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Archivio Gianni Minà, la risposta della Rai

Ecco la risposta della Rai  alla mia interrogazione sull’archivio di “Blitz”, uno dei programmi storici di Gianni Minà. Come ricorderete, il giornalista aveva lanciato un appello nelle scorse settimane perché le puntate di quella trasmissione non andassero perdute a causa del deterioramento dei supporti materiali. Ebbene, qualche rassicurazione sembra arrivare da Viale Mazzini e finalmente attraverso una risposta puntuale.

La Rai afferma che alcune puntate di “Blitz” sono già state digitalizzate e che si starebbe procedendo alla digitalizzazione di tutto il materiale archiviato, compresi altri programmi firmati da Minà. Non risulterebbero problemi specifici per lo stato di conservazione dei supporti, custoditi negli archivi di Milano e Roma. Il prossimo anno – continua Viale Mazzini – “Blitz” figurerà anche nella sezione di RaiPlay dedicata a “I favolosi”, ovvero alle più importanti produzioni realizzate dalla tv pubblica negli anni scorsi. Intanto sul sito di Rai Teche sono pubblicati e disponibili alcuni estratti del programma.
Un cenno, infine, al piano complessivo di digitalizzazione del patrimonio audiovisivo del servizio pubblico, che è attualmente in fase di sviluppo e si prolungherà nell’arco di alcuni anni.

Bene, dunque, che si proceda verso questa direzione. Se la Rai darà concretamente seguito a quanto anticipato, sarà fatto un importante passo in avanti. Continueremo ovviamente a tenere i riflettori accesi su questo tema. La Rai custodisce quello che è a tutti gli effetti un pezzo del patrimonio culturale di tutti gli italiani. Preservare, valorizzare e rendere accessibili questi tasselli di memoria deve essere un impegno costante per il servizio pubblico.

Sulla vicenda dei rimborsi della Rai per le presentazioni del libro della Presidente Maggioni servono ulteriori chiarimenti

Qualche giorno fa la Rai ha risposto a un’interrogazione dicendo che la scelta di rimborsare la presidente Maggioni (allora direttore di Rai News) per gli eventi di presentazione del suo libro “Terrore mediatico” è legata alle “policies aziendali”.
Cosa intende precisamente per policy aziendale? Una procedura formale? Una prassi? Serve avere ulteriori chiarimenti.
Chi ha autorizzato questi rimborsi? Tra l’altro i primi eventi di presentazione del libro sono stati svolti quando Monica Maggioni era direttrice di Rai News, gli ultimi quando era già presidente Rai. Chiedo alla Rai se quei rimborsi sono stati chiesti direttamente da Maggioni o da qualche altro dirigente. E ritengo utile sapere in quali modi, economicamente e non, la Rai ha partecipato alla promozione di questo libro.
Un altro quesito riguarda la circostanza che il libro è stato pubblicato con una casa editrice diversa da Rai Eri. Infatti nella maggior parte dei casi le pubblicazioni dei protagonisti di Viale Mazzini sono almeno co-edite da Rai Eri, cosa che rende più comprensibile la partecipazione della Rai alla promozione.
Ho chiesto l’elenco dei precedenti analoghi, cioè di presentazioni di libri scritti da giornalisti Rai per case editrici terze ma finanziate dall’azienda.
Capire come la Rai si sia mossa in questi anni con altri suoi giornalisti è un aspetto di fondamentale importanza per capire se il privilegio fruito da Monica Maggioni sia un caso isolato o il frutto di una prassi aziendale. Ho presentato un’interrogazione, vi terrò aggiornati.

Alloggi pubblici assegnati a famiglie di camorristi, presentata interrogazione parlamentare

Come riportato dagli organi di stampa in questi giorni, a Napoli vi sarebbero famiglie di camorristi a cui sono stati assegnati alcuni alloggi pubblici, come per esempio quelli previsti in sostituzione delle Vele di Scampia. Fra queste famiglie ci sarebbe anche quella di uno degli indagati per l’omicidio di Antonio Landieri, ragazzo disabile, una delle tante vittime innocenti della camorra.

