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Dieci anni dal V-Day

Riguardo le fotografie del V-Day a Piazza dei Martiri e a Piazza Dante a Napoli, rileggo i post di allora sul mio meetup. È “ieri” e, allo stesso tempo, un’altra vita. Ho letto diversi articoli in questi giorni su quanto il Movimento abbia cambiato l’Italia, a partire dal V-Day del 2007, su quanto la politica abbia cambiato noi. La convenzione del tempo ci porta a fare analisi lineari, verticali, e per questo limitate. È quasi tutto vero quello che è stato scritto, anche se i punti di vista differenti e parziali vanno integrati per avere una visione il più possibile onesta di un fenomeno complesso e ancora in pieno divenire.

Fu una giornata rivoluzionaria e emozionante, quella di una piazza che decretò pacificamente la fine della politica dei partiti. Persone di tutte le età, culture, provenienze sociali, scesero in strada per dire: ci siamo, ascoltateci, diciamo no al decadimento etico e morale di una politica che non ci rappresenta più. In centinaia di ragazzi preparammo banchetti e gazebo in tutta Italia senza strutture né istituzioni. Mettemmo in piedi un’organizzazione incredibile spontaneamente, con pochissimi mezzi, un esempio di intelligenza collettiva. Ognuno si dava da fare secondo le proprie possibilità e mezzi cercando di capire come poter contribuire alla realizzazione dell’iniziativa. La partecipazione fu enorme: sin dal mattino folle di cittadini si misero in fila e aspettarono di poter firmare, così da esercitare uno dei pochi diritti costituzionali di partecipazione diretta alla vita del paese.

Quest’onda inarrestabile è entrata nelle istituzioni, per completare l’opera di cambiamento e ricostruzione. L’effetto è stato dirompente, ha costretto il potere e il privilegio a nascondersi o a travestirsi in pubblico da semplicità e sobrietà. Per contro, l’impatto ha un po’ contenuto l’onda, obbligandola a prendere una forma. Non credo – come qualcuno ha scritto – che le formalità dei palazzi e le consuetudini dei loro dintorni, a cui è stato più difficile di quanto pensassimo sottrarsi anche nel rispetto degli incarichi che ricopriamo, ci abbiano cambiato nel profondo. E neanche il mutato rapporto con la potenza del sistema mediatico. Sarebbe a mio avviso molto pericoloso negare i rischi delle pressioni, dell’attenzione al consenso, della vanità nutrita dalla sovraesposizione, dello stordimento che può dare la responsabilità di poter finalmente intervenire sulla vita pubblica, dopo anni di frustrazione fuori e dentro le istituzioni a rimbalzare contro muri di gomma.
Tolte le carriere e tolti i soldi – quelli veri – dalla politica, le debolezze umane sono le nostre possibili trappole, e ognuno di noi è chiamato a farci i conti personalmente, qualunque sia il suo ruolo nella società. Ma quel fermento collettivo, condiviso, è più forte delle possibili imperfezioni di noi singoli, e l’onda partita dieci anni fa, un’onda che tutti insieme componiamo, ci salverà dal fallimento, visto e rivisto, dell’uomo solo al comando. Finché saremo davvero Movimento potremo faticare e impiegare tutto il tempo che serve per la rivoluzione culturale che abbiamo promosso e che ha travolto questi anni, ma saremo davvero cambiamento e non solo sostituzione di potere.

