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Amianto sulla spiaggia di Trentaremi, conferenza stampa del M5S

Nei giorni scorsi abbiamo tenuto una conferenza stampa a Napoli per puntare i riflettori sulle condizioni in cui versa la splendida spiaggia di Trentaremi. Anni di sversamenti di rifiuti speciali l’hanno resa una discarica a cielo aperto di amianto. La spiaggia si trova all’interno dell’area marina protetta della Gaiola ed è la meta di numerosi bagnanti che raggiungono il sito ignorando i rischi a cui sono esposti. Solo l’anno scorso sono stati stanziati 180mila euro per una bonifica che non è ancora cominciata. Non possiamo più accettare che realizzare interventi pubblici in sicurezza e rispetto delle regole non sia mai compatibile con tempi ragionevoli. Bisogna ringraziare i tanti cittadini, volontari, le associazioni che in questi anni hanno lavorato per valorizzare la risorsa mare. Il MoVimento 5 Stelle, attraverso i portavoce in tutti i livelli istituzionali, continuerà a monitorare la situazione e a richiedere che venga fatto tutto il necessario perché venga preservato questo gioiello della nostra città e venga tutelata la salute di cittadini e turisti.

Abbattimento delle Vele di Scampia: primo passo per ricostituire il tessuto sociale e urbano del quartiere

Sono convinto che sia giusto abbattere le vele di Scampia, sia per dar vita a una rigenerazione urbana, sia perché trovo importante demolire delle costruzioni che oggi rappresentano simboli negativi. È un primo passo indispensabile per ricostituire il tessuto urbano e sociale del quartiere. Porre le basi per la nascita di una nuova cultura non può non passare attraverso l’ideazione di nuovi modelli architettonici, sociologici ed economici, nonché energetici. Le città si trasformano e possono migliorare anche grazie a una rinnovata partecipazione pubblica, unita all’utilizzo di strumenti tecnologici che rendano agevole proprio quella necessaria partecipazione della comunità.
Oltre a questi aspetti, c’è una componente tecnica dell’operazione che va tenuta in considerazione. Le vele, infatti, sono cariche di amianto. Si deve intervenire bonificando gli edifici prima dell’innesco delle cariche esplosive per salvaguardare la salute dei napoletani. È stato previsto questo nella stesura del bando? Chiederemo chiarimenti e seguiremo in modo approfondito tutto l’iter.

Ancora un rogo in periferia a Napoli. Situazione non più sostenibile

Colonne nere di fumo alte diversi metri, visibili da tutta l’area orientale della città. Fiamme che hanno sfiorato una rampa di accesso alla strada statale. Questa la scena a cui ha dovuto assistere nel tardo pomeriggio di ieri chi si trovava nella periferia est di Napoli, quando sono andati a fuoco cumuli e cumuli di spazzatura in via Argine a Ponticelli. Ancora un rogo, ancora veleno nell’aria. È una situazione non più sostenibile. I cittadini, le associazioni, i comitati denunciano da anni lo stato di incuria in cui versano strade e intere aree dove sono presenti vere e proprie discariche a cielo aperto. Vengono gettati rifiuti di ogni tipo che puntualmente prendono fuoco, come è accaduto ieri. Occorre intervenire riqualificando le zone abbandonate, procedendo con le bonifiche e salvaguardando la salute dei cittadini. Sindaco, dove sei?

