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Ospedale di Nola, il M5S presenta interrogazione in Parlamento

 Sul caso del pronto soccorso di Nola il MoVimento 5 Stelle ha depositato in Parlamento un’interrogazione a prima firma di Salvatore Micillo. Sono immagini terribili quelle che arrivano dall’ospedale, con i pazienti soccorsi per terra, e sono la conseguenza di tagli e scelte politiche che anche negli ultimi anni hanno messo in ginocchio la sanità nella nostra regione, ancora l’ultima in Italia secondo i dati recenti. Vincenzo De Luca ne dovrebbe sapere qualcosa. Sia responsabile e licenzi sé stesso per questo disastro. Siamo vicini a tutti i cittadini che hanno subito gravissimi disagi e a tutti i medici e operatori che hanno lavorato e prestato assistenza nonostante le difficili condizioni.

ps. Lettera aperta ai medici e al personale sanitario dell’Ospedale di Nola e di tutta la Campania

Renzi e De Luca violano le regole della campagna elettorale. Presentati due esposti all’Agcom

Renzi disprezza le regole della campagna elettorale. A volte si muove sul confine, altre volte le viola apertamente, perché gli manca il senso della cosa pubblica.

Per questo oggi ho presentato due esposti all’Agcom.

Uno riguarda la sua presenza a “Che tempo che fa”, domenica scorsa. Ho chiesto all’Agcom anche di verificare se le modalità di conduzione di Fabio Fazio siano state coerenti con i principi di imparzialità e correttezza dell’informazione.

L’altro esposto riguarda la violazione di una norma molto importante in campagna elettorale: il divieto per tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, tranne quando ciò sia indispensabile e indifferibile (per esempio, in occasione di un’emergenza). Il senso del divieto è logico: non si possono usare le risorse e le istituzioni pubbliche per promuovere un’immagine positiva dell’istituzione e, in questo modo, influenzare il voto.

Renzi agisce in modo opposto.

Lo scorso fine settimana era a Napoli, insieme a De Luca, all’Assemblea sul Mezzogiorno, un evento istituzionale organizzato dal Governo e dalla Regione Campania, pagato dai cittadini campani (500 mila euro messi a disposizione).
E cosa succede all’Assemblea sul Mezzogiorno? Succede che De Luca viola la legge parlando di un grande programma di sviluppo per il sud che prevede l’assunzione di giovani, e il giorno dopo Renzi afferma che per questo progetto occorre la vittoria del Sì al referendum (i nostri portavoce regionali hanno presentato un esposto specifico nei confronti di De Luca).

Appuntamenti istituzionali, pagati dei cittadini, per fare comizi. Un comportamento che fa il paio con l’invio delle lettere firmate dal premier ai cittadini all’estero per convincerli a votare “Sì”.

Renzi e De Luca sono la stessa cosa: disprezzano le regole e non hanno rispetto delle istituzioni pubbliche, che provano a piegare ai propri interessi. La verità è che al di fuori dell’esercizio del potere per questi personaggi non c’è nulla, non c’è futuro.

Vincenzo De Luca indagato per corruzione

De Luca indagato - Fatto Quotidiano

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è indagato per corruzione insieme ad altre persone tra cui il giudice Anna Scognamiglio, una delle relatrici dell’ordinanza che a luglio ha sospeso l’efficacia della legge Severino nei riguardi di De Luca permettendone l’insediamento. Nell’inchiesta e’ coinvolto anche il capo della segreteria del governatore, Carmelo Mastursi, dimessosi da 24 ore.

Secondo indiscrezioni il dossier sarebbe stato aperto dopo l’ascolto di una intercettazione nella quale il marito della Scognamiglio, parlando con Mastursi, avrebbe chiesto “un favore” spiegando che in cambio avrebbe fatto “intervenire” la moglie su una vicenda che stava a cuore all’allora capo della segreteria del presidente della Giunta campana.

Se le indiscrezioni fossero confermate, ci troveremmo di fronte all’ennesima indagine che coinvolge Vincenzo De Luca.
È inaccettabile che la nostra regione continui a essere in balia delle vicende giudiziarie dell’ex sindaco di Salerno. E in questo Matteo Renzi ha responsabilità enormi. Ma questo è il Pd e a rimetterci purtroppo siamo sempre e solo noi cittadini. Basta!

La politica stia lontana dal servizio pubblico

Il Pd è davvero incredibile. Lo stesso partito che qualche mese fa urlava ai 4 venti che avrebbe liberato la Rai dai partiti, smentisce ogni giorno se stesso. E fa esattamente l’opposto.

Prima Renzi ha presentato una riforma della governance del servizio pubblico che tutto fa tranne che rendere la Rai indipendente dall’influenza politica.
Poi ha dato seguito nel modo più classico,insieme agli altri partiti, alla prassi malsana della lottizzazione nominando come consiglieri di amministrazione assistenti di parlamentari e i propri spin doctor di campagne elettorali. Addio indipendenza e competenza nel settore radiotelevisivo. L’unica figura che risponde a queste caratteristiche è Carlo Freccero, votato dal M5S.

Infine, come se non bastasse, sono passati alle accuse e alle intimidazioni attaccando platealmente alcuni programmi di inchiesta e il servizio pubblico.
Lo ha fatto innanzitutto lo stesso premier che si è messo a dare lezioni di palinsesti; in seguito è toccato al presidente della regione Campania De Luca che ha definito “camorrismo giornalistico” il lavoro portato avanti da alcune testate e alcuni giornalisti.

