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Partito democratico alla frutta

A cosa si è ridotto il Pd. Per sfiduciare un proprio sindaco si affannano in queste ore a convincere almeno sei consiglieri di altri schieramenti a rassegnare le dimissioni. Per lo scioglimento automatico del consiglio comunale servono infatti numeri che il partito di Renzi non ha. Ed è così iniziata la ricerca tra fittiani, esponenti di Ncd e del centro democratico. Tutto pur di non assumersi le proprie responsabilità passando per un confronto in Aula e pur di non firmare la mozione di sfiducia già depositata dal M5S. Sono alla frutta.

Le responsabilità del Pd nel disastro romano

Il comune di Roma andava sciolto un anno fa quando è scoppiato lo scandalo di Mafia Capitale. Ma il Pd ha preferito temporeggiare e non costringere Marino alle dimissioni perché aveva paura di misurarsi con il M5S alle elezioni comunali. Hanno preferito aspettare per poter ricondurre la fine anticipata dell’amministrazione comunale non al sistema di corruzione e malaffare di Mafia Capitale (in cui sono coinvolti tutti i partiti, Pd in primis, tranne il Movimento 5 Stelle) ma alle “colpe” di un singolo, Marino, facendogli terra bruciata intorno e cercando di allontanarlo dall’immagine del partito. Ma da qualsiasi angolo si voglia guardare la questione, è evidente l’enorme responsabilità di tutto il Pd nel disastro romano, a partire dal segretario Renzi fino al commissario romano Orfini: sia perché molti esponenti del Pd sono coinvolti nel sistema di mafia capitale, sia perché hanno fatto di tutto per non andare, come sarebbe stato giusto, subito al voto, sia per aver difeso la discutibile gestione amministrativa di Marino.
E se oggi l’opinione pubblica è a conoscenza delle menzogne del sindaco, e finalmente siamo a un passo dal ritorno alle urne, è solo perché il M5S ha sollevato la questione.
Si vada al voto il prima possibile, Roma deve voltare pagina.

Toccherà al Movimento 5 Stelle amministrare il Comune di Roma

La Capitale in salsa Pd ha un gusto amaro. Quello che sta accadendo a Roma è disgustoso.
È una vergogna il Pd romano che non ha fatto niente per risollevare questa città e continua solo a creare problemi di una gravità inaudita, è una vergogna il Sindaco Marino che cerca di mettere delle toppe che sono peggiori dei buchi che ha causato, è un vergogna il Pd nazionale che sa solo perdere tempo con le sue guerre interne e, nonostante abbia piazzato i suoi uomini negli assessorati del Comune, è stato capace solo di peggiorare le cose. Toccherà al Movimento 5 Stelle amministrare il Comune di Roma e non sarà facile perché questi “ominicchi” lo hanno devastato. L’unica possibilità per Roma sarà cacciare i partiti dal Comune e fare entrare i cittadini. Noi, come sempre, ci saremo

Roma, i doppi incarichi dei nuovi assessori

Ignazio Marino ha presentato oggi la nuova Giunta. Tra gli assessori freschi di nomina ci sono un deputato e un senatore che sommeranno così al mandato parlamentare l’incarico al Comune di Roma. E non accennano a dimettersi, come se fosse naturale fare bene l’assessore a Roma e il parlamentare. Esposito (PD) si occuperà dei trasporti, Causi (PD) del Bilancio: due assessorati chiave per la Capitale. In particolare Marco Causi, nominato anche vicesindaco, ha dichiarato che non si dimetterà da deputato perché visto il ruolo assegnatogli potrà seguire con più forza questi temi stando in Parlamento. E’ con questo spirito che pensano di poter affrontare il momento drammatico che sta vivendo Roma? Probabilmente agiscono così perché sanno che la giunta cadrà a breve. Ecco come amministra il Partito Democratico. La musica non cambia: sono sempre tutti attaccati alla poltrona. E a rimetterci sono i cittadini e la città di Roma.

ps. il MoVimento 5 Stelle sta lavorando a idee, proposte e soluzioni per risollevare questa città. Vi aspettiamo il 30 luglio a Roma dalle ore 19:00 in Piazza Sempione. Non mancate.