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VIGILANZA RAI / Audizione del direttore generale Rai Luigi Gubitosi

Oggi il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi presenterà in commissione il nuovo piano News rivisto alla luce dell’atto di indirizzo della Vigilanza. Potrete seguire l’audizione in diretta streaming. Nei giorni scorsi il cda della Rai ha approvato il progetto recependo tutte le indicazioni e integrazioni proposte dalla commissione che presiedo. Sono state introdotte importanti novità, tra cui il nuovo iter di nomina dei direttori dei telegiornali. La Rai dovrà pubblicare sul sito dell’azienda un avviso pubblico rivolto sia ai dipendenti sia a professionisti esterni. La selezione dei direttori sarà fatta sulla base dei curriculum inviati dai candidati in possesso dei requisiti necessari. Una procedura trasparente.

Tra poco il direttore Gubitosi illustrerà tutti i dettagli del piano. Diretta a partire dalle 14.00

Intervento a “In 1/2 ora” di Lucia Annunziata – Rai 3 01/03/2015

Al di là di tutto mi sento sempre di ringraziare per l’affetto che questo gruppo parlamentare e tutto il movimento ricevono costantemente! Sarebbe impossibile andare avanti senza.  Lo sapete che insieme a voi andremo fino in fondo. Non molleremo mai! Stando ai commenti che sto ricevendo sembra che ieri sia andata bene! Grazie, ci proviamo in tutti i modi.

Procedure trasparenti per la nomina dei direttori dei Tg Rai. Mai successo prima

roberto commissione Ieri il Consiglio di amministrazione della Rai ha approvato il piano News che riorganizza l’offerta informativa della tv pubblica per la prima volta dopo 35 anni. Viale Mazzini ha recepito tutte le proposte integrative della commissione di Vigilanza Rai. Tra queste anche la nuova procedura di nomina dei direttori dei tg che segna un’inversione di tendenza determinante nella storia della Rai. La commissione che presiedo, nella risoluzione presentata sul progetto di riforma delle testate, richiede trasparenza nell’iter di scelta di chi sarà chiamato a dirigere le redazioni Rai. La lottizzazione, che finora ha governato i processi di nomina nella tv pubblica, dovrà essere solo un ricordo. La Vigilanza ha indicato l’adozione di procedure trasparenti che prevedano la pubblicazione sul sito dell’azienda di un avviso pubblico rivolto sia ai dipendenti sia a professionisti esterni all’azienda. La selezione dei direttori andrà, poi, fatta sulla base dei curriculum inviati dai candidati in possesso dei requisiti necessari. Si inizia così a spezzare quel filo che legava e lega il potete politico alla tv pubblica. La Rai va resa indipendente nell’interesse dei cittadini. Mai successo prima!

Rai, il cda approva il Piano News. Recepite tutte le indicazioni della commissione di Vigilanza

AI_201411191400_rai_teodoli Poco fa mi ha chiamato la Presidente della Rai Annamaria Tarantola per comunicarmi che il Consiglio di amministrazione ha approvato il nuovo Piano news recependo tutte le integrazioni indicate dalla commissione di Vigilanza. Erano 35 anni che non si procedeva ad una riforma dell’informazione del servizio pubblico. Mercoledì 4 marzo audiremo il direttore generale Luigi Gubitosi che ci illustrerà tutti i dettagli del progetto di riorganizzazione delle testate giornalistiche e ci spiegherà in che modo è stata recepita la risoluzione della commissione. Martedì invece ascolteremo la Presidente Tarantola sul caso Verro. Non ci fermiamo mai!

La riforma della Rai è materia del Parlamento

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Siamo allo solite. Renzi fa molta confusione, in modo probabilmente premeditato, per fare la sua consueta propaganda. Secondo il Corriere della Sera il premier si sarebbe stupito della “bocciatura” da parte della commissione di Vigilanza Rai del piano di riforma news proposto dal direttore generale Gubitosi e sarebbe intenzionato a presentare un decreto legge per sottrarre la Rai dalle mani dei partiti e per riformare la governance. Il governo avrebbe smentito. Ma facciamo comunque ordine. La commissione di Vigilanza, espletando una delle sue principali funzioni, ha approvato una risoluzione che non boccia in alcun modo il piano di Gubitosi, ma lo integra in alcuni punti per migliorare il progetto di riorganizzazione dei tg nell’interesse esclusivo del Paese. Questo è il ruolo del Parlamento, che Renzi probabilmente ignora o a cui è allergico. Vi riporto di seguito alcuni passaggi dell’atto di indirizzo della Vigilanza, ricordando, inoltre, che è stato votato anche dal Partito Democratico:

