Archivi del mese: novembre 2015

Sostituiti gli antichi basoli di Procida

procida Nell’isola di Procida sono in corso dei lavori per la riqualificazione della zona del porto. Il progetto prevede una serie di interventi tra cui anche la sostituzione degli antichi basoli vesuviani, materiale prezioso che compone la pavimentazione del luogo. Una decisione che appare quanto meno singolare e inspiegabile. La pavimentazione originaria è infatti stata parzialmente rimossa per fare spazio a dei finti basoli che risultano essere meno pregiati dei precedenti da un punto di vista estetico e storico, oltre che scadenti per quanto riguarda la qualità materiale. Un intervento irragionevole tanto più se si considera che l’intero territorio dell’isola è sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale e che i blocchi di pietra si presentavano fino alla loro rimozione integri e in ottimo stato così come riportato anche da storici dell’arte. Lo stesso tipo di operazione si sta replicando anche alla Corricella, uno dei luoghi più belli e suggestivi dell’isola, che tutti ricorderete ritratta nel Postino con Massimo Troisi e in tanti altri film. Come mai la Soprintendenza ha dato l’ok? In che modo è stato strutturato questo intervento? Qualcuno ci guadagnerà?

Ho interrogato il Ministero per i beni e le attività culturali per saperne di più. Vi terrò aggiornati.

La risposta della Rai all’interrogazione sull’Arena

Questa è la risposta che la Rai ha fornito al mio quesito sulla puntata dell’Arena dedicata al dibattito sulla città di Napoli.
Una risposta intollerabile ed irricevibile per due ragioni essenziali.

Innanzitutto l’azienda non propone una sua posizione sulla vicenda ma si limita a incollare nel documento la trascrizione del monologo che lo stesso Giletti aveva pronunciato la domenica successiva per illustrare la sua autodifesa sulla vicenda. Una replica quindi inadeguata e un modo di operare quanto meno singolare visto che la Rai non si preoccupa nemmeno di spiegare perché la propria valutazione della vicenda coincide con quella del conduttore.

Inoltre la risposta non affronta in alcun modo la questione centrale sollevata dalla mia interrogazione, ovvero la modalità con cui si è svolto ed è stato (non) gestito il dibattito da parte del conduttore che, come già accaduto in passato, si è reso protagonista di un episodio incompatibile con i principi cardine del servizio pubblico (correttezza del linguaggio e dei comportamenti, qualità del dibattito, rispetto del contraddittorio, ecc). Da questo punto di vista si tratta di un riscontro non puntuale e assolutamente non esaustivo.

Come presidente della Commissione di vigilanza Rai pretendo che l’azienda risponda in modo conforme alle regole ai quesiti posti dai commissari rispettando il ruolo del Parlamento. Le interrogazioni rientrano infatti nell’ambito di una delle funzioni principali di questo organismo bicamerale, ovvero quella di verificare la qualità dell’informazione e l’aderenza dei contenuti ai principi del servizio pubblico. Risposte del genere, invece, sviliscono tale importante funzione.

Ho quindi deciso di inviare nuovamente il quesito nella sua versione originaria e di chiedere al presidente e al direttore generale della Rai di esprimere chiaramente la posizione dell’azienda in merito ai fatti accaduti.

Incontro con gli studenti dell’Università di Trieste

trieste-università01edt-01

Sono particolarmente affezionato alla città di Trieste: lì mi sono laureato e ho trascorso anni fondamentali per la mia formazione. Non nascondo che sarà emozionante tornarci domani come presidente della Commissione di vigilanza Rai per un incontro con gli studenti della stessa Università che ho frequentato anni fa. Sarà un confronto sulla missione e sulle nuove sfide del servizio pubblico, nonché sul ruolo e il funzionamento della Vigilanza. Ringrazio i docenti del Dipartimento di Studi Umanistici di aver organizzato questo incontro.
A domani!

Senza segnale, servizio inesistente. Interrogazione alla Rai

segnale-rai-DEF

– Circa trenta comuni laziali non hanno mai ricevuto il segnale Rai da quando si è realizzato il passaggio al digitale terrestre;

– A Cinisi (Palermo) è possibile fruire soltanto di un limitato numero di canali del servizio pubblico;

– In diverse zone del Piemonte il segnale delle reti Rai risulta assente da luglio a causa di un imprecisato problema tecnico relativo alle frequenze;

– A Paola (Cosenza) il segnale della Rai non sarebbe raggiunto dalla quasi totalità dei residenti;

– In Abruzzo, nei dintorni dell’Aquila, il segnale radiotelevisivo si perde sistematicamente per diversi giorni. Non pervenuto da tempo immemore quello radiofonico;

– Vicino Genova, a distanza di oltre tre anni dallo switch-off, non risultano fruibili i canali digitali della Rai, specialmente quelli tematici.

E poi ancora i comuni in provincia di Matera, Lecce, Salerno, Macerata e altri: l’elenco potrebbe continuare a lungo. Centinaia di persone mi hanno scritto e mi scrivono per segnalare problemi e criticità perché ancora oggi molte zone del nostro Paese non sono raggiunte dal segnale Rai o hanno difficoltà nella ricezione.

