Agcom: forte richiamo alla Rai per rispetto del principio del contraddittorio ed eccessiva presenza del governo nei tg

La situazione dell’informazione in Rai, in particolare del Tg1, continua a essere preoccupante e incoerente con la stessa natura del servizio pubblico. L’equilibrio di queste ultime settimane è soltanto apparente e non rassicurante.

Per quattro ragioni:

1) L’Agcom ha pubblicato i dati (parziali) dell’ultimo trimestre pre-campagna. Bene, dopo mesi (aprile-luglio) di squilibri abnormi fra Sì e No, la situazione non è migliorata nel trimestre luglio-settembre, quando il Sì ha goduto nel Tg1 del 54,1% del tempo di parola contro il 38,4%: un divario che negli extra tg di Rai 1 arriva a essere di 30 punti percentuali (56,4% il Sì, 26,7% il No).

2) Nei mesi scorsi la disparità di trattamento c’era stata soprattutto nel raccontare le due posizioni, cioè nel tempo di notizia, che però noi conosciamo soltanto fino al mese di giugno (quando era 80% Sì e 20% No), ma da allora fino a settembre l’Agcom non ha più diffuso questo dato, quindi non sappiamo se il servizio pubblico abbia riequilibrato.

3) L’Autorità ha appena rivolto un provvedimento – che ha definito precisamente di “forte richiamo” – alla Rai, nel quale sono citati alcuni servizi del Tg1 in cui il premier attacca le opposizioni, sistematicamente, senza alcuno spazio di replica. L’Autorità ha quindi richiamato la Rai a rispettare il principio del contraddittorio.

4) Nello stesso provvedimento l’Agcom sottolinea che nelle ultime tre settimane al Tg1 e al Tg2 il Governo ha occupato, da solo, il 50% del tempo. Un’occupazione dell’informazione inammissibile, al punto da indurre l’Autorità a intervenire con forza. La legge stabilisce infatti che durante le campagne elettorali e referendarie il tempo dei rappresentanti del Governo sia “limitato alle loro funzioni governative”, senza sconfinare nella propaganda.

Quanto è avvenuto nei mesi scorsi è gravissimo perché le violazioni commesse prima di una campagna elettorale possono contribuire a inquinare la libertà di voto. Chi ha commesso queste violazioni deve assumersene la responsabilità.

Per venire al presente, visto che siamo anche di fronte a un tradimento della missione del servizio pubblico, mi aspetto un intervento forte dei vertici della Rai. Ci sono due settimane per riequilibrare la situazione ed evitare che l’Agcom adotti provvedimenti più severi, comprese le sanzioni pecuniarie nei confronti della tv pubblica.

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