Archivi del mese: aprile 2015

PMI Tour, tappa a Napoli

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Le piccole e medie imprese rappresentano il cuore pulsante dell’economia del Paese. Lavorano e rischiano ogni giorno per tenere a galla l’Italia. Il M5S è dalla loro parte. In Parlamento abbiamo ottenuto risultati importanti per le PMI, a cominciare dalla compensazione delle cartelle Equitalia con i crediti verso la pubblica amministrazione. Ed è stata forte la nostra pressione per istituire il fondo di microcredito in cui noi parlamentari del Movimento versiamo parte dei nostri stipendi e delle diarie. Stiamo girando l’Italia da nord a sud per confrontarci con imprenditori, artigiani, commercianti, cittadini, e rispondere alle loro domande sul funzionamento del fondo e sui temi che interessano le pmi. Oggi il tour fa tappa a Napoli. Vi aspettiamo.

Mettiti comodo, c’è il Parlamentare che ti serve

locandina Vi aspettiamo lunedì 27 aprile a Napoli per la cena di autofinanziamento del M5S per la campagna elettorale in Campania. L’appuntamento è sul lungomare, a via Partenope, a partire dalle 20.00, nelle pizzerie Sorbillo e Rossopomodoro. Arrivate puntuali e mettetevi comodi: a servire ai tavoli saremo noi parlamentari! Il ricavato della serata servirà a sostenere in piena trasparenza le iniziative del M5S per le regionali in Campania. Il Movimento 5 Stelle rifiuta il finanziamento pubblico: per questo ci autofinanziamo con le donazioni di chi crede in questo progetto. Con noi ci saranno la candidata alla presidenza della regione Campania Valeria Ciarambino e i candidati al consiglio regionale. Tutte le info per la serata le trovate qui: http://goo.gl/BJslz1. Non è possibile prenotare, non tardate!

Passaparola!

9 maggio: marcia per il Reddito di Cittadinanza

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Il Movimento 5 Stelle organizza per il 9 maggio 2015 una marcia pubblica per il reddito di cittadinanza, una marcia per ripartire con dignità verso il futuro. Il percorso sarà di 24 chilometri, da Perugia ad Assisi. L’evento sarà preceduto da una manifestazione virtuale di 14 giorni che partirà da Bolzano e toccherà molti luoghi simbolici dell’attuale degrado dell’Italia (guarda l’elenco di seguito). Il blog seguirà con con video e dirette le varie tappe.
In Italia il reddito di cittadinanza non c’è ancora, ma è presente in tutta Europa, ad eccezione di Grecia e Ungheria. E’ un diritto del cittadino e non una regalia. Consente a chi ha perso il lavoro, o non lo ha mai avuto, una vita dignitosa. Nella proposta del M5S il tetto massimo del reddito in mancanza di altri introiti è di 780 euro. Si possono rifiutare fino a tre occupazioni proposte dallo Stato prima di perderne il diritto.

Il percorso della marcia virtuale:
25 aprile 2015 Bolzano – Tunnel del Brennero
26 aprile 2015 Trento – Scandali Vitalizi
27 aprile 2015 Venezia – Mose
28 aprile 2015 Firenze – Alta velocità
29 aprile 2015 Genova – Terzo Valico
30 aprile 2015 Torino – Tav
1 maggio 2015 Milano – Expo
2 maggio 2015 Ancona – Rigassificatore
3 maggio 2015 Terni – Acciaieria
4 maggio 2015 Roma – Mafia Capitale
5 maggio 2015 Napoli – Terra dei fuochi
6 maggio 2015 Taranto – Ilva
7 maggio 2015 Caltanisetta – Muos
8 maggio 2015 La Maddalena – G8


I dettagli nei prossimi giorni. Sarà un evento straordinario. Stay tuned.

Il parlamentare che ti serve!

 

