Agcom pubblichi i dati dell’informazione sul referendum. I cittadini hanno il diritto di sapere

Ricordate quando ho chiesto all’Agcom i dati dell’informazione sul referendum?
L’Autorità ha risposto spiegando che, per quanto riguarda il periodo precedente la campagna referendaria, la pubblicazione dei dati è su base trimestrale. Quindi, dopo aver pubblicato i dati del periodo 7 aprile/7 luglio, a giorni dovrebbero essere resi noti anche quelli del periodo luglio/ottobre. Vedremo.

Resta però in piedi una questione cruciale: i dati pubblicati finora sono incompleti perché ci dicono soltanto quanto i soggetti politici hanno parlato del referendum (tempo di parola), ma non quanto l’emittente ha raccontato le diverse posizioni sul tema (tempo di notizia), che è il tempo determinante quando si parla di imparzialità e correttezza dell’informazione.

Infatti i dati del periodo aprile/luglio attestavano che il 78% del tempo di notizia nei tg Rai è stato dedicato ai sostenitori del Sì (Renzi debordante) e il 22% ai sostenitori del No. Solo che l’Agcom non li ha mai pubblicati.

Credo che rendere disponibili quei dati e aggiornarli per capire se nei mesi successivi vi sia stata un’inversione di tendenza, sia un atto di trasparenza doveroso nei confronti dei cittadini. A questo dovrebbero servire autorità che si definiscono indipendenti, altrimenti se ne può fare a meno.

Quello che avviene sul piano dell’informazione prima della campagna referendaria vera e propria, può avere un impatto decisivo sulla regolarità del voto.
È chiaro a chiunque, tranne all’Agcom.

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