Archivi del mese: novembre 2016

Riforma costituzionale, altro che semplificazione!

cxyc3newqaak5bkTra gli argomenti preferiti dai fautori del si al referendum c’è quello della “semplificazione”. La riforma Renzi/Boschi/Verdini, dicono, porterebbe a una maggiore semplificazione dell’iter parlamentare e a una maggiore rapidità nell’approvazione delle leggi.
A parte il fatto che quando i partiti hanno voluto far passare velocemente le peggiori leggi ci sono riusciti con grande disinvoltura (vedi legge Fornero e Jobs Act), questo argomento della semplificazione è falso. Se passasse la riforma andremmo incontro al caos.

Quello che vedete in foto è il nuovo articolo 70 della Costituzione. A parità di dimensione di caratteri, la precedente formulazione stava in una pagina, mentre quella “innovata” occupa metri e metri di carta. Non proprio sintomo di semplificazione.

Pensate che con la nuova formulazione avremo 20 tipi di leggi bicamerali, approvate esattamente come oggi; oltre a queste, sono previsti una decina di procedimenti legislativi diversi a seconda della materia, e comunque il Senato potrà richiedere di esaminare qualsiasi altra legge, una sorta di “bicameralismo a richiesta”. Tanta confusione e, dietro l’angolo, conflitti fra le due Camere che se non risolti finiranno davanti alla Corte costituzionale, allungando ulteriormente i tempi di approvazione delle leggi.

Semplificazione e rapidità, dunque? Non sembra proprio.

#iodicoNO

ps. ci vediamo oggi alle 17.00 a CASERTA per una nuova tappa del #TreNOtour!

Tre giorni fa ho presentato un esposto all’Agcom sulla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi domenica scorsa alla trasmissione “Che tempo che fa”.

L’Autorità ha risposto chiedendo alla trasmissione di Rai 3 di riequilibrare invitando un esponente del fronte del No, per non incorrere in violazioni della par condicio.

La Rai, com’è normale, si è interfacciata con diverse voci del No al fine di individuarne una per il riequilibrio. C’è stato anche un contatto con il Movimento 5 Stelle, la principale forza di opposizione, che, a seguito di contatti con i responsabili del programma, ha ricevuto una risposta assurda. Un aut aut. Era già accaduto nel 2015.

La Rai sarebbe infatti disposta a ospitare, per il riequilibrio, Beppe Grillo o Davide Casaleggio, che si occupano di aspetti del Movimento che non hanno direttamente a che fare con l’attività parlamentare e che, come si sa bene, non avrebbero mai accettato. In alternativa il sindaco di Torino o di Roma, totalmente assorbite nell’amministrazione di città molto complesse e quindi non coinvolte nel procedimento di approvazione della riforma.

Nessuno degli oltre cento parlamentari che si sono occupati direttamente delle modifiche della Carta in questi anni e che da settimane sono completamente dedicati alla campagna referendaria.

Sappiamo benissimo che chi conduce un programma di infotainment ha le sue esigenze e deve scegliere liberamente quali ospiti invitare. Ma questa situazione è diversa. Siamo in par condicio, c’è un ordine di riequilibrio sul tema del referendum, e nel momento in cui ci si confronta con una forza politica per individuare un ospite, si devono comprendere la natura e le peculiarità del soggetto politico. Non può l’azienda decidere unilateralmente chi dovrà parlare per una forza politica.

La verità è che i media continuano a vedere il Movimento in modo distorto, non hanno considerazione delle sue specificità. Forse ancora non si è capito – o fa comodo non capirlo – che il Movimento è una forza politica corale che mette al centro i temi sostenuti e difesi dai portavoce nelle istituzioni, ciascuno per la sua competenza; non i personaggi. A questa realtà si preferisce ostinatamente la ricerca e la costruzione di leader in direzione opposta a quella che il Movimento da sempre persegue.

Ed è grave che sia soprattutto il servizio pubblico a non cogliere, ancora nel 2016, questa diversità strutturale rispetto alle altre forze politiche.
L’ennesima dimostrazione di un sistema mediatico incapace di osservare in profondità la realtà e intercettarne i cambiamenti. L’aut aut degli autori di “Che tempo che fa” è il sintomo di tutto questo. Sono persone fuori dal tempo. Quando saranno realmente interessati a parlare dei contenuti di questa e di altre riforme con chi se ne occupa concretamente ogni giorno, ovvero noi parlamentari, siamo a disposizione.

fico-norcia_ansa-17-11-2016 Terremoto: Fico, basilica Norcia e’ ferita a cuore Italia – Il presidente della Vigilanza Rai visita il centro umbro (ANSA)

