Le differenze tra politica miope e buona politica

Due giorni fa il ministro Delrio ha annunciato che il progetto originario della Tav subirà una variazione. Da 84 chilometri di tratta previsti si passerà a 25. Una riduzione che era già presente nel piano “low cost” e che non riguarda il tunnel, ovvero il cuore dell’opera, che di fatto non viene messa in discussione dal governo. Hanno investito in un’opera inutile e costosa e ora con annunci spot provano a rimediare e a nascondere il loro fallimento. La Tav non serve, come attestano numerose analisi costi/benefici fatte da istituti di ricerca italiani. È una vicenda emblematica della politica che ha governato in questi anni, una politica che non ascolta i cittadini, mortifica il territorio e investe in modo miope. Una politica che va superata. Perché tante risorse potevano e devono essere destinate al miglioramento delle linee ferroviarie e dei treni, quelli utilizzati ogni giorno da centinaia di migliaia di persone per andare a scuola, al lavoro, all’università, e che versano in condizioni pietose. La buona politica individua le vere priorità e sceglie tra opere inutili, costose e dannose per l’ambiente o investimenti nel bene comune, nella valorizzazione del territorio e nella sua preservazione, nel miglioramento dei servizi e del quotidiano dei cittadini. La nostra scelta l’abbiamo fatta da tempo.

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