Archivi del mese: dicembre 2015

Vigilanza Rai – Audizione di Marinella Soldi, ad Discovery Italy

Continua il confronto in Commissione di vigilanza Rai sulla missione di servizio pubblico. Oggi ne discuteremo con Marinella Soldi, amministratore delegato di Discovery Italia. Se vi va potete seguire l’audizione in streaming. Diretta a partire dalle 14:00 sulla web tv della Camera dei deputati.

 

Con il canone Rai non si finanzierà la Rai

Con il canone Rai non si finanzierà la Rai. Sembra un nonsense ma è quello che il governo ha scritto nero su bianco nella legge di Stabilità. Emendamento n° 10.99. Solo una parte delle risorse raccolte con il canone andranno al servizio pubblico (ampliamento delle fasce di esenzione compreso). Il resto sarà spezzettato tra emittenti locali e fondo per la riduzione della pressione fiscale. In parole povere con i 100 euro nella bolletta elettrica, credi di finanziare la tv pubblica, ma in realtà fai tutt’altro: da una parte dai i tuoi soldi al settore privato, e non a un servizio pubblico, e dall’altra autofinanzi la riduzione delle tue stesse tasse! Questo si chiama raggiro. Siamo stati i primi a denunciarlo e ora è acclarato con questa assurda distribuzione.
Tra l’altro se davvero l’obiettivo del premier fosse stato quello di ridurre il canone e incidere sull’evasione, avrebbe dovuto ulteriormente abbassarlo a 80 euro considerato che, come previsto dalla Stabilità, alla Rai non andrà mai oltre 1 miliardo e 700 milioni.

Siamo di fronte all’ennesimo inganno da parte del governo Renzi che va anche contro i principi costituzionali. La Consulta è stata molto chiara sul punto: il canone serve unicamente a finanziare il servizio pubblico e non altro. Ma si sta puntando in tutt’altra direzione. Inoltre non bisogna dimenticare che, in virtù della legge di stabilità dello scorso anno, una parte crescente del canone potrà essere utilizzata dall’esecutivo a proprio piacimento, senza alcun vincolo di destinazione. E’ semplicemente insensato.

La realtà è che stanno cercando mezzi più o meno camuffati per mettere le mani ancora una volta nelle tasche dei cittadini, salvo poi propagandare l’opposto. Con l’esecutivo di Renzi il canone Rai, che era pensato per finanziare in modo autonomo la tv di Stato, diventa a tutti gli effetti un’imposta. Altro che riduzione delle tasse, il governo degli inganni le sta aumentando, oltretutto mascherandole e prendendo in giro gli italiani. Basta

Politica come servizio alla comunità, senza conflitti di interessi

Grazie ai miei colleghi che hanno seguito l’esame della legge di Stabilità in commissione alla Camera. Hanno fatto un lavoro incredibile: giorno e notte a combattere emendamento su emendamento, norma su norma, per impedire al governo di inserire norme di qualunque tipo, marchette agli amici degli amici, favori alle lobby. Hanno lottato per introdurre in legge misure a favore dei cittadini, come la compensazione dei crediti nei confronti della pubblica amministrazione con le cartelle Equitalia. Anche quest’anno sarà possibile grazie all’emendamento del deputato M5S @Mattia Fantinati 

Questo è il senso del lavoro del M5S nelle Istituzioni. In questi palazzi portiamo la vostra voce, lo facciamo ogni giorno perché intendiamo la politica come servizio alla comunità da compiere con onestà, senso di responsabilità e senza conflitti di interessi.

Mozione di sfiducia al ministro Boschi

Sfiducia Boschi

Il conflitto di interessi del ministro Boschi è inaccettabile. Il governo deve fare gli interessi di tutti i cittadini non dei parenti e degli amici di premier e ministri. Il M5S presenterà a breve una mozione di sfiducia.

Due decreti nel giro di pochi mesi hanno messo in salvo la banca Etruria, un affare che lega a doppio filo le famiglie Renzi e Boschi. Per questo andava salvata, senza se e senza ma. E che importa se per farlo si è passato sopra le vite dei cittadini.

