Archivi del mese: luglio 2015

Per una RAI al servizio dei cittadini

Roberto Fico

In Aula al Senato entra nel vivo la discussione della riforma della Rai. È una legge che non ci piace affatto e che proveremo a cambiare in tutti i modi.
In nessun altro Paese in Europa l’amministratore delegato della televisione pubblica è nominato dal governo. Una scelta per la Rai, quella fatta dal primo ministro e dal Pd, che minerebbe il principio di indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo (e di conseguenza le basi della democrazia) spingendo l’Italia nel novero dei Paesi con le peggiori normative in materia. Proprio a tale riguardo Ingrid Deltenre, la direttrice dell’Ebu (l’associazione europea degli operatori radiotelevisivi pubblici), ha dichiarato che “con questa riforma l’Italia sarebbe di fatto l’unico grande Paese europeo in cui il capo azienda è nominato direttamente dal governo”. È dunque una scelta che va assolutamente ostacolata.

La Rai deve essere liberata dai partiti e la proposta dell’esecutivo e della maggioranza non centra in alcun modo l’obiettivo. È tempo che in Rai si apra una nuova stagione che veda come unici e soli protagonisti i cittadini, e non le forze politiche, le correnti dei partiti, il governo. A marzo presentammo un progetto di legge che rivedeva i meccanismi di nomina dei vertici di Viale Mazzini stabilendo una procedura pubblica e trasparente di selezione nonché precisi criteri di onorabilità, competenza e indipendenza per la scelta dei consiglieri di amministrazione. Gli emendamenti che presentiamo oggi ripropongono la quasi totalità di quei punti con lo scopo di rendere più innovativa ed efficiente la televisione pubblica. Una Rai, finalmente, al servizio dei cittadini. E non di partiti e governo.

Le proposte del M5S
– La “incandidabilità” a consigliere di amministrazione Rai di soggetti che abbiano rivestito cariche elettive (parlamentari, consiglieri regionali, ecc.) o di governo o che abbiano avuto incarichi nei partiti nei 5 anni precedenti la nomina.
– Precise incompatibilità: i consiglieri Rai non potranno ricoprire nessun altro ufficio pubblico e privato, né potranno aver alcun interesse nelle imprese nei settori delle comunicazioni, dell’audiovisivo, della pubblicità e in tutti gli ambiti relativi alla fornitura e alla somministrazione di beni e servizi alla Rai. Stop, dunque, ai conflitti di interesse.
Competenze specifiche e distinte: i consiglieri dovranno aver maturato una significativa esperienza manageriale nei settori dell’audiovisivo e delle comunicazioni elettroniche. Anche per questo vogliamo un cda ripartito in aree diverse, individuate con riferimento alle sfide che la Rai è chiamata ad affrontare nel prossimo futuro.
– L’introduzione di un Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale: chiediamo che l’Ad faccia trasparenza totale su incarichi e compensi in Rai e che i cittadini vengano messi nella condizione di conoscere curricula e retribuzioni e di essere informati sull’attività del cda e sui criteri e le modalità di assegnazione di tutti gli appalti. Pretendiamo, in una parola, trasparenza.
L’amministratore delegato deve essere nominato dallo stesso cda (e non dal governo) e i consiglieri devono essere scelti attraverso una procedura pubblica, aperta e trasparente, basata su merito e indipendenza.

Il futuro della RAI
Questo autunno in Italia sbarca Netflix, la più grande piattaforma di streaming on demand. Lo scenario in cui la Rai si muoverà nei prossimi mesi è in costante evoluzione. Ma con un cda ormai scaduto e una riforma della governance che ha appena cominciato il suo iter in Aula, come affronterà le sfide che si andranno a delineare? Il servizio pubblico versa nel buio più assoluto a causa di un esecutivo e di una maggioranza che non sono stati in grado di elaborare in tempo una buona legge. Se avessero seguito il M5S, oggi avremmo il nuovo consiglio di amministrazione operativo e pronto a mettersi al lavoro.

Se governo e maggioranza hanno davvero intenzione di rendere la Rai indipendente dal potere politico, se davvero vogliono renderla un’azienda efficiente, trasparente, se desiderano restituirle quella posizione di eccellenza nel panorama televisivo europeo, ritrovando così la fiducia dei cittadini, allora accettino le nostre proposte.

Possiamo scrivere una nuova pagina per la Rai. Possiamo farlo ora.

