Audizione del viceministro Morando in Commissione di Vigilanza Rai

audizioni_06092017_viceministro MorandoOggi si riunisce la Commissione di Vigilanza Rai.

Alle 14.30 svolgeremo l’audizione del Viceministro dell’economia, Enrico Morando.

Si affronteranno, tra i vari temi, il codice della Rai sul tetto agli stipendi, la raccolta del canone, le procedure seguite per la nomina del nuovo direttore generale.

Potrete seguire i lavori qui in diretta streaming qui di seguito o collegandovi alla Web tv della Camera dei Deputati.

Gestione inadeguata degli sgomberi, il Viminale fa marcia indietro

La gestione inadeguata degli sgomberi era talmente evidente che il Viminale dopo la pessima figura sta per fortuna facendo marcia indietro e il Ministro degli Interni sta scrivendo una lettera a tutti i prefetti con nuove regole. La legalità va sempre perseguita, non si mette in discussione questo, ma ci sono dei modi giusti e dei modi sbagliati per raggiungerla. E la creazione di fazioni opposte all’interno di situazioni complesse che meritano un’analisi importante è sempre un fallimento di tutto lo Stato. Nel nostro Paese ciò che non deve mai vacillare sono i valori del nostro vivere comune, valori che ci legano nel nostro quotidiano e ci fanno essere comunità e quindi Stato al di là di ogni differenza politica.

La gestione inadeguata degli sgomberi

Uno Stato che si organizza in questo modo per sgombrare un palazzo abitato da bambini, donne e uomini che hanno oltretutto lo status costituzionale di rifugiati è uno Stato che non mi rappresenta. La mediazione culturale e il dialogo si attuano ad oltranza. Il questore di Roma e il prefetto di Roma hanno sbagliato e queste sono tutte nomine di responsabilità governativa. Il governo ne tragga le dovute conseguenze. Il lancio di una bombola del gas contro le forze di polizia così come la frase del funzionario di polizia sono atti e atteggiamenti gravissimi, ma non cadrò nel tranello di parteggiare per l’una o per l’altra parte. Le responsabilità penali nella nostra giurisprudenza sono personali ed in quanto tali vanno considerate. Voglio affermare con forza che il dialogo, la cooperazione, l’integrazione, la mediazione culturale, l’inclusione partendo proprio dai più deboli della nostra società debbono essere valori fondanti di tutte le politiche e voci importanti del bilancio. In un’ epoca in cui il terrorismo colpisce il cuore delle nostre città, la risposta di tutta la società deve essere una politica attiva per la pace, rivedendo anche le parole che si usano, gli atteggiamenti che si hanno e analizzare i problemi sia a valle che a monte per non vedere semplicemente una parte della realtà. La guerra e la violenza sono sempre evitabili e non sono mai uno strumento di risoluzione di qualsivoglia tipo di conflitto.

Un pensiero forte va oggi ad Ischia e a gli ischitani. Siamo con voi tutti. La vostra bella isola è da sempre parte di bei ricordi delle migliaia di cittadini che negli anni sono stati vostri ospiti. Stretti intorno a voi e vicini con il cuore ai familiari delle vittime.

Faccio una riflessione di ampio respiro sull’immigrazione mettendo in forte discussione il lavoro dell’Europa e contestando allo stesso tempo alcuni dati detti da Gentiloni e “la Repubblica” riporta i miei contenuti come lotte interne al movimento, linee sconfessate ecc.. Giusto per avvertirvi, ma tanto già lo sapevate.

Una riflessione sul tema dell’immigrazione

Sul tema dell’immigrazione l’Europa ha dato e sta dando il peggio di sé. Non solo perché non appare in grado di agire come una comunità, ma soprattutto perché è arrivata a negare i principi fondamentali su cui in teoria sarebbe fondata.

Il tema dell’immigrazione è serio e complesso, e si deve affrontare con politiche lungimiranti, non con soluzioni superficiali, di breve durata o addirittura disumane.

Mi indigna il fatto che l’Europa, un anno fa, per bloccare il flusso dei migranti abbia dato 3 miliardi di euro a un Paese che non ha ratificato la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati e dove sono note le violazioni dei diritti umani ai danni dei siriani e di altre popolazioni. Mi riferisco all’accordo con Erdogan affinché la Turchia bloccasse i migranti in fuga dalla Siria, dal Pakistan, dall’Afghanistan, e che magari avrebbero diritto proprio a quella protezione che gli Stati europei si sono impegnati a garantire nelle Convenzioni che hanno firmato, nelle Costituzioni che si sono dati.