Il primo atto è andato in scena a gennaio, con la trasformazione delle Popolari in Spa. Tra queste c’è proprio la banca Etruria. Il tutto anticipato da uno strano movimento azionario.
Per intenderci: il vicepresidente di questa banca è Pierluigi Boschi, il padre della ministra. Non solo: nella banca ci lavoravano anche il fratello e la cognata di Maria Elena.
Due righe di decreto et voilà: margini di guadagno enormi per la famiglia, inclusa la ministra che aveva nel portafoglio un bel pacchetto azionario. Beninteso, l’Etruria è un affare familiare anche dei Renzi. Infatti l’ex presidente Lorenzo Rosi dopo il commissariamento diventa socio in affari di Tiziano Renzi, padre del premier. Costruiscono outlet, con la mamma di Renzi amministratrice della società, ma – guarda caso – dimenticano di citare queste cariche nella dichiarazione che devono alla Presidenza del Consiglio. Una dimenticanza molto comoda.

Poi il governo scrive un altro decreto, un “ammazza-risparmiatori”, altro che salva banche. E guarda caso tra le 4 miracolate rispunta proprio l’Etruria.
Affari di famiglia, sulle spalle degli italiani, e dei risparmiatori. Loro invece cascano sempre in piedi.

Ciliegina sulla torta: la Boschi il 21 maggio 2014, nella comunicazione della situazione patrimoniale reddituale della propria famiglia ha dichiarato che padre, madre, fratelli non hanno dato il consenso alla dichiarazione dei redditi del 2013. Loro avevano una banca, noi non dovevamo saperlo.

Per tutto questo pretendiamo che il ministro Maria Elena Boschi si dimetta. Non c’è stata imparzialità nell’azione di governo. Non c’è stata politica nell’interesse dei cittadini ma solo per parenti e amici. È ora di dire basta. La Boschi deve andare a casa e per questo il M5S presenterà una mozione di sfiducia in Parlamento.
Vedremo se gli altri partiti apparentemente scandalizzati ci metteranno la faccia e la voteranno.

Il Dg Rai non dovrebbe partecipare alla Leopolda di Renzi

Il direttore generale della televisione pubblica non dovrebbe partecipare a riunioni di partito. Per questo Antonio Campo Dall’Orto non dovrebbe andare alla Leopolda, la manifestazione del Pd che fa capo alla corrente di Matteo Renzi. Per l’idea che ho del servizio pubblico, la ritengo una presenza inopportuna: è una questione di eleganza ma anche di sostanza. Ne ho parlato con Il Fatto Quotidiano. Potete leggere qui di seguito l’intervista completa

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I partiti intascano 45 milioni di rimborsi elettorali. Noi continuiamo a dimezzarci lo stipendio. Trova le differenze

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La Camera ha sbloccato altri 45 milioni di euro di rimborsi elettorali. Sono soldi pubblici che i partiti continuano a intascare senza rendicontazione e trasparenza (grazie alla sanatoria della legge Boccadutri) e facendosi beffe del referendum del 1993 con cui i cittadini hanno detto no al finanziamento pubblico. 45 milioni di euro che percepiranno in meno di 48 ore, mentre le imprese italiane aspettano anni per riscuotere i debiti della Pa.

Il Movimento 5 stelle rinuncia al finanziamento pubblico, lo fa dal primo istante, e noi parlamentari continuiamo a dimezzarci gli stipendi, a restituire i rimborsi non utilizzati, a sostenere le piccole e medie imprese.

In due anni e mezzo di legislatura ho contribuito al fondo per il microcredito con quasi 109 mila euro. E da quando sono presidente della Vigilanza Rai ho spontaneamente rinunciato a circa 63 mila euro di doppia indennità.

