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Presidio per la legalità il 16 giugno a Casoria. Supportiamo la portavoce M5S Elena Vignati

foto elena vignati sergio puglia tommaso malerba roberto fico

Venerdì saremo tutti a Casoria per far sentire il nostro supporto a Elena Vignati, consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle, e a tutto il gruppo che da anni lavora su quel territorio. Insieme ai parlamentari e ai portavoce campani in regione e nei comuni daremo vita a un presidio per la legalità. Elena ha subito minacce e pressioni dopo aver puntato i riflettori sulla gestione delle società partecipate. Per questo venerdì saremo in piazza per ribadire che il nostro impegno andrà avanti e che continueremo a mantenere alta l’attenzione. Invito tutti cittadini a stare vicino a Elena e al MoVimento 5 Stelle. L’appuntamento è per il 16 giugno alle 18.00 in piazza Cirillo. Esserci è importante. Coraggio!

Intervista a La Stampa sul tetto ai compensi delle star

Il Consiglio di amministrazione della Rai ha richiesto al direttore generale di applicare il tetto dei 240 mila euro anche ai compensi di artisti, giornalisti, conduttori, come avviene già per i dipendenti. Dal primo giorno in Vigilanza mi sono battuto per la trasparenza e per l’applicazione del tetto alle retribuzioni e continueremo a lavorare in questa direzione.
Ne ho parlato in questa intervista a La Stampa. Potete leggerla qui.

intervista la stampa febbraio 2017 compensi rai star

Trasparenza in Rai sui compensi delle star

La Rai custodisce nel cassetto il segreto di pulcinella. A cadenze fisse vengono pubblicati o comunque si discute dei compensi di conduttori, star, giornalisti esterni e ne segue nell’immediato una sterile polemica che si esaurisce in qualche giorno. Sarebbe molto facile evitare il ripetersi di questo teatrino che si ripropone come un orologio svizzero.

1) La Rai, grazie al lavoro del Movimento 5 Stelle, ha dovuto rendere pubblici sul proprio sito i curricula e tutti gli stipendi dei dirigenti assunti. Questo passo, direi storico, verso la trasparenza effettuato dalla Rai ha avuto come ulteriore conseguenza, di fronte a retribuzioni in diversi casi faraoniche, che tutti gli stipendi di dipendenti e dirigenti superiori ai 240 mila euro, compreso quello del direttore generale, fossero riportati entro quel tetto previsto dalla legge per tutte le società partecipate dallo Stato. Oggi possiamo dire che questa giusta polemica, che si è protratta per anni, si è finalmente chiusa grazie ad un’operazione di trasparenza.

2) La Rai deve fare trasparenza anche sui compensi delle star (Fazio, Clerici, Conti ecc…). Si raggiungerebbero così vari obiettivi: chiarezza massima sull’uso che si fa dei soldi del canone; risparmio di risorse, perché accendere un faro su determinate dinamiche ha tra i probabili effetti quello di una riduzione o di un ridimensionamento dei compensi; stop alle continue polemiche dopo l’ennesima confusa fuga di notizie.

3) La Rai non può trincerarsi dietro la riservatezza dichiarando di agire in un mercato concorrenziale perché probabilmente i primi a conoscere l’entità di questa tipologia di compensi sono proprio i diretti concorrenti.

4) Lavorare in Rai, l’azienda pubblica radiotelevisiva e principale realtà culturale del Paese, deve essere considerato come un valore aggiunto e comportare autorevolezza in un percorso professionale. Se, per esempio, si facesse un esperimento e si proponesse ai volti noti, alle star, di guadagnare la metà della retribuzione prevista nei loro contratti, chi sarebbe disposto ad offrire il doppio per ingaggiarli? Cosa accadrebbe?

