Archivi del mese: marzo 2017

Amianto: 25 anni dopo la messa al bando. Alla Camera il convegno organizzato dal M5S

Nonostante siano trascorsi 25 anni dalla legge 257 che lo ha messo al bando, ancora in molti edifici, impianti, strutture del nostro Paese è presente l’amianto. Ci sono circa 30 milioni di tonnellate di fibre di amianto in giro, 2400 scuole da bonificare, circa 300 mila tra studenti e insegnanti esposti ogni giorno. La mappatura del rischio non è ancora completa: ci sono intere regioni che non hanno fornito i dati. Dov’è l’amianto oggi? Quali diritti sono stati garantiti alle vittime? Come è maturata la giurisprudenza? Come sta cambiando la normativa e come dovrebbe evolvere? Ne parliamo oggi alla Camera dei Deputati in occasione del convegno organizzato dal mio collega Alberto Zolezzi. Potete seguire qui i lavori in diretta streaming

Per una programmazione Rai ispirata ai principi di servizio pubblico

La brutta pagina scritta giorni fa con la puntata di “Parliamone sabato” deve essere per la Rai l’occasione per una riflessione urgente sul tipo di programmazione che in generale intende offrire ai cittadini, una riflessione che va fatta senza ipocrisie e con l’occhio sempre puntato sui principi e gli obiettivi di servizio pubblico.

La chiusura della trasmissione di Rai 1 è stato un intervento doveroso, ma che si deve accompagnare a un ripensamento complessivo della proposta di contenuti. Perché il trash, la volgarità, il veicolare un’immagine retrograda o addirittura “decorativa” della donna, non sono fenomeni riconducibili soltanto a quella puntata di quella trasmissione. Per non parlare delle speculazioni sulle tragedie, dei programmi che strizzano l’occhio al gioco d’azzardo e di altri innumerevoli comportamenti contrari al senso del servizio pubblico.

Deve essere chiaro il percorso che si vuole intraprendere. Qual è, da oggi, il comportamento contrario al senso del servizio pubblico che giustifica la chiusura di un programma? Come intendono i vertici Rai affrontare seriamente la questione dei programmi “appaltati” grazie alla forza degli agenti delle star? Quale idea di intrattenimento si vuole realizzare? Quale sarà il criterio guida per il futuro: lo share costi quel che costi o la realizzazione effettiva dell’idea di Rai ‘grande fabbrica culturale del Paese’? Questa dovrebbe passare attraverso la progettazione di palinsesti che non si limitino a rincorrere format già esistenti, ma che siano capaci di anticipare i tempi e di fare la differenza dal punto di vista culturale e artistico.

Un cambio di passo che deve valere per i contenuti come per l’organizzazione aziendale. Ho già ricordato diverse volte la proposta, scaturita dal lavoro della Commissione di Vigilanza sul contratto di servizio, per risolvere i conflitti di interesse in Rai e ridimensionare le rendite di posizione. Introducevamo, da un lato, il divieto di commissionare la produzione di programmi ad agenti di spettacolo nel caso in cui quei programmi prevedessero la partecipazione degli artisti da loro rappresentati; dall’altro, il divieto di commissionare a società di produzione detenute da artisti programmi in cui gli stessi artisti fossero presenti. Su questi aspetti l’azienda pubblica deve distinguersi per trasparenza e senso etico.


La Rai deve agire in modo dirompente, prima dei prossimi palinsesti. Senza fare sconti a nessuno e senza rincorrere l’audience. Sono infatti convinto che puntare su qualità, creatività, innovazione, rispetto dei principi di servizio pubblico non potrà fare altro che produrre risultati positivi e legittimare il contributo pubblico dei cittadini.

La scelta di tagliare in diretta il discorso della Sindaca di Roma squalifica il servizio pubblico

Il servizio pubblico è di tutti. Sono infatti i cittadini italiani a finanziarlo, versando ogni anno circa due miliardi di euro.

