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Non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Li cancelleremo noi non appena al governo

Roberto Fico - piazza Montecitorio - 30 marzo 2017

La verità è che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Quando il MoVimento 5 Stelle ha proposto di tagliare gli stipendi dei parlamentari o, come nei giorni scorsi, di equipararne il trattamento pensionistico a quello dei cittadini, come è giusto che sia, hanno di fatto detto di no. Per cercare di salvare la faccia, non riuscendoci tra l’altro, si sono approvati una delibera, proposta dal Pd, che prevede di prelevare 100 euro l’anno a chi prende 71 mila euro di pensione (i tagli sono sulle eccedenze e non sulle cifre totali!). Questo per tre anni, e poi basta. Ipocrisia allo stato puro. Ecco cosa fa una politica sempre pronta a tutelare i propri interessi e mai quelli dei cittadini, una politica che salva i condannati in via definitiva per peculato e non si preoccupa di tutelare i più deboli con misure come quella del reddito di cittadinanza. I deputati del MoVimento 5 Stelle sono stati sospesi per aver protestato contro il bluff del Pd. Andremo avanti con la nostra battaglia contro i privilegi. Il M5S vuole abolire i vitalizi e applicare la legge Fornero ai parlamentari perché non è pensabile che mentre i cittadini impiegano una vita di lavoro per maturare la pensione, a deputati e senatori bastano 4 anni, 6 mesi e 1 giorno. Lo faremo non appena al governo.

I partiti si tengono i privilegi, non sanno fare altro

Ricordate la nostra proposta per equiparare le pensioni dei parlamentari a quelle dei cittadini? Ebbene, oggi alla Camera il Pd e la maggioranza hanno deciso di bocciarla con un blitz in Ufficio di Presidenza! E questo senza neanche fare un’analisi dei risparmi che avrebbe comportato. La nostra delibera prevedeva di abolire il privilegio dei parlamentari, che scatterà il 15 settembre prossimo, di maturare una pensione a 65 anni dopo 4 anni, sei mesi e un giorno di lavoro; addirittura 60 anni se si fa un secondo mandato. Per buttare fumo negli occhi dei cittadini, hanno inoltre presentato una delibera alternativa sui vitalizi che rimangono intatti lì dove sono, nessuno li tocca, ma in maniera del tutto ipocrita si propone di prelevare 3mila euro in tre anni a chi prende un vitalizio di più di 70mila euro all’anno. Il Movimento 5 Stelle, invece, i vitalizi li vuole abolire del tutto. Dopo tante chiacchiere fatte in queste settimane, ecco l’ennesima presa in giro nei confronti degli italiani.
In sostanza i partiti si tengono il privilegio, non sanno fare altro.

Le larghe intese non si dimenticano mai

Le larghe intese non si dimenticano mai, a maggior ragione se si tratta di salvare in Aula l’uno o l’altro esponente dei partiti uniti. Ieri il Senato, respingendo la mozione di sfiducia del M5S, lo ha fatto con Luca Lotti, ministro dello Sport del Pd, vicinissimo a Renzi, coinvolto nell’inchiesta Consip. In quella occasione Forza Italia, che starebbe all’opposizione, è uscita dall’Aula senza votare.
Oggi invece è stato il turno del senatore Augusto Minzolini di Forza Italia, condannato in via definitiva a due anni e sei mesi per peculato (uso indebito della carta di credito aziendale di cui aveva disponibilità quando era direttore del Tg1). L’Aula di Palazzo Madama ha approvato l’ordine del giorno presentato del suo partito con cui si chiedeva di respingere la delibera della Giunta per le elezioni e le immunità che si era espressa in modo favorevole alla decadenza del senatore. Decisivo sarebbe stato il sostegno anche di senatori della maggioranza: 19 senatori Pd hanno votato con Forza Italia, mentre 24 non hanno proprio partecipato al voto. Il presidente dei senatori Pd aveva annunciato “libertà di voto” per gli esponenti del suo partito.
Ascoltate in questo video come l’Aula del Senato ha accolto la notizia del salvataggio di Minzolini. Urla di esultanza come allo stadio. Ecco cosa succede in questi palazzi, ecco come i partiti si muovono e si aiutano a vicenda per cercare di sopravvivere. Tentativi disperati, disperatissimi, concorderete con me. Alle prossime elezioni il 40% per il MoVimento 5 Stelle sarà poco!

