Archivi del mese: ottobre 2017

A proposito della legge elettorale

La proposta di legge approvata ieri dalla Camera prevede un sistema misto così fatto:

– 1/3 terzo del Parlamento è eletto con il sistema maggioritario, cioè ogni lista/coalizione presenta un candidato che sfida quelli delle altre liste ed è eletto il più votato. Sulla scheda troveremo quindi i nomi del candidati;
– 2/3 terzi del Parlamento sono eletti con il sistema proporzionale, cioè ogni lista ottiene un numero di seggi proporzionato ai voti ricevuti. Sulla scheda troveremo i simboli delle liste collegate al candidato uninominale;
– Non è possibile esprimere preferenze.

Dov’è il problema?

In un sistema misto l’elettore dovrebbe poter esprimere due voti: uno per il maggioritario (sulla persona) e uno per il proporzionale (sulla lista e, quindi, sul programma). Qui invece è previsto un unico voto. Questo non solo restringe ulteriormente la già limitata libertà di scelta – visto che le preferenze non ci sono – ma comporta anche che saranno create coalizioni puramente artificiali, di facciata, a soli fini elettorali. Non è infatti previsto l’obbligo di presentare un programma di governo comune e condiviso: nessuna chiarezza nei confronti dei cittadini. In questo modo, come spiegava anche il Prof. Lanchester in un’intervista a Repubblica, i partiti, ormai debolissimi nella società, puntano a controllare e incanalare il voto per autoconservarsi.

Parlare della legge elettorale non significa parlare di tecnicismi, ma del modo con cui i temi del nostro vivere quotidiano possono tradursi in politiche pubbliche e in leggi. La legge elettorale è la porta di accesso dei cittadini nelle istituzioni. Il modo in cui viene riformata ci rivela la concezione che una classe politica ha della democrazia e della partecipazione. Anche gli elementi più tecnici e apparentemente incomprensibili – le soglie di sbarramento, il numero di firme necessarie per presentare una lista, come si vota, come sono fatti i collegi – sono il metro con cui misuriamo la considerazione che le istituzioni hanno della volontà dei cittadini. E a seconda di come questi punti vengono trattati, possiamo capire se la legge elettorale è usata come strumento di potere o di realizzazione della volontà popolare.

Ora la legge appena approvata alla Camera, il cosiddetto “Rosatellum bis”, mette in secondo piano la volontà dei cittadini, anzi tende a ingannarla, per garantire ai partiti di preservare le proprie posizioni di potere. L’ho già detto in questi giorni e lo ripeto: alzare questo muro fra Stato e cittadini, fare una legge contro qualcuno, farla a pochi mesi dal voto violando le regole basilari del metodo delle riforme, farla a colpi di fiducia umiliando il Parlamento, non servirà a nulla. La rivoluzione culturale che stiamo portando avanti da anni non è e non può essere legata a un sistema elettorale, a un premio di maggioranza, ma è qualcosa di molto più profondo che agisce nella coscienza del Paese. E che prima o poi si rivelerà in tutta la sua bellezza.

L’ennesima legge vergognosa. Ma niente potrà ostacolare il cambiamento

 Hanno approvato l’ennesimo provvedimento vergognoso, una legge elettorale che inganna i cittadini e non consente loro di scegliere. E lo hanno fatto ponendo la questione di fiducia, calpestando così le prerogative del Parlamento. Noi proseguiremo la nostra battaglia per la democrazia al Senato. Non arretreremo di un millimetro. Grazie a tutti di cuore per la partecipazione di questi giorni. Andiamo avanti. Niente potrà ostacolare il cambiamento in atto nel nostro Paese. Coraggio!