L’urlo di dolore della mamme della terra dei fuochi

Non c’è pace per la terra dei fuochi, per quei territori compresi tra le province di Napoli e Caserta, dove da decenni si sono sversati illegalmente rifiuti tossici con danni enormi per la salute delle persone e per l’ambiente. Terre dove lo Stato non è intervenuto come avrebbe dovuto, preferendo volgere lo sguardo altrove. Ieri le mamme del Comitato “Vittime della Terra dei Fuochi” hanno gridato il loro dolore protestando davanti alla Prefettura di Napoli. Su uno striscione la loro drammatica denuncia: “Otto bambini morti in venti giorni”. Dietro i numeri ci sono le storie di bimbi (il più piccolo aveva 7 mesi) e ragazzini uccisi dai tumori, storie delle loro famiglie straziate dal dolore e dalle sofferenze. Le storie di un territorio in cui lo studio Sentieri dell’istituto superiore di Sanità del 2016 ha evidenziato un eccesso di tumori nei bambini già all’età di 1 anno e l’aumento di malformazioni congenite. Il direttore del reparto di oncologia pediatrica del Pausilipon di Napoli ha osservato che i bambini che arrivano nella sua struttura sono aggrediti da tumori più difficili da curare rispetto al passato. Per quanto tempo ancora si dovrà protrarre questo stato di cose? Dove sono le bonifiche, i registri tumori, gli screening? Dov’è il piano per fronteggiare e risolvere questa drammatica situazione? Questo non può più essere il tempo delle parole e delle attese. Questa terra ha diritto di avere risposte e interventi strutturali. Tante famiglie, tanti bambini non possono più aspettare.

Interpellanza urgente su Napoli Est

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Da decenni l’aria, l’acqua, il suolo di buona parte della periferia orientale di Napoli sono avvelenati.

Nei terreni e nelle falde acquifere si annidano sostanze pericolosissime. L’aria è irrespirabile, soprattutto di notte a causa della pulizia dei silos dei depositi petroliferi presenti nella zona. L’acqua dai rubinetti fuoriesce a volte oleosa o nera, come avvenuto di recente senza che alcuna istituzione abbia fornito ai cittadini una spiegazione.

Nell’area di San Giovanni a Teduccio l’incidenza di patologie tumorali, anche fra i giovani, è fortissima, come qualunque residente ha potuto, per dolorosa esperienza diretta, constatare.

Alla devastazione ambientale e ai rischi per la salute, si è aggiunta la notizia a dicembre di un’indagine della Procura di Napoli che ha messo nel mirino uno degli impianti di stoccaggio della zona per la presunta violazione della normativa in materia di smaltimento di sostanze pericolose.

Questa è l’attuale fotografia di Napoli Est con cui la politica deve fare i conti assumendosi le proprie responsabilità.

Per questo motivo ho presentato un’interpellanza urgente al Governo che oggi dovrà riferire in Aula sui ritardi, i mancati interventi, le bonifiche infinite, la mancata trasparenza, l’insopportabile indifferenza di fronte agli allarmi lanciati dagli abitanti.

I cittadini di Napoli Est meritano attenzione, risposte e interventi immediati.

 

Scoperta nel casertano la più grande discarica abusiva d’Europa

In queste ore, nel casertano, gli uomini del Corpo forestale dello Stato stanno effettuando sopralluoghi e controlli nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta in cui da venerdì sono in corso gli scavi. Quella che sta emergendo è la DISCARICA ABUSIVA PIÙ GRANDE d’EUROPA: un’estensione di 25 ettari e un volume di 2 milioni di metri cubi di rifiuti. Una delegazione M5S formata da Paola Nugnes Cittadina Senatrice M5Se Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S, componenti della commissione d’inchiesta sul ciclo di rifiuti, e dal consigliere regionale Vincenzo Viglione, è sul posto per controllare lo stato della situazione e i lavori in corso. L’indagine della Forestale ipotizza il reato di disastro ambientale. Tra il materiale riportato alla luce sarebbe stata trovata la prova che alcune aziende di vernici avrebbero interrato illecitamente i rifiuti.
Vilma Moronese è tornata poco fa dal sopralluogo. Ecco il suo commento:

“Sta venendo fuori l’inferno! Pensate che alcuni rifiuti tossici estratti prendono fuoco con il solo contatto dell’aria e alcune porzioni di terreno sempre reagendo con l’ossigeno cambiano colore. Al momento gli scavi sono arrivati a 9 metri di profondità. Cosa ha fatto il MoVimento 5 Stelle ? Come sempre avevamo denunciato tutto, accogliendo anche le richieste dei cittadini del nostro territorio. Mesi fa abbiamo presentato due interrogazioni alla Camera e al Senato, alle quali ancora oggi non abbiamo ricevuto risposta. Affronteremo la questione utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione, vogliamo che i colpevoli di tutto ciò la paghino. Con la legge sugli ecoreati adesso gli strumenti per assicurare almeno 20 anni di galera a questi criminali ci sono”.