Le responsabilità del Pd nel disastro romano

Il comune di Roma andava sciolto un anno fa quando è scoppiato lo scandalo di Mafia Capitale. Ma il Pd ha preferito temporeggiare e non costringere Marino alle dimissioni perché aveva paura di misurarsi con il M5S alle elezioni comunali. Hanno preferito aspettare per poter ricondurre la fine anticipata dell’amministrazione comunale non al sistema di corruzione e malaffare di Mafia Capitale (in cui sono coinvolti tutti i partiti, Pd in primis, tranne il Movimento 5 Stelle) ma alle “colpe” di un singolo, Marino, facendogli terra bruciata intorno e cercando di allontanarlo dall’immagine del partito. Ma da qualsiasi angolo si voglia guardare la questione, è evidente l’enorme responsabilità di tutto il Pd nel disastro romano, a partire dal segretario Renzi fino al commissario romano Orfini: sia perché molti esponenti del Pd sono coinvolti nel sistema di mafia capitale, sia perché hanno fatto di tutto per non andare, come sarebbe stato giusto, subito al voto, sia per aver difeso la discutibile gestione amministrativa di Marino.
E se oggi l’opinione pubblica è a conoscenza delle menzogne del sindaco, e finalmente siamo a un passo dal ritorno alle urne, è solo perché il M5S ha sollevato la questione.
Si vada al voto il prima possibile, Roma deve voltare pagina.

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