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Fare chiarezza sul progetto Monumentando

Sono preoccupanti i rilievi dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sul progetto del Comune di Napoli Monumentando. Ieri a Napoli il MoVimento 5 Stelle ha tenuto una conferenza stampa al riguardo. Occorre fare massima chiarezza su quanto accaduto rispetto al bando del Comune per il restauro di 27 monumenti in città attraverso un contratto di sponsorizzazione. Tutta la procedura, come evidenziato dall’Anac, è stata viziata da errori di valutazione e criticità di ogni tipo: da una valutazione del valore del bando troppo bassa (sfuggendo così anche all’obbligo della gara europea) alla previsione che il collaudo sia effettuato dallo stesso direttore dei lavori di restauro, con l’aggravante che se i lavori sono stati fatti male sarà la stessa società vincitrice dell’appalto a dovervi rimettere mano, continuando a trarre profitto dalla situazione. In pratica è stato riconosciuto un profitto enorme alla società aggiudicataria e si sono fatte coincidere le figure di controllore e controllato. L’Anac ha trasmesso i rilievi alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Noi chiediamo che si faccia massima trasparenza sulla vicenda che denota tutta l’irresponsabilità e la superficialità dell’azione dell’amministrazione comunale e chiediamo che si tuteli l’interesse pubblico affinché i restauri dei monumenti cittadini siano eseguiti correttamente.

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Amianto sulla spiaggia di Trentaremi, conferenza stampa del M5S

Nei giorni scorsi abbiamo tenuto una conferenza stampa a Napoli per puntare i riflettori sulle condizioni in cui versa la splendida spiaggia di Trentaremi. Anni di sversamenti di rifiuti speciali l’hanno resa una discarica a cielo aperto di amianto. La spiaggia si trova all’interno dell’area marina protetta della Gaiola ed è la meta di numerosi bagnanti che raggiungono il sito ignorando i rischi a cui sono esposti. Solo l’anno scorso sono stati stanziati 180mila euro per una bonifica che non è ancora cominciata. Non possiamo più accettare che realizzare interventi pubblici in sicurezza e rispetto delle regole non sia mai compatibile con tempi ragionevoli. Bisogna ringraziare i tanti cittadini, volontari, le associazioni che in questi anni hanno lavorato per valorizzare la risorsa mare. Il MoVimento 5 Stelle, attraverso i portavoce in tutti i livelli istituzionali, continuerà a monitorare la situazione e a richiedere che venga fatto tutto il necessario perché venga preservato questo gioiello della nostra città e venga tutelata la salute di cittadini e turisti.

Presidio per la legalità il 16 giugno a Casoria. Supportiamo la portavoce M5S Elena Vignati

foto elena vignati sergio puglia tommaso malerba roberto fico

Venerdì saremo tutti a Casoria per far sentire il nostro supporto a Elena Vignati, consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle, e a tutto il gruppo che da anni lavora su quel territorio. Insieme ai parlamentari e ai portavoce campani in regione e nei comuni daremo vita a un presidio per la legalità. Elena ha subito minacce e pressioni dopo aver puntato i riflettori sulla gestione delle società partecipate. Per questo venerdì saremo in piazza per ribadire che il nostro impegno andrà avanti e che continueremo a mantenere alta l’attenzione. Invito tutti cittadini a stare vicino a Elena e al MoVimento 5 Stelle. L’appuntamento è per il 16 giugno alle 18.00 in piazza Cirillo. Esserci è importante. Coraggio!

Bomba contro il bar degli studenti a San Giovanni a Teduccio, solidarietà ai giovani imprenditori

Davide e Nelson sono due ragazzi di Napoli che hanno investito i loro risparmi per aprire a San Giovanni a Teduccio, periferia est della città, un bar davanti alla nuova Facoltà di Ingegneria e al centro Apple. La notte del 25 aprile una bomba ha distrutto l’ingresso e la vetrina del locale frequentato da studenti, lavoratori, docenti, provocando danni anche all’interno. Senza perdersi d’animo, hanno rimediato ai danni e riaperto, ma hanno bisogno del sostegno e della vicinanza di tutta la collettività e delle istituzioni per fare fronte agli attacchi della criminalità organizzata. Non lasciamoli soli. Massima solidarietà ai due giovani imprenditori. L’atto vile e violento che hanno subito colpisce anche perché sferrato nei riguardi di una realtà nata in prossimità di un luogo dedito allo studio, alla ricerca, alla progettazione del futuro come il Polo della Federico II, in un territorio difficile come quello di San Giovanni. Bisogna lavorare fianco a fianco, cittadini e Istituzioni, per non arrendersi alla violenza e per portare avanti la lotta al degrado e alla criminalità. Forza ragazzi, siamo con voi.

Alloggi pubblici assegnati a famiglie di camorristi, presentata interrogazione parlamentare

Come riportato dagli organi di stampa in questi giorni, a Napoli vi sarebbero famiglie di camorristi a cui sono stati assegnati alcuni alloggi pubblici, come per esempio quelli previsti in sostituzione delle Vele di Scampia. Fra queste famiglie ci sarebbe anche quella di uno degli indagati per l’omicidio di Antonio Landieri, ragazzo disabile, una delle tante vittime innocenti della camorra.

