LA PROPOSTA M5S PER LA RIFORMA DELLA GOVERNANCE RAI

La proposta di legge del MoVimento 5 Stelle modifica la procedura di nomina del consiglio di amministrazione della Rai. I membri saranno scelti in base a requisiti di indipendenza, onorabilità e competenza. La riforma rivisita il quadro del funzionamento e dell’organizzazione interna dell’azienda riconoscendo al CdA una maggiore autonomia d’azione e introduce un sistema di controllo diffuso della qualità della programmazione e dell’osservanza degli obblighi di servizio pubblico. Sopprime la commissione di Vigilanza Rai.

  • AGCOM

Un ruolo di regia, sia pure non discrezionale, è affidato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Si interviene sulla legge istitutiva, prevedendo che ciascuno dei componenti dell’Agcom sia eletto dalle Camere con la maggioranza dei due terzi. Una analoga previsione riguarda la scelta del Presidente, che è designato dal Governo solo previo parere favorevole delle commissioni parlamentari competenti a maggioranza dei due terzi. Non possono essere nominati componenti dell’Autorità i soggetti che nei sette anni precedenti abbiano ricoperto cariche governative, di rappresentanza politica, o ruoli nei partiti e movimenti politici.

  • AVVISO PUBBLICO

L’Agcom predispone un avviso pubblico per sollecitare le candidature alla carica di consigliere di amministrazione. I candidati inviano all’Autorità il curriculum vitae e un elaborato sulla propria visione strategica del servizio pubblico radiotelevisivo, concernente l’area di competenza per la quale essi concorrono. L’Agcom pubblica sul proprio sito web l’elenco dei candidati in possesso dei requisiti precedentemente accertati. L’Autorità procede, quindi, al sorteggio dei nominativi per ciascuna area di competenza. Tale meccanismo è bilanciato da due elementi fondamentali del procedimento: la verifica di precisi requisiti dei candidati e l’intervento, a valle della procedura, delle commissioni parlamentari competenti.

  • IL RUOLO DEL PARLAMENTO

I candidati sorteggiati dovranno discutere il proprio progetto in audizione pubblica dinanzi alle commissioni parlamentari competenti in materia di servizio pubblico radiotelevisivo. Se una delle commissioni esprime, a maggioranza dei due terzi, un parere sfavorevole sul soggetto audito, l’Agcom  procede all’estrazione di un altro nominativo nella medesima area di competenza. La fase di audizioni ed eventuali pareri non potrà comunque protrarsi per oltre 30 giorni.

  • PRESIDENTE RAI

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze nomina con proprio decreto i consiglieri di amministrazione così selezionati. Fra questi il ministro ha facoltà di indicare il presidente. Qualora non eserciti tale facoltà, il presidente sarà scelto con apposita delibera dallo stesso consiglio di amministrazione.

  • IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Il numero dei consiglieri è ridotto da nove a cinque, compresi il presidente e l’amministratore delegato, che restano in carica per cinque anni senza possibilità di rinnovo. Il CdA sceglie al suo interno l’amministratore delegato. I consiglieri sono ripartiti in tre aree di competenza, individuate con riferimento alle sfide che la Rai è chiamata ad affrontare nel prossimo futuro. Si propone l’individuazione di consiglieri che abbiano maturato una significativa esperienza manageriale nel settore dell’audiovisivo e che siano in possesso di competenze distinte e specifiche: due professionisti provenienti dai settori dell’audiovisivo e delle reti di comunicazione elettronica con competenze giuridico-economiche; un componente, proveniente dai medesimi settori, con competenze tecnico-scientifiche; due componenti provenienti dal mondo degli autori, dei capi-progetto e degli ideatori di programmi radiotelevisivi. Il CdA diventa non solo organo di gestione ma anche di indirizzo strategico della società in relazione alle seguenti finalità: a) sviluppo del prodotto nazionale sul mercato estero; b) sviluppo tecnologico della Rai, ormai improcrastinabile dinanzi alla crescente fruizione dei contenuti attraverso la banda larga mobile e fissa; c) accrescimento della qualità della programmazione. Tali indirizzi strategici sono stabiliti in conformità con le linee-guida sul contratto di servizio dettate dall’Agcom.

