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Par condicio, abbiamo un problema

Come saprete, con l’avvio della campagna elettorale è iniziata la par condicio a cui le emittenti radiotelevisive devono attenersi, seguendo le delibere della Commissione di Vigilanza Rai e dell’Agcom. Le tv sono tenute a rispettare rigorosamente la parità di trattamento tra le forze politiche anche nei tg. Il monitoraggio della par condicio viene effettuato dall’Agcom settimana per settimana, così da poter riequilibrare tempestivamente eventuali disparità. Per facilitare la lettura di questi dati relativamente ai telegiornali, da oggi su #OpenTg troverete la nuova sezione “Elezioni Politiche 2018” che sarà aggiornata settimanalmente.

I dati della settimana 8-14 gennaio ci danno quattro informazioni e pongono un problema cruciale di questa campagna elettorale:

1) il tempo del Governo è limitato allo stretto indispensabile, come deve essere nel corso delle campagne elettorali;

2) nei tg Rai il Pd risulta al momento sovrarappresentato e il M5S sottorappresentato, mentre nella settimana precedente c’era stato un equilibrio praticamente perfetto;

3) le forze minori e/o di nuova formazione devono ricevere una maggiore rappresentazione nei telegiornali;

4) il problema più serio riguarda le coalizioni, in particolare quella di centrodestra formata da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e il cosiddetto “quarto polo”. Tutti insieme, infatti, risultano sovrarappresentati in alcuni tg Rai e nelle edizioni principali dei tg Mediaset (tranne il Tg5), con punte anche superiori al 40% – sebbene vada considerato che notiziari come il Tg4 e Studio Aperto dedicano pochi minuti alla politica. Occorre intendersi fin d’ora: è vero che ogni lista/forza politica, per legge, ha il suo programma e il suo capo, ma è anche vero che se quattro forze politiche hanno deciso di dare vita a una coalizione per sostenere lo stesso candidato nei collegi uninominali, queste non possono poi aspettarsi di essere conteggiate quattro volte rispetto ai propri competitori. Quello delle coalizioni è un serio problema interpretativo che si porrà soprattutto nei prossimi giorni, con la presentazione delle liste e dei candidati. Durante la discussione della delibera sulla par condicio, in Vigilanza, la questione era stata posta anche dalla relatrice del M5S Mirella Liuzzi, ma non ha incontrato l’interesse della maggioranza della Commissione. Come Presidente della Vigilanza Rai, mi sto attivando con l’Autorità di garanzia e con la Rai affinché questo specifico punto della par condicio sia correttamente interpretato e applicato.

Vi terrò aggiornati, nel frattempo vi invito a consultare i dati ogni settimana su Open Tg

Approvato in Commissione Vigilanza Rai il parere sul nuovo Contratto di servizio Rai

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La Commissione di Vigilanza Rai ha approvato il parere sul nuovo Contratto di servizio. Abbiamo lavorato per migliorare questo atto che contiene gli obiettivi e gli obblighi a cui la Rai dovrà attenersi nei prossimi 5 anni nell’esercizio della sua missione di servizio pubblico. La Commissione è intervenuta su diversi punti, tra cui il significativo aumento dell’accessibilità dei contenuti per le persone con disabilità, l’inserimento nel Contratto della delibera sui conflitti di interessi degli agenti delle star, una serie di novità in materia di informazione. Il parere non è vincolante ma contiene precise indicazioni del Parlamento che il Ministero dello Sviluppo Economico e la Rai dovranno tenere in considerazione in uno spirito di massima collaborazione.

Ecco alcune delle novità inserite:

SOTTOTITOLI E AUDIODESCRIZIONI: sottotitolazione del 100% dei programmi delle reti generaliste tra le 06.00 e le 24.00 nonché di tutte le edizioni di Tg1, Tg2 e Tg3 nelle fasce meridiane e serali; obbligo di garantire la massima qualità delle sottotitolazioni; aumento delle audiodescrizioni ai tre quarti di film, fiction e prodotti audiovisivi; assicurare a tutte le persone con disabilità l’accesso all’offerta multimediale (es: Rai Play); istituzione di un osservatorio permanente su disabilità e media; attivazione di un numero verde e di una live chat per ricevere le segnalazioni sul cattivo funzionamento dei servizi di sottotitolazione e audio descrizione.

