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Mi candido a Napoli nel collegio uninominale di Fuorigrotta

Ho deciso di candidarmi alla Camera anche in uno dei collegi uninominali della mia città, quello di Fuorigrotta che ricomprende i quartieri di Bagnoli, Soccavo, Pianura e Chiaiano. È una scelta di cui sento profondamente il senso. Parte della mia vita è legata a questi luoghi e con il Meetup di Napoli e il MoVimento 5 Stelle siamo da sempre in prima linea al fianco dei cittadini di questi quartieri in tante battaglie per la tutela dell’ambiente e della salute e per migliorare le condizioni di vita della comunità.

Penso a Bagnoli, l’eterna incompiuta della nostra città, il simbolo delle promesse tradite da parte della politica. Un quartiere dalle potenzialità enormi, perennemente proiettato in un futuro che non si è mai realizzato. Bagnoli aveva bisogno di bonifiche prima di ogni cosa, e di un progetto di rinascita che partisse dall’ascolto di chi vive il territorio. Ha ricevuto solo parole, decisioni calate dall’alto, inefficienza, diventando il terreno di scontro per arrivismi e ambizioni da più parti.

Penso a Pianura e a Chiaiano, dove abbiamo lottato contro l’apertura delle discariche giorno e notte senza risparmiarci. Periferie abbandonate a loro stesse, di cui lo Stato si ricorda solo quando deve trovare un posto dove sversare rifiuti.

Con me c’erano tantissime persone che non si sono arrese a uno stato di cose, che hanno gridato la loro indignazione e l’hanno trasformata in impegno, progetti, studio. Come Paola Nugnes, che ha portato in Senato il suo lavoro sui temi dell’ambiente, dalla gestione virtuosa dei rifiuti alla lotta alle ecomafie, focalizzando sempre l’attenzione sulle esigenze dei territori. Come il gruppo di attivisti della zona occidentale, sempre presenti, instancabili guardiani dei beni comuni, dall’unico polmone verde che deve essere accessibile gratuitamente ai residenti, ai grandi patrimoni che si concentrano in questa parte della città e che devono diventare volano di sviluppo e ricchezza per tutti i napoletani e non preda di affaristi e speculatori.

Il nostro impegno resta intatto. Abbiamo iniziato questo viaggio fuori dalle istituzioni, inascoltati dai partiti, cercando di superare il muro di gomma che gli stessi partiti ponevano di fronte alle nostre istanze e proposte. Ci siamo fatti portavoce di queste in Parlamento, nelle regioni, nei comuni e continueremo a farlo, con coerenza e passione, lavorando al servizio della collettività. Perché è così che interpretiamo il nostro impegno come parlamentari, consiglieri, sindaci, uno dei tanti aspetti che ci differenzia da chi ha fatto della politica uno strumento piegato ai propri interessi e ha condotto il Paese alla deriva.

Quello che proponiamo è un cambio di paradigma, una rivoluzione culturale che serve a Bagnoli, a Napoli, all’Italia per scrivere una nuova pagina in cui parole come comunità, beni comuni, ambiente, lotta alla criminalità organizzata saranno scritte in modo chiaro e mai dimenticate.

Scriviamo questa pagina insieme. Noi siamo pronti.

Coraggio!

P.S
Aspetto di vedere in questo collegio i nomi che saranno candidati dagli altri partiti.

Sindaco M5S di Bagheria “inavvicinabile” e la mafia rinuncia agli appalti del Comune

news_img1_65029_patrizio-cinqueIl sindaco è “inavvicinabile” e per questa ragione la famiglia mafiosa decide di “non occuparsi più di appalti del comune”. Succede in Sicilia, a Bagheria, comune amministrato dal MoVimento 5 Stelle. Il primo cittadino a cui fa riferimento il pentito di Cosa nostra in occasione del processo “Panta rei” è il nostro Patrizio Cinque. Lui e l’amministrazione M5S sono un argine naturale al malaffare della criminalità organizzata. Ne hanno fermato persino i tentativi di avvicinamento. Da qui passa un’altra storia per Bagheria, e per il nostro Paese. Buon lavoro a Patrizio e a tutto il suo gruppo. Avanti così!

Ognuno faccia la sua parte

Prime ore del mattino. Si esce di casa per andare al lavoro. Bambini e ragazzini si dirigono verso le scuole. All’improvviso esplodono colpi di arma da fuoco, in strada. Una “stesa”, l’ennesima, nel rione Sanità di Napoli. Succede sotto la luce del sole, e in questo quartiere, come in molti altri della mia città, fare i conti con raid armati fa parte della normalità della vita quotidiana. Non è la prima volta che succede una cosa del genere. Solo la settimana scorsa era avvenuta un’altra sparatoria proprio all’ora di ingresso dei bambini a scuola. Oggi i colpi hanno raggiunto la vetrina di una pasticceria del quartiere. I negozi di alimentari erano già aperti. A poche decine di metri c’è un plesso scolastico. Questa non è vita. Cos’altro deve accadere perché si affronti la questione con l’obiettivo di risolverla definitivamente? Cosa fa il governo? Cosa fa il sindaco? Le misure finora messe in atto hanno portato a qualche risultato? Come supportano il lavoro delle forze dell’ordine, della magistratura e di associazioni, comitati, sacerdoti che provano a dare un nuovo volto al quartiere? I cittadini della Sanità, come tutti i cittadini napoletani, devono essere tutelati. Ognuno faccia la sua parte.

Se ai bambini non vengono assicurati i libri scolastici. Interrogazione urgente al Ministro dell’istruzione

Garantire il diritto allo studio dovrebbe essere uno dei compiti primari dello Stato da mettere in pratica con tutti gli strumenti a disposizione. E questo soprattutto in quei territori che vivono maggiori difficoltà economiche e sociali, in quei territori dove la criminalità organizzata impera. Eppure lì dove l’attenzione dovrebbe essere massima, vediamo che un diritto così essenziale non viene tutelato come dovrebbe. In questi giorni sul quotidiano Il Mattino si è affrontato il tema dei bonus per l’acquisto dei libri di testo: a gennaio 2017, ovvero a quattro mesi dall’inizio dell’anno scolastico, in alcune scuole di Scampia come anche in altre municipalità a Napoli, i bambini non sono ancora in possesso dei libri a causa della mancata erogazione del contributo in favore delle famiglie disagiate. L’anno scorso i bonus non sarebbero stati addirittura distribuiti. E così docenti, alunni, famiglie si arrangiano come possono. Ma è impensabile che in un Paese civile non si assicuri dall’avvio dell’anno la fornitura dei libri per studiare a chi ne ha bisogno a causa di iter procedurali complessi, lungaggini e ritardi. Nessuno deve rimanere indietro e in quelle realtà dove la camorra fa sentire la sua presenza asfissiante, le istituzioni scolastiche necessitano di tutta l’attenzione possibile, e quindi di tutti gli strumenti idonei a svolgere la propria funzione educativa e sociale, che è la strada maestra per offrire ai più giovani un futuro.

Su questa questione stiamo preparando un’interrogazione urgente al Ministro dell’istruzione Fedeli. In breve tempo avremo risposta. Vi terrò aggiornati.