Vigilanza rai approva delibera su par condicio. Bocciati emendamenti su conduttori-artisti

La Commissione di Vigilanza Rai ha approvato le delibere che regolamentano la par condicio per le elezioni politiche e regionali del prossimo 4 marzo.
Come anticipato nelle scorse settimane, abbiamo evidenziato in sede di discussione della delibera la situazione paradossale che si è creata in Rai per cui ci sono conduttori di programmi di infotainment che per aggirare il tetto agli stipendi hanno firmato contratti di tipo artistico. In Rai lavorano circa 1500 giornalisti, compresi i direttori dei tg, la Presidente e il Direttore generale, che sottostanno al tetto alla retribuzione di 240 mila euro annui. Ma c’è chi, pur essendo giornalista, preferisce assimilare la propria prestazione a quella di un artista per bypassare il limite retributivo e percepire compensi milionari. Per fare un esempio, Bruno Vespa per condurre un programma di infotainment come “Porta a Porta” ha un contratto artistico – e non giornalistico – di 1 milione e 200 mila euro.
Per questo abbiamo presentato vari emendamenti con diverse opzioni per cercare di superare definitivamente questa questione che, ripeto, è paradossale, ed evitare così che durante la campagna elettorale i programmi condotti da “artisti” potessero ospitare soggetti e dibattiti politici.
Nessuno degli emendamenti è stato approvato: un’occasione persa per risolvere quella che è una vera e propria anomalia per il servizio pubblico a cui occorrerà presto porre rimedio.

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