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Le larghe intese non si dimenticano mai

Le larghe intese non si dimenticano mai, a maggior ragione se si tratta di salvare in Aula l’uno o l’altro esponente dei partiti uniti. Ieri il Senato, respingendo la mozione di sfiducia del M5S, lo ha fatto con Luca Lotti, ministro dello Sport del Pd, vicinissimo a Renzi, coinvolto nell’inchiesta Consip. In quella occasione Forza Italia, che starebbe all’opposizione, è uscita dall’Aula senza votare.
Oggi invece è stato il turno del senatore Augusto Minzolini di Forza Italia, condannato in via definitiva a due anni e sei mesi per peculato (uso indebito della carta di credito aziendale di cui aveva disponibilità quando era direttore del Tg1). L’Aula di Palazzo Madama ha approvato l’ordine del giorno presentato del suo partito con cui si chiedeva di respingere la delibera della Giunta per le elezioni e le immunità che si era espressa in modo favorevole alla decadenza del senatore. Decisivo sarebbe stato il sostegno anche di senatori della maggioranza: 19 senatori Pd hanno votato con Forza Italia, mentre 24 non hanno proprio partecipato al voto. Il presidente dei senatori Pd aveva annunciato “libertà di voto” per gli esponenti del suo partito.
Ascoltate in questo video come l’Aula del Senato ha accolto la notizia del salvataggio di Minzolini. Urla di esultanza come allo stadio. Ecco cosa succede in questi palazzi, ecco come i partiti si muovono e si aiutano a vicenda per cercare di sopravvivere. Tentativi disperati, disperatissimi, concorderete con me. Alle prossime elezioni il 40% per il MoVimento 5 Stelle sarà poco!

#Pensionecometutti, primo obiettivo raggiunto: proposta M5S calendarizzata in Ufficio di presidenza alla Camera

consegna delibera m5s su vitalizi a boldrini

Abbiamo consegnato questa mattina alla Presidente della Camera Laura Boldrini la proposta di delibera del MoVimento 5 Stelle per equiparare le pensioni dei parlamentari a quelle dei cittadini. I nostri colleghi al Senato hanno ugualmente sottoposto la questione al Presidente Pietro Grasso. Abbiamo chiesto di calendarizzare il prima possibile la discussione della delibera in modo da farla votare. A quel punto vedremo se i partiti la appoggeranno o no. La Presidente della Camera ha garantito che la proposta sarà calanderizzata la prossima settimana in Ufficio di Presidenza della Camera. Ci auguriamo che Grasso faccia altrettanto. Intanto primo obiettivo raggiunto.

Rai, maggioranza non permette il voto definitivo sulla riforma di Renzi

È incredibile! Per due volte al Senato è mancato il numero legale e il voto finale sulla Rai slitta alla prossima settimana. Per i parlamentari già dal giovedì inizia il weekend e niente riesce a trattenerli in Aula a lavorare, neppure la pseudo riforma della televisione pubblica tanto cara a Renzi.
Se neanche la maggioranza si preoccupa di assicurare il numero legale, questo la dice lunga sulla qualità della legge!
Ecco come si sprecano i soldi pubblici. Il weekend è il weekend. Che vergogna!

Ps. Questa è la dichiarazione di voto finale del M5S sulla riforma della Rai. Intervento del senatore Alberto Airola

Approvata al Senato la riforma costituzionale di Renzi e Verdini

Il Senato ha approvato la “riforma” costituzionale voluta da Renzi. Ecco la dichiarazione di voto del nostro capogruppo Gianluca Castaldi:

“La Costituzione di un Paese non può essere proprietà di una parte, nè tantomeno del governo di turno. Ma oggi questa legge, che distrugge il nostro patrimonio comune, è vostra, solo vostra.

Il M5S è entrato in Parlamento per cambiare il Paese in meglio, per cambiarlo davvero e non per finta. Siamo stati i primi a sostenere che le istituzioni debbano funzionare meglio e costare meno, e a credere che il procedimento legislativo debba essere più snello.

Ma quello che è in atto non è un miglioramento, è un peggioramento delle nostre regole costituzionali, creato e votato in quest’Aula tra mercimoni, scambi, ricatti e trasformismi.

