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Presidio per la legalità il 16 giugno a Casoria. Supportiamo la portavoce M5S Elena Vignati

foto elena vignati sergio puglia tommaso malerba roberto fico

Venerdì saremo tutti a Casoria per far sentire il nostro supporto a Elena Vignati, consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle, e a tutto il gruppo che da anni lavora su quel territorio. Insieme ai parlamentari e ai portavoce campani in regione e nei comuni daremo vita a un presidio per la legalità. Elena ha subito minacce e pressioni dopo aver puntato i riflettori sulla gestione delle società partecipate. Per questo venerdì saremo in piazza per ribadire che il nostro impegno andrà avanti e che continueremo a mantenere alta l’attenzione. Invito tutti cittadini a stare vicino a Elena e al MoVimento 5 Stelle. L’appuntamento è per il 16 giugno alle 18.00 in piazza Cirillo. Esserci è importante. Coraggio!

Rifiuti Campania, M5S presenta esposto alla Corte dei Conti

Abbiamo depositato questa mattina a Napoli presso la Procura Regionale della Corte dei Conti un esposto sottoscritto da tutti i portavoce campani del MoVimento 5 Stelle con cui chiediamo di accertare un eventuale danno erariale relativo all’impiantistica regionale per il trattamento della frazione umida dei rifiuti urbani.
Oggetto dell’esposto sono i costi di realizzazione degli impianti di compostaggio, a partire dal piano rifiuti regionale 2010/2013 che ne prevedeva 11, e che, però, a distanza di anni non sono stati realizzati o non sono in funzione. A questi impianti previsti nel vecchio piano regionale, se ne andrebbero ad aggiungere dei nuovi per il trattamento dell’umido che la Regione vuole realizzare, ed ha inserito nella ultimo aggiornamento del piano regionale. Impianti che non sarebbero stati presumibilmente necessari se quelli del vecchio piano fossero stati realizzati e fossero operativi, aumentando quindi ulteriormente la spesa pubblica. Chiediamo quindi alla Corte dei Conti di fare chiarezza sui costi di questi impianti e se vi è stato, o è in corso, un danno economico allo Stato e quindi a carico dei cittadini. Nell’esposto abbiamo evidenziato che l’Italia è stata multata dall’Europa per la cattiva gestione dei rifiuti in Campania nel luglio 2015 e da allora paga 120.000 euro al giorno, cifra che va ad aggravare una situazione che si ripercuote inevitabilmente sulle tasse di ogni singolo cittadino.

L’urlo di dolore della mamme della terra dei fuochi

Non c’è pace per la terra dei fuochi, per quei territori compresi tra le province di Napoli e Caserta, dove da decenni si sono sversati illegalmente rifiuti tossici con danni enormi per la salute delle persone e per l’ambiente. Terre dove lo Stato non è intervenuto come avrebbe dovuto, preferendo volgere lo sguardo altrove. Ieri le mamme del Comitato “Vittime della Terra dei Fuochi” hanno gridato il loro dolore protestando davanti alla Prefettura di Napoli. Su uno striscione la loro drammatica denuncia: “Otto bambini morti in venti giorni”. Dietro i numeri ci sono le storie di bimbi (il più piccolo aveva 7 mesi) e ragazzini uccisi dai tumori, storie delle loro famiglie straziate dal dolore e dalle sofferenze. Le storie di un territorio in cui lo studio Sentieri dell’istituto superiore di Sanità del 2016 ha evidenziato un eccesso di tumori nei bambini già all’età di 1 anno e l’aumento di malformazioni congenite. Il direttore del reparto di oncologia pediatrica del Pausilipon di Napoli ha osservato che i bambini che arrivano nella sua struttura sono aggrediti da tumori più difficili da curare rispetto al passato. Per quanto tempo ancora si dovrà protrarre questo stato di cose? Dove sono le bonifiche, i registri tumori, gli screening? Dov’è il piano per fronteggiare e risolvere questa drammatica situazione? Questo non può più essere il tempo delle parole e delle attese. Questa terra ha diritto di avere risposte e interventi strutturali. Tante famiglie, tanti bambini non possono più aspettare.

Il grido d’allarme dei piccoli pescatori del Cilento

Il grido d’allarme dei piccoli pescatori del Cilento non può restare inascoltato. Con una petizione hanno denunciato l’attività di una grande imbarcazione che da tempo utilizzerebbe il sistema della “pesca volante” nelle acque costiere della zona. Questo sistema permette di prelevare enormi quantitativi di pesce in una sola battuta. Potete immaginare in tal senso le preoccupazioni dei piccoli pescatori non solo per la loro attività, ma soprattutto per il tessuto economico e sociale dell’area e ovviamente per l’ambiente, considerato il rilevante impatto che una simile tecnica può avere sugli stock ittici. Massima attenzione sul tema. Occorre fare il possibile per tutelare l’economia locale che si è sviluppata attorno alla filiera produttiva della pesca e al lavoro dei piccoli pescatori del Cilento

Vincenzo De Luca indagato per corruzione

De Luca indagato - Fatto Quotidiano

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è indagato per corruzione insieme ad altre persone tra cui il giudice Anna Scognamiglio, una delle relatrici dell’ordinanza che a luglio ha sospeso l’efficacia della legge Severino nei riguardi di De Luca permettendone l’insediamento. Nell’inchiesta e’ coinvolto anche il capo della segreteria del governatore, Carmelo Mastursi, dimessosi da 24 ore.