CONFLITTI DI INTERESSI DI AGENTI STAR: la risoluzione che la Commissione di Vigilanza ha approvato sul tema diventa obbligo contrattuale.

INFORMAZIONE: piano news entro 6 mesi con riprogettazione dell’offerta informativa Rai sul web; partecipazione dei cittadini all’informazione (citizen journalism); fact checking nei programmi di informazione; valorizzazione del giornalismo di inchiesta.

RECUPERO MEMORIA AUDIOVISIVA TV PUBBLICA: obbligo di presentare un piano con tempistiche certe per la completa digitalizzazione dell’archivio storico della Rai.

DOCUMENTARI: costituire una struttura aziendale per lo sviluppo del genere documentario.

CANALE IN LINGUA INGLESE: presentazione entro 6 mesi di un canale con funzioni di informazione e promozione della cultura e delle eccellenze del nostro Paese attraverso la produzione di programmi ad hoc e la diffusione di opere cinematografiche.

AMPLIAMENTO DEI PRINCIPI DEL SERVIZIO PUBBLICO: più attenzione alle periferie; maggiori strumenti e informazioni per l’educazione finanziaria dei cittadini; più attenzione a tutte le discipline sportive e a quelle praticate dalle persone con disabilità; superamento degli stereotipi di genere in tutta la programmazione; campagne contro bullismo e cyber bullismo; riferimenti all’agenda Onu 2030 in materia di sviluppo sostenibile.

CONTABILITÀ SEPARATA E RACCOLTA PUBBLICITARIA: precisare per ciascun programma le modalità di finanziamento dello stesso; nel trasmettere i dati pubblicitari all’Agcom, Rai dovrà indicare sia i prezzi di vendita degli spazi pubblicitari effettivamente praticati, sia i listini di vendita.

RADIO: obbligo di coprire entro 3 anni il 100% del territorio nazionale con la radio digitale (DAB+); progetto di valorizzazione dell’offerta radiofonica attraverso il miglioramento della qualità del segnale e le sinergie editoriali con tv e web.

CENTRI DI PRODUZIONE E INNOVAZIONE: valorizzazione dei centri di Roma, Napoli, Milano e Torino e del Crit di Torino.

PIANO EDITORIALE: possibile rimodulazione dei canali tematici e della pubblicità negli stessi canali; ridefinizione della missione dei canali generalisti.

RISORSE UMANE: in caso di assunzione di nuove professionalità giornalistiche la Rai ricorre prioritariamente alle graduatorie dei concorsi del 2013 e 2014; la Rai deve garantire ai tecnici e agli operatori delle produzione esterne pari diritti e tutele.

Archivio Gianni Minà, la risposta della Rai

Ecco la risposta della Rai  alla mia interrogazione sull’archivio di “Blitz”, uno dei programmi storici di Gianni Minà. Come ricorderete, il giornalista aveva lanciato un appello nelle scorse settimane perché le puntate di quella trasmissione non andassero perdute a causa del deterioramento dei supporti materiali. Ebbene, qualche rassicurazione sembra arrivare da Viale Mazzini e finalmente attraverso una risposta puntuale.

La Rai afferma che alcune puntate di “Blitz” sono già state digitalizzate e che si starebbe procedendo alla digitalizzazione di tutto il materiale archiviato, compresi altri programmi firmati da Minà. Non risulterebbero problemi specifici per lo stato di conservazione dei supporti, custoditi negli archivi di Milano e Roma. Il prossimo anno – continua Viale Mazzini – “Blitz” figurerà anche nella sezione di RaiPlay dedicata a “I favolosi”, ovvero alle più importanti produzioni realizzate dalla tv pubblica negli anni scorsi. Intanto sul sito di Rai Teche sono pubblicati e disponibili alcuni estratti del programma.
Un cenno, infine, al piano complessivo di digitalizzazione del patrimonio audiovisivo del servizio pubblico, che è attualmente in fase di sviluppo e si prolungherà nell’arco di alcuni anni.

Bene, dunque, che si proceda verso questa direzione. Se la Rai darà concretamente seguito a quanto anticipato, sarà fatto un importante passo in avanti. Continueremo ovviamente a tenere i riflettori accesi su questo tema. La Rai custodisce quello che è a tutti gli effetti un pezzo del patrimonio culturale di tutti gli italiani. Preservare, valorizzare e rendere accessibili questi tasselli di memoria deve essere un impegno costante per il servizio pubblico.

