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Amianto sulla spiaggia di Trentaremi, conferenza stampa del M5S

Nei giorni scorsi abbiamo tenuto una conferenza stampa a Napoli per puntare i riflettori sulle condizioni in cui versa la splendida spiaggia di Trentaremi. Anni di sversamenti di rifiuti speciali l’hanno resa una discarica a cielo aperto di amianto. La spiaggia si trova all’interno dell’area marina protetta della Gaiola ed è la meta di numerosi bagnanti che raggiungono il sito ignorando i rischi a cui sono esposti. Solo l’anno scorso sono stati stanziati 180mila euro per una bonifica che non è ancora cominciata. Non possiamo più accettare che realizzare interventi pubblici in sicurezza e rispetto delle regole non sia mai compatibile con tempi ragionevoli. Bisogna ringraziare i tanti cittadini, volontari, le associazioni che in questi anni hanno lavorato per valorizzare la risorsa mare. Il MoVimento 5 Stelle, attraverso i portavoce in tutti i livelli istituzionali, continuerà a monitorare la situazione e a richiedere che venga fatto tutto il necessario perché venga preservato questo gioiello della nostra città e venga tutelata la salute di cittadini e turisti.

Amianto: 25 anni dopo la messa al bando. Alla Camera il convegno organizzato dal M5S

Nonostante siano trascorsi 25 anni dalla legge 257 che lo ha messo al bando, ancora in molti edifici, impianti, strutture del nostro Paese è presente l’amianto. Ci sono circa 30 milioni di tonnellate di fibre di amianto in giro, 2400 scuole da bonificare, circa 300 mila tra studenti e insegnanti esposti ogni giorno. La mappatura del rischio non è ancora completa: ci sono intere regioni che non hanno fornito i dati. Dov’è l’amianto oggi? Quali diritti sono stati garantiti alle vittime? Come è maturata la giurisprudenza? Come sta cambiando la normativa e come dovrebbe evolvere? Ne parliamo oggi alla Camera dei Deputati in occasione del convegno organizzato dal mio collega Alberto Zolezzi. Potete seguire qui i lavori in diretta streaming

Abbattimento delle Vele di Scampia: primo passo per ricostituire il tessuto sociale e urbano del quartiere

Sono convinto che sia giusto abbattere le vele di Scampia, sia per dar vita a una rigenerazione urbana, sia perché trovo importante demolire delle costruzioni che oggi rappresentano simboli negativi. È un primo passo indispensabile per ricostituire il tessuto urbano e sociale del quartiere. Porre le basi per la nascita di una nuova cultura non può non passare attraverso l’ideazione di nuovi modelli architettonici, sociologici ed economici, nonché energetici. Le città si trasformano e possono migliorare anche grazie a una rinnovata partecipazione pubblica, unita all’utilizzo di strumenti tecnologici che rendano agevole proprio quella necessaria partecipazione della comunità.
Oltre a questi aspetti, c’è una componente tecnica dell’operazione che va tenuta in considerazione. Le vele, infatti, sono cariche di amianto. Si deve intervenire bonificando gli edifici prima dell’innesco delle cariche esplosive per salvaguardare la salute dei napoletani. È stato previsto questo nella stesura del bando? Chiederemo chiarimenti e seguiremo in modo approfondito tutto l’iter.