Dite che il bicameralismo perfetto non funziona, eppure siete riusciti ad approvare in un lampo la legge Boccadutri, per tenervi i rimborsi elettorali senza controlli sui bilanci dei partiti.

Il M5S voleva entrare nel merito delle questioni di questo disegno di legge, con 200 emendamenti chiari e semplici volevamo riscrivere e integrare il pessimo e assurdo testo governativo. Abbiamo proposto di dimezzare il numero dei deputati, l’elettività diretta dei 100 membri del Senato, no all’immunità parlamentare, più garanzie per l’opposizione, la decadenza dalla carica di parlamentare in caso di reiterata assenza e la decadenza dei senatori sottoposti a processo penale, l’inserimento dei referendum consultivi, propositivi e di indirizzo e la riduzione dello stipendio dei parlamentari insieme alla soppressione dei loro vitalizi.

Avete sempre detto NO, a tutto. E vi preparate a dare l’impunità alla classe politica più corrotta del Paese, spalancando le porte del Senato a consiglieri regionali indagati, rinviati a giudizio e condannati. Con il nuovo Senato, il vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani arrestato stamattina per tangenti potrebbe essere un papabile senatore e godere dell’immunità! Se un consiglio comunale verrà sciolto per mafia, il sindaco di quel Comune, nominato senatore, manterrà la sua poltrona a Palazzo Madama!

Oggi la Costituzione è morta insieme ai suoi valori fondamentali. L’avete riscritta grazie a Verdini, un plurindagato per concorso in corruzione e bancarotta fraudolenta, avete avuto il coraggio di farlo diventare Padre Costituente.

Questi sono giorni duri, sono giorni bugiardi. Cara democrazia ritornerai presto a casa. E non sarà tardi. Tornerai presto fra noi.”
Gianluca Castaldi, Capogruppo M5S in Senato

5 giorni di sospensione ai senatori verdiniani per i gesti sessisti

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Ai due senatori verdiniani Barani e D’Anna che hanno offeso la nostra Barbara Lezzi con gestacci indicibili hanno dato 5, dico, 5 giorni di sospensione. Ai miei colleghi ne furono inflitti oltre 50 per aver gridato la parola “onestà” in Aula. E guarda un po’ i verdiniani torneranno in aula in tempo per il voto finale sul ddl Boschi, giusto in tempo per dare il colpo finale alla Costituzione. Ecco il senso di giustizia che si respira in questi palazzi: due pesi e due misure. E questa è la gente scelta da Renzi per mettere mano al nostro impianto democratico. C’è una sola soluzione: mandiamoli a casa!

Indagata per voto di scambio la presidente dell’Antimafia Campania

indagine Paolino antimafia campania Ecco l’esempio perfetto per spiegare perché la “riforma” del Senato voluta da Renzi è pericolosissima.
Monica Paolino, Forza Italia, è consigliere regionale della Campania. È stata scelta per occupare la poltrona di Presidente della Commissione antimafia del Consiglio regionale della Campania (Commissione speciale anticamorra e beni confiscati). La Direzione investigativa antimafia e i carabinieri hanno perquisito oggi la sua casa a Scafati nonché il suo ufficio nella sede della Regione Campania a Napoli, perché risulterebbe indagata per voto di scambio politico elettorale di tipo mafioso. La persona giusta al posto giusto! Se fosse in vigore il ddl Boschi e la Paolini fosse tra i consiglieri regionali chiamati a comporre il nuovo Senato, godrebbe dell’immunità. Queste potrebbero essere le conseguenze paradossali della pseudo riforma costituzionale.

ps. i consiglieri regionali M5S della Campania hanno appena richiesto le dimissioni immediate della Paolino.

Un giorno di ordinaria follia in Senato

- Ieri il Senato doveva confermare il parere della giunta per le autorizzazioni a procedere su Calderoli, che è indagato per due reati: diffamazione e istigazione all’odio razziale, dopo gli insulti rivolti all’allora ministro del governo Letta, Cecile Kyenge, definita elegantemente un “orango”.
– Il capogruppo del Pd Zanda ha chiesto però di rinviare il voto.
– Nel frattempo Calderoli ha deciso di ritirare praticamente tutti gli emendamenti (500 mila!) alla riforma costituzionale presentati dalla Lega Nord.
– Si è finalmente votato e indovinate cosa è successo? Il Pd ha salvato Calderoli e lui ha ritirato gli emendamenti della Lega.
– Ma non finisce qui perché poi governo e maggioranza hanno deciso, da un momento all’altro, di catapultare la stessa riforma costituzionale direttamente in Aula saltando il lavoro e il confronto in Commissione Affari costituzionali. Renzi non avrebbe avuto i numeri in commissione per procedere con lo stravolgimento della Carta costituzionale rischiando così lo stallo. E per questo ha puntato direttamente all’Aula forzando regolamenti parlamentari, facendo carta straccia della Costituzione e avviando la stagione del baratto voti/poltrone per assicurarsi il sostegno per le riforme.