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Segnate in agenda lunedì 27 aprile, ore 20:00: il Movimento 5 Stelle organizza, in due pizzerie del lungomare di Napoli, il primo evento di autofinanziamento in vista delle elezioni regionali in Campania. Sarà l’occasione per trascorrere insieme una bella serata e sostenere la lista del Movimento. Arrivate puntuali e mettetevi comodi: a servire ai tavoli saremo noi parlamentari! Con me ci saranno Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Fabiana Dadone, Manlio Di Stefano, Alessandro Di Battista, Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio, Vito Crimi, Nicola Morra, Carlo Sibilia, Angelo Tofalo, Vega Colonnese, Carla Ruocco, Silvia Giordano, Matteo Mantero – M5S, Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S, Sergio Puglia cittadino portavoce al Senato, Gianluca Castaldi, Salvatore Micillo, Vito Petrocelli, Michele Dell’Orco, Mimmo Pisano, Andrea Cioffi. Potrete conoscere meglio la nostra candidata alla presidenza della regione Campania Valeria Ciarambino, i candidati al consiglio regionale e, ovviamente, il nostro programma. Il Movimento 5 Stelle rifiuta il finanziamento pubblico: per questo ci autofinanziamo con le donazioni di chi crede in questo progetto. Il ricavato della serata servirà a sostenere in piena trasparenza le iniziative del M5S per le regionali.
Ricapitolando: ci vediamo lunedì 27 aprile dalle ore 20:00 a Napoli, sul lungomare, in via Partenope, 1 (pizzeria Sorbillo) e in via Partenope, 11 (pizzeria Rossopomodoro). Vi aspettiamo! 

ps. Non è possibile prenotare, non tardate!

 

Visita alla sede Rai del Veneto

Nei giorni scorsi ho visitato la sede Rai del Veneto, una nuova tappa del mio giro tra i centri regionali del servizio pubblico. Trovo sempre molta passione in chi ci lavora e credo che si possa fare ancora di più per migliorare il collegamento e il dialogo con i territori. L’informazione locale, come quella nazionale, deve essere al servizio dei cittadini e indipendente dalla politica e dai centri di potere. Solo in questo modo è possibile puntare a una maggiore qualità e rispettare il senso stesso di servizio pubblico.

Ddl governativo sulla Rai bloccato al Quirinale

Un-nuovo-ddl-del-governo-potrebbe-prevedere-labolizione-del-canone-Rai-670x280 A distanza di quasi tre settimane dall’annuncio della sua approvazione, il Governo non ha ancora presentato alle Camere nessun disegno di legge di riforma della Rai. Così facendo il Governo paralizza l’attività del Parlamento. Dal 3 aprile circola una bozza del disegno di legge, ma non sappiamo dove si sia arenata. Le ipotesi del ritardo possono essere diverse: il Governo ha fatto circolare la bozza senza aver ancora definito alcuni aspetti della riforma; oppure c’è qualche disaccordo tra i ministri competenti, ipotesi ventilata da alcuni organi di stampa; oppure ancora il testo è stato bloccato dal Quirinale.

L’articolo 87, quarto comma, della Costituzione, infatti, stabilisce che il Presidente della Repubblica deve autorizzare la presentazione alle Camere di qualunque disegno di legge governativo. E in effetti, la bozza che circola dal 3 aprile lascia piuttosto sconcertati. Per diverse ragioni, ci auguriamo che Mattarella non ne autorizzi la presentazione alle Camere e chieda al Governo di revisionare alcuni punti:

1) la procedura di nomina del consiglio di amministrazione viola gli indirizzi del Consiglio d’Europa in materia e, soprattutto, la costante giurisprudenza della Corte costituzionale (da ultimo, la sentenza n. 69 del 2009), secondo cui è indispensabile che gli organi direttivi del servizio pubblico radiotelevisivo non siano “direttamente o indirettamente espressione, esclusiva o preponderante del potere esecutivo”. Il ddl governativo contraddice apertamente questo basilare principio dell’ordinamento. Sia perché prevede un protagonismo del Consiglio dei ministri persino nella stipulazione del contratto di servizio e nella determinazione delle relative linee-guida, sia, soprattutto, perché due consiglieri di amministrazione su sette sono di nomina governativa, così come di estrazione governativa è l’amministratore delegato, dotato di poteri particolarmente penetranti. Ma attenzione, il rischio concreto è che addirittura 6 consiglieri su 7 possano essere espressione del blocco Governo-maggioranza (v. punto successivo).