 

Il M5S escluso dagli uffici di presidenza

Oggi alla Camera si è votato per il rinnovo degli uffici di presidenza delle 14 commissioni parlamentari. Il M5S aveva 8 vicepresidenti e 11 segretari fino a ieri. Indovinate cosa è successo oggi: il Movimento è stato escluso da quasi tutti gli uffici di presidenza. I partiti hanno messo in scena il solito siparietto: fanno finta di litigare, poi non perdono occasione per accordarsi sottobanco in modo da potersi spartire le poltrone. Come, appunto, hanno fatto in questa giornata riproponendo larghissime intese: Pd, Forza Italia, Lega e Sel.
I nostri vicepresidenti e i nostri segretari hanno fatto risparmiare in due anni e mezzo centinaia di migliaia di euro rinunciando alle loro indennità. Quei soldi ora sono dentro il Fondo per le Microimprese. Secondo voi i partiti faranno lo stesso? Ecco, chi ci perde sono sempre i cittadini.

Festa del Meetup Napoli!

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Tra pochi giorni ci ritroveremo al Parco Corto Maltese di Scampia per festeggiare insieme i dieci anni del Meetup Amici di Beppe Grillo di Napoli! L’organizzazione della festa è in corso e c’è bisogno del contributo di tutti. Daremo vita a diverse agorà per discutere di temi a noi cari, raccogliendo anche le testimonianze di associazioni e comitati che operano sul territorio. Spazio, poi, a musica e teatro. Sarà allestita anche una piccola mostra fotografica. L’evento ci permetterà di incontrarci, di confrontarci su tanti argomenti, di ripensare con un po’ di emozione al passato, e con la stessa emozione, brindare al futuro. Ci vediamo sabato 25 luglio a Napoli (Parco Corto Maltese – via Hugo Pratt / via Andrea Pazienza).
Buon Decennale a Tutti!

ps. la festa è autofinanziata! Chi volesse dare un contributo, può farlo con queste modalità. Tutte le spese, con i relativi versamenti, verranno rendicontate e pubblicate sul Meetup.
– Ricarica PostePay:
Numero Carta : 5333171013255035
Titolare: Paolo Gargiulo

Da Uffici Postali:
– Con versamento in contanti
– Con un’altra carta Postepay
– Con una carta Postamat Maestro o con un’altra carta Bancoposta abilitata

Da Sportelli automatici (ATM) Postamat
– Con un’altra carta Postepay
– Con un’altra carta BancoPosta
– Con carta di pagamento aderente al circuito internazionale Visa, Visa Electron, Vpay, MasterCard e Maestro
Ricevitorie Sisal

La ricarica può essere effettuata in contanti presentando il numero della carta da ricaricare ed il codice fiscale del titolare (GRGPLA67R13F839W)

- Bonifico
IT79Y0760105138294055994059 – Intestato a Paolo Gargiulo

Lettera ai Meetup

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Sono passati 10 anni dall’apertura dei primi meetup Amici di Beppe Grillo. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che dal 2005, con un semplice click, si sarebbe dato il via a questa incredibile avventura.

Siamo in una grande rivoluzione culturale, sociale e tecnologica e come sempre, quando si è nel cambiamento, non si può percepirne la vera portata. Le evoluzioni che abbiamo vissuto in questi anni sono state possibili solo rimanendo saldi ai principi consolidati nei nostri luoghi di partecipazione. È importante riaffermare chi siamo.

I meetup Amici di Beppe Grillo sono laboratori di condivisione di idee e di valori coerenti con i contenuti del blog di Beppe Grillo. Lo scopo dei meetup è creare cultura della partecipazione alla vita pubblica. Nascono spontaneamente tra persone che hanno voglia di riprendere un ruolo attivo nella propria comunità, e si incontrano per immaginare e realizzare insieme una migliore qualità della vita individuale e collettiva.

Si organizzano secondo le esigenze dei partecipanti e assumono la forma più funzionale alle abitudini del territorio e di chi vi partecipa. Due sono in ogni caso gli elementi comuni qualificanti: contenuti e partecipazione. Nei meetup ci si occupa di temi, di bisogni e beni comuni che interessano il proprio territorio.

La condivisione è la nostra risorsa. Tutti gli iscritti ai meetup hanno diritto a partecipare, a condizione che il contributo venga offerto con totale disinteresse e umiltà, e che possa essere accolto senza pregiudizi, integrando la ricchezza di cui ognuno è portatore con il proprio carattere, linguaggio, storia e preparazione.

L’esercizio della partecipazione può essere molto complesso, specie quando si è in tanti. Ma questa è la nostra sfida: essere una comunità che si ascolta e crea le soluzioni più giuste per il benessere di tutti, in autonomia, senza delegare, senza più bisogno di un leader da seguire.