A diversi livelli i portavoce del Movimento hanno sostenuto tanti altri progetti: i consiglieri siciliani hanno reso possibile la realizzazione di una strada, quelli campani la ricostruzione dei laboratori di una scuola colpita dall’alluvione a Benevento. Con parte dei fondi raccolti per la campagna elettorale del 2013, stiamo ricostruendo la palestra di una scuola in un comune terremotato in Emilia Romagna.

Non ci è servita una legge. Lo abbiamo semplicemente fatto perché crediamo in una politica diversa, in un’idea di Paese e di futuro diversa, fatta di coerenza, senso di responsabilità, onestà, trasparenza, partecipazione.
Chi non riconosce tutto questo, può solo essere intellettualmente disonesto.

Crollo edifici della facoltà di Veterinaria a Napoli

Ecco cosa è successo poco fa a Napoli. Due edifici della facoltà di veterinaria della Federico II crollati sotto gli occhi di professori e studenti. Fortunatamente nessuno si è fatto male. Evacuate anche altre palazzine della zona. Adesso si procederà con tutti gli accertamenti del caso per verificare le cause del crollo ed eventuali responsabilità ma è assurdo pensare che si possa rischiare la vita in un luogo dove si studia, si fa ricerca, si lavora. È una scena a cui davvero non avremmo mai voluto assistere. Un abbraccio forte a Francesca Menna, docente di veterinaria, una persona eccezionale, un’amica che sotto quelle macerie vede sepolti documenti e materiali per studi e ricerche, il frutto di tanti anni di lavoro. Solidarietà a tutti docenti, studenti e dipendenti della Facoltà.

“BISOGNA FARE UN MONUMENTO A NOGARIN”

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Il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Enrico Zanetti, di Scelta Civica, ha dichiarato pubblicamente in tv che quello che ha fatto Nogarin con AAMPS è un cambiamento epocale, proponendo anche di fare un monumento al sindaco M5S. E’ un’ottima idea. Davanti al Nazareno ci starebbe benissimo.

La sua dichiarazione: “Su quello che sta avvenendo a Livorno, dico francamente e con chiarezza che farei la stessa e identica cosa. Anzi: è da fare un monumento al sindaco Nogarin che mette in concordato preventivo una società che non ha palesemente la possibilità di funzionare per come è messa e che solo attraverso formule di questo tipo potrà prevedere una sua rimessa in discussione forte.

Quando una partecipata non funziona perché è stata appesantita per nomine clientelari, ha palesemente degli organici idonei non a svolgere servizi, ma a dare stipendi, è inutile continuare ad andare avanti. Bisogna mettere un punto. E questo porta anche qualche momento di disagio mentre si fa un vero e proprio cambiamento epocale!”
Enrico Zanetti, sottosegretario del governo al Ministero dell’Economia

L’ex portavoce del ministro Orlando nuovo capo ufficio stampa Rai

Vi faccio una domanda: se foste nei panni del direttore generale della Rai e ci fosse la necessità di nominare un nuovo capo ufficio stampa, responsabile della comunicazione dell’azienda, vi rivolgereste all’esterno o provereste magari a trovare il profilo giusto tra gli oltre 1700 giornalisti presenti in Rai?
La soluzione di buon senso, che immagino tutti applichereste, è ovviamente la seconda. Ma il dg Campo Dall’Orto ha preferito la prima scegliendo come nuovo responsabile dell’ufficio stampa Luigi Coldagelli, il portavoce del ministro della giustizia Orlando. Sì, avete capito bene, il portavoce di un ministro dell’attuale governo!
Nessuna procedura di selezione interna è stata minimamente ipotizzata. Può essere comprensibile la ricerca di professionisti esterni quando all’interno dell’azienda non si riscontrano competenze specifiche, ma proprio in Rai i giornalisti non mancano! E, poi, tra migliaia di giornalisti esterni che potevano essere scelti, ci si è rivolti proprio al portavoce di un ministro che, tra l’altro, ha sempre lavorato nell’area del Pd. Ma un minimo di decoro mai? Presenterò un’interrogazione alla Rai al riguardo.