2) oltre ai consiglieri e all’ad di nomina governativa, il ddl prevede due consiglieri eletti dalla Camera dei deputati e due eletti dal Senato della Repubblica, con il voto limitato. Tale metodo deve essere apertamente contrastato per due ragioni, una di carattere teorico, l’altra di carattere etico-politico. In primo luogo, occorre specificare che il voto limitato, storicamente concepito a tutela delle opposizioni, rischia di essere totalmente inefficace nel contesto politico-parlamentare italiano, caratterizzato da una pluralità di minoranze, difficilmente disponibili al coordinamento. Infatti, stando all’attuale composizione della Camera dei deputati, la maggioranza parlamentare, forte del premio elettorale, sarebbe praticamente sicura di eleggere entrambi i consiglieri di amministrazione suddividendo le proprie preferenze tra due nominativi (185 voti e 185 voti), consapevole del fatto che nessuna altra forza parlamentare sarebbe in grado di superare quella soglia. A prescindere dalla sua “funzionalità”, il metodo del voto limitato non è comunque coerente con il senso di votazioni concernenti organi di garanzia. L’elezione di autorità o istituzioni indipendenti, per definizione, non può rispondere a logiche di spartizione e lottizzazione (1 a te, 1 a me), ma impone esclusivamente la ricerca delle competenze e delle qualità più elevate. È per tale ragione, ad esempio, che nella proposta di legge A.C. 2922 del Movimento 5 Stelle si prevede che ciascuna Camera elegga due componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con la maggioranza più elevata possibile (quella dei due terzi), anziché con il vigente voto limitato. Tali problematiche devono essere opportunamente prese in considerazione per le loro immediate ricadute sul sistema delle garanzie costituzionali, anche alla luce dell’iter di riforma della legge elettorale. 

3) alcune disposizioni appaiono incomplete, redatte con un linguaggio sciatto, e non mancano ripetizioni o possibili incongruenze normative. Solo due esempi: a) dal tenore letterale dell’articolo 2 si evince che l’amministratore delegato è nominato all’esterno del consiglio di amministrazione e si aggiunge ai sette consiglieri. Non viene tuttavia specificato se egli faccia parte del consiglio di amministrazione, come sarebbe lecito immaginare trattandosi di una società per azioni. In questo caso però ci troveremmo di fronte ad un consiglio di amministrazione di numero pari, e allora occorrerebbe specificare le modalità di assunzione delle deliberazioni, a meno che non si concepisca il cda come organo di mera ratifica delle decisioni dell’ad; b) non si comprende perché l’articolo 3 del ddl si preoccupi di ripetere quanto già specificato dal decreto legislativo n. 163 del 2006, ovverosia che alcune tipologie di contratti conclusi dalla Rai, quelli aventi ad oggetto lo svolgimento dell’attività radiotelevisiva, oppure quelli al di sotto della soglia comunitaria, sono escluse dall’ambito di applicazione dello stesso decreto;

4) gli articoli 4 e 5 del ddl prevedono due deleghe al Governo, una per la revisione del canone di abbonamento, l’altra, indicata in rubrica come di mero riassetto, ma in realtà di riforma del Testo unico dei servizi di media audiovisivi. Un aspetto gravissimo delle deleghe in esame è costituito dalla debolezza, per non dire inesistenza, dei principi e criteri direttivi. I quali appaiono indefiniti, oppure individuati per relationem alla legge di delega n. 112 del 2004, oppure ancora confusi con la “materia” e l’”oggetto” della delega stessa. In entrambi i casi si tratta di deleghe incompatibili con il modello delineato dall’articolo 76 della Costituzione.

Un testo del genere non può ricevere la cosiddetta “bollinatura” del Quirinale. È infatti l’ennesimo esempio di come, per la smania di correre, il Governo della finta velocità partorisca testi di pessima qualità, per giunta paralizzando l’attività del Parlamento.

Vi invitiamo al convegno “Corruzione, il nuovo volto della mafia”

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Gli scandali quotidiani fanno emergere sempre di più un sistema collaudato di reciprocità tra politici, imprenditori e criminalità organizzata. L’obiettivo di questo evento organizzato dal Movimento 5 Stelle è capire se le “armi legislative” che abbiamo per difenderci sono efficaci e dove è possibile migliorare, considerato anche che a breve inizierà la discussione del disegno di legge anticorruzione a Montecitorio.
Vi aspettiamo lunedì prossimo, il 20 Aprile, alla Camera dei Deputati alle ore 16:00. L’iscrizione al convegno è OBBLIGATORIA, fino ad esaurimento posti, a questo link: http://goo.gl/vaWqGD
Interverranno: Antonino Di Matteo, Marco Lillo, Giuseppe Lombardo,Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Vittorio Ferraresi, Luigi Gaetti, Giulia Sarti e Maria Edera Spadoni.
L’evento sarà trasmesso anche in streaming!

Di Battista: “Vi vantate in tv di aver istituito la giornata della memoria ma mangiate con le cooperative per gli immigrati”

“Vi vantate in televisione di aver istituito la giornata nazionale per le vittime dell’ immigrazione ma mangiate con le cooperative per gli immigrati. Siete tutti responsabili di questa oscena propaganda e oscena ipocrisia. E vi scaldate perché non siete abituati a cittadini liberi che vi dicono le cose in faccia”.

Un grandissimo Alessandro Di Battista ieri in Aula!