Su Bagnoli de Magistris non risponde nel merito. Cerca di distrarre l’attenzione dall’accordo sottoscritto

Mi piacerebbe avere un confronto con il Sindaco della mia città sui temi, sui contenuti. Ma niente, non è possibile. Il MoVimento 5 Stelle parla mezz’ora in conferenza stampa su Bagnoli di zone protette (Sin e Sic), zona rossa, rischi ambientali, sismici e geotermici, residenze, cubature, parcheggi, spiaggia, porto, lidi privati, diritto di accesso al mare e lui non un fiato nel merito. La sua risposta? Fico sta con i costruttori e non ha fatto nulla in Rai fino ad oggi. Sull’accusa di stare con i costruttori, degna di una querela, non rispondo neanche, tanto è stupida e infondata come lo stesso de Magistris sa bene. Ma sulla Rai, malgrado non comprenda il nesso, se non l’evidente mancanza di argomenti e la voglia di distrarre l’attenzione dallo scellerato accordo sottoscritto, è il caso di aggiornare ancora una volta il Sindaco “distratto”. Oggi è vietata la pubblicità su Rai Yoyo: i nostri bambini sono finalmente al sicuro e non più trattati come consumatori. È più accessibile alle persone con disabilità con l’aumento delle sottotitolazioni. Anche in Rai, azienda pubblica, oggi viene rispettata la legge dello Stato sui tetti agli stipendi dei dirigenti pubblici. Sono finalmente noti contratti, appalti, piani industriali e editoriali, che consentono di portare luce su conflitti di interessi e scelte non rispondenti a logiche di servizio pubblico, e porvi fine. La vigilanza sul pluralismo politico e dell’informazione è stata costante e inflessibile, con quesiti pubblici, audizioni in diretta streaming, sollecitazioni continue all’Autorità di garanzia, a nostro avviso a volte pavida nei riscontri ai nostri esposti.

È poco? Dipende dai punti di vista, in Rai c’è ancora molto da fare ma i risultati sono straordinari, considerato che sono stati ottenuti nel pieno rispetto della legge, ponendo fine – per quanto mi riguarda – a 20 anni di malcostume di ingerenza della politica nella gestione dell’azienda pubblica. Non ho mai usato scorciatoie, mai alzato il telefono per orientare scelte editoriali.

Sono Presidente di una Commissione di Vigilanza in cui il MoVimento 5 Stelle è comunque una forza di minoranza, eppure questi risultati li abbiamo raggiunti sempre all’unanimità, con la convergenza di tutte le forze politiche. Allo stesso modo, su Napoli, per il bene di Napoli, ci siamo e ci saremo sempre, se il Sindaco volesse collaborare e non chiedere una cieca adesione alle sue azioni. La rivoluzione culturale non ha bisogno di scatti in avanti e di capipopolo, che finiscono inevitabilmente per correre senza più un popolo che li segua. Credo che su questo de Magistris abbia davvero molto da imparare.

Bagnoli, consiglio comunale e municipalità ignorati. Tradite le idee di condivisione e partecipazione

conf stampa bagnoli napoli 25 luglio 2017 fico Insieme ai consiglieri M5S del Comune di Napoli e della Municipalità Bagnoli – Fuorigrotta e insieme alla senatrice Paola Nugnes Cittadina al Senato con il M5S, oggi abbiamo tenuto a Napoli una conferenza stampa su Bagnoli e sulle criticità dell’accordo interistituzionale firmato dal sindaco, dal presidente della Regione Campania e dal Governo. Quella dipinta dal sindaco de Magistris come una vittoria non è altro che una resa. L’articolo 33 dello Sblocca Italia, infatti, rimane invariato. Questo significa che in ogni momento i programmi possono cambiare in corso d’opera, e gli enti locali possono essere esautorati e ignorati nelle loro istanze. E questo appare inaccettabile. Così come è irragionevole la modalità di lavoro scelta per arrivare a questa intesa. Il sindaco non ha mai interloquito con il Consiglio comunale né con la Municipalità, se non a ridosso della firma dell’accordo e quando tutto era già stato stabilito. Gli organi più vicini al territorio e rappresentativi della comunità sono stati totalmente bypassati. In un passaggio così importante per la città, i cittadini non sono stati coinvolti e l’idea stessa di partecipazione è stata tradita da chi ne ha fatto a parole una bandiera distintiva. Continueremo a tenere alta l’attenzione per impedire ogni tipo di speculazione a danno dei cittadini e perché siano tutelati ambiente e salute. Bagnoli aspetta nuova luce da troppi anni.