Basta mettere semplicemente in successione i fatti che accadono quotidianamente in questi palazzi per rendersi ancora una volta conto di quanto sia distante e lontano questo modo di fare politica dalle reali esigenze e aspettative del Paese. Il Parlamento ridotto a fare da passacarte al governo. Nessuna intenzione di tutelare gli interessi dei cittadini, ma solo i propri. Una casta che cerca disperatamente di salvaguardare i propri affari. Ma il loro tempo sta per scadere. Potete contarci!

Le priorità dei partiti

Chi è stato più fortunato ad agosto è andato in vacanza o è riuscito a staccare riposandosi un po’. Moltissimi altri hanno continuato ad ammazzarsi di lavoro o a logorarsi perché un lavoro non ce l’hanno e in giro non trovano proprio nulla. Altri ancora non avevano diritto alle ferie perché l’unico lavoro che hanno è in nero o con qualche assurdo contratto a sfruttamento costante. Altri, ancora, pur non guadagnando un solo euro, hanno dovuto continuare a pagare i costi della partita Iva. Tanta angoscia e preoccupazione nel caldo rovente di agosto.

A settembre tutto ricomincia. Quasi la suggestione di un nuovo inizio per alcuni. E si ha la sensazione di poter mettere ordine nella propria vita.

Ecco, in parlamento questo stato psicologico settembrino è recepito in pieno. Ma, dopo essere tornati dalle ferie, in questi palazzi cercano di sistemare esclusivamente gli affari personali e non quelli del Paese tradendo così, di fatto, il mandato elettorale, calpestando il senso della Costituzione e ampliando il solco già scavato tra cittadini e Istituzioni. Ecco cosa sta per approvare urgentemente il parlamento dopo la pausa estiva.

1) Finanziamento pubblico ai partiti, ovvero: prendo milioni di euro dalle tasche degli italiani e li verso sul conto dei partiti;

2) Riforma del Senato, ovvero: consegniamo il Senato ai consiglieri regionali che sono i peggiori politici d’Italia e in questo modo abbiamo meno ostacoli nel controllare il Paese e fare ciò che ci pare;

3) La legge sulle intercettazioni, ovvero: anche se sono un ministro o un rappresentante delle Istituzioni, voglio continuare a gestire i miei affari sottraendomi a qualsiasi tipo di controllo. Casi come quello Incalza-Lupi o Ligresti-Cancellieri devono diventare solo un lontano ricordo.

Fortunatamente, a settembre, anche il Movimento cinque stelle riscalda i motori e riparte interpretando il mandato ricevuto nell’esclusivo interesse dei cittadini. E tra non molto li travolgeremo definitivamente!

Approvata al Senato la riforma Rai: una Gasparri 2.0

Al Senato è stata appena approvata in prima lettura la riforma della governance Rai targata Renzi. Una legge se possibile peggiore della Gasparri che consegna il controllo della televisione pubblica al governo e che non allontana la politica dalla principale azienda culturale del nostro Paese. Un provvedimento che confina l’Italia tra gli Stati europei con le peggiori normative in materia.
Ora la palla dovrebbe passare alla Camera. Ma il condizionale è d’obbligo: con questo governo non c’è nulla di serio e certo e questa legge potrebbe finire su un binario morto. Prova è che Renzi ha ordinato di rinnovare il nuovo cda con la legge precedente, la Gasparri, dopo aver detto mille volte di volerla cambiare. Non ne è stato capace. Questa è la cifra del suo governo: chiacchiere e conferenze stampa. E ora avvierà una nuova stagione di lottizzazione in Rai, in perfetta continuità con il passato. Non c’è che dire, un vero innovatore, un vero rottamatore.