Verdini condannato a 9 anni. Renzi lo voleva padre costituente

Verdini condannato a 9 anni di carcere con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Vi rendete conto? Nove anni per colui che Renzi ha cercato di rendere padre costituente, colui che ha mantenuto in vita il Governo dell’ex premier in tutti i modi. Pacche sulle spalle, accordi, riunioni mentre il Movimento Cinque Stelle da ogni angolo del Parlamento attaccava a ragion veduta questo sodalizio. Per non parlare del’indagine Consip, che vede coinvolto un altro fedelissimo di Renzi, Luca Lotti, attuale ministro.
Insomma un quadro veramente torbido che si aggiunge al disastro di un modello politico fallimentare che i cittadini hanno già bocciato, dalla riforma costituzionale alla “Buona scuola”.
Questa sarebbe la nuova classe politica del Partito democratico? Hanno già fallito su tutta la linea, dalla prova di Governo alla propria organizzazione interna, come dimostra il caos di questi giorni intorno alle tessere.
Per favore basta. Troppo male al Paese, che non lo merita. Se fossi in Renzi, per tentare di salvare la faccia, non mi presenterei mai alla primarie del Pd.
Lasci ora o dopo sarà troppo tardi. La misura è colma.

Il caos a Napoli per il tesseramento al Pd

Ma è possibile che ogni volta che si avvicina il congresso del Pd o la scelta dei loro candidati ci sia il caos più assoluto? È sempre così, non c’è niente da fare. A Napoli, in queste ore, iscrizioni gonfiate e un consigliere che compra centinaia di tessere. Oppure, in passato, file di cinesi per le primarie. Davvero di tutto e di più, una ripetizione infinita di trucchetti. Non è qualcosa di inaspettato, succede praticamente sempre. E allora perché non si riesce a risolvere? Puntualmente il partito commissaria pezzi di partito, delle volte la P commissaria la D, altre volte la D commissaria la P, eppure niente. Il copione si ripete, come sta accadendo ora a Napoli. Ma cosa faranno mai questi commissari? Che tecniche useranno per far sì che tutto possa filare liscio? Mistero assoluto. Allora sarebbe il caso di dire che la domanda sorge spontanea: come può un partito che di in anno in anno affronta sempre gli stessi problemi interni senza risolverli, affrontare quelli che attanagliano il Paese, come, per citarne uno, la lotta all’evasione fiscale? Chi evade le tasse se ne inventa una al giorno e con trucchi sempre differenti: è chiaro che il Pd è sconfitto in partenza e non riesce a risolvere. Alle prossime elezioni, pensa al caos delle tessere Pd e sai cosa votare.

Renzi, e falla una telefonata

Renzi, e falla una telefonata!

Avete sentito l’audio di Delrio? Per loro la politica è questa cosa qui: distribuire poltrone, assicurarsi posti in lista, dare vita a una guerra tra bande con il solo fine di ritagliarsi uno spazio di maggiore potere. Le parole del ministro – semmai ce ne fosse stato bisogno – servono a rimettere in luce una volta di più ciò che anima davvero i partiti e, in questo caso, il Pd. Investono una quantità di tempo e di energie a parlare di correnti, di potenziali candidati in lista, di scissioni e ricatti; intanto fuori dal Nazareno c’è un Paese in stallo che attende risposte a problemi veri. Non so se si rendano conto di tutto questo. Una cosa, però, è certa: il Pd non ha la forza di governare, né tantomeno di presentarsi ai cittadini con un programma e andare al voto.

Intervento su dl banche

Ecco il mio intervento di oggi in Aula sul decreto banche.
Il MoVimento 5 Stelle non ha partecipato all’ennesima pantomima a danno dei cittadini. La prima fiducia del governo Gentiloni ha avuto come oggetto un provvedimento che riguardava, neanche a dirlo, le banche, un tema su cui non c’è rischio di scissione per il Pd: si ricompattano immediatamente. A questa messa in scena non ci siamo prestati per rispetto dei cittadini e dei tanti risparmiatori che non ricevono la tutela che meritano.
Per questo oggi i portavoce del M5S sono stati proprio a Siena per denunciare quanto accaduto perché, ancora una volta, i cittadini si ritrovano a pagare per gli errori della politica. Errori e responsabilità del passato e del presente. All’ex Presidente del Consiglio ricordiamo che il suo partito ha spolpato Mps invece di essere al servizio dei cittadini. Non c’è quindi un problema di ‘banchette’ in questo Paese, ma di ‘governicchi’ .

