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Bagnoli, consiglio comunale e municipalità ignorati. Tradite le idee di condivisione e partecipazione

conf stampa bagnoli napoli 25 luglio 2017 fico Insieme ai consiglieri M5S del Comune di Napoli e della Municipalità Bagnoli – Fuorigrotta e insieme alla senatrice Paola Nugnes Cittadina al Senato con il M5S, oggi abbiamo tenuto a Napoli una conferenza stampa su Bagnoli e sulle criticità dell’accordo interistituzionale firmato dal sindaco, dal presidente della Regione Campania e dal Governo. Quella dipinta dal sindaco de Magistris come una vittoria non è altro che una resa. L’articolo 33 dello Sblocca Italia, infatti, rimane invariato. Questo significa che in ogni momento i programmi possono cambiare in corso d’opera, e gli enti locali possono essere esautorati e ignorati nelle loro istanze. E questo appare inaccettabile. Così come è irragionevole la modalità di lavoro scelta per arrivare a questa intesa. Il sindaco non ha mai interloquito con il Consiglio comunale né con la Municipalità, se non a ridosso della firma dell’accordo e quando tutto era già stato stabilito. Gli organi più vicini al territorio e rappresentativi della comunità sono stati totalmente bypassati. In un passaggio così importante per la città, i cittadini non sono stati coinvolti e l’idea stessa di partecipazione è stata tradita da chi ne ha fatto a parole una bandiera distintiva. Continueremo a tenere alta l’attenzione per impedire ogni tipo di speculazione a danno dei cittadini e perché siano tutelati ambiente e salute. Bagnoli aspetta nuova luce da troppi anni.

Rifiuti Campania, M5S presenta esposto alla Corte dei Conti

Abbiamo depositato questa mattina a Napoli presso la Procura Regionale della Corte dei Conti un esposto sottoscritto da tutti i portavoce campani del MoVimento 5 Stelle con cui chiediamo di accertare un eventuale danno erariale relativo all’impiantistica regionale per il trattamento della frazione umida dei rifiuti urbani.
Oggetto dell’esposto sono i costi di realizzazione degli impianti di compostaggio, a partire dal piano rifiuti regionale 2010/2013 che ne prevedeva 11, e che, però, a distanza di anni non sono stati realizzati o non sono in funzione. A questi impianti previsti nel vecchio piano regionale, se ne andrebbero ad aggiungere dei nuovi per il trattamento dell’umido che la Regione vuole realizzare, ed ha inserito nella ultimo aggiornamento del piano regionale. Impianti che non sarebbero stati presumibilmente necessari se quelli del vecchio piano fossero stati realizzati e fossero operativi, aumentando quindi ulteriormente la spesa pubblica. Chiediamo quindi alla Corte dei Conti di fare chiarezza sui costi di questi impianti e se vi è stato, o è in corso, un danno economico allo Stato e quindi a carico dei cittadini. Nell’esposto abbiamo evidenziato che l’Italia è stata multata dall’Europa per la cattiva gestione dei rifiuti in Campania nel luglio 2015 e da allora paga 120.000 euro al giorno, cifra che va ad aggravare una situazione che si ripercuote inevitabilmente sulle tasse di ogni singolo cittadino.

Amianto: 25 anni dopo la messa al bando. Alla Camera il convegno organizzato dal M5S

Nonostante siano trascorsi 25 anni dalla legge 257 che lo ha messo al bando, ancora in molti edifici, impianti, strutture del nostro Paese è presente l’amianto. Ci sono circa 30 milioni di tonnellate di fibre di amianto in giro, 2400 scuole da bonificare, circa 300 mila tra studenti e insegnanti esposti ogni giorno. La mappatura del rischio non è ancora completa: ci sono intere regioni che non hanno fornito i dati. Dov’è l’amianto oggi? Quali diritti sono stati garantiti alle vittime? Come è maturata la giurisprudenza? Come sta cambiando la normativa e come dovrebbe evolvere? Ne parliamo oggi alla Camera dei Deputati in occasione del convegno organizzato dal mio collega Alberto Zolezzi. Potete seguire qui i lavori in diretta streaming

Ancora un rogo in periferia a Napoli. Situazione non più sostenibile

Colonne nere di fumo alte diversi metri, visibili da tutta l’area orientale della città. Fiamme che hanno sfiorato una rampa di accesso alla strada statale. Questa la scena a cui ha dovuto assistere nel tardo pomeriggio di ieri chi si trovava nella periferia est di Napoli, quando sono andati a fuoco cumuli e cumuli di spazzatura in via Argine a Ponticelli. Ancora un rogo, ancora veleno nell’aria. È una situazione non più sostenibile. I cittadini, le associazioni, i comitati denunciano da anni lo stato di incuria in cui versano strade e intere aree dove sono presenti vere e proprie discariche a cielo aperto. Vengono gettati rifiuti di ogni tipo che puntualmente prendono fuoco, come è accaduto ieri. Occorre intervenire riqualificando le zone abbandonate, procedendo con le bonifiche e salvaguardando la salute dei cittadini. Sindaco, dove sei?

