Archivi del mese: luglio 2017

Municipalità di Napoli, inefficienze e sprechi

conferenza stampa municipalitàLe municipalità sono gli organi che nelle intenzioni del legislatore avrebbero dovuto avvicinare in modo capillare la politica ai cittadini. Ma a Napoli si sono rivelati vuoti contenitori di consenso elettorale privi di una reale possibilità di incidere sul territorio. A circa un anno dall’ingresso dei consiglieri del M5S in diverse municipalità abbiamo oggi a Napoli tracciato un bilancio del lavoro svolto e illustrato alla stampa le molteplici criticità dell’azione di questi organi decentrati, le loro inefficienze e gli sprechi. Una serie di fattori che non permette di rispondere al meglio alle esigenze della collettività. Si spendono, infatti, quasi 2 milioni di euro per gettoni e indennità, fondi che potrebbero essere destinati a un miglioramento dei servizi. Mancano le risorse economiche per far funzionare al meglio le municipalità e quelle poche che vengono stanziate si ha difficoltà ad impiegarle anche per carenza di personale e di mezzi. Tra i punti critici rilevati c’è inoltre la sovradimensionata rappresentanza politica. Il numero dei consiglieri (30 per municipalità, 300 in tutta la città ) non è stato adeguato proporzionalmente alla riduzione del numero dei consiglieri comunali, previsto prima dalla legge (da 60 a 48) e poi dall’aggiornamento della popolazione ai dati dell’ultimo censimento (da 48 a 40). Su questo punto occorre che il Comune di Napoli si impegni per riformare il regolamento. Di fronte a questa situazione chiediamo che i presidenti si dimettano e che si proceda a un’immediata modifica di statuto e regolamento per diminuire i consiglieri e razionalizzare la struttura.

Vigilanza Rai al lavoro su atto di indirizzo per superare i conflitti di interesse degli agenti delle star

La Commissione di Vigilanza è al lavoro su un atto di indirizzo affinché la Rai adotti un regolamento per superare i conflitti di interesse degli agenti delle star. Si tratta di una importantissima questione che riguarda la gestione e la trasparenza dell’azienda radiotelevisiva pubblica. La Commissione affronta il tema da anni ed era già intervenuta, come ricorderete, con il parere sul contratto di servizio, contratto mai firmato da Rai e Ministero dello Sviluppo Economico. Andiamo dunque avanti con lo strumento dell’atto di indirizzo perché si regoli finalmente un fenomeno che va avanti da tempo e si evitino i conflitti di interesse in capo agli agenti dello spettacolo, in modo che si possa innovare maggiormente sul piano dei palinsesti e si pongano le condizioni per l’emersione di nuovi talenti. Il servizio pubblico ha una grande responsabilità su questo punto.

Il Programma Telecomunicazioni del MoVimento 5 Stelle

Le telecomunicazioni sono un punto fondamentale per la crescita del nostro Paese, soprattutto in relazione alla Quarta rivoluzione industriale basata su internet delle cose, big data, intelligenza artificiale e robotica. Oggi tutto è digitale e connesso, l’azione del prossimo governo dovrà essere quella di mettere internet e la rete al centro di tutto, permettendo ai cittadini, alle imprese e alla Pubblica amministrazione di usare le nuove tecnologie.

Abbiamo deciso di sottoporre agli iscritti i punti principali: banda larga, frequenze e accesso a internet. In particolare per quanto riguarda la banda larga fissa, vi chiederemo come investire per superare nel modo migliore il digital divide.
Rispetto invece allo sviluppo della banda larga mobile, vi chiederemo come comportarci per arrivare alla riassegnazione delle frequenze, necessaria per risolvere la sovrapposizione con le televisioni e consentire lo sviluppo della rete mobile di quinta generazione. Infine, valuteremo insieme come fare affinché tutti possano avere libero accesso al web. Solo così potremo far diventare l’Italia un Paese moderno, connesso e daremo uno spunto importantissimo alla nostra economia e ai nostri giovani.

Un altro punto chiave del programma riguarda il servizio pubblico radiotelevisivo, che per noi deve continuare a esistere come bene collettivo e a determinate condizioni: un servizio pubblico indipendente dalla politica.

I quesiti sono due.

Il primo riguarda le modalità di finanziamento della nostra tv pubblica. Siete chiamati a esprimervi su tre modelli. Quello attuale, cioè finanziamento con canone e pubblicità, che è presente in molti Paesi europei ma che in Italia occorrerebbe modificare introducendo limiti più rigidi. Per esempio: l’eliminazione degli spot in certe fasce orarie o il divieto di pubblicità di determinati prodotti. Poi quello che prevede il finanziamento con il solo canone: la soluzione più coerente con la visione pura del servizio pubblico, ma che bisogna armonizzare con l’alto numero di canali oggi esistenti. Infine il modello di finanziamento attraverso il canone con l’eccezione di un solo canale finanziato dalla pubblicità, ma con precisi obblighi di servizio pubblico sia per la programmazione sia per gli investimenti.

L’altro quesito riguarda la governance, ovvero come devono essere scelti gli organi chiamati a dirigere la principale fabbrica culturale del Paese, salvaguardandone l’indipendenza dalla politica. Anche qui, tre modelli. Il modello dell’elezione parlamentare del cda, ma con forti correttivi rispetto a oggi: dall’introduzione di maggioranze qualificate per l’elezione in Aula alla previsione di specifici requisiti di competenza; dall’introduzione di serie cause di ineleggibilità a una procedura di massima trasparenza nella raccolta dei curricula. Il modello della Fondazione che prevede la cessione delle azioni della Rai dallo Stato a un organismo terzo, che a sua volta avrebbe la funzione di nominare i vertici aziendali. In alcune esperienze all’estero questo modello è stato garanzia di indipendenza, ma calato in un altro Paese con una cultura politica diversa rischia di non realizzare l’obiettivo. Infine il modello presentato dal MoVimento 5 Stelle in questa legislatura. Prevede un avviso pubblico dell’Agcom (a sua volta riformata), precisi requisiti di competenza e cause di ineleggibilità per gli aspiranti consiglieri di amministrazione (non aver ricoperto cariche politiche), un sorteggio e audizione in Parlamento per il definitivo parere.

Fare chiarezza sul progetto Monumentando

Sono preoccupanti i rilievi dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sul progetto del Comune di Napoli Monumentando. Ieri a Napoli il MoVimento 5 Stelle ha tenuto una conferenza stampa al riguardo. Occorre fare massima chiarezza su quanto accaduto rispetto al bando del Comune per il restauro di 27 monumenti in città attraverso un contratto di sponsorizzazione. Tutta la procedura, come evidenziato dall’Anac, è stata viziata da errori di valutazione e criticità di ogni tipo: da una valutazione del valore del bando troppo bassa (sfuggendo così anche all’obbligo della gara europea) alla previsione che il collaudo sia effettuato dallo stesso direttore dei lavori di restauro, con l’aggravante che se i lavori sono stati fatti male sarà la stessa società vincitrice dell’appalto a dovervi rimettere mano, continuando a trarre profitto dalla situazione. In pratica è stato riconosciuto un profitto enorme alla società aggiudicataria e si sono fatte coincidere le figure di controllore e controllato. L’Anac ha trasmesso i rilievi alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Noi chiediamo che si faccia massima trasparenza sulla vicenda che denota tutta l’irresponsabilità e la superficialità dell’azione dell’amministrazione comunale e chiediamo che si tuteli l’interesse pubblico affinché i restauri dei monumenti cittadini siano eseguiti correttamente.

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