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Stop ai conflitti di interessi in Rai. La Vigilanza approva la delibera sugli agenti delle star

agenti-rai DEFINITIVOInizia una nuova epoca in Rai.

Pochi minuti fa la Commissione di Vigilanza ha approvato all’unanimità la risoluzione che porrà fine ai conflitti d’interessi degli agenti di artisti e conduttori.

È una delle questioni fondamentali che come presidente della Vigilanza Rai ho posto fin dal primo giorno e su cui la Commissione ha lavorato in questi anni.

Finalmente le cose in Rai cambieranno, perché regolamentando l’attività dei manager dello spettacolo ci sarà più trasparenza nelle trattative e apertura nell’ambito delle produzioni e dell’ideazione dei palinsesti. Verrà così superato il blocco di potere che in questi anni ha fatto il bello e il cattivo tempo.

Sappiamo bene che quando ci sono opacità e conflitti d’interessi, si avvantaggiano sempre le stesse persone, mortificando i talenti e la crescita anche di tanti giovani.

Con questa delibera, che la Rai ora è chiamata a tradurre in pratica, si pongono al centro valori imprescindibili del servizio pubblico, anche sul piano produttivo e organizzativo.

Voglio ringraziare tutti i commissari e il relatore per il raggiungimento di questo storico traguardo.

 Questi sono i punti principali della risoluzione:

 1) STOP AI CONFLITTI DI INTERESSI: non si potrà affidare la produzione di programmi a società controllate o collegate ad agenti che rappresentino artisti presenti negli stessi programmi. Il divieto vale anche nel caso che la società di produzione faccia capo allo stesso artista. Non si potranno, inoltre, contrattualizzare nello stesso programma più di tre artisti rappresentati dallo stesso manager.

2) TRASPARENZA NEI RAPPORTI RAI/AGENTI: la Rai renderà noto sul proprio sito l’ammontare delle parcelle degli agenti;

3) CONFLITTI DI INTERESSE E PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE: la Rai non potrà co-produrre film con società di cui siano titolari agenti che rappresentino artisti legati alla tv pubblica da rapporti contrattuali in essere.

4) SOSTEGNO AI PRODUTTORI INDIPENDENTI E GIOVANI AUTORI: la Rai dovrà riservare una quota di investimenti alle produzioni cinematografiche indipendenti e dedicare maggiore attenzione ai giovani autori attraverso una apposita struttura aziendale.

5) FORMAT: la Rai dovrà individuare criteri per accertare l’originalità dei format, impedendo che i format esterni vengano utilizzati in modo surrettizio per incrementare i compensi di artisti, conduttori e giornalisti.

 

Domani in Vigilanza Rai la votazione della delibera sugli agenti delle star

Domani potrebbe essere un giorno storico per il servizio pubblico. Finalmente in Commissione di Vigilanza Rai si voterà una risoluzione per porre fine allo strapotere degli agenti delle star e ai loro enormi conflitti d’interessi.
In questi giorni la Commissione è sotto assedio e addirittura il Governo, con il sottosegretario Giacomelli, è intervenuto per dire alla Vigilanza di non preoccuparsi perché questa materia deve essere regolata dalla legge. Guarda caso lo dice proprio adesso, quasi a fine legislatura (e con la Commissione sul punto di approvare la risoluzione), dopo che per cinque anni non ha mai presentato uno straccio di norma al riguardo. Anzi, è stata proprio la Commissione di Vigilanza in passato a occuparsi del tema, inserendo delle specifiche norme già nel contratto di servizio (purtroppo mai firmato).

Siamo andati perciò avanti nella consapevolezza che questo atto è fondamentale e rientra pienamente nelle competenze della Commissione.

Per una questione di correttezza istituzionale, avevamo chiesto alla Rai un parere sulla bozza di risoluzione. Anziché delle osservazioni, però, la Rai ci ha inviato un vero e proprio testo alternativo, cosa che considero un’ingerenza senza precedenti e che rispedisco al mittente. Oltretutto le modifiche proposte dalla Rai servirebbero palesemente a rendere la risoluzione inefficace, perpetuando un blocco di potere che da anni influenza palinsesti e produzioni Rai.

Come Commissione faremo il nostro lavoro fino alla fine nell’interesse dei cittadini.Non è strano che da più parti si tenti di affossare questa risoluzione. Stiamo toccando grandi interessi.

Domani vi darò aggiornamenti

Vigilanza Rai al lavoro su delibera per regolamentare conflitti di interesse degli agenti delle star

Continua il lavoro della Commissione di Vigilanza Rai sulla delibera per regolamentare i conflitti di interesse degli agenti delle star televisive. Come ricorderete, avevamo affrontato il tema già in sede di parere sul contratto di servizio che, però, non è stato mai firmato da Rai e Ministero. Si tratta però di una questione di trasparenza ed etica che non va trascurata. È accaduto che i manager di artisti avessero un doppio ruolo nell’ambito di uno stesso progetto come produttori e agenti, una pratica vietata alla Bbc e ritenuta eticamente inaccettabile negli Stati Uniti. Con la riunione di oggi la Commissione proseguirà la discussione dell’atto di indirizzo. Occorre porre dei paletti a un fenomeno che va avanti da troppo tempo.