Oggi era un giorno importante dal punto di vista istituzionale per l’anniversario dei Trattati di Roma con la presenza delle massime autorità europee. Aver scelto di mandare in diretta soltanto una parte del discorso della Sindaca di Roma e per intero invece quello di tutti gli altri soggetti istituzionali intervenuti in Campidoglio, squalifica il servizio pubblico del nostro Paese e rende necessari seri provvedimenti. Non è una questione politica o di “parte”, è una questione culturale che attiene all’indipendenza, alla libertà e alla professionalità nell’ambito del servizio pubblico. Tagliare e sfumare in diretta l’intervento della rappresentante della capitale dell’Italia – il solo intervento a essere stato tagliato – non è uno sgarbo al Movimento o ad altri, ma il segnale di un abuso di potere per fini incomprensibili.

E quando accadono cose di tale gravità, i responsabili devono essere sostituiti. Non possono esistere zone franche. I vertici della Rai, come già avvenuto nei giorni scorsi con riferimento ai programmi di intrattenimento, devono prendere immediatamente in seria considerazione quanto avvenuto e dare un segno tangibile di una inversione di rotta anche nell’ambito dell’informazione. Il direttore responsabile di quanto accaduto è il direttore del Tg1. Nei prossimi giorni organizzeremo un’iniziativa per ricordare a tutti che protetti e rendite di posizione non devono più esistere.

Inaccettabili le parole del presidente della Regione Campania nei confronti della nostra portavoce Valeria Ciarambino. Un comportamento inqualificabile. De Luca e il Pd si scusino.

Alfano dice che Campo Dall’Orto deve dimettersi. Ma è stato il suo governo ad averlo scelto

Come sapete, i governi passano, i presidenti del consiglio si avvicendano, ma una costante resta sempre. E in questa legislatura la costante si chiama Angelino Alfano. In un modo o nell’altro si assicura una poltrona: ministro degli interni (con Letta prima e con Renzi poi), addirittura vicepresidente del consiglio (con Letta), ministro degli esteri (con Gentiloni). Lui c’è sempre. Ma ora che la legislatura si avvia verso la fine e con il clima da pre-campagna elettorale, deve trovare il modo di emergere e distinguersi. E oggi cosa fa? Attacca una decisione, quella di affidare la Rai alla dirigenza di Campo Dall’Orto, che è stata presa proprio da uno degli esecutivi a cui ha preso parte e che il suo partito ha sostenuto insieme al partito democratico. Lo fa così, candidamente, come se non fosse mai stato al governo e come se il suo partitino che cambia nome a seconda della convenienza elettorale non avesse mai preso parte alla coalizione di maggioranza. Con quale credibilità può discettare di servizio pubblico chi con i governi Berlusconi ha contribuito a ridurre la Rai in frantumi? Proprio Alfano sulla Rai deve tacere. Se fosse Alfano a chiedere le mie dimissioni, non mi dimetterei mai..anzi.

Le parole del sindaco di Cantù si commentano da sole

Le dichiarazioni del sindaco di Cantù nei confronti di Napoli e dei napoletani si commentano da sole. È incredibile dover sentire da un rappresentante dei cittadini parole simili. Magari, per evitare di ripetere frasi farneticanti e per colmare evidenti lacune, gli farei però pervenire un invito. Venga a trascorrere qualche giorno in città così potrà rendersi conto di persona della infinita serie di sciocchezze, commenti vergognosi e parole deliranti che è stato capace di dire e scrivere. In primavera, e non solo, Napoli è meravigliosa.