Ho presentato sulla questione un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Interno e della Coesione territoriale perché penso che debbano essere fissati dei principi fondamentali nelle procedure di assegnazione degli alloggi pubblici. In Campania viviamo nel paradosso per cui una famiglia con reati di associazione camorristica non può essere “regolarizzata” se occupa abusivamente una casa, ma può essere assegnataria di un alloggio pubblico. Si tratta di un paradosso evidenziato anche dall’Avvocatura del Comune di Napoli e a cui occorre immediatamente mettere mano.
Una seria attività di contrasto alla criminalità organizzata non può contemplare simili contraddizioni e zone d’ombra. L’edilizia residenziale pubblica è materia di competenza esclusiva delle Regioni ma lo Stato può introdurre dei principi fondamentali sull’assegnazione delle case. Per esempio quello per cui soggetti appartenenti a clan camorristici non possono essere assegnatari di alloggi pubblici. Si tratta di un tema, che si avverte tanto più forte a Napoli, dove da anni esiste la piaga delle occupazioni abusive gestite dalle organizzazioni criminali.

Ognuno faccia la sua parte. La Regione, prima di tutto, perché ha la competenza in materia. Ma anche lo Stato, perché in tutto il territorio nazionale vengano tenuti in considerazione e rispettati principi basilari di giustizia sociale.

Interrogazione sull’assenza della Rai all’interrogatorio di Buzzi nel processo Mafia Capitale

In un estratto dell’interrogatorio di Salvatore Buzzi avvenuto giorni fa si sente la voce del suo avvocato che a un certo punto afferma “Ma oggi non c’è la Rai quindi può andare tranquillo. Stranamente oggi che lei parla di tutte queste cose, la Rai non è venuta”. In quella seduta il ras delle cooperative accenna alle cene con il ministro Martina e con Renzi. Ritorna sulle richieste di tangenti che gli arrivavano da più parti. Mentre parla gli scappa addirittura un “Noi del Pd eravamo tutti lì” con riferimento alla chiusura della campagna elettorale per le europee. Ma la Rai, appunto, non c’era. Al di là delle dichiarazioni rese da un imputato, che le testate giornalistiche Rai avrebbero autonomamente valutato se diffondere o meno, appare sconcertante che operatori e giornalisti del servizio pubblico non stessero seguendo un processo così importante come quello di Mafia Capitale. A trasmettere, invece, l’audio della seduta e ad assicurare ciò che avrebbe dovuto assicurare un servizio pubblico, è stata Radio radicale. Non sarebbe doveroso per la Rai impegnarsi a coprire tutte le fasi di un dibattimento che è di evidente interesse per l’opinione pubblica, considerati i soggetti coinvolti e la gravità dei fatti contestati? Per fare luce su quanto accaduto, su un’assenza incomprensibile, ho presentato un’Interrogazione alla Rai. Vi terrò aggiornati.

Se ai bambini non vengono assicurati i libri scolastici. Interrogazione urgente al Ministro dell’istruzione

Garantire il diritto allo studio dovrebbe essere uno dei compiti primari dello Stato da mettere in pratica con tutti gli strumenti a disposizione. E questo soprattutto in quei territori che vivono maggiori difficoltà economiche e sociali, in quei territori dove la criminalità organizzata impera. Eppure lì dove l’attenzione dovrebbe essere massima, vediamo che un diritto così essenziale non viene tutelato come dovrebbe. In questi giorni sul quotidiano Il Mattino si è affrontato il tema dei bonus per l’acquisto dei libri di testo: a gennaio 2017, ovvero a quattro mesi dall’inizio dell’anno scolastico, in alcune scuole di Scampia come anche in altre municipalità a Napoli, i bambini non sono ancora in possesso dei libri a causa della mancata erogazione del contributo in favore delle famiglie disagiate. L’anno scorso i bonus non sarebbero stati addirittura distribuiti. E così docenti, alunni, famiglie si arrangiano come possono. Ma è impensabile che in un Paese civile non si assicuri dall’avvio dell’anno la fornitura dei libri per studiare a chi ne ha bisogno a causa di iter procedurali complessi, lungaggini e ritardi. Nessuno deve rimanere indietro e in quelle realtà dove la camorra fa sentire la sua presenza asfissiante, le istituzioni scolastiche necessitano di tutta l’attenzione possibile, e quindi di tutti gli strumenti idonei a svolgere la propria funzione educativa e sociale, che è la strada maestra per offrire ai più giovani un futuro.