Fare chiarezza sul progetto Monumentando

Sono preoccupanti i rilievi dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sul progetto del Comune di Napoli Monumentando. Ieri a Napoli il MoVimento 5 Stelle ha tenuto una conferenza stampa al riguardo. Occorre fare massima chiarezza su quanto accaduto rispetto al bando del Comune per il restauro di 27 monumenti in città attraverso un contratto di sponsorizzazione. Tutta la procedura, come evidenziato dall’Anac, è stata viziata da errori di valutazione e criticità di ogni tipo: da una valutazione del valore del bando troppo bassa (sfuggendo così anche all’obbligo della gara europea) alla previsione che il collaudo sia effettuato dallo stesso direttore dei lavori di restauro, con l’aggravante che se i lavori sono stati fatti male sarà la stessa società vincitrice dell’appalto a dovervi rimettere mano, continuando a trarre profitto dalla situazione. In pratica è stato riconosciuto un profitto enorme alla società aggiudicataria e si sono fatte coincidere le figure di controllore e controllato. L’Anac ha trasmesso i rilievi alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Noi chiediamo che si faccia massima trasparenza sulla vicenda che denota tutta l’irresponsabilità e la superficialità dell’azione dell’amministrazione comunale e chiediamo che si tuteli l’interesse pubblico affinché i restauri dei monumenti cittadini siano eseguiti correttamente.

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Amianto sulla spiaggia di Trentaremi, conferenza stampa del M5S

Nei giorni scorsi abbiamo tenuto una conferenza stampa a Napoli per puntare i riflettori sulle condizioni in cui versa la splendida spiaggia di Trentaremi. Anni di sversamenti di rifiuti speciali l’hanno resa una discarica a cielo aperto di amianto. La spiaggia si trova all’interno dell’area marina protetta della Gaiola ed è la meta di numerosi bagnanti che raggiungono il sito ignorando i rischi a cui sono esposti. Solo l’anno scorso sono stati stanziati 180mila euro per una bonifica che non è ancora cominciata. Non possiamo più accettare che realizzare interventi pubblici in sicurezza e rispetto delle regole non sia mai compatibile con tempi ragionevoli. Bisogna ringraziare i tanti cittadini, volontari, le associazioni che in questi anni hanno lavorato per valorizzare la risorsa mare. Il MoVimento 5 Stelle, attraverso i portavoce in tutti i livelli istituzionali, continuerà a monitorare la situazione e a richiedere che venga fatto tutto il necessario perché venga preservato questo gioiello della nostra città e venga tutelata la salute di cittadini e turisti.

Presidio per la legalità il 16 giugno a Casoria. Supportiamo la portavoce M5S Elena Vignati

foto elena vignati sergio puglia tommaso malerba roberto fico

Venerdì saremo tutti a Casoria per far sentire il nostro supporto a Elena Vignati, consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle, e a tutto il gruppo che da anni lavora su quel territorio. Insieme ai parlamentari e ai portavoce campani in regione e nei comuni daremo vita a un presidio per la legalità. Elena ha subito minacce e pressioni dopo aver puntato i riflettori sulla gestione delle società partecipate. Per questo venerdì saremo in piazza per ribadire che il nostro impegno andrà avanti e che continueremo a mantenere alta l’attenzione. Invito tutti cittadini a stare vicino a Elena e al MoVimento 5 Stelle. L’appuntamento è per il 16 giugno alle 18.00 in piazza Cirillo. Esserci è importante. Coraggio!