Trovare un accordo sui modi del confronto e dell’azione è nella responsabilità individuale di ogni partecipante. Un meetup cresce forte e robusto se si occupa di temi e attività. Al contrario appassisce quando inizia a preoccuparsi eccessivamente dei suoi problemi interni. Se l’esercizio di condivisione non è ancora maturo, si può anche procedere in laboratori differenti in una convivenza rispettosa, convergendo quando i temi e le iniziative siano comuni. L’uso del nome “Beppe Grillo” sarà inibito qualora gli scopi del meetup fossero evidentemente contrari alle finalità descritte dal suo blog.

I meetup da soli non sono il MoVimento 5 Stelle (leggi la nota in fondo al post)
Meetup e MoVimento 5 Stelle possono essere due aspetti dello stesso progetto di democrazia diretta che può realizzarsi solo attraverso una vera rivoluzione culturale.
La partecipazione al meetup non dà diritto all’uso del simbolo MoVimento 5 Stelle in alcun modo, che può essere usato solo dai portavoce e dalle liste certificate limitatamente alla durata della campagna elettorale.

I meetup e il MoVimento 5 Stelle si riconoscono negli stessi valori e tendono alla realizzazione della stessa idea di società. Essere capaci di lavorare insieme sui temi, dedicare un po’ del proprio tempo e delle proprie competenze a un progetto comune rende la società un posto migliore in cui vivere.
In alto i cuori!

Roberto Fico e Alessandro Di Battista

NOTA – I Meetup da soli non sono il Movimento 5 Stelle

1) I meetup non possono usare il logo del Movimento Stelle, neanche modificandolo.
2) I portavoce eletti non possono essere organizer o assistant organizer del meetup.
3) Gli organizer e gli assistant hanno un ruolo operativo e di facilitatori nei rapporti e nell’organizzazione interna, non hanno funzione di rappresentanza verso l’esterno.
4) La comunicazione del Movimento 5 Stelle è curata dagli staff appositamente creati a supporto del lavoro dei portavoce dentro le istituzioni, o direttamente dai portavoce che non hanno la possibilità di avere uno staff di comunicazione. Qualsiasi dichiarazione agli organi di stampa degli iscritti al meetup viene effettuata esclusivamente a titolo personale o di un gruppo di cittadini impegnato su un tema, senza la spendita del nome di Beppe Grillo o del Movimento 5 Stelle.
5) I meetup hanno ambito territoriale ristretto. Per la loro stessa natura orientata ai temi locali, non hanno motivo di esistere meetup regionali o nazionali.

Rai, intervista La Stampa / 17 luglio 2014

Nessun ex parlamentare, ex ministro o esponente di partito. Tutti incensurati e con un curriculum e un’esperienza professionale alle spalle di grande valore e in settori specifici. Vi piacerebbe un cda della Rai composto in questo modo? Stiamo facendo di tutto perché si realizzi. Tenteremo la strada del dialogo fino alla fine, nell’interesse della collettività, per cambiare la riforma della Rai firmata da Renzi e Gasparri che non ci piace affatto. E se non approveranno i nostri emendamenti, daremo battaglia. Li faremo restare in Aula fino a settembre, senza andare in vacanza. La mia intervista per la Stampa:

la-stampa_17-07-2015

U.E. condanna, di nuovo, l’Italia per l’emergenza rifiuti in Campania

L’Unione europea condanna di nuovo l’Italia per l’emergenza rifiuti in Campania. «A causa dell’inesatta applicazione della direttiva rifiuti in Campania – ha deciso la Corte di giustizia dell’Ue- l’Italia è condannata a pagare una somma forfettaria di 20 milioni di euro, più una penalità di 120.000 euro per ciascun giorno di ritardo». E aggiunge: «gli Stati membri hanno il compito di assicurare lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, nonché di limitare la loro produzione, in particolare promuovendo tecnologie pulite e prodotti riciclabili e riutilizzabili». Esattamente, cioè, il contrario di quanto fatto finora dalla regione e dal governo. La cosiddetta “emergenza rifiuti” si risolve con la riduzione dei materiali di scarto della produzione, il recupero della materia, puntando su impianti di compostaggio, e non sull’incenerimento. Anni di cattiva amministrazione, di sinistra e di destra, hanno prodotto il disastro che è davanti agli occhi di tutti. E oltre ai danni per l’ambiente e la salute, si aggiunge questa ulteriore beffa. I cittadini campani hanno già subito tanto in questi anni, non siano loro a pagare per l’incapacità e le inadempienze di chi ha governato la regione in questi anni.