Su questa questione stiamo preparando un’interrogazione urgente al Ministro dell’istruzione Fedeli. In breve tempo avremo risposta. Vi terrò aggiornati.

Ospedale di Nola, il M5S presenta interrogazione in Parlamento

 Sul caso del pronto soccorso di Nola il MoVimento 5 Stelle ha depositato in Parlamento un’interrogazione a prima firma di Salvatore Micillo. Sono immagini terribili quelle che arrivano dall’ospedale, con i pazienti soccorsi per terra, e sono la conseguenza di tagli e scelte politiche che anche negli ultimi anni hanno messo in ginocchio la sanità nella nostra regione, ancora l’ultima in Italia secondo i dati recenti. Vincenzo De Luca ne dovrebbe sapere qualcosa. Sia responsabile e licenzi sé stesso per questo disastro. Siamo vicini a tutti i cittadini che hanno subito gravissimi disagi e a tutti i medici e operatori che hanno lavorato e prestato assistenza nonostante le difficili condizioni.

ps. Lettera aperta ai medici e al personale sanitario dell’Ospedale di Nola e di tutta la Campania

Referendum e pluralismo, interrogazione ai vertici Rai

Ricorderete, all’inizio dell’estate, i dati richiesti dalla Vigilanza che attestavano squilibri abnormi nell’informazione Rai sul referendum. Squilibri talmente forti che l’Agcom è intervenuta, sia pure timidamente, con dei richiami a rispettare l’equilibrio nell’informazione sul referendum.

Nonostante questo la situazione non è cambiata, anzi. Lo avevamo denunciato già ad agosto e lo confermiamo oggi. Prendiamo le ultime due edizioni serali del Tg1. Tre servizi sul referendum, a parlare è quasi solo il Sì. Voci talmente sovrabbondanti da apparire addirittura senza senso. Prima Renzi che afferma le ragioni della riforma, poi il giornalista che le riassume, quindi l’endorsement di Angela Merkel e quello di un’agenzia di rating, poi l’intervento del vicesegretario Guerini, quindi ancora Renzi, poi un altro rapido sunto delle ragioni del Sì, infine un esponente del Nuovo Centrodestra. Ai sostenitori del No uno spazio infinitesimale. E non è solo una questione di tempo, ma anche e soprattutto di contenuto, di sostanziale oscuramento delle ragioni degli oppositori della riforma.

Non è più tollerabile andare avanti in questo modo. Mi chiedo come possa il direttore di un tg considerare un’informazione simile coerente con il pluralismo nell’informazione e come possa ignorare con tale disinvoltura i richiami dell’Autorità. Un Paese in cui il principale notiziario del servizio pubblico si comporta come un’appendice del potere esecutivo ha un serio problema democratico.
Per questo ho inviato ai vertici Rai un’interrogazione affinché venga immediatamente garantito ciò che i cittadini chiedono: un’informazione normale nel principale notiziario del servizio pubblico.

Di fronte a questo stato delle cose ci aspettiamo anche un intervento incisivo e immediato dell’Agcom. Il referendum costituzionale è uno snodo fondamentale per la democrazia del Paese: non può essere trattato in questo modo.

P.s. Tre giorni fa ho richiesto ufficialmente all’Agcom i dati relativi all’informazione sul referendum nel periodo luglio-settembre. Trovo incredibile che l’Autorità abbia pubblicato esclusivamente i dati richiesti a suo tempo dalla Vigilanza ma non abbia continuato a farlo nelle settimane successive. La trasparenza su questi dati è un atto dovuto nei confronti dei cittadini che pagano il canone.

