Archivi del mese: settembre 2015

Che tipo di Rai vogliamo?

Che tipo di Rai vogliamo?

Ricevo ogni giorno tantissimi messaggi di persone che si chiedono perché pagare il canone per finanziare una televisione che tutto sembra fare tranne assicurare un vero servizio pubblico al Paese. Paghi per avere un’informazione pluralista, una programmazione di qualità, approfondimenti rigorosi sui principali fatti di cronaca, ma in cambio ricevi tutt’altro e magari anche l’ospitata degli esponenti della famiglia Casamonica a Porta a Porta.

Quella puntata, come altri programmi, ha tradito il senso del servizio pubblico e, per l’ennesima volta, la fiducia dei cittadini che dalla Rai si aspettano ben altro. A chi serve una tv pubblica che insegue l’audience e le logiche delle reti commerciali, che punta al folclore invece di informare?

Il cambio di prospettiva e della stessa visione editoriale in Rai deve essere radicale e non è più procrastinabile. Resto fermamente convinto della necessità del servizio pubblico per la salute di una democrazia. Non è un caso che in Europa tutti i Paesi abbiano sistemi radiotelevisivi di Stato.
Ma dobbiamo intenderci sul significato e la missione del servizio pubblico. Altrimenti la sua esistenza non ha più senso.

Ecco cosa ho detto ieri a Giancarlo Leone, direttore di Rai Uno, durante l’audizione per discutere del caso Vespa/Casamonica.

Vigilanza Rai / Audizione di Ingrid Deltenre, direttore generale EBU

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Oggi in Commissione di vigilanza Rai continua il confronto sulla funzione del servizio pubblico. Ascolteremo al riguardo Ingrid Deltenre, direttrice generale dell’Ebu (European Broadcasting Union), l’organismo che raggruppa le maggiori emittenti pubbliche europee.

Dalle ore 14.00 la diretta streaming sul portale della Camera dei Deputati o qui di seguito:

Le priorità dei partiti

Chi è stato più fortunato ad agosto è andato in vacanza o è riuscito a staccare riposandosi un po’. Moltissimi altri hanno continuato ad ammazzarsi di lavoro o a logorarsi perché un lavoro non ce l’hanno e in giro non trovano proprio nulla. Altri ancora non avevano diritto alle ferie perché l’unico lavoro che hanno è in nero o con qualche assurdo contratto a sfruttamento costante. Altri, ancora, pur non guadagnando un solo euro, hanno dovuto continuare a pagare i costi della partita Iva. Tanta angoscia e preoccupazione nel caldo rovente di agosto.

A settembre tutto ricomincia. Quasi la suggestione di un nuovo inizio per alcuni. E si ha la sensazione di poter mettere ordine nella propria vita.

Ecco, in parlamento questo stato psicologico settembrino è recepito in pieno. Ma, dopo essere tornati dalle ferie, in questi palazzi cercano di sistemare esclusivamente gli affari personali e non quelli del Paese tradendo così, di fatto, il mandato elettorale, calpestando il senso della Costituzione e ampliando il solco già scavato tra cittadini e Istituzioni. Ecco cosa sta per approvare urgentemente il parlamento dopo la pausa estiva.

1) Finanziamento pubblico ai partiti, ovvero: prendo milioni di euro dalle tasche degli italiani e li verso sul conto dei partiti;

2) Riforma del Senato, ovvero: consegniamo il Senato ai consiglieri regionali che sono i peggiori politici d’Italia e in questo modo abbiamo meno ostacoli nel controllare il Paese e fare ciò che ci pare;

3) La legge sulle intercettazioni, ovvero: anche se sono un ministro o un rappresentante delle Istituzioni, voglio continuare a gestire i miei affari sottraendomi a qualsiasi tipo di controllo. Casi come quello Incalza-Lupi o Ligresti-Cancellieri devono diventare solo un lontano ricordo.

Fortunatamente, a settembre, anche il Movimento cinque stelle riscalda i motori e riparte interpretando il mandato ricevuto nell’esclusivo interesse dei cittadini. E tra non molto li travolgeremo definitivamente!

L’Italia che voglio è un’Italia a 5 Stelle

Nell’Italia di oggi imperversa la criminalità organizzata e puntualmente le Istituzioni dicono una cosa e ne fanno un’altra. Nell’Italia che voglio c’è uno Stato che combatte senza tregua la mafia.
Costruiamo insieme un’Italia a 5 stelle. Incontriamoci a Imola!


 


 

Tutti a Imola il 17 e 18 ottobre! Partecipa: http://www.facebook.com/events/849657535129724/

Sostieni Italia 5 Stelle 2015 con una donazione: http://www.beppegrillo.it/movimento/donazioni_italia5stelle2015/

Lavori per pagare i loro rimborsi elettorali

La mattina ti svegli e se sei fortunato vai a lavorare. Magari prendi un caffé ed inizi la tua giornata che non durerà meno di otto ore. Cerchi di dare il meglio di te e così per tutta la settimana e così per tutto il mese e così per tutto l’anno. Ogni santo giorno. E delle volte ti chiedi il senso di tutto questo. A fine mese arriva la busta paga e leggi il tuo netto che non è mai molto e ti rendi conto che potrebbe essere di più se non fosse stato eroso da un mare di tasse. Però pensi che se le tasse ritornassero sotto forma di servizi, il gioco potrebbe valere la candela. Ed ecco allora che in quel momento volgi il tuo sguardo al Senato della Repubblica, in commissione Affari Costituzionali, e guardi coloro che lavorano per te, nel tuo interesse, nell’interesse della nazione, e scopri che con una fretta inaudita stanno per votare una legge che elimina di fatto il controllo sui bilanci dei partiti politici in modo da poter accedere senza alcun problema a 42 milioni di euro dei cosiddetti rimborsi elettorali. Per te migliaia di documenti per chiedere un mutuo, per avere un finanziamento, per fare qualsiasi cosa, per loro no. E allora hai due strade: andare via o alzarti e combattere. Noi abbiamo scelto di combattere