Per questo ho inviato un quesito ai vertici dell’azienda per avere informazioni sullo stato dell’arte e per sapere in che modo la Rai intenda intervenire. Esistono palesi disparità di trattamento tra i territori del nostro Paese e devono essere definitivamente superate. È assurdo che si pretenda il pagamento del canone a fronte di un servizio inesistente. Non solo la Rai, anche il Governo ne deve tenere conto. Non può pensare di mettere mano al sistema di riscossione del canone senza però assicurarsi che tutti i cittadini siano messi nelle condizioni di vedere i canali Rai.

Rispetto alla questione ho già fatto una proposta contenuta nel contratto di servizio approvato dalla Commissione di vigilanza un anno e mezzo fa, e allo stato attuale ancora chiuso nei cassetti nel Ministero dello Sviluppo Economico, chiedendo che vengano esentati dal pagamento del canone proprio coloro i quali non ricevono per questioni tecniche le trasmissioni televisive.

La mancata ricezione del segnale si traduce in una lesione del diritto costituzionale all’informazione. Ed è inaccettabile che sussistano disparità di trattamento nel nostro Paese. Rai e governo intervengano.

Max Bugani candidato sindaco di Bologna per il M5S


Max BuganiMassimo Bugani è il candidato sindaco di Bologna per il Movimento 5 Stelle! Conosco Max da anni, è un persona eccezionale. Si prepara ad affrontare questa nuova avventura dopo l’esperienza negli ultimi cinque anni nel consiglio comunale. Buon lavoro a lui e e a tutto il gruppo di Bologna. Il loro programma per la città parte dalla cultura. Ascoltatelo qui

 

Napoli non può più aspettare

Stesso quartiere, stessa piazza. A Napoli si continua a sparare e a morire per strada. A due mesi dall’omicidio del diciassettenne Genny Casarano, il Rione Sanità torna a essere teatro di guerra con l’uccisione del pregiudicato Piero Esposito. Un agguato compiuto in pieno giorno, a seguito del quale è rimasto ferito anche un ventinovenne dipendente di un bar della piazza. Giovanni Catena è stato intercettato da un colpo d’arma da fuoco, colpito al torace, mentre stava lavorando: operato d’urgenza, è in prognosi riservata. La sua colpa è stata semplicemente trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Dopo l’omicidio di Genny Casarano interrogai il governo per sapere in che modo avrebbe reagito alla escalation di violenza che vedeva e vede coinvolti un numero crescente di giovani, insanguinando le strade di Napoli. Mi è stato riferito che lo Stato avrebbe risposto con un rafforzamento dei presidi di polizia in città, con “50 uomini in più” che, secondo il ministro Alfano, avrebbero fatto la differenza.

Ma la cronaca degli ultimi giorni ci conferma ancora una volta che questi provvedimenti sono del tutto inefficaci e inadeguati. I killer hanno agito alle quattro del pomeriggio, in una piazza affollata, con le attività commerciali aperte e pienamente funzionanti. Dov’è il controllo del territorio promesso dal governo?

Avevamo definito l’aggiunta dei 50 uomini una misura tampone, necessaria ma insufficiente poiché non avrebbe contribuito a risolvere il problema. E dispiace dover assistere all’ennesimo agguato, all’ennesimo omicidio, all’ennesimo coinvolgimento di un cittadino indifeso. La misura non è servita ad assicurare i presidi nei quartieri più colpiti né a garantire la sicurezza dei cittadini napoletani né, soprattutto, a incidere sulle cause che negli ultimi mesi hanno portato a questa recrudescenza criminale.

Non c’è traccia infatti di un tentativo del governo, anche in sinergia con le amministrazioni locali, di affrontare alla radice le problematiche che affliggono la città incidendo sulle condizioni sociali, culturali ed economiche.

Napoli e il rione Sanità sono da tempo abbandonate. Come in molti sanno, la presenza di presidi e punti di riferimento culturali sono affidati alle braccia, alla passione, all’impegno disinteressato di cittadini, volontari, sacerdoti, associazioni che quotidianamente costruiscono la speranza del cambiamento. Lo Stato non c’è e quanto accaduto in questi giorni ne è l’ennesima, dolorosa, inaccettabile testimonianza.

La mia collega Vega Colonnese presenterà una nuova interrogazione affinché siano date ai cittadini napoletani in tempi rapidi risposte puntuali. Continueremo a chiedere conto al governo. Non possiamo più aspettare, Napoli non può più aspettare.

Grazie, Beppe

Beppe Grillo Oggi con la votazione che si effettuerà in queste ore sul blog di Beppe Grillo scomparirà dal simbolo del movimento cinque stelle la dicitura beppegrillo.it. Questo gesto per me è l’ennesimo atto di una persona eccezionale con lo sguardo rivolto sempre al bene generale e all’interesse collettivo.

Da oggi tutti coloro che partecipano al movimento cinque stelle, eletti e non, hanno una responsabilità in più. Ecco qui le parole di Beppe Grillo:
“Il 16 gennaio 2005 nasceva il Blog e il 4 ottobre 2009 a Milano fu fondato il Movimento 5 Stelle il cui simbolo riprendeva beppegrillo.it E’ stato il primo movimento politico nato da un Blog. Io ci ho messo la faccia, il nome e anche il cuore, ma oggi che il MoVimento 5 Stelle è diventato adulto e si appresta a governare l’Italia credo che sia corretto non associarlo più a un nome, ma a tutte le persone che ne fanno parte. Per questo voglio cambiare il simbolo eliminando il mio nome”.