Nel 2013 il M5S chiedeva conto al governo della nomina del fratello di Alfano in Poste

Il nome di Angelino Alfano è finito nelle carte dell’inchiesta Labirinto, quella che nei giorni scorsi ha portato all’arresto 24 persone con accuse che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale a corruzione e riciclaggio. Uno dei faccendieri coinvolti nell’indagine si vantava al telefono di aver fatto assumere proprio il fratello del ministro in una delle società di Poste con una retribuzione di 160 mila euro.

Già tre anni il Movimento 5 Stelle chiedeva conto al governo della nomina di Alessandro Antonio Alfano. Leggete qui.

Era il 2013 e il nostro Andrea Colletti presentava un’interrogazione proprio sul posto di lavoro ottenuto dal fratello del ministro dell’interno. Ad oggi nessuna risposta è stata data, ma intanto è scoppiato l’ennesimo grande scandalo di corruzione che vede coinvolti parlamentari come Antonio Marotta, deputato di Ncd, il partito di Alfano che sotiene il governo Renzi, e un ex sottosegretario. Compare anche il padre del ministro che avrebbe mandato 80 curriculum per assunzioni alle Poste.

L’inchiesta scatta una nuova fotografia sul malaffare imperante nel nostro Paese. Giri di mazzette, appalti truccati, addirittura un service di false fatture per imprenditori interessati a evadere il fisco. La corruzione avvelena il nostro Paese. Produce il 40 per cento di spesa in più (secondo la Corte dei Conti) nei contratti per opere, forniture e servizi pubblici dello Stato; falsa la concorrenza e peggiora nell’insieme la qualità della vita dei cittadini. Abbiamo presentato nelle scorse settimane la nostra Carta dell’onestà: dieci punti chiari e immediati per smantellare un sistema che non permette al nostro Paese di esprimersi al meglio come potrebbe. Il Daspo per i corrotti è tra le misure che abbiamo ulteriormente inserito all’indomani delle elezioni tra le nostre 5 proposte per cambiare il Paese. Quella contro la corruzione e il malaffare è una battaglia che va combattuta con ogni mezzo. Siamo gli unici a poterla portare avanti.

Porta a Porta, inviati quesito ed esposto a Rai e Agcom

Ho inviato alla Rai l’interrogazione sulla puntata di Porta a Porta dedicata ai risultati del referendum sulla Brexit, teatro di uno squallido e grave episodio che ha visto protagonisti il conduttore della trasmissione e il direttore del Tg1 in seguito a uno scambio di battute fra quest’ultimo e la senatrice Barbara Lezzi. Oltre all’interrogazione alla Rai, ho inviato un esposto all’AGCOM. Non è infatti coerente con il principio della libertà di espressione il fatto che il conduttore di una trasmissione informativa e un suo ospite si mettano a disquisire sulla “sanzione” da infliggere a un altro ospite della trasmissione per opinioni – sia pure fortemente critiche – espresse nel più totale rispetto dei principi dell’informazione radiotelevisiva. Quanto è avvenuto nel corso della puntata è inaccettabile per il servizio pubblico nonché lesivo del contratto di servizio e del codice etico, che obbligano la Rai a improntare la programmazione a criteri di decoro e assenza di volgarità espressiva. La Rai deve intervenire affinché episodi del genere non abbiano più luogo. Vanno assunti provvedimenti seri quanto prima.

Concorso Rai: fare trasparenza su criteri e modalità di assunzione dei vincitori

Nel 2014 la Rai ha indetto una selezione pubblica per l’assunzione a tempo determinato di cento giornalisti che si è conclusa nell’ottobre 2015 con la pubblicazione di una graduatoria. In questi giorni, alcuni dei vincitori – a cui auguro buon lavoro per l’impegno intrapreso – hanno iniziato la loro attività in azienda. Tuttavia restano da chiarire le modalità e i criteri che la Rai sta seguendo per l’assunzione e l’assegnazione dei professionisti alle diverse testate. Si segue l’ordine della graduatoria o sono stati adottati altri criteri? E nel secondo caso, per quali ragioni? La Rai è un’azienda pubblica e occorre la massima trasparenza. Per questo motivo ho inviato un quesito a Viale Mazzini affinché si faccia chiarezza e siano pienamente informati i cittadini e le persone coinvolte direttamente nella procedura.

Aggiornamento: la risposta della Rai.