Secondo indiscrezioni il dossier sarebbe stato aperto dopo l’ascolto di una intercettazione nella quale il marito della Scognamiglio, parlando con Mastursi, avrebbe chiesto “un favore” spiegando che in cambio avrebbe fatto “intervenire” la moglie su una vicenda che stava a cuore all’allora capo della segreteria del presidente della Giunta campana.

Se le indiscrezioni fossero confermate, ci troveremmo di fronte all’ennesima indagine che coinvolge Vincenzo De Luca.
È inaccettabile che la nostra regione continui a essere in balia delle vicende giudiziarie dell’ex sindaco di Salerno. E in questo Matteo Renzi ha responsabilità enormi. Ma questo è il Pd e a rimetterci purtroppo siamo sempre e solo noi cittadini. Basta!

Gli stipendi dei consiglieri campani M5S per rimettere in sesto una scuola di Benevento

benevento

Domani i nostri sette consiglieri regionali campani consegneranno un assegno di oltre 100.000 euro alla Preside dell’Istituto Salvatore Rampone di Benevento duramente colpita dall’alluvione. Grazie alla restituzione di parte degli stipendi dei portavoce regionali M5S contribuiremo al ripristino delle attività didattiche della scuola, in particolare per l’acquisto dei computer e delle attrezzature per i laboratori d’informatica e grafica. E’ la prima volta nella storia della Regione Campania che dei consiglieri restituiscono i propri stipendi alla collettività. Ed è davvero il minimo che si possa fare in una situazione del genere. E’ questo il senso di comunità che deve ispirare la nostra società. Nessuno deve rimanere indietro.

Indagata per voto di scambio la presidente dell’Antimafia Campania

indagine Paolino antimafia campania Ecco l’esempio perfetto per spiegare perché la “riforma” del Senato voluta da Renzi è pericolosissima.
Monica Paolino, Forza Italia, è consigliere regionale della Campania. È stata scelta per occupare la poltrona di Presidente della Commissione antimafia del Consiglio regionale della Campania (Commissione speciale anticamorra e beni confiscati). La Direzione investigativa antimafia e i carabinieri hanno perquisito oggi la sua casa a Scafati nonché il suo ufficio nella sede della Regione Campania a Napoli, perché risulterebbe indagata per voto di scambio politico elettorale di tipo mafioso. La persona giusta al posto giusto! Se fosse in vigore il ddl Boschi e la Paolini fosse tra i consiglieri regionali chiamati a comporre il nuovo Senato, godrebbe dell’immunità. Queste potrebbero essere le conseguenze paradossali della pseudo riforma costituzionale.

ps. i consiglieri regionali M5S della Campania hanno appena richiesto le dimissioni immediate della Paolino.

Napoli ha bisogno di conquistare normalità

Da giorni a Napoli si spara nelle strade, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Omicidi in diversi quartieri, tra cui quello di un ragazzo di 17 anni nel rione Sanità, e sparatorie continue lì dove abita e lavora chi nonostante tutto cerca di ritagliarsi spazi di normalità. La risposta finora fornita dallo Stato e dal ministro dell’Interno è stata insufficiente. E non saranno certamente 50 uomini in più nelle strade a risolvere la situazione se, allo stesso tempo, si continuano a privare le forze dell’ordine di mezzi e risorse e se non si decide di intervenire in modo incisivo sulle cause.

Oggi, come in passato, Napoli ha bisogno di conquistare normalità. Una costruzione che può essere fatta, mattone dopo mattone, solo avendo chiaro un progetto per la città e per il suo futuro. A sparare e ad essere ammazzati in questi giorni sono soprattutto giovani, giovanissimi, figli di un disagio sociale e di una cultura criminale che proprio di quel disagio e dell’assenza di futuro continua a nutrirsi.

Il sud è sparito dall’agenda di governo da tempo. La mancanza di una visione complessiva lascia di fatto campo libero alla criminalità organizzata con i risultati che vediamo in queste giornate terribili. Il rinforzo di controlli e presidi delle forze dell’ordine da solo non riuscirà mai a risanare tutti i mali. È necessario un intervento che si dirami in tutti i settori e che non tamponi soltanto l’emergenza, ma la prevenga. Un intervento frutto di una visione, lo ripeto, complessiva della città, che miri a ricostruirne il tessuto sociale ed economico, che punti a valorizzarne le risorse, le professionalità, i talenti dei tanti giovani costretti a cercare una normalità altrove.

Napoli può avere un futuro e una storia che vadano al di là delle cronache di questi giorni. Dobbiamo però tutti assumercene la responsabilità e lottare senza sosta perché ciò avvenga. Solo così potremo risollevare le sorti della città e strappare le nuove generazioni a un destino altrimenti già prevedibile.