Ho presentato sulla questione un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Interno e della Coesione territoriale perché penso che debbano essere fissati dei principi fondamentali nelle procedure di assegnazione degli alloggi pubblici. In Campania viviamo nel paradosso per cui una famiglia con reati di associazione camorristica non può essere “regolarizzata” se occupa abusivamente una casa, ma può essere assegnataria di un alloggio pubblico. Si tratta di un paradosso evidenziato anche dall’Avvocatura del Comune di Napoli e a cui occorre immediatamente mettere mano.
Una seria attività di contrasto alla criminalità organizzata non può contemplare simili contraddizioni e zone d’ombra. L’edilizia residenziale pubblica è materia di competenza esclusiva delle Regioni ma lo Stato può introdurre dei principi fondamentali sull’assegnazione delle case. Per esempio quello per cui soggetti appartenenti a clan camorristici non possono essere assegnatari di alloggi pubblici. Si tratta di un tema, che si avverte tanto più forte a Napoli, dove da anni esiste la piaga delle occupazioni abusive gestite dalle organizzazioni criminali.

Ognuno faccia la sua parte. La Regione, prima di tutto, perché ha la competenza in materia. Ma anche lo Stato, perché in tutto il territorio nazionale vengano tenuti in considerazione e rispettati principi basilari di giustizia sociale.

Un po’ di chiarezza su quanto accaduto a Napoli

Giorgia Meloni dovrebbe farsi raccontare meglio dai suoi colleghi in Consiglio comunale di Napoli come si sono svolte le cose ieri, prima di rilasciare imbarazzanti e infondate dichiarazioni, così come molti resoconti distorti dei giornalisti saranno smentiti dai video della seduta. Ieri in 4 ore di discussione lo schieramento di centrodestra ha ingessato i lavori del Consiglio con ordini del giorno fotocopia, quando c’era da discutere dei lavori di somma urgenza in una scuola, utilizzando la brutta pagina degli scontri in piazza. Il MoVimento 5 Stelle ha espresso chiaramente la sua posizione di condanna delle violenze, stigmatizzando anche l’atteggiamento del Sindaco che ha aizzato gli animi nei giorni precedenti alla venuta di Salvini. Il M5S si è sottratto alle strumentalizzazioni politiche, chiedendo a De Magistris, con un intervento mirato in aula e un voto favorevole, di costituirsi parte civile contro i responsabili delle violenze. Esattamente il contrario di quanto leggiamo oggi sui social e su alcuni giornali. Invito all’onestà intellettuale.

Raid vandalici al Chikù di Scampia

In 48 ore il ristorante Chikù di Scampia, gestito da un gruppo di donne napoletane e rom, è stato oggetto di due atti vandalici. Sono stati rubati computer, la porta è stata scassinata e il locale devastato. Tutto questo a pochi metri dal commissariato di polizia. Un attacco gravissimo per una realtà che porta avanti un’importante esperienza di integrazione culturale in un territorio che già vive forti e molteplici disagi. Solidarietà a tutte le persone che lavorano a questo progetto che, anche con iniziative come sportelli legali gratuiti e laboratori pedagogici, è un punto di riferimento per la zona. Le istituzioni non lascino sole le associazioni e le realtà imprenditoriali come quella di Chikù che provano attraverso le loro attività a ricucire un tessuto sociale disgregato e che cercano con coraggio di costruire prospettive e speranze diverse a Scampia come in altri quartieri di Napoli. Non vedo l’ora di andare da Chikù per provarne la cucina, lo farò presto.

Abbattimento delle Vele di Scampia: primo passo per ricostituire il tessuto sociale e urbano del quartiere

Sono convinto che sia giusto abbattere le vele di Scampia, sia per dar vita a una rigenerazione urbana, sia perché trovo importante demolire delle costruzioni che oggi rappresentano simboli negativi. È un primo passo indispensabile per ricostituire il tessuto urbano e sociale del quartiere. Porre le basi per la nascita di una nuova cultura non può non passare attraverso l’ideazione di nuovi modelli architettonici, sociologici ed economici, nonché energetici. Le città si trasformano e possono migliorare anche grazie a una rinnovata partecipazione pubblica, unita all’utilizzo di strumenti tecnologici che rendano agevole proprio quella necessaria partecipazione della comunità.
Oltre a questi aspetti, c’è una componente tecnica dell’operazione che va tenuta in considerazione. Le vele, infatti, sono cariche di amianto. Si deve intervenire bonificando gli edifici prima dell’innesco delle cariche esplosive per salvaguardare la salute dei napoletani. È stato previsto questo nella stesura del bando? Chiederemo chiarimenti e seguiremo in modo approfondito tutto l’iter.

Il caos a Napoli per il tesseramento al Pd

Ma è possibile che ogni volta che si avvicina il congresso del Pd o la scelta dei loro candidati ci sia il caos più assoluto? È sempre così, non c’è niente da fare. A Napoli, in queste ore, iscrizioni gonfiate e un consigliere che compra centinaia di tessere. Oppure, in passato, file di cinesi per le primarie. Davvero di tutto e di più, una ripetizione infinita di trucchetti. Non è qualcosa di inaspettato, succede praticamente sempre. E allora perché non si riesce a risolvere? Puntualmente il partito commissaria pezzi di partito, delle volte la P commissaria la D, altre volte la D commissaria la P, eppure niente. Il copione si ripete, come sta accadendo ora a Napoli. Ma cosa faranno mai questi commissari? Che tecniche useranno per far sì che tutto possa filare liscio? Mistero assoluto. Allora sarebbe il caso di dire che la domanda sorge spontanea: come può un partito che di in anno in anno affronta sempre gli stessi problemi interni senza risolverli, affrontare quelli che attanagliano il Paese, come, per citarne uno, la lotta all’evasione fiscale? Chi evade le tasse se ne inventa una al giorno e con trucchi sempre differenti: è chiaro che il Pd è sconfitto in partenza e non riesce a risolvere. Alle prossime elezioni, pensa al caos delle tessere Pd e sai cosa votare.