“la commissione ritiene assolutamente necessario incoraggiare l’accelerazione di un processo non più rinviabile di riforma dell’informazione del servizio pubblico televisivo volta non solo a evitare sprechi e duplicazioni e a promuovere necessarie sinergie tra le attuali testate giornalistiche, ma anche a favorire nel contempo un aumento della qualità e della diversificazione dell’offerta e a consentire una migliore razionalizzazione delle risorse umane della Rai, attingendo quanto più possibile alle professionalità esistenti all’interno dell’azienda, così da ridimensionare il ricorso a risorse esterne;

che ritiene utile procedere ad una revisione del progetto di riposizionamento dell’offerta informativa della Rai nel nuovo mercato digitale con l’obiettivo di garantire il pluralismo e l’identità editoriale delle singole testate giornalistiche e un loro adeguato raccordo con le reti di riferimento finalizzato anche alla valorizzazione di mercato, e ad assicurare un rafforzamento dei principi di oggettività, imparzialità, completezza e lealtà dell’informazione che devono indiscutibilmente connotare il servizio pubblico;

a valutare la possibilità di introdurre per la nomina dei direttori delle testate giornalistiche procedure trasparenti che prevedano la pubblicazione sul sito dell’azienda di un avviso pubblico rivolto sia ai propri dipendenti sia a professionisti esterni alla Rai, cui sia data la più ampia pubblicità. L’avviso pubblico dovrà contenere, tra i requisiti richiesti, il possesso di una pregressa esperienza giornalistica di eccellenza, che attesti la fondata capacità potenziale ad assumere la direzione di una testata giornalistica e dimostri capacità innovative e apertura alle esigenze della modernità. Gli organi competenti potranno poi procedere alla nomina, secondo le vigenti disposizioni normative, sulla base di una valutazione comparativa dei curricula trasmessi”.

Non si può procedere ad una riforma della governance della Rai per decreto legge esautorando il Parlamento in una materia che è propria del Parlamento. Nè eliminare ogni tipo di discussione in questa sede per poter gestire velocemente le nuove nomine del consiglio di amministrazione che dovranno essere fatte da qui a breve. Il Presidente della Repubblica non potrà far finta di niente e sottovalutare questo aspetto. Mattarella dovrà difendere l’autonomia del Parlamento e far rispettare le sue prerogative. In occasione del suo discorso di insediamento sottolineò l’importanza del servizio radiotelevisivo pubblico. Ci aspettiamo che dia seguito a quelle dichiarazioni.

Il Movimento 5 Stelle si batte da sempre per il pluralismo dell’informazione e per una Rai libera dalle pressioni politiche, libera da quel sistema di lottizzazione che, negli anni, tutti i partiti, da destra a sinistra, hanno attuato. Tutti, tranne il Movimento. Una strada chiara porta ad obiettivi chiari sempre. Renzi fa solo confusione per intorbidire le acque e portare avanti interessi di parte, non certo quelli del Paese.
La riforma della governance della Rai del Movimento 5 Stelle ha come obiettivo quello di spezzare il filo che finora ha legato i partiti alla principale azienda culturale del Paese. La proposta è pronta. E a breve sarà presentata in Parlamento.

Vigilanza Rai, voto della risoluzione sul piano News

AI_201411191400_rai_teodoliAlle 14:00 si riunirà la commissione di Vigilanza Rai per licenziare il testo della risoluzione che riguarda la riorganizzazione dell’informazione pubblica italiana. Posso già dire che abbiamo fatto un lavoro attento e meticoloso per migliorare il piano del direttore generale della Rai Luigi Gubitosi. Come sempre vi aggiorno su ogni passaggio. Mai una commissione ha avuto un filo così diretto con tutti i cittadini. La chiarezza e la trasparenza al primo posto sempre!

VIGILANZA RAI / 20 gennaio 2015: esame risoluzione riforma news Rai

Martedì 20 gennaio 2015, ore 08.00, la commissione di Vigilanza Rai prosegue l’esame dell’atto di indirizzo sul piano di riforma  dell’offerta informativa Rai.

Il progetto, voluto dal direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, prevede l’accorpamento delle redazioni dei telegiornali in due newsroom e una riorganizzazione del lavoro delle testate. Il relatore è il deputato Pino Pisicchio.

