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Sulla vicenda Boschi-Banca Etruria il governo riferisca in Aula

Sulla vicenda Boschi-Banca Etruria si faccia chiarezza. Dopo quanto emerso ieri – l’ex ministra per le riforme avrebbe chiesto nel 2015 all’amministratore delegato di Unicredit di acquisire la banca di cui il padre era vicepresidente – il MoVimento 5 Stelle ha chiesto che il presidente del Consiglio venga in Aula a riferire e che vengano tolte le deleghe all’attuale sottosegretario Maria Elena Boschi. Occorre, inoltre, dare il via immediatamente alla commissione d’inchiesta sulle banche, in modo che possano essere auditi su questo caso l’ex ad di Unicredit, la Boschi e Ferruccio de Bortoli.

Ne abbiamo parlato oggi in conferenza stampa alla Camera. Questo il mio intervento:

Al via l’approfondimento del programma Lavoro del M5S

Da oggi e per tutta la settimana approfondiremo le proposte del programma Lavoro del MoVimento 5 Stelle. Verranno discussi vari temi che serviranno a orientare la nostra possibile azione di governo per, poi, procedere alle votazioni. Occorre avere lo sguardo puntato al futuro, e capire e prevedere quali mutamenti avverranno nella nostra società in modo da poterli affrontare al meglio. Per i dettagli ascoltate i miei colleghi delle commissioni lavoro di Camera e Senato Tiziana Ciprini, Claudio Cominardi e Nunzia Catalfo Portavoce a 5 Stelle :

Votazione online: il programma esteri del M5S

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Nelle ultime due settimane abbiamo approfondito sul blog, grazie all’aiuto di esperti, i temi relativi al Programma Esteri del M5S. Ora è il momento di decidere quali saranno le priorità che dovranno essere affrontate e i punti sui quali occorre concentrare gli sforzi. C’è tempo oggi fino alle 19.00 per votare accedendo alla piattaforma Rousseau. Come abbiamo fatto per quello sull’energia, definiamo insieme, in rete, il programma per gli affari esteri che sarà presentato dal MoVimento 5 Stelle. Questo grazie alla democrazia diretta, alla partecipazione attiva dei cittadini. Quale altra forza politica lo fa? Questa è la rivoluzione del M5S.

Buon voto e buona partecipazione!

Ognuno faccia la sua parte

Prime ore del mattino. Si esce di casa per andare al lavoro. Bambini e ragazzini si dirigono verso le scuole. All’improvviso esplodono colpi di arma da fuoco, in strada. Una “stesa”, l’ennesima, nel rione Sanità di Napoli. Succede sotto la luce del sole, e in questo quartiere, come in molti altri della mia città, fare i conti con raid armati fa parte della normalità della vita quotidiana. Non è la prima volta che succede una cosa del genere. Solo la settimana scorsa era avvenuta un’altra sparatoria proprio all’ora di ingresso dei bambini a scuola. Oggi i colpi hanno raggiunto la vetrina di una pasticceria del quartiere. I negozi di alimentari erano già aperti. A poche decine di metri c’è un plesso scolastico. Questa non è vita. Cos’altro deve accadere perché si affronti la questione con l’obiettivo di risolverla definitivamente? Cosa fa il governo? Cosa fa il sindaco? Le misure finora messe in atto hanno portato a qualche risultato? Come supportano il lavoro delle forze dell’ordine, della magistratura e di associazioni, comitati, sacerdoti che provano a dare un nuovo volto al quartiere? I cittadini della Sanità, come tutti i cittadini napoletani, devono essere tutelati. Ognuno faccia la sua parte.

Con il M5S al governo, il reddito di cittadinanza sarà realtà

Ieri Berlusconi si è detto favorevole al reddito di cittadinanza. Ma in anni e anni i suoi governi non hanno mai adottato un provvedimento del genere. Né, di fronte alla proposta del Movimento 5 Stelle in Parlamento, gli esponenti di Forza Italia hanno manifestato reazioni positive. Ora, invece, la pseudo svolta. Queste persone sono molto abili con le chiacchiere. Non c’è da fidarsi. Se veramente vogliono il reddito di cittadinanza, lo dimostrino con i fatti. La nostra Nunzia Catalfo Portavoce a 5 Stelle, prima firmataria della proposta di legge M5S sul reddito di cittadinanza, ha reiterato la richiesta di calendarizzare in Aula il provvedimento visto che è fermo in commissione da 22 mesi. La verità è che quelle di Berlusconi sono solo parole. Gli italiani lo sanno bene. Quando il MoVimento sarà al governo, il reddito di cittadinanza sarà realtà. E’ una misura di cui l’Italia ha bisogno e non c’è più nulla da aspettare. E’ nel nostro programma e lo attueremo.

