Archivi del mese: luglio 2017

L’Anac dà ragione al M5S: illegittima la nomina di Laghi come commissario straordinario di Alitalia

esposto anac alitaliaL’ANAC dà ragione al M5S: la nomina di Laghi come commissario straordinario di Alitalia sarebbe illegittima.
A maggio, insieme ad altri parlamentari, consegnammo un esposto al Presidente Raffaele Cantone al riguardo. Il parere di oggi sul conflitto di interessi del commissario straordinario conferma quanto da noi denunciato in quella sede.
Il documento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione include, infatti, tutti i punti da noi sollevati. La nomina presenterebbe profili di illegittimità perché secondo il decreto ministeriale del 10 aprile 2013 numero 60 non può essere nominato: chi ha esercitato funzioni di amministrazione, direzione o controllo nell’impresa insolvente, ovvero si è in qualsiasi modo ingerito nella medesima; chi è creditore ed il debitore dell’impresa insolvente; chi, nei due anni antecedenti alla dichiarazione dello stato di insolvenza, ha prestato, a qualunque titolo, la sua attività professionale a favore dell’impresa insolvente.
Chiediamo che il Ministro dello Sviluppo Economico, Calenda, e il ministro dei Trasporti, Delrio, ritirino la nomina di Laghi e chiariscano al più presto quanto comunicato dall’Anac sulla sua incompatibilità. Chiederemo inoltre conto al Governo di tutta la gestione della vicenda Alitalia la prossima settimana in Commissione Trasporti alla Camera in occasione del question time con il ministro Delrio.

Le funicolari alternate di Napoli

La Funicolare centrale di Napoli è chiusa dal 1° agosto 2016 per interventi di manutenzione straordinaria. I lavori dovevano durare dieci mesi ma l’impianto non ha ancora riaperto causando molti disagi ai cittadini, ai commercianti e ai turisti. Ora cosa succede: forse, in una data che oscilla tra il 20 e il 24 luglio, la funicolare centrale dovrebbe riprendere il servizio. Ma per riaprirla, sentite un po’, se ne chiude un’altra: da lunedì, infatti, sarà sospeso il servizio della funicolare di Mergellina. Ma dov’è la programmazione? Che modo di lavorare è? Tutto questo accade dopo mesi di disagi per il trasporto pubblico in città che continuano con l’entrata in vigore dell’orario estivo che ha portato a una drastica riduzione delle linee degli autobus. Inoltre le funicolari fermeranno le corse prima dell’ordinario orario di chiusura. Difficoltà su difficoltà. Se si continua di questo passo, invece delle targhe alterne, a Napoli ci saranno le funicolari alternate: nei giorni dispari una linea, in quelli pari un’altra. Da rimanere senza parole.
È una situazione insostenibile: occorre definitivamente affrontare un serio piano di risanamento e di riorganizzazione. C’è davvero da chiedersi cosa abbiano fatto in sei anni l’Anm e il Comune di Napoli per le condizioni dei trasporti pubblici. E a pagarne le spese sono tutte le persone che per spostarsi in città e lavorare devono fare i conti con disservizi continui e attese lunghissime alle fermate con un caldo torrido da svenimento.

Call to Action – Meetup in azione!

foto conf call to actionSiamo molto orgogliosi del processo di cambiamento che il MoVimento 5 Stelle sta portando avanti nel modo di fare politica nel nostro Paese anche attraverso l’ideazione e l’uso di strumenti innovativi come la piattaforma Rousseau. Oggi insieme a Enrica Sabatini abbiamo presentato alla Camera un ulteriore tassello, la nuova funzione Call to action – Meetup in azione, con cui i cittadini potranno proporre e promuovere iniziative da organizzare sul territorio. L’obiettivo è consentire una sempre maggiore partecipazione delle persone che vogliono mettere a disposizione della comunità il proprio tempo, le proprie conoscenze e competenze per contribuire a migliorare le condizioni del proprio quartiere e del proprio comune con attenzione ai temi di interesse collettivo. Ognuno può fare la propria parte per rendere più vivibile il proprio territorio lavorando in rete con altri cittadini. E con Call to Action si ha a disposizione un nuovo strumento per farlo. E allora, buon lavoro e buona partecipazione a tutti!