Vigilanza Rai, audizione del direttore di Rai 1 Leone sul caso Porta a Porta/Casamonica

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In attesa che la Rai risponda alla mia interrogazione in merito al caso Casamonica/Porta a Porta, domani in commissione di Vigilanza ascolteremo sulla vicenda il direttore di Rai Uno, Giancarlo Leone. In molti mi avete scritto per esprimere disappunto sulla puntata di Porta a Porta che ha visto come protagonisti due esponenti della famiglia Casamonica. Con l’audizione di domani iniziamo a fare chiarezza. Come sempre i lavori saranno trasmessi in diretta streaming che potrete seguire sulla web tv della Camera dei Deputati.

Ma questa settimana riprende anche la nostra indagine conoscitiva in Vigilanza sul ruolo del servizio pubblico, un confronto che si rende ancora più necessario con la riforma della governance Rai in corso di esame in Parlamento e anche alla luce del rinnovo del cda. Sulla missione del servizio pubblico ascolteremo quindi mercoledì Ingrid Deltenre, direttrice generale dell’Ebu, l’organismo che raggruppa le maggiori emittenti pubbliche europee.

Ci sono sfide decisive all’orizzonte per il settore radiotelevisivo e nuovi soggetti sono in procinto di debuttare sul mercato italiano. La Rai è pronta?

I MEETUP A IMOLA

meetup a imola

Cari organizer,

come sapete i prossimi 17 e 18 ottobre ci vedremo tutti a Imola per Italia a 5 stelle. Ci sarà un grande gazebo dedicato ai meetup di Italia.

I meetup sono il cuore pulsante di questa incredibile rivoluzione che stiamo portando avanti. Il laboratorio delle nostre idee, dove tutti abbiamo ritrovato la speranza, la forza, la voglia di far vivere il sogno della comunità che insieme vogliamo realizzare. Nei meetup incontriamo ogni giorno la possibilità di riappropriarci dei nostri territori, della nostra ricchezza, del nostro futuro. Insieme, confrontandoci e facendo rete. Sarà una grande festa e una incredibile occasione per raccontarci e scambiarci esperienze.

Dedicheremo parte del nostro tempo al racconto di quanto abbiamo realizzato nei nostri territori. Il resto del tempo lo dedicheremo al confronto e al dialogo. Affinché il percorso di ciascun gruppo possa essere condiviso e arricchirsi nello scambio, diventando patrimonio di tutti.

Vi chiediamo di inviare, se volete, la descrizione sintetica (circa 3000 battute) di un progetto che avete realizzato e vi piacerebbe condividere a meetup.org@beppegrillo.it, indicando nell’oggetto “incontro meetup a Imola”, entro il 15 settembre. Li vaglieremo e cercheremo così di organizzare al meglio il tempo che abbiamo a disposizione. Parlando di temi, ma anche del modo nuovo di condivisione di cui siamo portatori.

Ci vediamo tutti ad Imola!

Roberto Fico e Alessandro Di Battista

Ennesima spirale di violenza a Napoli, il governo dov’è?

Com’era lontana l’Aula della Camera stamattina da quello che intanto stava accadendo nel Rione Sanità di Napoli, dove una folla commossa ha dato l’ultimo saluto al ragazzo di 17 anni ucciso per strada qualche giorno fa. Napoli sta affrontando l’ennesima escalation di violenza criminale e in risposta all’interpellanza urgente che ho rivolto al governo oggi ho ricevuto solo una lista di arresti e di operazioni di polizia. I protagonisti di quegli interventi sono le stesse forze dell’ordine che sul territorio lamentano l’abbandono da parte delle istituzioni centrali, ma che nonostante tutto non si risparmiano per contrastare la criminalità con ogni mezzo a loro disposizione. Quello che manca è la volontà politica di incidere realmente sulle cause che hanno portato a questa escalation criminale delle ultime settimane a Napoli. È una storia che si ripete da decenni, ma che per essere risolta deve essere affrontata con determinazione e tenacia. Lo Stato deve essere presente sul serio, e non solo con la presenza delle forze armate, ma anche con interventi in settori diversi che vadano a incidere sulle condizioni sociali, culturali ed economiche della comunità. Non può, come invece è davanti agli occhi di tutti, abdicare al proprio ruolo. Non lo può fare lì dove è ancora più necessaria la sua presenza, in un quartiere in cui, come ricorda padre Alex Zanotelli, “non c’è un asilo nido né una scuola media e dove l’unico istituto superiore è al secondo posto della classifica dell’abbandono scolastico”. Lo Stato non può pensare che a garantire questa presenza siano sufficienti associazioni, comitati di cittadini, sacerdoti che sul territorio provano a ricucire un tessuto sociale distrutto da malaffare, camorra, politica miope e autoreferenziale. La gente non ne può più e ha bisogno di altre risposte, ha bisogno di sentire lo Stato dalla sua parte.
Ecco il mio intervento