Non potrà essere nominato consigliere di amministrazione della Rai chi: 1) ha ricoperto nei sette anni precedenti alla nomina cariche di governo, politiche elettive a qualunque livello, ruoli nei partiti; 2) è in stato di interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici; 3) è in stato di interdizione legale o temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese; 4) non ha i requisiti di onorabilità previsti dall’articolo 2382 del codice civile, cioè l’interdetto, l’inabilitato, il fallito; 5) è assoggettato a misure di prevenzione per le persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità, a misure di prevenzione nei confronti di componenti di organizzazioni mafiose, a misure di prevenzione patrimoniale nei confronti di persone pericolose per la sicurezza/moralità e facenti parti di organizzazioni mafiose; 6) è stato condannato con sentenza definitiva alla reclusione per i delitti societari; 7) è stato condannato con sentenza definitiva alla reclusione per un delitto contro la p.a., contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro l’economia pubblica o un delitto in materia tributaria; 8) è stato condannato con sentenza definitiva alla reclusione per qualsiasi delitto non colposo per un tempo pari o superiore a due anni.

Al fine di tutelare i consiglieri di amministrazione dalle eventuali pressioni del potere esecutivo, le azioni di revoca nei loro confronti possono essere disposte dall’assemblea degli azionisti in conformità al parere favorevole delle commissioni parlamentari, espresso con la maggioranza dei due terzi. Diversamente da quanto accade oggi, al presidente del CdA non potranno essere conferite deleghe di gestione e di amministrazione  della società.

  • INCOMPATIBILITÀ  

Per i consiglieri e per il presidente è previsto un regime di rigida incompatibilità con qualsiasi incarico pubblico o privato nonché con l’esistenza di un qualsiasi conflitto di interesse nelle imprese operanti nei settori della comunicazione, dell’audiovisivo, della pubblicità o in qualunque altro settore relativo alla fornitura e alla somministrazione di beni e servizi alla Rai o alle società collegate.

  • DIRIGENTI

Si introduce il principio di trasparenza nella individuazione delle figure dirigenziali: il consiglio di amministrazione rende conoscibili i posti dirigenziali disponibili, gli obiettivi e i criteri generali di scelta; in un secondo momento, acquisita la disponibilità degli interessati, procede alla scelta fra soggetti in possesso di particolare e comprovata competenza rispetto all’incarico da assegnare.
Per i dirigenti esterni di nomina fiduciaria è prevista la decadenza, fatta salva una minore durata dell’incarico, entro sessanta giorni dalla cessazione del mandato del consiglio di amministrazione. Inoltre si applica ai consiglieri di amministrazione,  i dirigenti e a tutto il personale a vario titolo assunto dalla Rai, il limite massimo retributivo previsto dalla normativa vigente per le pubbliche amministrazioni e le società pubbliche.

  • SOPPRESSIONE DELLA COMMISSIONE VIGILANZA RAI

In capo alle commissioni parlamentari competenti resta la facoltà di convocare i vertici aziendali della Rai per esigenze conoscitive o per rispondere di eventuali inadempimenti degli obblighi di servizio pubblico radiotelevisivo. Le funzioni della commissione di Vigilanza sono state in parte soppresse (es: la nomina dei consiglieri), in parte demandate all’Agcom (es: delibere sulla par condicio), oppure ricondotte alle commissioni competenti per materia (es: audizioni).

  • CONTROLLO DIFFUSO

Il Parlamento, attraverso le commissioni competenti, può convocare in audizione i vertici aziendali. L’Agcom verifica annualmente l’osservanza da parte della Rai degli obblighi ulteriori di servizio pubblico. I cittadini potranno esercitare un controllo più pregnante, attraverso forme di verifica del gradimento e della qualità della programmazione che la Rai dovrà predisporre. A tal fine si introduce il Piano per la trasparenza e per la comunicazione aziendale, che informa i cittadini sull’attività del CdA, i dati sugli investimenti destinati ai prodotti audiovisivi italiani, le informazioni dettagliate sui curricula e i compensi percepiti da dirigenti, collaboratori e consulenti, i criteri e le modalità per l’assegnazione degli appalti di qualunque tipologia, infine i dati risultanti dalla verifica del gradimento della programmazione della Rai.

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