La storia di Ibrahim Manneh. Si faccia chiarezza e si accertino le responsabilità di questa assurda morte

Domenica scorsa, a Napoli, è morto Ibrahim Manneh, 24 anni.
È una morte che addolora anche per le circostanze in cui è maturata. Domenica mattina Ibrahim va al pronto soccorso del Loreto Mare per dolori addominali. Un’iniezione e poi le dimissioni. Nel pomeriggio si sente di nuovo male, ma il suo tentativo di raggiungere per la seconda volta l’ospedale si trasforma in una vera e propria odissea.

Il racconto del fratello e degli amici che erano con lui lascia sgomenti: il 118 nega ripetutamente l’invio di un’ambulanza, un tassista si rifiuta di portarlo all’ospedale in mancanza di una “autorizzazione” della polizia, due volanti delle forze dell’ordine lo allontanano, un farmacista gli vende medicinali che ne peggiorano le condizioni, fino a quando Ibrahim, sfinito dal dolore, non viene portato a spalla presso una guardia medica. L’ambulanza a quel punto arriva, il ragazzo viene ricoverato alle 2.30 ma è troppo tardi: muore alcune ore dopo per una perforazione dell’addome non operabile.

Come si può morire così? Le cure prestate dall’ospedale sono state inizialmente approssimative? Davvero Ibrahim è arrivato per la seconda volta in ospedale, senza più speranze, a causa dei ripetuti comportamenti razzisti denunciati da chi era insieme a lui domenica pomeriggio?
Quanta parte di malasanità e quanta di razzismo c’è nella storia di Ibrahim? Al di là delle responsabilità penali – che saranno accertate in seguito alla denuncia del fratello – occorre capire se c’è un problema di organizzazione della sanità. Come vengono assicurate le cure mediche alle fasce più deboli della popolazione? A maggio, nel centro di accoglienza di Marano, è morto un bambino di sette mesi e anche in quel caso è da accertare se vi siano state carenze a livello sanitario. Le cure devono essere uguali per tutti, non migliori o peggiori a seconda se il paziente disponga dei mezzi per difendersi da eventuali condotte colpose di medici e operatori sanitari.
E poi c’è il problema del razzismo strisciante, che molto spesso non si esprime attraverso episodi eclatanti, ma è disseminato qui e lì nella nostra quotidianità.

Si vada avanti per accertare cause ed eventuali responsabilità di questa assurda morte. La mia solidarietà e vicinanza ai familiari e agli amici di Ibrahim Manneh.

“Parole guerriere”, ciclo di incontri di filosofia alla Camera

locandina convegno filosofiaLa mia collega Dalila Nesci ha organizzato un ciclo di approfondimenti alla Camera per un confronto sui temi, le idee, le parole che hanno contribuito a portare cambiamenti significativi in politica e nella società. Oggi prenderò parte al primo appuntamento di “Parole guerriere – Seminari rivoluzionari di filosofia” che si svolgerà alle 17:00 (per partecipare occorre accreditarsi). Insieme al professore Marco Guzzi e a Dalila Nesci parleremo della politica della bellezza e del potere delle idee e di come queste possano determinare scelte decisive per la comunità.

Il Vesuvio brucia da giorni. Il governo e tutte le istituzioni intervengano per mettere in sicurezza il territorio

Il Vesuvio brucia da giorni. Sono immagini drammatiche quelle che si vedono anche in queste ultime ore. I roghi nella zona sembrano inarrestabili e i focolai aumentano. Il governo intervenga con tutti gli strumenti possibili. L’attenzione deve essere massima. E in consiglio regionale gli assessori competenti riferiscano su quanto sta accadendo, come richiesto dalla nostra portavoce Valeria Ciarambino. Occorre che tutte le istituzioni diano il massimo supporto a chi sta lavorando incessantemente da giorni per far fronte agli incendi. Ci sono intere zone nei paesi vesuviani in pericolo, case e ristoranti sono stati evacuati. Si metta fine a questa devastazione.

Calo delle donazioni di sangue in estate: importante rinnovare in questi giorni piccolo e prezioso gesto di solidarietà

C’è un tema molto importante su cui vorrei richiamare l’attenzione di tutti. Come è noto, in estate si verifica un calo delle donazioni di sangue che non permette di far fronte alle esigenze del periodo. È fondamentale, anche in questi mesi, rinnovare un piccolo e prezioso gesto di solidarietà.
La donazione è infatti un atto d’altruismo e di grande importanza sociale che può permettere di salvare delle vite. Un gesto d’amore che ci fa comprendere come siano importanti il prossimo e la rete di solidarietà tra le persone. È soprattutto in questi giorni che è importante andare a donare, bastano pochi minuti. Grazie a tutti.

