Archivi del mese: aprile 2015

Interrogazione al Ministro dell’Interno su certificazione antimafia

Ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno per avere delucidazioni sull’acquisizione della certificazione antimafia per la E.P., società operante nel settore della fornitura di pasti alle pubbliche amministrazioni. Negli ultimi anni le attività della ditta sono state oggetto di atti parlamentari, inchieste giornalistiche e indagini che si sono concentrate su presunti collegamenti con la criminalità organizzata. L’azienda è aggiudicataria di un consistente numero di appalti pubblici in tutta Italia, dai consigli regionali alla polizia di Stato. Le inchieste hanno fatto emergere una “gestione spregiudicata del servizio mensa” in un ospedale pugliese, la concessione di appalti senza evidenza pubblica, l’impiego di esponenti di famiglie della criminalità barese. La situazione in cui versa la E.P. sembrerebbe inoltre analoga a quella di un’altra azienda, la Hotel Guiren srl, interdetta ai fini antimafia per legami indiretti con le organizzazioni criminali mediante rapporti di parentela, e gestita da un componente della stessa famiglia che amministra la E.P. Al Ministro chiedo dunque di fare immediata chiarezza su quanto succede, anche alla luce delle indagini aperte. Il primo impegno del ministero dell’Interno deve essere la lotta alla mafia, ma, si sa, Alfano latita.

Un Parlamento fuori dal mondo

Un Parlamento fuori dal mondo il nostro. Lontano anni luce dalla realtà, dal momento storico che l’Italia sta vivendo, dalle persone e dai problemi che affrontano ogni giorno. Cittadini, lavoratori, disoccupati, studenti, immigrati: i partiti non ascoltano le loro voci. Un parlamento fuori dal mondo non cerca soluzioni. Firma atti di ipocrisia, come ha fatto oggi la Camera con l’approvazione di una legge per l’istituzione della giornata della memoria per le vittime dell’immigrazione. Questa è la priorità dei partiti: pulirsi la coscienza con provvedimenti propagandistici e inutili mentre le cooperative si arricchiscono sulla pelle degli immigrati. In Aula, a ricordare le priorità per il Paese e per i cittadini, c’era il Movimento 5 Stelle. Ascoltate il bellissimo intervento del mio amico Riccardo Nuti

Una questione democratica non più rinviabile.

open-tg_marzo-2015

Su ‪OPEN TG sono disponibili i risultati del monitoraggio aggiornati al mese di marzo (consultabili qui: http://www.opentg.it/controlla-i-tg/).
La musica non cambia: Mediaset continua a violare senza soluzione di continuità i più basilari principi del pluralismo politico. I tg della principale emittente privata sono dominati, nell’ordine, da Forza Italia, Partito democratico e Lega Nord, mentre la principale forza di opposizione del Paese è di fatto cancellata dall’informazione.


Rispetto al mese precedente, si sono accentuate le disparità di trattamento anche nei notiziari Rai, dove il Partito democratico è sempre più presente. In tutte le edizioni del Tg1, ad esempio, il Pd sale di 12 punti, ma la presenza di tutte le altre forze politiche è stabile o addirittura ridotta. In generale, nei tg della concessionaria è cresciuto anche il peso del Governo, con ricadute negative sul pluralismo.


Il tg di La7 conferma una forte variabilità dei dati. Tra febbraio e marzo, infatti, vi è stato un riequilibrio tra i principali soggetti politici ed è particolarmente significativa la quota di tempo dedicata alle minoranze e altri soggetti.


Non muta, invece, il copione di Sky Tg 24, dove il Partito democratico e il Presidente del Consiglio la fanno da padroni. Basti osservare che la somma dei tempi goduti dalle due principali forze di opposizione non arriva neppure a sfiorare il tempo dedicato al Pd, nonostante si tratti di tre soggetti politici che dovrebbero essere considerati in modo analogo.