Il repertorio di Minà a rischio deterioramento: interrogazione alla Rai

Gianni Minà ha ideato programmi che hanno fatto la storia del servizio pubblico radiotelevisivo. Tra questi c’è “Blitz”, che tra il 1981 e il 1984 ha ospitato autorevoli testimoni della cultura del Paese, protagonisti di interviste che rappresentano importanti tasselli della memoria audiovisiva italiana. Un patrimonio che starebbe rischiando di andare perduto a causa del deterioramento del materiale e della sua mancata digitalizzazione. Lo ha spiegato lo stesso Minà in un post sulla sua pagina Facebook, ripreso anche dal Fatto Quotidiano: «Sono ormai più di 15 anni che mi batto per “resuscitare” Blitz perché questo programma che era in diretta ogni domenica su Rai 2 per tre anni, non è presente nella Cineteca Rai. Sono riuscito finora a salvare solo 20 puntate, quelle che ho potuto ridurre, grazie a Rai 3, da 5 ore a una e che sono in Cineteca) ma il resto dei supporti – e della memoria quindi!- si sta ormai deteriorando senza pietà».
La televisione pubblica italiana non può permettersi di perdere documenti di tale valore e interesse. Ho deciso di chiedere chiarimenti alla Rai presentando un’interrogazione sulla vicenda. Tra i compiti assegnati al servizio pubblico dal contratto di servizio rientra anche quello di salvaguardare la memoria audiovisiva del Paese attraverso la catalogazione digitale dell’archivio storico televisivo. Sarebbe bello poter rivedere presto le puntate di quella trasmissione.
Vi terrò aggiornati

Giornalisti-artisti per aggirare il tetto agli stipendi in Rai

Oggi in commissione di Vigilanza Rai ho riportato l’attenzione sul paradosso dei giornalisti–conduttori che per poter aggirare il tetto agli stipendi firmano con la Rai contratti artistici. È una questione che va affrontata anche in vista della prossima campagna elettorale, quando le trasmissioni di infotainment vengono normalmente ricondotte sotto le testate giornalistiche. Per questo quando esamineremo la delibera per regolamentare la par condicio nei periodi elettorali farò una proposta: i programmi condotti da chi contrattualmente viene considerato un artista e non un giornalista, durante i periodi di par condicio, non possono essere ricondotti sotto un notiziario e quindi ospitare dibattiti e interviste politiche. Non si possono prendere in giro le persone. Ed è necessario fare fronte in modo deciso a tutti i problemi che, nel tempo, sono emersi, come la questione dei dati del pluralismo politico non sempre equilibrati. Ne ho parlato nel mio intervento:

Domani a Milano per un nuovo incontro del ciclo “Parole guerriere”

PArole Guerriere MilanoDomani sarò a Milano per un nuovo incontro di “Parole guerriere”, il ciclo di seminari organizzato dalla mia collega Dalila Nesci. Il tema della serata è “L’età dei cittadini”. Ne discuteremo insieme al filosofo Marco Guzzi e ai portavoce Paola Carinelli e Vincenzo Caso. Vi aspettiamo alle 21.00 presso la Sala “Teatro Studio” (Via frigia 5 – Metropolitana Precotto (M1).

Precarietà del lavoro, povertà crescente, reddito di cittadinanza: temi cruciali per cui manifestare

A Venaria durante il G7 si è parlato di tematiche importanti e complesse e bene hanno fatto migliaia di persone ad andare a manifestare per porre ancora con più forza l’accento su problematiche che in tutto il territorio italiano sono al centro ogni giorno di assemblee di cittadini, tavoli di lavoro di associazioni e di comitati di studenti e disoccupati. Il lavoro che cambia e la precarietà del lavoro che rende la stessa esistenza precaria sono temi fondamentali e mi sembra che in questi anni i vari governi del G7 non siano stati proprio in grado di affrontarli. Introdurre un reddito di cittadinanza per restituire dignità alle persone che in questi tempi di crisi sono in maggiore difficoltà considerato che proprio nei paesi del G7 la forbice tra ricchi e poveri si è allargata molto con un aumento vertiginoso di chi vive in condizioni di indigenza e con la crescente concentrazione di risorse nelle mani di pochi. Bene quindi manifestare, radunarsi, dibattere e comunicare temi di interesse generale e cruciali per il nostro futuro soprattutto a chi in questi anni ha messo in campo politiche che non hanno fatto altro che aggravare questi problemi diventando, così, parte del problema. Poi per quanto riguarda i modi, conoscete bene il mio pensiero e non mi stancherò mai di affermare che la violenza in qualsiasi sua forma non è mai la strada da percorrere.