Archivi del mese: ottobre 2015

Il disegno del governo per la Rai

Il modo in cui il governo sta portando avanti la riforma della governance Rai è emblematico: mesi di chiacchiere, conferenze stampa, tweet per far credere ai cittadini di voler allontanare finalmente la politica dalla Rai. Poi arrivano i fatti a smentire le promesse annunciate. Nulla cambia rispetto al sistema precedente previsto dalla legge Gasparri. Anzi, se possibile, si peggiora.

Prima erano i partiti a scegliere gran parte dei membri del consiglio di amministrazione Rai. Adesso sarà lo stesso con l’aggravante che l’amministratore delegato Rai sarà designato direttamente dal governo. Una legislazione di questo tipo non ha pari in Europa. Dobbiamo riflettere su questo punto: in un Paese democratico deve essere tutelata senza se e senza ma l’indipendenza del servizio pubblico, soprattutto dal potere esecutivo. La legge voluta da Renzi va nella direzione opposta. È l’ennesima presa in giro ai danni di tutto il Paese.

Renzi ha bisogno della televisione. Ha fatto in modo di nominare nel cda personaggi come il suo spin doctor e l’assistente di un parlamentare del proprio partito; ha posizionato ai vertici della tv pubblica come direttore generale uno degli animatori della propria convention, la Leopolda; e ora, con la riforma in discussione alla Camera, si appresta ad accentuare il peso del governo in Rai.

È un disegno chiarissimo che prevede, tra l’altro, l’ampliamento dei poteri del nuovo dg Campo Dall’Orto. Il premier gli ha promesso carta bianca e funzioni più estese rispetto a quelle attualmente previste. Ed è solo ed esclusivamente per questo motivo che la maggioranza ha deciso di premere l’acceleratore alla Camera e stroncare il dibattito parlamentare, prima in Commissione, ora in Aula: tempi contingentati e riduzione all’osso degli emendamenti dell’opposizione. Al direttore generale servono poteri e funzioni più ampi entro novembre: la campagna elettorale si avvicina e bisogna far presto.

Questo è il modo scelto dalla maggioranza per discutere del futuro del servizio pubblico radiotelevisivo, che, ricordiamolo, è materia del Parlamento. Il loro fine non è mai generale ma sempre di parte: l’interesse da tutelare non è quello dei cittadini, ma quello dei partiti. È la conservazione del proprio apparato di potere. L’obiettivo non è contribuire a rendere il servizio pubblico il principale alleato dei cittadini assicurando programmazione di qualità, informazione indipendente e pluralismo di voci e opinioni, ma garantire a Renzi il proprio ufficio di propaganda per plasmare il racconto del Paese a suo piacimento.

A questo disegno noi ci opporremo con tutta la nostra forza.

ps. dalle 12:00 inizieranno le votazioni in Aula sulla riforma Rai. Seguite i lavori sulla webtv della Camera dei Deputati.

Intervento a Imola #Italia5Stelle

La vera sfida non è vincere le elezioni, costruire l’ennesimo sistema di potere autoreferenziale per sostituire quello precedente. La vera sfida è cambiare e migliorare la società in cui viviamo. E in questo abbiamo tutti una responsabilità, che dobbiamo accogliere con coraggio e con gioia. È la responsabilità di credere nei nostri valori, nei nostri sogni e di non tradirli mai. È con ogni singola nostra azione che costruiamo il mondo in cui viviamo. E la sua bellezza o la sua decadenza dipende esclusivamente da noi. Abbiamo permesso per troppo tempo alla politica di considerarci solo elettori, portatori di voti, e non cittadini. È una rotta che va invertita e con il progetto del movimento 5 stelle lo stiamo facendo. Non dobbiamo però derogare ai nostri valori e i nostri principi altrimenti torneremo inesorabilmente al punto di partenza. La due giorni di Imola è stata meravigliosa. Ci siamo incontrati e confrontanti per progettare e immaginare l’‪#‎Italia5Stelle‬. Facciamo tesoro di questa energia, non disperdiamola e facciamo sì che alimenti il nostro vivere quotidiano. Coraggio!

Operazione fiato sul collo a San Giorgio a Cremano!

11755164_1647056812201764_1200016850108255887_n Il sindaco di San Giorgio a Cremano è stato bacchettato dall’Autorità Nazionale Anti corruzione dopo le segnalazioni inviate dai nostri consiglieri comunali. Grazie all’esposto del portavoce M5S Danilo Roberto Casconel’Authority presieduta da Raffaele Cantone ha acceso i riflettori sulle procedure adottate dall’amministrazione comunale per 4 appalti,affidate a 2 ditte riconducibili allo stesso gruppo aziendale. L’Autorità anticorruzione ha quindi mandato una nota al sindaco di San Giorgio confermando i dubbi del M5S sui procedimenti adottati e ha richiamato il primo cittadino al rispetto della normativa in merito alle procedure d’appalto. Ecco l’effetto M5S nei comuni: buon lavoro a Danilo e a tutti i consiglieri M5S!

 

Rassegna stampa – Intervista Corriere del Mezzogiorno 16/10/2015

Sono d’accordo con Paolo Siani. Non basta una persona perbene per amministrare una città. Soprattutto se viene scelta e utilizzata dai partiti per coprire ciò che non va, come pensa di fare il Pd. Per cambiare serve un movimento di cittadini che sia onesto in tutte le sue composizioni e abbia un progetto reale per la città.

La mia intervista sul Corriere del Mezzogiorno.

Appalti Rai: no a deroghe ingiustificate

Il Pd da mesi sta provando a creare un mostruoso regime derogatorio per gli appalti Rai, norme speciali che devono valere solo per l’azienda televisiva pubblica e non per le altre società pubbliche. E’ qualcosa di assurdo, anche considerate la mole di appalti esterni della Rai, le indagini e le polemiche che sono sorte.

Abbiamo denunciato in più occasioni questo gravissimo tentativo da parte della maggioranza di mettere la Rai al riparo da qualsiasi obbligo di trasparenza e dal rispetto di precise procedure pubbliche.

Per questo abbiamo presentato degli emendamenti molto chiari sul punto per non concedere deroghe ingiustificate alla Rai. Ma il Pd, di tutta risposta, ha ulteriormente ampliato il regime derogatorio.

Qualche minuto fa è arrivato il parere della commissione lavori pubblici della Camera, che senza mezzi termini ci dà ragione su tutta la linea e demolisce in toto le modifiche al Codice degli appalti a favore della Rai inserite dalla maggioranza.

In Aula queste norme andranno dunque cancellate. La nostra battaglia continua.

Approvata la legge Boccadutri: 45 milioni di euro ai partiti. E nessun controllo

Boccadutri card

Legge Boccadutri sul finanziamento pubblico ai partiti:
Prima lettura alla Camera, 9 settembre.
Seconda lettura al Senato, 14 ottobre.
In tutto sei ore di discussione. E tutti d’accordo: hanno votato sì Pd, Lega, Sel, Ncd e Forza Italia. L’unico a opporsi è stato il Movimento 5 Stelle.
Legge approvata in tempi record con cui i partiti potranno intascarsi 45 milioni di euro di rimborsi elettorali senza alcun controllo sui bilanci.
E poi dicono che il problema in Italia è il bicameralismo.