Contro tutte le regole giuridiche che noi stessi abbiamo creato e sottoscritto, la parola chiave è diventata “respingere”. La stessa aberrante logica – semplificando, la logica dell’occhio non vede, cuore non duole – la si vuole ora applicare in Libia, riconsegnando migliaia di persone ai centri di detenzione in mano alle milizie. Veri e propri centri di tortura, come è stato documentato anche ieri nel reportage di Domenico Quirico sulla Stampa, che ci lascia atterriti, senza parole.

Il nostro compito è quello di rifiutare queste aberrazioni per ricercare soluzioni lungimiranti. Ripensare le procedure di richiesta d’asilo, farci promotori di un aggiornamento del senso stesso della parola “rifugiato”, che oggi è collegato alle persecuzioni per motivi di razza, religione, opinioni politiche ma che dovrebbe riguardare anche i rifugiati ambientali, cioè coloro che non hanno più mezzi per vivere a causa di fenomeni come la desertificazione, la deforestazione, la carenza di acqua o altri disastri ambientali che pregiudicano la loro salute.

Occorre inoltre un’assunzione di responsabilità da parte dell’Europa nella sua totalità. Francia e Spagna non possono pensare di chiudere i porti. Da questa crisi l’Europa esce soltanto come comunità, attraverso la cooperazione e la stabilizzazione nei luoghi di crisi ma anche prevedendo quote proporzionate vere. Ovvero attraverso un modo equilibrato e serio di gestire i flussi, vivendo questi ultimi anche come un’opportunità e facendo dell’accoglienza ben gestita, non dei respingimenti, la propria cifra, il proprio faro.

È di questo che si dovrebbe parlare, non mettere al centro il dibattito sulle ONG che oggi sembrano essere considerate quasi le responsabili dei flussi migratori. Se una di loro avesse agito non rispettando le norme internazionali e interne, sarà la magistratura ad accertarlo.

Il primo a cavalcare questa falsa rappresentazione della realtà è il Governo, con Gentiloni che da mero esecutore si presta a diffondere bufale come quella per cui l’85 per cento dei migranti sarebbe costituito da “migranti economici”. Cifre sparate a caso – gli studi scientifici, come quello della Middlesex University commissionato dal Consiglio per le ricerche economiche e sociali britannico, dicono infatti tutt’altro – perché la maggior parte di queste persone fugge da condizioni di vita subumane, persecuzioni, stupri, torture, e proprio per questo il diritto internazionale e le Costituzioni democratiche riconoscono loro il diritto di essere accolte o protette in varie forme.

Ora, se tutta l’Europa, senza eccezioni, è chiamata a questa sfida, ripensando radicalmente e collettivamente il suo modo di agire, dobbiamo essere comunque orgogliosi di quello che l’Italia ha fatto fino a oggi. Perché ci siamo fatti carico di una responsabilità enorme, e abbiamo dato a tutta l’Europa una grande lezione di accoglienza, civiltà e umanità.

Andiamo avanti per la nostra strada, consapevoli del lavoro fatto e da fare e del cambiamento che stiamo introducendo nella politica del nostro Paese

Oggi leggo sul Giornale un articolo delirante che mi riguarda, che contiene così tante assurdità da meritare di essere ignorato. E tuttavia, poiché mi vengono attribuite intenzioni e azioni puntuali, voglio smentirle espressamente per rispetto della buona fede dei lettori.
Come ripeto da quattro anni a questa parte, il vero candidato premier del MoVimento 5 Stelle per me è il programma di governo che stiamo discutendo e votando sul portale e di cui tutti i portavoce devono essere responsabili. Credo troppo in questo progetto che ho contribuito a far nascere per farmi sedurre dai giochi di potere che non mi interessano e non portano da nessuna parte, come ci dimostra la storia dei partiti ormai moribondi. Credo nell’intelligenza e nella conoscenza collettiva che è sempre migliore di quella di un singolo o di pochi. Chi continua a raccontare trame che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà, fazioni contrapposte, escamotage per aggirare le nostre regole, continua a non capire nulla dell’essenza del MoVimento 5 Stelle.
Noi siamo altro, la pressione a omologarci al sistema marcio – anche attraverso racconti falsati dei media – è forte, ma non abbastanza da fermarci. Andiamo avanti per la nostra strada, consapevoli del lavoro fatto e quello da fare e del cambiamento che stiamo introducendo nella politica del nostro Paese.