I partiti si tengono i privilegi, non sanno fare altro

Ricordate la nostra proposta per equiparare le pensioni dei parlamentari a quelle dei cittadini? Ebbene, oggi alla Camera il Pd e la maggioranza hanno deciso di bocciarla con un blitz in Ufficio di Presidenza! E questo senza neanche fare un’analisi dei risparmi che avrebbe comportato. La nostra delibera prevedeva di abolire il privilegio dei parlamentari, che scatterà il 15 settembre prossimo, di maturare una pensione a 65 anni dopo 4 anni, sei mesi e un giorno di lavoro; addirittura 60 anni se si fa un secondo mandato. Per buttare fumo negli occhi dei cittadini, hanno inoltre presentato una delibera alternativa sui vitalizi che rimangono intatti lì dove sono, nessuno li tocca, ma in maniera del tutto ipocrita si propone di prelevare 3mila euro in tre anni a chi prende un vitalizio di più di 70mila euro all’anno. Il Movimento 5 Stelle, invece, i vitalizi li vuole abolire del tutto. Dopo tante chiacchiere fatte in queste settimane, ecco l’ennesima presa in giro nei confronti degli italiani.
In sostanza i partiti si tengono il privilegio, non sanno fare altro.

Vigilanza Rai – Le audizioni del 22 marzo 2017 sul rinnovo della concessione di servizio pubblico

audizioni_22032017-01 def

Ecco le audizioni in programma oggi in Commissione di Vigilanza Rai. Continua l’attività istruttoria per il parere sul rinnovo della concessione di servizio pubblico.
Diretta dei lavori in streaming sulla Web Tv della Camera dei Deputati.

Ore 10.15: A.P.T.- Associazione Produttori Televisivi.
Ore 13: Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani.
Ore 13.45: Ordine nazionale dei giornalisti.
Ore 14.30: ANICA – Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali.
Ore 15.15: UPA – Utenti Pubblicità Associati.

Un po’ di chiarezza su quanto accaduto a Napoli

Giorgia Meloni dovrebbe farsi raccontare meglio dai suoi colleghi in Consiglio comunale di Napoli come si sono svolte le cose ieri, prima di rilasciare imbarazzanti e infondate dichiarazioni, così come molti resoconti distorti dei giornalisti saranno smentiti dai video della seduta. Ieri in 4 ore di discussione lo schieramento di centrodestra ha ingessato i lavori del Consiglio con ordini del giorno fotocopia, quando c’era da discutere dei lavori di somma urgenza in una scuola, utilizzando la brutta pagina degli scontri in piazza. Il MoVimento 5 Stelle ha espresso chiaramente la sua posizione di condanna delle violenze, stigmatizzando anche l’atteggiamento del Sindaco che ha aizzato gli animi nei giorni precedenti alla venuta di Salvini. Il M5S si è sottratto alle strumentalizzazioni politiche, chiedendo a De Magistris, con un intervento mirato in aula e un voto favorevole, di costituirsi parte civile contro i responsabili delle violenze. Esattamente il contrario di quanto leggiamo oggi sui social e su alcuni giornali. Invito all’onestà intellettuale.

A “Parliamone sabato” negazione del servizio pubblico. Convocherò ufficio di presidenza Vigilanza Rai su quanto accaduto

Quanto è avvenuto ed è stato raccontato nella trasmissione di Rai Uno “Parliamone sabato” è esattamente la negazione di servizio pubblico. I responsabili di ciò che è successo devono dimettersi. Il direttore di Rai Uno e la presidente Maggioni si sono scusati per l’accaduto, ma non basta. Sono necessari provvedimenti seri. A breve convocherò un ufficio di presidenza dove valuteremo le audizioni da svolgere in Commissione sull’accaduto. Sabato i cittadini si sono trovati di fronte a una carrellata inqualificabile, inimmaginabile, di luoghi comuni oscillanti tra il sessismo e il razzismo, uno spettacolo indecoroso per la rete ammiraglia Rai. Non riesco a credere che nella televisione pubblica, nel 2017, si sia pensato di costruire e portare in onda un dibattito di questo tipo sull’universo femminile, mortificante per le donne e per la nostra società. Occorre una seria e non più rinviabile riflessione su come vengono concepiti e strutturati alcuni programmi di intrattenimento, un segmento significativo del servizio pubblico che ne deve onorare la missione e il senso, ciò che chiaramente non avvenuto con il programma di sabato pomeriggio.