Mercoledì Maggioni e Campo Dall’Orto in Vigilanza Rai su Piano trasparenza

Mercoledì 27 luglio in commissione di Vigilanza Rai saranno auditi la presidente della Rai Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. I vertici Rai sono stati convocati per fare il punto sul Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale che obbliga l’azienda a pubblicare sul proprio sito una serie di informazioni tra cui quelle su retribuzioni e curricula di dirigenti e consulenti. Sarà l’occasione anche per chiedere conto dello sforamento del tetto dei 240 mila euro per gli stipendi Rai.

L’audizione sarà trasmessa in streaming sulla web tv della Camera dei Deputati.
Potrete seguire la diretta a partire dalle ore 14.00.

Da domani online stipendi e cv di dipendenti Rai. Possibile grazie all’azione del M5S

Da domani i cittadini potranno finalmente avere accesso alle informazioni su stipendi e curricula dei dirigenti e consulenti della Rai.
Questo è stato possibile grazie all’azione del M5S.
Il Piano per la trasparenza aziendale è infatti una nostra proposta che è stata inserita nella riforma Rai. In virtù di questa norma, la Rai è tenuta a pubblicare sul proprio sito gli stipendi e i curricula dei dirigenti, di cui si sta discutendo in queste ore, ma anche altre informazioni come, ad esempio, l’attività del CdA, gli investimenti destinati ai prodotti audiovisivi italiani, i criteri e le modalità per l’assegnazione degli appalti.
La trasparenza è una battaglia che portiamo avanti dal primo istante in cui siamo entrati in Parlamento e, personalmente, da quando sono presidente della commissione di vigilanza Rai.
La prossima settimana il direttore generale Campo Dall’Orto sarà audito in commissione di vigilanza sul tema e in quell’occasione torneremo con forza a chiedere un gesto di responsabilità sugli stipendi dei dirigenti. Infatti, nonostante non sia formalmente obbligata a rispettare il limite dei 240 mila euro, la Rai non è un’azienda come le altre, è pagata con il canone dei cittadini e deve sottostare a quel tetto. È quello che qualche mese fa la Vigilanza ha già chiesto ufficialmente.

E’ per questi motivi che riteniamo la trasparenza un valore fondamentale, perché consente ai cittadini di esigere nella gestione dei beni pubblici comportamenti sobri e virtuosi.
Vi tengo aggiornati.

Interrogazione sul caso Fazio/Varoufakis

Si inizia a ragionare. Questa mattina ho mandato un’interrogazione alla Rai sulla questione Fazio/Varoufakis Che tempo che fa/Endemol pretendendo, come da due anni a questa parte, totale trasparenza su ogni atto. E poche ore fa la dirigenza Rai ha finalmente stabilito il divieto di pagamento per i politici ospitati nelle trasmissioni. Pubblico qui di seguito il quesito inviato stamattina. Non ci fermeremo mai fino a quando non avremo raggiunto tutto quello che ci siamo preposti. Avanti così!

Governo e maggioranza irresponsabili su deroghe per gli appalti Rai

fondi neri rai

È stata la nostra battaglia dal primo giorno. Sugli appalti la Rai deve fare trasparenza ed è intollerabile che la maggioranza e il governo con la riforma Rai forniscano all’azienda strumenti per favorire ancora di più opacità e episodi di corruzione.

Le indagini delle Fiamme Gialle sulle società dei fratelli Biancifiori e sul giro di mazzette pagate ai dirigenti Rai (e non solo) per ottenere il monopolio delle forniture tecniche ci sta dando ragione su tutta linea.

I due imprenditori elargivano regali, pagavano bustarelle o vacanze in resort di lusso, assicuravano assunzioni di amici ai funzionari della televisione pubblica per aggiudicarsi gli appalti. Si parla di fatture false per 38 milioni di euro solo negli ultimi tre anni per truccare a proprio vantaggio il sistema.