L’urlo di dolore della mamme della terra dei fuochi

Non c’è pace per la terra dei fuochi, per quei territori compresi tra le province di Napoli e Caserta, dove da decenni si sono sversati illegalmente rifiuti tossici con danni enormi per la salute delle persone e per l’ambiente. Terre dove lo Stato non è intervenuto come avrebbe dovuto, preferendo volgere lo sguardo altrove. Ieri le mamme del Comitato “Vittime della Terra dei Fuochi” hanno gridato il loro dolore protestando davanti alla Prefettura di Napoli. Su uno striscione la loro drammatica denuncia: “Otto bambini morti in venti giorni”. Dietro i numeri ci sono le storie di bimbi (il più piccolo aveva 7 mesi) e ragazzini uccisi dai tumori, storie delle loro famiglie straziate dal dolore e dalle sofferenze. Le storie di un territorio in cui lo studio Sentieri dell’istituto superiore di Sanità del 2016 ha evidenziato un eccesso di tumori nei bambini già all’età di 1 anno e l’aumento di malformazioni congenite. Il direttore del reparto di oncologia pediatrica del Pausilipon di Napoli ha osservato che i bambini che arrivano nella sua struttura sono aggrediti da tumori più difficili da curare rispetto al passato. Per quanto tempo ancora si dovrà protrarre questo stato di cose? Dove sono le bonifiche, i registri tumori, gli screening? Dov’è il piano per fronteggiare e risolvere questa drammatica situazione? Questo non può più essere il tempo delle parole e delle attese. Questa terra ha diritto di avere risposte e interventi strutturali. Tante famiglie, tanti bambini non possono più aspettare.

Le differenze tra politica miope e buona politica

Due giorni fa il ministro Delrio ha annunciato che il progetto originario della Tav subirà una variazione. Da 84 chilometri di tratta previsti si passerà a 25. Una riduzione che era già presente nel piano “low cost” e che non riguarda il tunnel, ovvero il cuore dell’opera, che di fatto non viene messa in discussione dal governo. Hanno investito in un’opera inutile e costosa e ora con annunci spot provano a rimediare e a nascondere il loro fallimento. La Tav non serve, come attestano numerose analisi costi/benefici fatte da istituti di ricerca italiani. È una vicenda emblematica della politica che ha governato in questi anni, una politica che non ascolta i cittadini, mortifica il territorio e investe in modo miope. Una politica che va superata. Perché tante risorse potevano e devono essere destinate al miglioramento delle linee ferroviarie e dei treni, quelli utilizzati ogni giorno da centinaia di migliaia di persone per andare a scuola, al lavoro, all’università, e che versano in condizioni pietose. La buona politica individua le vere priorità e sceglie tra opere inutili, costose e dannose per l’ambiente o investimenti nel bene comune, nella valorizzazione del territorio e nella sua preservazione, nel miglioramento dei servizi e del quotidiano dei cittadini. La nostra scelta l’abbiamo fatta da tempo.

Scoperta nel casertano la più grande discarica abusiva d’Europa

In queste ore, nel casertano, gli uomini del Corpo forestale dello Stato stanno effettuando sopralluoghi e controlli nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta in cui da venerdì sono in corso gli scavi. Quella che sta emergendo è la DISCARICA ABUSIVA PIÙ GRANDE d’EUROPA: un’estensione di 25 ettari e un volume di 2 milioni di metri cubi di rifiuti. Una delegazione M5S formata da Paola Nugnes Cittadina Senatrice M5Se Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S, componenti della commissione d’inchiesta sul ciclo di rifiuti, e dal consigliere regionale Vincenzo Viglione, è sul posto per controllare lo stato della situazione e i lavori in corso. L’indagine della Forestale ipotizza il reato di disastro ambientale. Tra il materiale riportato alla luce sarebbe stata trovata la prova che alcune aziende di vernici avrebbero interrato illecitamente i rifiuti.
Vilma Moronese è tornata poco fa dal sopralluogo. Ecco il suo commento:

“Sta venendo fuori l’inferno! Pensate che alcuni rifiuti tossici estratti prendono fuoco con il solo contatto dell’aria e alcune porzioni di terreno sempre reagendo con l’ossigeno cambiano colore. Al momento gli scavi sono arrivati a 9 metri di profondità. Cosa ha fatto il MoVimento 5 Stelle ? Come sempre avevamo denunciato tutto, accogliendo anche le richieste dei cittadini del nostro territorio. Mesi fa abbiamo presentato due interrogazioni alla Camera e al Senato, alle quali ancora oggi non abbiamo ricevuto risposta. Affronteremo la questione utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione, vogliamo che i colpevoli di tutto ciò la paghino. Con la legge sugli ecoreati adesso gli strumenti per assicurare almeno 20 anni di galera a questi criminali ci sono”.

La Campania non ha speso i fondi per la bonifica delle terre inquinate

La Campania non ha ancora speso i fondi a disposizione per la bonifica di terre inquinate, come la Terra dei fuochi: è quanto emerge dalla risposta della Commissione europea all’interrogazione del nostro europarlamentare Piernicola Pedicini.
La Commissione europea spiega che “il programma operativo 2007-2013 per la Campania, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale fornisce un sostegno a misure di ripristino dei siti contaminati nella regione Campania, compresa la ‘Terra dei fuochi’, che prevede uno stanziamento di 140 milioni di euro”.
La Commissione europea spiega che però “finora sono stati certificati all’Unione europea circa 8 milioni di euro”.
Questo dimostra che al di là delle parole sbandierate in campagna elettorale, l’emergenza Terra dei fuochi non è mai stata una priorità per la precedente giunta e chissà se lo diventerà per quella che, forse, si insedierà – visto che De Luca sarà sospeso a breve. A causa del pasticcio del Pd ci ritroviamo a dover affrontare i problemi giudiziari dell’ex sindaco di Salerno e non le soluzioni che questa terra aspetta da anni. Ma ora la musica cambierà perché nel consiglio regionale della Campania ci saranno anche i nostri portavoce che non daranno tregua e lavoreranno perché drammi come quello della Terra dei Fuochi vengano finalmente risolti.