In generale, ci troviamo di fronte ad una situazione di vera e propria sospensione del pluralismo nell’informazione, quindi della stessa democrazia. È da settembre che denunciamo queste gravissime distorsioni, ma l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non è intervenuta, non si è attivata né ha fornito riscontri ai nostri ripetuti esposti, trincerandosi dietro una sentenza del Consiglio di Stato (che però è del 10 dicembre 2014) secondo cui la par condicio va valutata sotto il profilo qualitativo anziché quantitativo. Così facendo l’Agcom abdica però al proprio dovere di riequilibrio. L’Autorità dovrebbe lavorare per garantire il rispetto del pluralismo, ma resta inerte di fronte a squilibri gravissimi, da sanzionare, che nulla hanno a che vedere con il problema toccato dalla sentenza. È una questione democratica non più rinviabile.

NAPOLI / Incontro pubblico sulla chiusura dei poliambulatori specialistici Distretto Vomero – Arenella

Questo pomeriggio sarò a Napoli per partecipare a un incontro pubblico organizzato dal M5S e dal nostro consigliere di Municipalità Mariano Peluso, per discutere di sanità regionale e del trasferimento dei poliambulatori specialistici del distretto Asl Vomero – Arenella. Invitiamo i cittadini e gli operatori sanitari a partecipare al confronto. L’appuntamento è alle 16.30 presso la sala consiliare della V Municipalità (via Morghen 84).

Il Movimento 5 stelle intende richiedere alla Regione Campania di valutare in primis la possibilità di opportune turnazioni che sfruttino a pieno la disponibilità dei locali esistenti. Solo a valle di tale analisi, laddove riscontrata una effettiva impossibilità di attuare tale proposta, il Movimento richiede che venga individuata, prima dello sgombero dei locali ambulatoriali, una idonea sede nello stretto circondario.

 

Un governo chiacchiere e conferenze stampa

renzieokChiacchiere e conferenze stampa. Non esiste espressione più appropriata per descrivere l’operato del governo Renzi. Annunci, annunci e ancora annunci. Non lo diciamo noi, sono i fatti. Lo schema che si ripete è sempre lo stesso: Renzi dice di voler fare qualcosa; allora prontamente twitta e fa dichiarazioni alla stampa; poi il Consiglio dei ministri approva quel qualcosa, che non corrisponde quasi mai a un testo. Sono slide e linee guida le nuove fonti normative ideate dal premier da dare in pasto agli organi di stampa. Devono infatti trascorrere giorni, settimane, a volte mesi, prima che un disegno di legge sia trasmesso alle Camere o che un decreto sia pubblicato nella Gazzetta ufficiale.

Emblematici tre casi di disegni di legge.

Primo. Il ddl sulla scuola sbandierato ai quattro venti durante l’inverno scorso a più riprese. Il 3 marzo il Cdm si riunisce. Approva il disegno? Neanche per idea: solo linee guida. Si riprova il 12 marzo: il testo viene licenziato ma devono trascorrere altre due settimane perché sia pronto per approdare in Parlamento.
Secondo. Il 20 febbraio il governo ha annunciato di avere pronto il ddl sulla concorrenza. Ci sono voluti oltre 40 giorni, precisamente il 3 aprile, perché il testo fosse presentato finalmente alle Camere.
Terzo. Rai: le dichiarazioni di Renzi sulla necessità di una riforma hanno una cadenza praticamente mensile. Nei mesi scorsi si sono accavallate innumerevoli indiscrezioni sulla stampa che ha riportato svariati progetti di riorganizzazione della governance. L’appuntamento per l’ufficializzazione sembra essere il 12 marzo. La riforma è inserita all’ordine del giorno, ma non viene discussa. Il governo fa sapere di aver approvato il ddl nel consiglio del 27 marzo, poi nei giorni successivi pubblica sul proprio sito una bozza, eppure ad oggi nessun testo risulta essere stato presentato al Senato.
Capitolo decreti legge. Vi riporto qui l’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulla legislazione della Camera dei Deputati. Dalle tabelle pubblicate si evince che con Renzi i tempi tra l’approvazione in Consiglio dei ministri dei provvedimenti di necessità ed urgenza e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale si sono significativamente dilatati rispetto ai precedenti governi. All’epoca dell’esecutivo targato Prodi l’intervallo era in media di 3,8 giorni; con Berlusconi 6,2; Monti ha ridotto a 4,7, mentre con Letta si è arrivati a 5,3. Renzi supera tutti con un ritardo, in media, di 9 giorni.
Anche qui tre esempi. Il decreto 74/2014 in materia di opere pubbliche è stato pubblicato il 12 maggio ma era stato annunciato dal cdm ben due volte: la prima il 31 marzo, la seconda il 30 aprile. Stessa data, il 12 maggio, anche per le misure post terremoto e alluvioni in Emilia Romagna. In questo caso si registra circa un mese di ritardo dato che il provvedimento era stato deliberato il 18 aprile. Due le settimane che hanno invece separato l’approvazione dei decreti su processo civile e sblocca Italia dalla loro pubblicazione. Dov’è allora la straordinaria necessità e urgenza che la Costituzione richiede per poter esautorare il Parlamento?

