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Microcredito 5 stelle, i dati sulle imprese aggiornati al 20 febbraio

microcredito 20 febbraio 2017

Ogni mese, da quando siamo entrati in Parlamento, ci dimezziamo lo stipendio e rendicontiamo le nostre spese. Versiamo poi metà della nostra retribuzione e quanto non utilizzato per l’esercizio del mandato nel Fondo per il Microcredito per sostenere le piccole e medie imprese italiane.
Ecco i dati aggiornati a oggi, 20 febbraio: oltre 4 mila, e più precisamente 4327, le domande accolte per un finanziamento medio erogato di 21 970 euro, risorse che vengono usate per avviare in diversi settori nuove attività o rimodernare e innovare quelle già esistenti; più di 10 mila i posti di lavoro stimati grazie a questa iniziativa. Non c’è altra forza politica che faccia qualcosa di simile. Lo diciamo spesso: pensate cosa si potrebbe fare, quante aziende e quanti giovani potrebbero essere supportati, se anche altri parlamentari prendessero questa decisione. Alla riduzione dei costi della politica corrisponderebbe nuovo ossigeno, nuove opportunità, per il tessuto produttivo italiano, per tutte quelle realtà imprenditoriali che portano avanti il Paese.
I partiti, oltre alle scissioni, alle correnti, alle poltrone e ai posti in lista, pensino anche a questo.

Tagliare i costi della politica? Facilissimo.

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Tagliare i costi della politica è facilissimo. Basta fare come fa il M5S da quando è entrato nelle Istituzioni.
Rinunciare ai rimborsi elettorali, e quindi, nel caso del Movimento, a oltre 42 milioni di euro (anche nel rispetto di quanto gli italiani hanno deciso con il referendum del 1993)? Fatto. Dimezzarsi lo stipendio spontaneamente senza aspettare una legge ad hoc? Fatto. Rendicontare ogni spesa sostenuta per l’esercizio del mandato e restituire quanto non utilizzato anche se la legge non lo richiede? Fatto. Rinunciare alle indennità di funzione riconosciute a chi, come me, ha una carica istituzionale? Fatto. E ancora no alle auto blu, no alle spese di rappresentanza.
In più di tre anni ho restituito quasi 140 mila euro e totalmente rinunciato a 86.600 euro di indennità aggiuntiva come Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Tutti noi parlamentari del MoVimento abbiamo restituito, tra tagli agli stipendi e rendicontazione delle diarie, 19.493.075 euro. In questo modo è stato possibile sostenere, grazie al fondo per il microcredito, 3235 piccole e medie imprese (7860 i posti di lavoro stimati).
Da un lato riduciamo i costi della politica, dall’altro sosteniamo il tessuto produttivo del Paese. E tutto questo senza stravolgere 47 articoli della Costituzione e senza aspettare provvedimenti ad hoc. Caro Pd, fai come noi!

A settembre in Aula la proposta di legge M5S sul taglio delle indennità dei parlamentari

A settembre arriverà in Aula la nostra proposta di legge per tagliare le indennità dei parlamentari. Una data storica. Potremmo finalmente ridurre drasticamente i costi della politica e risparmiare soldi pubblici. Serve solo la volontà politica di farlo. I portavoce del M5S lo fanno già. Siamo gli unici ad aver dimezzato gli stipendi e aver permesso la nascita di più di 2000 imprese grazie al sostegno al fondo per il microcredito. A settembre il taglio delle indennità può diventare una realtà anche per i parlamentari di altre forze politiche. Nel 2013 Renzi dichiarava: “i primi che devono togliersi i privilegi sono i parlamentari stessi e vale anche per i consiglieri regionali. Non puoi cavartela dicendo siamo mille, evitiamo di costare di più. No, iniziate a dimezzare il costo dei vostri stipendi, e vale anche per i consiglieri regionali”. E’ ora che Renzi e il Pd passino dalle parole ai fatti. Ne saranno capaci almeno una volta?
Noi li invitiamo sin da adesso a dimezzare gli stipendi ai loro parlamentari e consiglieri. Avete idea di quanti soldi si potrebbero risparmiare? Milioni e milioni di euro che ogni anno potrebbero essere investiti per i giovani e le pmi. E, vi assicuro, non è un sacrificio, ma motivo di felicità e orgoglio.

Politica come servizio alla comunità, senza conflitti di interessi

Grazie ai miei colleghi che hanno seguito l’esame della legge di Stabilità in commissione alla Camera. Hanno fatto un lavoro incredibile: giorno e notte a combattere emendamento su emendamento, norma su norma, per impedire al governo di inserire norme di qualunque tipo, marchette agli amici degli amici, favori alle lobby. Hanno lottato per introdurre in legge misure a favore dei cittadini, come la compensazione dei crediti nei confronti della pubblica amministrazione con le cartelle Equitalia. Anche quest’anno sarà possibile grazie all’emendamento del deputato M5S @Mattia Fantinati 

Questo è il senso del lavoro del M5S nelle Istituzioni. In questi palazzi portiamo la vostra voce, lo facciamo ogni giorno perché intendiamo la politica come servizio alla comunità da compiere con onestà, senso di responsabilità e senza conflitti di interessi.

I partiti intascano 45 milioni di rimborsi elettorali. Noi continuiamo a dimezzarci lo stipendio. Trova le differenze

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La Camera ha sbloccato altri 45 milioni di euro di rimborsi elettorali. Sono soldi pubblici che i partiti continuano a intascare senza rendicontazione e trasparenza (grazie alla sanatoria della legge Boccadutri) e facendosi beffe del referendum del 1993 con cui i cittadini hanno detto no al finanziamento pubblico. 45 milioni di euro che percepiranno in meno di 48 ore, mentre le imprese italiane aspettano anni per riscuotere i debiti della Pa.