(ANSA) – NORCIA (PERUGIA), 17 NOV – “È una ferita al cuore dell’Italia”: lo ha detto oggi pomeriggio Roberto Fico, parlamentare del Movimento 5 Stelle, guardando la Basilica di San Benedetto di Norcia distrutta dal terremoto. Il presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai ha visitato il centro storico assieme a una delegazione pentastellata.
“Siamo qui per renderci conto di persona della situazione, vedere tutto questo fa male, ma occorre andare avanti. Il parlamento – ha aggiunto Fico – faccia tutto il possibile perché questo torni a essere un centro vivo e tuteli le persone, le imprese e i commercianti”. “Noi come opposizione – ha detto ancora Fico – stiamo lavorando al decreto del Governo, che è già operativo, per renderlo migliore in alcuni punti. Cercheremo di dare più soldi per i prossimi tre anni a queste popolazioni”.

cxdbtqcxcaa4-eyInsieme ai miei colleghi Giulia Grillo, Tiziana Ciprini, Patrizia Terzoni, Tatiana Basilio, al senatore Stefano Lucidi e al consigliere regionale umbro Andrea Liberati siamo oggi in Umbria per visitare alcuni dei luoghi colpiti dal sisma dello scorso 30 ottobre. Questa mattina siamo stati a Spoleto, al Centro Operativo Comunale della Protezione Civile. Ci sposteremo nelle prossime ore verso Norcia, dove alle 14.30 visiteremo il centro operativo della Protezione civile.

Renzi e De Luca violano le regole della campagna elettorale. Presentati due esposti all’Agcom

Renzi disprezza le regole della campagna elettorale. A volte si muove sul confine, altre volte le viola apertamente, perché gli manca il senso della cosa pubblica.

Per questo oggi ho presentato due esposti all’Agcom.

Uno riguarda la sua presenza a “Che tempo che fa”, domenica scorsa. Ho chiesto all’Agcom anche di verificare se le modalità di conduzione di Fabio Fazio siano state coerenti con i principi di imparzialità e correttezza dell’informazione.

L’altro esposto riguarda la violazione di una norma molto importante in campagna elettorale: il divieto per tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, tranne quando ciò sia indispensabile e indifferibile (per esempio, in occasione di un’emergenza). Il senso del divieto è logico: non si possono usare le risorse e le istituzioni pubbliche per promuovere un’immagine positiva dell’istituzione e, in questo modo, influenzare il voto.

Renzi agisce in modo opposto.

Lo scorso fine settimana era a Napoli, insieme a De Luca, all’Assemblea sul Mezzogiorno, un evento istituzionale organizzato dal Governo e dalla Regione Campania, pagato dai cittadini campani (500 mila euro messi a disposizione).
E cosa succede all’Assemblea sul Mezzogiorno? Succede che De Luca viola la legge parlando di un grande programma di sviluppo per il sud che prevede l’assunzione di giovani, e il giorno dopo Renzi afferma che per questo progetto occorre la vittoria del Sì al referendum (i nostri portavoce regionali hanno presentato un esposto specifico nei confronti di De Luca).

Appuntamenti istituzionali, pagati dei cittadini, per fare comizi. Un comportamento che fa il paio con l’invio delle lettere firmate dal premier ai cittadini all’estero per convincerli a votare “Sì”.

Renzi e De Luca sono la stessa cosa: disprezzano le regole e non hanno rispetto delle istituzioni pubbliche, che provano a piegare ai propri interessi. La verità è che al di fuori dell’esercizio del potere per questi personaggi non c’è nulla, non c’è futuro.

Intervista a Tiscali News – 14 novembre 2016

Con la riforma costituzionale voluta da Renzi e dalla maggioranza i cittadini non sceglieranno più direttamente i propri rappresentanti al Senato che sarà composto da consiglieri regionali e sindaci scelti dalla politica, che lavoreranno part time e godranno dell’immunità parlamentare. Non si accelera né si migliora il procedimento legislativo in alcun modo, anzi lo si rallenta con iter molto più complessi che potranno dar luogo a conflitti di attribuzione tra la Camera e il Senato. Gli italiani risparmieranno un caffè all’anno con questa “riforma”, mentre bastava approvare la nostra legge per dimezzare gli stipendi dei parlamentari e avremmo risparmiato 87 milioni di euro. Ma il Pd ha deciso di non votare dicendo no al taglio dei costi della politica. Ne ho parlato in questa intervista a Tiscali News

#TreNOtour, prossime fermate Ferrara e Bologna

Di piazza in piazza, di treno in treno, stiamo attraversando il Paese per parlare e confrontarci con i cittadini. Proseguiremo così fino al referendum. È importante parlare della riforma costituzionale su cui gli italiani sono chiamati a esprimersi e spiegare le ragioni per cui bisogna votare no. Ognuno di noi deve fare la sua parte e informare tutti, a casa, al lavoro. Insieme possiamo farcela. In ballo c’è la tutela della nostra Carta costituzionale e il futuro del nostro Paese. Con il #TreNOtour oggi saremo alle 17:00 a #Ferrara e alle 20:00 a #Bologna. Raggiungeteci in piazza o seguiteci in diretta! Avanti tutta!

#IodicoNO
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