Stop ai conflitti di interessi in Rai. La Vigilanza approva la delibera sugli agenti delle star

agenti-rai DEFINITIVOInizia una nuova epoca in Rai.

Pochi minuti fa la Commissione di Vigilanza ha approvato all’unanimità la risoluzione che porrà fine ai conflitti d’interessi degli agenti di artisti e conduttori.

È una delle questioni fondamentali che come presidente della Vigilanza Rai ho posto fin dal primo giorno e su cui la Commissione ha lavorato in questi anni.

Finalmente le cose in Rai cambieranno, perché regolamentando l’attività dei manager dello spettacolo ci sarà più trasparenza nelle trattative e apertura nell’ambito delle produzioni e dell’ideazione dei palinsesti. Verrà così superato il blocco di potere che in questi anni ha fatto il bello e il cattivo tempo.

Sappiamo bene che quando ci sono opacità e conflitti d’interessi, si avvantaggiano sempre le stesse persone, mortificando i talenti e la crescita anche di tanti giovani.

Con questa delibera, che la Rai ora è chiamata a tradurre in pratica, si pongono al centro valori imprescindibili del servizio pubblico, anche sul piano produttivo e organizzativo.

Voglio ringraziare tutti i commissari e il relatore per il raggiungimento di questo storico traguardo.

 Questi sono i punti principali della risoluzione:

 1) STOP AI CONFLITTI DI INTERESSI: non si potrà affidare la produzione di programmi a società controllate o collegate ad agenti che rappresentino artisti presenti negli stessi programmi. Il divieto vale anche nel caso che la società di produzione faccia capo allo stesso artista. Non si potranno, inoltre, contrattualizzare nello stesso programma più di tre artisti rappresentati dallo stesso manager.

2) TRASPARENZA NEI RAPPORTI RAI/AGENTI: la Rai renderà noto sul proprio sito l’ammontare delle parcelle degli agenti;

3) CONFLITTI DI INTERESSE E PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE: la Rai non potrà co-produrre film con società di cui siano titolari agenti che rappresentino artisti legati alla tv pubblica da rapporti contrattuali in essere.

4) SOSTEGNO AI PRODUTTORI INDIPENDENTI E GIOVANI AUTORI: la Rai dovrà riservare una quota di investimenti alle produzioni cinematografiche indipendenti e dedicare maggiore attenzione ai giovani autori attraverso una apposita struttura aziendale.

5) FORMAT: la Rai dovrà individuare criteri per accertare l’originalità dei format, impedendo che i format esterni vengano utilizzati in modo surrettizio per incrementare i compensi di artisti, conduttori e giornalisti.

 

Domani in Vigilanza Rai la votazione della delibera sugli agenti delle star

Domani potrebbe essere un giorno storico per il servizio pubblico. Finalmente in Commissione di Vigilanza Rai si voterà una risoluzione per porre fine allo strapotere degli agenti delle star e ai loro enormi conflitti d’interessi.
In questi giorni la Commissione è sotto assedio e addirittura il Governo, con il sottosegretario Giacomelli, è intervenuto per dire alla Vigilanza di non preoccuparsi perché questa materia deve essere regolata dalla legge. Guarda caso lo dice proprio adesso, quasi a fine legislatura (e con la Commissione sul punto di approvare la risoluzione), dopo che per cinque anni non ha mai presentato uno straccio di norma al riguardo. Anzi, è stata proprio la Commissione di Vigilanza in passato a occuparsi del tema, inserendo delle specifiche norme già nel contratto di servizio (purtroppo mai firmato).

Siamo andati perciò avanti nella consapevolezza che questo atto è fondamentale e rientra pienamente nelle competenze della Commissione.

Per una questione di correttezza istituzionale, avevamo chiesto alla Rai un parere sulla bozza di risoluzione. Anziché delle osservazioni, però, la Rai ci ha inviato un vero e proprio testo alternativo, cosa che considero un’ingerenza senza precedenti e che rispedisco al mittente. Oltretutto le modifiche proposte dalla Rai servirebbero palesemente a rendere la risoluzione inefficace, perpetuando un blocco di potere che da anni influenza palinsesti e produzioni Rai.