Ieri l’ultima chicca: Michele Anzaldi, deputato del Pd ed ex addetto stampa di Rutelli, ha detto al Corriere della Sera che “c’è un problema con Rai 3 e il Tg3. Ed è un problema grande, ufficiale. Purtroppo non hanno seguito il percorso del Pd: non si sono accorti che è stato eletto un nuovo segretario, il quale poi è diventato anche premier”. E ancora: “il Pd viene regolarmente maltrattato e l’attività del governo criticata”.
Quindi non solo la maggioranza e il premier occupano in ogni ora del giorno e della notte le tv (basta dare un’occhiata ai dati Agcom sul pluralismo), ma pretendono che si parli solo bene di quello che fanno. Dichiarazioni e comportamenti gravissimi, un’ingerenza inconcepibile che non sembra voglia placarsi.

Il servizio pubblico non deve subire pressioni dalla politica. Deve essere indipendente e tutti i rappresentanti dei cittadini in Parlamento, di qualsiasi colore politico, devono lavorare in questa direzione, altrimenti non ha nemmeno senso il ruolo di parlamentare. Ai cittadini non interessa la propaganda che vuole costruire Renzi, non interessano le beghe tra correnti, non interessa che si spettacolarizzi il racconto della politica e della cronaca. I cittadini pagano un canone per ottenere un servizio pubblico che li informi correttamente, che dia spazio alle tante voci della nostra società, che sia dalla loro parte e non dalla parte dei partiti. E’ una questione di democrazia.

La Rai assicuri il servizio pubblico. Noi continueremo a difenderne l’indipendenza e ci batteremo perché possa ricominciare ad essere una fabbrica di cultura e di informazione, e non il megafono di partiti e politicanti.

Vergognose parole di Vincenzo De Luca su stampa e servizio pubblico

Vergognose le parole pronunciate dal presidente della regione campania De Luca nei confronti della stampa e del servizio pubblico. Il diritto di critica è riconosciuto a tutti ma definire “camorrismo giornalistico” il lavoro portato avanti su Rai Tre da diversi programmi di approfondimento (tra le poche trasmissioni in Italia che fanno inchiesta) è inaccettabile. De Luca si scusi e rispetti il lavoro dei giornalisti. E’ inquietante il silenzio assenso del Pd e di altre forze politiche sulla vicenda. Cosa pensano delle affermazioni di De Luca?
Piena solidarietà da parte mia alle redazioni di PresaDiretta, Report e del Il Fatto Quotidiano oggetto degli attacchi.

Indagata per voto di scambio la presidente dell’Antimafia Campania

indagine Paolino antimafia campania Ecco l’esempio perfetto per spiegare perché la “riforma” del Senato voluta da Renzi è pericolosissima.
Monica Paolino, Forza Italia, è consigliere regionale della Campania. È stata scelta per occupare la poltrona di Presidente della Commissione antimafia del Consiglio regionale della Campania (Commissione speciale anticamorra e beni confiscati). La Direzione investigativa antimafia e i carabinieri hanno perquisito oggi la sua casa a Scafati nonché il suo ufficio nella sede della Regione Campania a Napoli, perché risulterebbe indagata per voto di scambio politico elettorale di tipo mafioso. La persona giusta al posto giusto! Se fosse in vigore il ddl Boschi e la Paolini fosse tra i consiglieri regionali chiamati a comporre il nuovo Senato, godrebbe dell’immunità. Queste potrebbero essere le conseguenze paradossali della pseudo riforma costituzionale.

ps. i consiglieri regionali M5S della Campania hanno appena richiesto le dimissioni immediate della Paolino.

Bonavitacola, il vice di De Luca che “fa sognare”

De Luca

Sapete qual è l’unica proposta di legge di cui Fulvio Bonavitacola, vice di Vincenzo De Luca in Regione Campania, è primo firmatario? La “salva De Luca”. Il testo presentato in questa legislatura dal deputato del Partito Democratico, fedelissimo dell’ex sindaco di Salerno, prevede una modifica della Severino, e cioè l’esclusione della condanna per abuso d’ufficio fra le cause di incandidabilità, decadenza o di sospensione dei titolari di cariche elettive. E guarda caso si tratta proprio del reato per cui De Luca è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Salerno e che ha fatto scattare la sua sospensione. Settimane fa De Luca diceva: il nome scelto per la vicepresidenza della Regione Campania “vi farà sognare”. Una cosa è certa: con un presidente e un vicepresidente così, i cittadini campani non dormiranno sonni tranquilli.

Il deputato Pd Bonavitacola vice di De Luca. C’è incompatibilità tra le cariche

De Luca‬ ha nominato la sua giunta. Come vicepresidente della Regione Campania ha scelto il fedelissimo Fulvio Bonavitacola, deputato del Partito Democratico e, per questo, incompatibile con l’incarico nel governo regionale. La Costituzione stabilisce infatti che “Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo”. Bonavitacola deve dunque optare tra le due cariche e chiediamo che lo faccia in tempi rapidi vista la palese situazione di incompatibilità. E allo stesso modo ci auguriamo che tutti i soggetti istituzionali coinvolti (Presidente della Camera e Giunta delle elezioni) svolgano la procedura di accertamento dell’incompatibilità il prima possible.