Il Movimento 5 stelle rinuncia al finanziamento pubblico, lo fa dal primo istante, e noi parlamentari continuiamo a dimezzarci gli stipendi, a restituire i rimborsi non utilizzati, a sostenere le piccole e medie imprese.

In due anni e mezzo di legislatura ho contribuito al fondo per il microcredito con quasi 109 mila euro. E da quando sono presidente della Vigilanza Rai ho spontaneamente rinunciato a circa 63 mila euro di doppia indennità.

A diversi livelli i portavoce del Movimento hanno sostenuto tanti altri progetti: i consiglieri siciliani hanno reso possibile la realizzazione di una strada, quelli campani la ricostruzione dei laboratori di una scuola colpita dall’alluvione a Benevento. Con parte dei fondi raccolti per la campagna elettorale del 2013, stiamo ricostruendo la palestra di una scuola in un comune terremotato in Emilia Romagna.

Non ci è servita una legge. Lo abbiamo semplicemente fatto perché crediamo in una politica diversa, in un’idea di Paese e di futuro diversa, fatta di coerenza, senso di responsabilità, onestà, trasparenza, partecipazione.
Chi non riconosce tutto questo, può solo essere intellettualmente disonesto.

Microcredito M5S in azione!

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Ogni giorno in Italia nascono in media circa 5 nuove aziende grazie ai soldi degli stipendi di noi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Finora sono 662 le domande pervenute per accedere al Microcredito, per una media di 21 mila euro a finanziamento. Stiamo sostenendo attività nei settori del commercio, dell’industria, dei servizi. È semplicemente meraviglioso. Pensate che con il taglio dei costi della politica riusciamo a indirizzare risorse verso il tessuto produttivo del nostro Paese: non è un’utopia, è quanto stiamo facendo quotidianamente dimezzandoci lo stipendio e restituendo i rimborsi non utilizzati. Chi prima aveva un’idea imprenditoriale e non aveva i mezzi per realizzarla, adesso ha un’opportunità in più e può creare un’impresa o rivitalizzarla e, così, dare lavoro ad altre persone. Avanti così!

354.000 euro per il Microcredito dai consiglieri M5S in Piemonte

M5S Piemonte - microcredito

Leggete cosa hanno fatto i nostri consiglieri regionali in Piemonte: restituiti 354.000 euro per sostenere le piccole e medie imprese!

“I Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno restituito alla Regione Piemonte 354.811,27 euro delle quote di stipendio rifiutate nel corso del primo anno di legislatura. La somma è stata devoluta interamente al Fondo regionale di garanzia per il microcredito. Come già avvenuto nella scorsa legislatura, i Consiglieri regionali a 5 stelle trattengono solo 2.500 euro netti al mese. Tutte le buste paga e i rendiconti sono consultabili sul blog M5S Piemonte. Analogamente a quanto fatto dai parlamentari nazionali, abbiamo scelto di sostenere le Pmi dando una dimensione regionale alla nostra iniziativa. La quota infatti è stata versata in un capitolo di bilancio della Regione Piemonte da troppo tempo privo di risorse adeguate. Così nasceranno decine di piccole e medie aziende piemontesi. Questi sono fatti concreti. Le chiacchiere le lasciamo agli altri.”
Gruppo regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte

Da inizio legislatura restituiti 101.976,09 euro

Contributo al fondo per il  microcredito

Ogni mese sosteniamo le piccole e medie imprese italiane tagliandoci lo stipendio. Dall’inizio della legislatura fino a maggio 2015 ho contribuito al fondo con 101.976,09 euro. A questo si aggiunge l’indennità come Presidente della Commissione di vigilanza Rai a cui ho totalmente rinunciato dal primo giorno. E’ davvero il minimo che un parlamentare possa fare in questo momento nel nostro Paese, ma a ben vedere noi del M5S siamo ancora i soli a farlo. Invito i parlamentari, i consiglieri regionali e gli eletti degli altri partiti a fare lo stesso: un piccolo gesto che vi farà sentire meglio!

 

PMI Tour, tappa a Napoli

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Le piccole e medie imprese rappresentano il cuore pulsante dell’economia del Paese. Lavorano e rischiano ogni giorno per tenere a galla l’Italia. Il M5S è dalla loro parte. In Parlamento abbiamo ottenuto risultati importanti per le PMI, a cominciare dalla compensazione delle cartelle Equitalia con i crediti verso la pubblica amministrazione. Ed è stata forte la nostra pressione per istituire il fondo di microcredito in cui noi parlamentari del Movimento versiamo parte dei nostri stipendi e delle diarie. Stiamo girando l’Italia da nord a sud per confrontarci con imprenditori, artigiani, commercianti, cittadini, e rispondere alle loro domande sul funzionamento del fondo e sui temi che interessano le pmi. Oggi il tour fa tappa a Napoli. Vi aspettiamo.

Metà dei nostri stipendi per finanziare il fondo per le Pmi

In questi giorni molti giornali hanno scritto che guadagno, come parlamentare, 78.229 euro l’anno. Hanno, però, dimenticato di scrivere che io, come tutti i miei colleghi del Movimento 5 Stelle, restituisco esattamente la metà di quello che percepisco come indennità. Da marzo 2013 a novembre 2014, ho contribuito quindi al Fondo per le piccole e medie imprese con 78.282,34 euro (e, come sapete, ho rinunciato inoltre a 40.068 euro di indennita aggiuntiva a cui avrei diritto come presidente della Commissione di Vigilanza Rai). Sono felice che questi soldi siano destinati al microcredito. I parlamentari del Pd finanziano il proprio partito con i loro stipendi, noi le persone in difficoltà. La differenza sta tutta qui: nello scegliere le priorità!

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