Un altro quesito riguarda la circostanza che il libro è stato pubblicato con una casa editrice diversa da Rai Eri. Infatti nella maggior parte dei casi le pubblicazioni dei protagonisti di Viale Mazzini sono almeno co-edite da Rai Eri, cosa che rende più comprensibile la partecipazione della Rai alla promozione.
Ho chiesto l’elenco dei precedenti analoghi, cioè di presentazioni di libri scritti da giornalisti Rai per case editrici terze ma finanziate dall’azienda.
Capire come la Rai si sia mossa in questi anni con altri suoi giornalisti è un aspetto di fondamentale importanza per capire se il privilegio fruito da Monica Maggioni sia un caso isolato o il frutto di una prassi aziendale. Ho presentato un’interrogazione, vi terrò aggiornati.

Gli studenti dell’I.C. D’Aosta – Scura di Napoli in visita alla Commissione di Vigilanza Rai

aula commissione di vigilanza

Oggi ho avuto il grande piacere di ospitare in Commissione di Vigilanza Rai gli studenti dell’I.C. D’Aosta – Scura di Napoli, accompagnati dai docenti e dal dirigente scolastico, in visita alla Camera dei Deputati. Abbiamo parlato di tanti temi, dal rapporto che hanno con i media a quello con le istituzioni. I più piccoli sono il nostro futuro e il Parlamento è la loro casa. Sono stato davvero felice di aver ricevuto la loro visita. Grazie per questa bella occasione di confronto!

I responsabili del caos in Rai sono Renzi e il Pd

I responsabili del caos che in questo momento regna in Rai sono Renzi e il Pd. Intendono il servizio pubblico come una succursale del partito da utilizzare per inseguire i propri interessi e non di certo quelli dei cittadini.E’ Renzi ad aver nominato Campo Dall’Orto ai vertici dell’azienda ed è Renzi ad aver voluto la pseudo – riforma della governance del servizio pubblico che ha ampliato i poteri del direttore generale, oltre ad aumentare l’influenza del governo sulla concessionaria pubblica. E ancora sono il Pd e la maggioranza ad aver scelto i consiglieri di amministrazione che oggi hanno portato di fatto a una sfiducia del direttore generale. Ai vertici della tv pubblica si gioca ancora una volta una partita politica, segno che quella discontinuità con il passato tanto sbandierata dal segretario del Pd non è avvenuta. I partiti continuano a dettar legge condannando allo stallo il servizio pubblico finanziato dalla collettività. Da una situazione del genere se ne esce solo tagliando una volta e per tutte il filo che lega i partiti e il governo alla Rai. Risultato che persegue la proposta di legge del MoVimento 5 Stelle di riforma della governance che prevede la nomina di amministratore delegato e consiglieri sulla base unicamente di meriti, esperienza e totale indipendenza dalla politica.