Leggi e decreti sostituiti da slide e tweet: un governo tutto chiacchiere e conferenze stampa.

I candidati presidenti di regione del Movimento 5 Stelle

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Loro sono i sette candidati presidenti di regione per il Movimento 5 Stelle. Aiutateci a farli conoscere. Solo facendo entrare nei consigli regionali cittadini onesti, senza lobby e sistemi di potere alle spalle, potremo cambiare le cose nei nostri territori e così in Italia, e chiudere finalmente con un passato fatto di cattiva amministrazione e malaffare. Diamoci un’opportunità di vero cambiamento. Coraggio, l’onestà tornerà di moda!

Veneto >> Jacopo Berti
Campania >> Valeria Ciarambino
Toscana >> Giacomo Giannarelli
Puglia >> Antonella Laricchia
Umbria >> Andrea Liberati
Marche >> Giovanni – Gianni Maggi
Liguria >> Alice Salvatore M5S

10/12 aprile 2015: tour in Veneto

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Questo weekend sarò in Veneto. Ecco tutte le tappe e gli incontri previsti nel tour:

Venerdì 10/04

12.00 – VENEZIA – visita sede Rai.

18.30 – CASTELFRANCO VENETO – insieme a Michele Giarrusso e Gianni Girotto incontreremo le associazioni di categoria. Alle 21.00 incontro con i cittadini e presentazione della lista per le comunali. Discuteremo anche di reddito di cittadinanza, microcredito, anticorruzione e Rai.

Sabato 11/04

09.00 – FELTRE – incontro con i cittadini al caffè “Civico 43”.

10.30 – BELLUNO – con Federico D’Incà parteciperemo alla raccolta firme in piazza Martiri. Alle 12.15 conferenza stampa con candidati al consiglio regionale.

18.00 – ROVIGO – conferenza stampa con Jacopo Berti, candidato per il M5S alla presidenza della regione Veneto (Caffè Borsa).

21.00 – BADIA POLESINE – incontro pubblico con Giulia Sarti e Jacopo Berti. Parleremo di grandi opere e corruzione.

Domenica 12/04

09.30 – PORTOGRUARO – presentazione delle liste M5S per le elezioni comunali di Portogruaro e Torre di Mosto

15.00 – SPINEA – con Emanuele Cozzolino, i consiglieri comunali e i candidati alle regionali parteciperemo al Firma Day

16.30 – DOLO – Firma Day

18.30 – VENEZIA – incontro pubblico a Mestre insieme al candidato sindaco Davide Scano e a Stefano De Marchi, candidato sindaco comune di Cavallino.

VIGILANZA RAI / Esame delibere par condicio per elezioni regionali e comunali 2015

rapporto-di-affari-in-tv-con-il-giornalista-maschio_318-39618 Oggi in Commissione vigilanza Rai proseguiremo l’esame delle delibere  in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le prossime elezioni regionali in Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto, e per le comunali. La seduta inizierà alle 14.45.

Casaleggio presenta ROUSSEAU, il nuovo sistema operativo del M5S / Fatto Quotidiano 9/04/2015

rousseau In questa intervista al Fatto Quotidiano Gianroberto Casaleggio spiega come funzionerà Rousseau, il nuovo sistema operativo del Movimento 5 Stelle che sarà lanciato nelle prossime settimane. Servirà agli iscritti e ai parlamentari e consiglieri M5S per votare, condividere informazioni, promuovere iniziative attraverso la rete. Benvenuti nel futuro!