Ancora confusione sul tetto ai contratti artistici Rai. Nessuna scelta chiara da parte del governo

Il governo non ha avuto il coraggio di fare una scelta chiara rispetto al tetto dei 240 mila euro per i contratti di natura artistica in Rai con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. La situazione confusa che si è venuta a creare ha portato lo stesso Ministero dell’economia, su richiesta della Rai, a chiedere un parere all’Avvocatura generale dello Stato, un parere, se possibile, ancora meno chiaro della legge. Assurdità su assurdità. Ne ho parlato oggi in Commissione di Vigilanza. Ecco il mio intervento:

Audizione del viceministro Morando in Commissione di Vigilanza Rai

audizioni_06092017_viceministro MorandoOggi si riunisce la Commissione di Vigilanza Rai.

Alle 14.30 svolgeremo l’audizione del Viceministro dell’economia, Enrico Morando.

Si affronteranno, tra i vari temi, il codice della Rai sul tetto agli stipendi, la raccolta del canone, le procedure seguite per la nomina del nuovo direttore generale.

Potrete seguire i lavori qui in diretta streaming qui di seguito o collegandovi alla Web tv della Camera dei Deputati.

Diretta Rainews della presentazione del libro di Renzi: problema di opportunità, di qualità dell’informazione e di pluralismo

La diretta di Rainews della presentazione del libro di Renzi, andata in onda nei giorni scorsi per 25 minuti, è l’ennesima dimostrazione del rapporto simbiotico fra la Rai e l’ex premier.
Non si trattava di un evento istituzionale (Renzi infatti non ricopre alcuna carica) né di un grande evento politico meritevole di cronaca. No, semplicemente una delle tante presentazioni del libro, inframmezzata dall’intervista del direttore della testata.
C’è un serio problema di opportunità, di qualità dell’informazione e soprattutto di pluralismo. Problemi che riguardano Rainews e più in generale la Rai. Basti pensare come il libro di Renzi sia stato presentato in più o meno ogni programma con interviste ad hoc, da ultimo la “Vita in diretta” pochi giorni fa.

I dati dei primi sei mesi del 2017 ci dicono che mentre la percentuale di presenza del Governo è tornata a livelli normali, quella del partito di maggioranza è aumentata a livelli pazzeschi, stabilmente intorno al 40 per cento (solo a giugno è arrivato finalmente un parziale riequilibrio). E ciò grazie alla strabordante presenza di Renzi. In pratica chi prima ha dominato la Rai abusando della propria carica istituzionale, continua a farlo oggi nella veste di segretario del partito di maggioranza. Come se il servizio pubblico fosse cosa sua. Le violazioni del pluralismo sono state travasate da una voce a un’altra.

Temo che appellarsi al direttore generale della Rai – lo stesso che in piena campagna referendaria concedeva al premier percentuali di presenza abnormi – servirebbe a poco.
Porrò la questione in Commissione di Vigilanza e contestualmente chiederò all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di verificare, per le eventuali sanzioni, la legittimità di quanto avvenuto in questi giorni e più in generale dello stato del pluralismo alla luce dei dati dei primi sei mesi.

In Rai hanno solo mescolato le carte, la situazione continua a essere preoccupante.

La Rai trasmetta il piano news alla Commissione di vigilanza

Ciao a tutti, volevo aggiornarvi sulla questione che riguarda il piano news della Rai. Mesi fa il Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini ha bocciato il progetto di riorganizzazione dell’informazione del servizio pubblico proposto dall’ex direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. E proprio questa bocciatura, come ricorderete, ha poi portato alle dimissioni dello stesso Campo Dall’Orto, dimissioni che hanno aperto la strada alla nomina di Mario Orfeo come nuovo direttore generale. La Commissione di vigilanza, all’unanimità, ha chiesto da tempo al cda della Rai di poter visionare questo piano e comprendere le ragioni che ne hanno impedito l’approvazione. Molti consiglieri di amministrazione della Rai si sono espressi a favore in tal senso, ma con una lettera la Presidente Maggioni ha comunicato che il progetto non poteva essere trasmesso alla Commissione. Si tratta di un atto gravissimo: perché un documento che potrebbe essere senza problemi pubblico e trasparente resta segreto e giace nei cassetti del cda Rai? E perché ci si rifiuta di trasmetterlo a un organismo parlamentare come la Commissione di vigilanza?
Chiediamo nuovamente che il piano news proposto da Campo Dall’Orto arrivi in Commissione di vigilanza e agiremo in tutte le sedi per averlo.
L’informazione è uno dei capisaldi della missione di servizio pubblico ed è inaccettabile che il cda si rifiuti di inviare il piano. Continueremo a insistere in questa richiesta perché si faccia definitivamente chiarezza.