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Piano di riforma News, Vigilanza Rai al lavoro su atto di indirizzo

Una riforma dell’informazione Rai è necessaria. È sotto gli occhi di tutti. Un cambio di rotta appare indispensabile. Basta vedere quello che è successo con la copertura degli attentati di Parigi e il pessimo servizio pubblico fornito ai cittadini. Molti cambiamenti potrebbero in realtà già essere posti in essere, senza bisogno di particolari piani di riorganizzazione, così da migliorare l’offerta informativa nell’interesse del Paese. La commissione di Vigilanza è al lavoro sulla risoluzione sul piano news ideato e presentato dal direttore generale della Rai Gubitosi. E sta cercando di rispettare e assicurare precise tempistiche. Ma come tutti sanno, l’attività delle commissioni bicamerali è strettamente legata al calendario d’aula di Montecitorio e Palazzo Madama che, soprattutto nell’ultimo anno, è stato particolarmente intenso e ha comportato molto spesso lo slittamento dei lavori delle stesse bicamerali. Proprio per risolvere questa problematica, che rende difficoltosa la convocazione delle sedute di commissione, abbiamo ripetutamente chiesto ai presidenti di Camera e Senato di tenere maggiormente in considerazione le esigenze delle bicamerali. Come ricorderete la presentazione del piano news è avvenuta a settembre e la Vigilanza, per svolgere un lavoro serio e meticoloso su un tema, l’informazione, così importante per una società democratica, ha impiegato il tempo necessario per ascoltare sul punto gli addetti ai lavori (direttori di rete e dei tg, sindacati, rappresentanti della Bbc, Istituzioni) ed elaborare, discutere e votare un atto di indirizzo decisivo per il futuro delle testate giornalistiche Rai. Non ci siamo mai fermati se non per rispettare i lavori di Camera e Senato. E continueremo a lavorare per approvare una risoluzione utile al miglioramento complessivo del sistema informativo pubblico.

L’esame dell’atto di indirizzo continuerà in commissione di Vigilanza martedì mattina alle 08.30, così da chiudere la fase della discussione generale.

Charlie Hebdo, l’intervento della Vigilanza

Grazie all’intervento della commissione di Vigilanza, ci sarà un maggiore coordinamento tra le reti generaliste Rai in modo da scongiurare in futuro errori come quello della mancata copertura degli attentati di Parigi. Come ricorderete il 7 gennaio, giorno dell’attacco alla redazione di Charlie Hebdo, né Rai 1, né Rai 2, né Rai 3 hanno modificato i palinsesti in prima serata per trasmettere uno speciale dedicato a quanto accaduto nella capitale francese. Una grave mancanza per la Rai che non ha così garantito ai cittadini un servizio pubblico di qualità. Dopo la mia lettera, in cui chiedevo i motivi della mancata modifica della programmazione in questa occasione, il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi ha risposto che alla luce delle osservazioni della commissione di Vigilanza sono stati rivisti “i meccanismi delle decisioni editoriali” in modo, appunto, da poter assicurare “maggiore tempestività e coordinamento tra tutte le reti”.

Potete leggere la risposta della Rai qui

Charlie Hebdo, la risposta della Rai

Qui potete leggere la risposta del direttore generale Rai Luigi Gubitosi alla lettera che ho inviato pochi giorni fa e che sottolineava il mancato approfondimento, la sera del 7 gennaio, sulle reti generaliste pubbliche, del terribile attentato alla redazione di Charlie Hebdo.

L’informazione è uno dei principali pilastri del servizio pubblico radiotelevisivo, una delle sue ragioni d’essere. Proprio per questo ritengo che sia stata una grave mancanza da parte della Rai non cambiare i palinsesti in prima serata e assicurare ai cittadini, in orari considerati di massimo ascolto, una copertura degli eventi e un costante aggiornamento, al di là del lavoro svolto da Rai News 24. Una decisione che appare ancora più sorprendente in un momento in cui ci si appresta a riorganizzare l’attività delle redazioni dei telegiornali che, secondo il nuovo piano, dovrebbero confluire in due newsroom con l’obiettivo, tra gli altri, di migliorare il coordinamento stesso delle testate. I vertici Rai hanno deciso, proprio grazie alle osservazioni della commissione di Vigilanza sulla copertura dei fatti di Parigi, di rivedere i meccanismi delle decisioni editoriali per assicurare una maggiore tempestività e coordinamento tra tutte le reti. Bene. Non è infatti necessaria una riforma per mettere già in atto una riorganizzazione in tal senso.