Programma Telecomunicazioni del M5S, focus sul servizio pubblico

In questi giorni stiamo approfondendo sul blog, grazie al contributo di esperti del settore, il #programmaTelecomunicazioni del MoVimento 5 Stelle. Dopo aver esaminato le questioni relative alla banda larga, alle frequenze e all’accesso a internet, l’attenzione è ora rivolta al servizio pubblico radiotelevisivo. I quesiti su cui gli iscritti a #Rousseau saranno chiamati a pronunciarsi in questo ambito riguardano, da un lato, il sistema di finanziamento della nostra tv pubblica e, dall’altro, il modello di governance che si intende adottare, ovvero come devono essere scelti gli organi direttivi della principale azienda culturale del Paese. Per approfondire le due tematiche:
– modello di governance
– modello di finanziamento
Buona partecipazione!

Il disprezzo non fa ragionare (risposta ad Aldo Grasso del Corriere della Sera)

Mi hanno colpito molto le parole di Aldo Grasso nel suo articolo polemico nei confronti dei “girotondini”. Non ho mai fatto parte di quel mondo e sulle valutazioni del giornalista non mi esprimo. Ma sento l’obbligo di rispondere alla domanda che Grasso pone alla fine dell’articolo, e cioè come mai i girotondini di ieri, che scendevano in piazza contro Berlusconi, non scendono in piazza anche oggi contro il nuovo nemico della Costituzione: il Movimento 5 Stelle, che sulla Carta costituzionale “sputa ogni giorno”.

Sono affermazioni incredibili nella loro superficialità, ma anche colme di rancore, di odio o di chissà quale altre sentimento.

Se in questa legislatura dovessi rivendicare con orgoglio un’azione del Movimento 5 Stelle, probabilmente citerei la difesa della Costituzione. Una difesa che in questi anni si è sviluppata su diversi piani. L’opposizione alla riforma Boschi-Renzi è considerato il piano principale, ma giunge al termine di un percorso più lungo di difesa della Costituzione.

Ricordo quando nel 2013, da poco entrati in Parlamento, salimmo al Colle per fare sentire la nostra voce contro la procedura (incostituzionale) che il governo Letta si era inventato per riformare la Costituzione. E penso poi alle nostre battaglie notturne, due anni dopo, di fronte ai mezzucci utilizzati dal Governo Renzi e dalla sua maggioranza per portare a termine la riforma. Quelle furbizie, quei modi di agire, quell’atteggiamento strafottente di Renzi in Aula, quelli sì che possiamo definirli sputi al senso di una comunità che deve potersi rispecchiare nel Carta costituzionale.

Mi chiedo se stessimo sputando sulla Costituzione anche mentre difendevamo la scuola pubblica da una riforma pericolosa anche per i suoi riflessi sulla tenuta di alcuni diritti fondamentali; oppure quando chiedevamo che non fosse indebolito il diritto al lavoro, su cui la Repubblica è fondata, mentre il Governo procedeva spedito con il Jobs act.

Noi crediamo che la Costituzione possa – in alcuni casi, debba – essere modificata. Ma in modo mirato, senza stravolgerne la struttura, e sempre pensando al suo rafforzamento: questo è il punto che sfugge a molti. Penso, per esempio, alla proposta di legge costituzionale a prima firma di Paola Taverna volta a rendere più effettivo il diritto alla salute, uniformando le prestazioni sanitarie su tutto il territorio nazionale.

Non capisco infine come Grasso possa confondere la nostra posizione sul vincolo di mandato con un’offesa alla Costituzione. È vero che il vincolo di mandato non è diffuso tra le democrazie occidentali, ma non lo è neppure il trasformismo della classe politica: un fenomeno che in Italia ha toccato punte drammatiche nella storia recente. Sarebbe il caso che Grasso e tanti altri giornalisti approfondissero senza pregiudizi il tema del vincolo di mandato, che non per caso è sempre più dibattuto in ambito scientifico.

Ecco, sarà allora per tutte queste battaglie che i vecchi girotondini non hanno nulla da ridire nei confronti del Movimento 5 Stelle. Perché forse, a prescindere dalle differenze e dalle culture politiche, ci si riconosce nella cultura dei diritti e della Costituzione. Fare finta di non vedere tutto questo, rivolgendoci gratuite parole di odio, non è un buon servizio a chi cerca di comprendere i fenomeni e interpretare la realtà.