Bomba contro il bar degli studenti a San Giovanni a Teduccio, solidarietà ai giovani imprenditori

Davide e Nelson sono due ragazzi di Napoli che hanno investito i loro risparmi per aprire a San Giovanni a Teduccio, periferia est della città, un bar davanti alla nuova Facoltà di Ingegneria e al centro Apple. La notte del 25 aprile una bomba ha distrutto l’ingresso e la vetrina del locale frequentato da studenti, lavoratori, docenti, provocando danni anche all’interno. Senza perdersi d’animo, hanno rimediato ai danni e riaperto, ma hanno bisogno del sostegno e della vicinanza di tutta la collettività e delle istituzioni per fare fronte agli attacchi della criminalità organizzata. Non lasciamoli soli. Massima solidarietà ai due giovani imprenditori. L’atto vile e violento che hanno subito colpisce anche perché sferrato nei riguardi di una realtà nata in prossimità di un luogo dedito allo studio, alla ricerca, alla progettazione del futuro come il Polo della Federico II, in un territorio difficile come quello di San Giovanni. Bisogna lavorare fianco a fianco, cittadini e Istituzioni, per non arrendersi alla violenza e per portare avanti la lotta al degrado e alla criminalità. Forza ragazzi, siamo con voi.

Alloggi pubblici assegnati a famiglie di camorristi, presentata interrogazione parlamentare

Come riportato dagli organi di stampa in questi giorni, a Napoli vi sarebbero famiglie di camorristi a cui sono stati assegnati alcuni alloggi pubblici, come per esempio quelli previsti in sostituzione delle Vele di Scampia. Fra queste famiglie ci sarebbe anche quella di uno degli indagati per l’omicidio di Antonio Landieri, ragazzo disabile, una delle tante vittime innocenti della camorra.

Ho presentato sulla questione un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Interno e della Coesione territoriale perché penso che debbano essere fissati dei principi fondamentali nelle procedure di assegnazione degli alloggi pubblici. In Campania viviamo nel paradosso per cui una famiglia con reati di associazione camorristica non può essere “regolarizzata” se occupa abusivamente una casa, ma può essere assegnataria di un alloggio pubblico. Si tratta di un paradosso evidenziato anche dall’Avvocatura del Comune di Napoli e a cui occorre immediatamente mettere mano.
Una seria attività di contrasto alla criminalità organizzata non può contemplare simili contraddizioni e zone d’ombra. L’edilizia residenziale pubblica è materia di competenza esclusiva delle Regioni ma lo Stato può introdurre dei principi fondamentali sull’assegnazione delle case. Per esempio quello per cui soggetti appartenenti a clan camorristici non possono essere assegnatari di alloggi pubblici. Si tratta di un tema, che si avverte tanto più forte a Napoli, dove da anni esiste la piaga delle occupazioni abusive gestite dalle organizzazioni criminali.

Ognuno faccia la sua parte. La Regione, prima di tutto, perché ha la competenza in materia. Ma anche lo Stato, perché in tutto il territorio nazionale vengano tenuti in considerazione e rispettati principi basilari di giustizia sociale.

Un po’ di chiarezza su quanto accaduto a Napoli

Giorgia Meloni dovrebbe farsi raccontare meglio dai suoi colleghi in Consiglio comunale di Napoli come si sono svolte le cose ieri, prima di rilasciare imbarazzanti e infondate dichiarazioni, così come molti resoconti distorti dei giornalisti saranno smentiti dai video della seduta. Ieri in 4 ore di discussione lo schieramento di centrodestra ha ingessato i lavori del Consiglio con ordini del giorno fotocopia, quando c’era da discutere dei lavori di somma urgenza in una scuola, utilizzando la brutta pagina degli scontri in piazza. Il MoVimento 5 Stelle ha espresso chiaramente la sua posizione di condanna delle violenze, stigmatizzando anche l’atteggiamento del Sindaco che ha aizzato gli animi nei giorni precedenti alla venuta di Salvini. Il M5S si è sottratto alle strumentalizzazioni politiche, chiedendo a De Magistris, con un intervento mirato in aula e un voto favorevole, di costituirsi parte civile contro i responsabili delle violenze. Esattamente il contrario di quanto leggiamo oggi sui social e su alcuni giornali. Invito all’onestà intellettuale.