Candidati a loro insaputa: Napoli non merita questo trattamento. La Valente e il Pd ne traggano le conseguenze

Alle ultime elezioni comunali di Napoli la candidata sindaco per il Partito Democratico, Valeria Valente, è stata sostenuta anche da Napoli Vale, lista civica che riproponeva sia lo slogan usato nella campagna elettorale, sia il nome della candidata sindaco. Fino a qui niente di male. In questi giorni, però, è emerso che nove delle persone presenti nella lista sarebbero state candidate senza esserne a conoscenza. Quindi qualcuno le avrebbe inserite nella lista usando firme e documenti a loro insaputa. La magistratura ha aperto un’inchiesta. Al di là delle implicazioni giudiziarie su cui si indaga, c’è anche un fattore politico da analizzare. Una lista di candidati per le elezioni comunali è composta da poche decine di persone. Come è possibile che non si sia mai fatta una riunione con tutti i candidati e che la candidata sindaco non abbia avuto l’interesse di conoscere i componenti della lista che riportava il suo slogan? Come è possibile che non ci sia stato un controllo? Questo significa non essere seri e non amare la propria città. E conferma che non è possibile fare, come accaduto in questo caso, il parlamentare della Repubblica italiana e il candidato sindaco di una grande città se, tra le conseguenze, c’è anche quella di non riuscire a conoscere le persone che ti sostengono, persone che potrebbero essere in futuro la tua maggioranza in Consiglio. Napoli non merita questo trattamento da nessuna forza politica. Che il PD napoletano ne tragga le conseguenze più in fretta possibile. Dimissioni per scarsezza d’amore.

Candidata a sua insaputa nella lista Napoli Vale, vicenda gravissima. Occorre fare luce su quanto accaduto

Alle scorse elezioni comunali a Napoli una ragazza affetta da sindrome di down sarebbe stata inserita a sua insaputa in una delle liste a sostegno di Valeria Valente, candidata del Partito Democratico alla carica di sindaco. Si trattava della lista civica Napoli Vale – Valeria Valente sindaco che, come si vede, riportava sia il nome dell’aspirante prima cittadina sia lo slogan usato in campagna elettorale. La parlamentare e consigliera comunale afferma di essere totalmente all’oscuro di tutto. Ma c’è da chiedersi come sia possibile che un candidato sindaco non conosca l’identità di chi la sostiene e non sappia come vengono compilate le liste a lei ricollegate. Questo la dice lunga su come i partiti facciano politica e si presentino ai cittadini arrivando addirittura a utilizzare per i propri fini le persone più deboli. E a quanto emerge nelle ultime ore, non si tratterebbe neanche di un fatto isolato. I miei colleghi della Commissione Affari sociali hanno già annunciato che assumeranno iniziative in Parlamento al riguardo. Occorre fare luce su questa vicenda gravissima e capire cosa sia successo.

Mega stipendi Rai, le responsabilità hanno nomi e cognomi

A più riprese abbiamo cercato di reintrodurre il tetto agli stipendi per i vertici e i dirigenti Rai. La Commissione di Vigilanza aveva approvato all’unanimità un parere, di cui ero relatore, per richiedere l’inserimento del limite nello Statuto della tv pubblica. Il M5S ha presentato emendamenti in due occasionidiverse in Parlamento per raggiungere lo stesso risultato, emendamenti prontamente bocciati dalla maggioranza. Se c’è una parola che può descrivere l’operato del governo e del Pd su questa questione è ipocrisia. Ora si indignano per lo sforamento del tetto ma non hanno fatto nulla per evitarlo. Le responsabilità esistono e hanno nomi e cognomi. Ecco il mio intervento alla conferenza stampa di ieri su piano trasparenza e stipendi Rai