L’aspetto gravissimo è che la Rai ha tenuto nascosti alla procura tutti i dossier sugli audit interni, ovvero sulle verifiche fatte internamente all’azienda che già mettevano nero su bianco una serie di anomalie nell’assegnazione delle commesse. I dirigenti non hanno segnalato nulla coprendo così un sistema corrotto che riguarda trasmissioni di punta come UnoMattina, Linea Verde, Virus, il Festival di Sanremo e anche le amministrazioni di alcune sedi regionali. Agli inquirenti, che ne avevano fatto richiesta quando avevano saputo dell’esistenza di quei documenti, non è mai stato consegnato nulla. Gli investigatori hanno dovuto bussare alla porta di Viale Mazzini muniti di un decreto del pm per raccogliere la documentazione.

L’esecutivo e il Pd hanno agito in modo irresponsabile prevedendo nel ddl Rai tutta una serie di deroghe speciali al Codice degli appalti che possono solamente peggiorare una situazione già compromessa, come testimoniano le cronache di questi giorni.

Queste norme devono essere interamente stralciate dalla legge. La risposta della politica deve consistere nel garantire legalità e trasparenza con regole chiare e precise, esattamente l’opposto di quello che hanno fatto governo e maggioranza con il ddl di riforma Rai.

A Bagheria, comune M5S, il Question time comunale

Bagheria M5S - Question time comunale - Patrizio Cinque

Un sindaco deve saper ascoltare. Deve saper tenere conto delle critiche, accogliere proposte, non perdere il contatto con la collettività. Questo vale, ovviamente, per tutti i rappresentanti dei cittadini nelle Istituzioni. Ma nei comuni questo tratto distintivo si accentua essendo il comune la pubblica amministrazione più vicina al cittadino.

Quante volte abbiamo cercato di rivolgere una domanda al sindaco o abbiamo provato a confrontarci su una determinata questione di interesse collettivo, senza però ottenere alcun riscontro? Ebbene le cose possono cambiare. A Bagheria, comune amministrato dal M5S, da oggi un cittadino può recarsi in Consiglio comunale e interrogare il proprio sindaco sui problemi della città oppure avanzare proposte. Può chiedere conto dell’operato dell’amministrazione. Il sindaco dovrà rispondere pubblicamente come prevede il nuovo Statuto. Si chiama “Question Time comunale” ed è un nuovo tassello nella rivoluzione di trasparenza e di democrazia diretta che il M5S sta compiendo.
Il cambiamento passa soprattutto dalle piccole, grandi, cose.

A riveder le stelle!

Su Parlamento.it le risposte della Rai ai quesiti della Commissione di vigilanza

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Il lavoro della commissione di Vigilanza Rai è trasparente. Trovate pubblicate online, sul sito del Parlamento, le risposte della Rai a tutte le interrogazioni presentate da inizio legislatura dai commissari. Possono essere consultate e scaricate. Non era mai accaduto prima. Ora i cittadini, gli unici proprietari dell’azienda, hanno uno strumento in più per conoscere non solo l’attività della bicamerale, ma anche per verificare il rispetto da parte della Rai della missione di servizio pubblico. Clicca QUI per accedere alla documentazione.

Online le prime 100 interrogazioni della Vigilanza e le risposte della Rai

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Da oggi le interrogazioni presentate dai membri della commissione di Vigilanza e le relative risposte della Rai sono pubbliche. Tutti i cittadini possono ora consultare i documenti e scaricarli dal sito internet del Parlamento. E’ la prima volta nella storia della Vigilanza Rai. Quando sono stato eletto presidente, ho dichiarato che avrei lavorato per rendere trasparente questa commissione. E giorno dopo giorno stiamo realizzando questo obiettivo. Abbiamo dato la possibilità ai cittadini di seguire in diretta streaming le audizioni ed essere costantemente aggiornati sulle attività anche grazie alla pubblicazione online dei resoconti di tutte le sedute, disponibili da inizio legislatura. Oggi si compie un ulteriore passo in questa direzione. Manteniamo sempre le nostre promesse.