Come Commissione faremo il nostro lavoro fino alla fine nell’interesse dei cittadini.Non è strano che da più parti si tenti di affossare questa risoluzione. Stiamo toccando grandi interessi.

Domani vi darò aggiornamenti

Ancora confusione sul tetto ai contratti artistici Rai. Nessuna scelta chiara da parte del governo

Il governo non ha avuto il coraggio di fare una scelta chiara rispetto al tetto dei 240 mila euro per i contratti di natura artistica in Rai con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. La situazione confusa che si è venuta a creare ha portato lo stesso Ministero dell’economia, su richiesta della Rai, a chiedere un parere all’Avvocatura generale dello Stato, un parere, se possibile, ancora meno chiaro della legge. Assurdità su assurdità. Ne ho parlato oggi in Commissione di Vigilanza. Ecco il mio intervento:

La Rai trasmetta il piano news alla Commissione di vigilanza

Ciao a tutti, volevo aggiornarvi sulla questione che riguarda il piano news della Rai. Mesi fa il Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini ha bocciato il progetto di riorganizzazione dell’informazione del servizio pubblico proposto dall’ex direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. E proprio questa bocciatura, come ricorderete, ha poi portato alle dimissioni dello stesso Campo Dall’Orto, dimissioni che hanno aperto la strada alla nomina di Mario Orfeo come nuovo direttore generale. La Commissione di vigilanza, all’unanimità, ha chiesto da tempo al cda della Rai di poter visionare questo piano e comprendere le ragioni che ne hanno impedito l’approvazione. Molti consiglieri di amministrazione della Rai si sono espressi a favore in tal senso, ma con una lettera la Presidente Maggioni ha comunicato che il progetto non poteva essere trasmesso alla Commissione. Si tratta di un atto gravissimo: perché un documento che potrebbe essere senza problemi pubblico e trasparente resta segreto e giace nei cassetti del cda Rai? E perché ci si rifiuta di trasmetterlo a un organismo parlamentare come la Commissione di vigilanza?
Chiediamo nuovamente che il piano news proposto da Campo Dall’Orto arrivi in Commissione di vigilanza e agiremo in tutte le sedi per averlo.
L’informazione è uno dei capisaldi della missione di servizio pubblico ed è inaccettabile che il cda si rifiuti di inviare il piano. Continueremo a insistere in questa richiesta perché si faccia definitivamente chiarezza.

Sulla vicenda dei rimborsi della Rai per le presentazioni del libro della Presidente Maggioni servono ulteriori chiarimenti

Qualche giorno fa la Rai ha risposto a un’interrogazione dicendo che la scelta di rimborsare la presidente Maggioni (allora direttore di Rai News) per gli eventi di presentazione del suo libro “Terrore mediatico” è legata alle “policies aziendali”.
Cosa intende precisamente per policy aziendale? Una procedura formale? Una prassi? Serve avere ulteriori chiarimenti.
Chi ha autorizzato questi rimborsi? Tra l’altro i primi eventi di presentazione del libro sono stati svolti quando Monica Maggioni era direttrice di Rai News, gli ultimi quando era già presidente Rai. Chiedo alla Rai se quei rimborsi sono stati chiesti direttamente da Maggioni o da qualche altro dirigente. E ritengo utile sapere in quali modi, economicamente e non, la Rai ha partecipato alla promozione di questo libro.
Un altro quesito riguarda la circostanza che il libro è stato pubblicato con una casa editrice diversa da Rai Eri. Infatti nella maggior parte dei casi le pubblicazioni dei protagonisti di Viale Mazzini sono almeno co-edite da Rai Eri, cosa che rende più comprensibile la partecipazione della Rai alla promozione.
Ho chiesto l’elenco dei precedenti analoghi, cioè di presentazioni di libri scritti da giornalisti Rai per case editrici terze ma finanziate dall’azienda.
Capire come la Rai si sia mossa in questi anni con altri suoi giornalisti è un aspetto di fondamentale importanza per capire se il privilegio fruito da Monica Maggioni sia un caso isolato o il frutto di una prassi aziendale. Ho presentato un’interrogazione, vi terrò aggiornati.