Mega stipendi Rai, le responsabilità hanno nomi e cognomi

A più riprese abbiamo cercato di reintrodurre il tetto agli stipendi per i vertici e i dirigenti Rai. La Commissione di Vigilanza aveva approvato all’unanimità un parere, di cui ero relatore, per richiedere l’inserimento del limite nello Statuto della tv pubblica. Il M5S ha presentato emendamenti in due occasionidiverse in Parlamento per raggiungere lo stesso risultato, emendamenti prontamente bocciati dalla maggioranza. Se c’è una parola che può descrivere l’operato del governo e del Pd su questa questione è ipocrisia. Ora si indignano per lo sforamento del tetto ma non hanno fatto nulla per evitarlo. Le responsabilità esistono e hanno nomi e cognomi. Ecco il mio intervento alla conferenza stampa di ieri su piano trasparenza e stipendi Rai

L’emendamento M5S (Liuzzi) per obbligare la Rai a rispettare il tetto agli stipendi

Voglio ricordare a Orfini e a quelli del Pd che ora si indignano per gli stipendi in Rai che la nostra portavoce Mirella Liuzzi durante la discussione della riforma aveva presentato un emendamento proprio per obbligare la Rai a stare nel tetto dei 240 mila euro.

Ci siamo battuti molto per quell’emendamento ma il Governo e la maggioranza risposero che “non era quella la sede adatta”. E il Pd votò contro. Allora abbiamo pensato di ripresentare quell’emendamento anche nella sede più “adatta”, cioè durante l’esame della legge di stabilità a dicembre. Risultato? Parere contrario del Governo. Ipocriti.
Ascoltate l’intervento della nostra Mirella Liuzzi durante la discussione della riforma e qui potete vedere chi votò a favore e contro quell’emendamento.

Nel 2013 il M5S chiedeva conto al governo della nomina del fratello di Alfano in Poste

Il nome di Angelino Alfano è finito nelle carte dell’inchiesta Labirinto, quella che nei giorni scorsi ha portato all’arresto 24 persone con accuse che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale a corruzione e riciclaggio. Uno dei faccendieri coinvolti nell’indagine si vantava al telefono di aver fatto assumere proprio il fratello del ministro in una delle società di Poste con una retribuzione di 160 mila euro.

Già tre anni il Movimento 5 Stelle chiedeva conto al governo della nomina di Alessandro Antonio Alfano. Leggete qui.

Era il 2013 e il nostro Andrea Colletti presentava un’interrogazione proprio sul posto di lavoro ottenuto dal fratello del ministro dell’interno. Ad oggi nessuna risposta è stata data, ma intanto è scoppiato l’ennesimo grande scandalo di corruzione che vede coinvolti parlamentari come Antonio Marotta, deputato di Ncd, il partito di Alfano che sotiene il governo Renzi, e un ex sottosegretario. Compare anche il padre del ministro che avrebbe mandato 80 curriculum per assunzioni alle Poste.

L’inchiesta scatta una nuova fotografia sul malaffare imperante nel nostro Paese. Giri di mazzette, appalti truccati, addirittura un service di false fatture per imprenditori interessati a evadere il fisco. La corruzione avvelena il nostro Paese. Produce il 40 per cento di spesa in più (secondo la Corte dei Conti) nei contratti per opere, forniture e servizi pubblici dello Stato; falsa la concorrenza e peggiora nell’insieme la qualità della vita dei cittadini. Abbiamo presentato nelle scorse settimane la nostra Carta dell’onestà: dieci punti chiari e immediati per smantellare un sistema che non permette al nostro Paese di esprimersi al meglio come potrebbe. Il Daspo per i corrotti è tra le misure che abbiamo ulteriormente inserito all’indomani delle elezioni tra le nostre 5 proposte per cambiare il Paese. Quella contro la corruzione e il malaffare è una battaglia che va combattuta con ogni mezzo. Siamo gli unici a poterla portare avanti.

Le differenze tra politica miope e buona politica

Due giorni fa il ministro Delrio ha annunciato che il progetto originario della Tav subirà una variazione. Da 84 chilometri di tratta previsti si passerà a 25. Una riduzione che era già presente nel piano “low cost” e che non riguarda il tunnel, ovvero il cuore dell’opera, che di fatto non viene messa in discussione dal governo. Hanno investito in un’opera inutile e costosa e ora con annunci spot provano a rimediare e a nascondere il loro fallimento. La Tav non serve, come attestano numerose analisi costi/benefici fatte da istituti di ricerca italiani. È una vicenda emblematica della politica che ha governato in questi anni, una politica che non ascolta i cittadini, mortifica il territorio e investe in modo miope. Una politica che va superata. Perché tante risorse potevano e devono essere destinate al miglioramento delle linee ferroviarie e dei treni, quelli utilizzati ogni giorno da centinaia di migliaia di persone per andare a scuola, al lavoro, all’università, e che versano in condizioni pietose. La buona politica individua le vere priorità e sceglie tra opere inutili, costose e dannose per l’ambiente o investimenti nel bene comune, nella valorizzazione del territorio e nella sua preservazione, nel miglioramento dei servizi e del quotidiano dei cittadini. La nostra scelta l’abbiamo fatta da tempo.