Alfano dice che Campo Dall’Orto deve dimettersi. Ma è stato il suo governo ad averlo scelto

Come sapete, i governi passano, i presidenti del consiglio si avvicendano, ma una costante resta sempre. E in questa legislatura la costante si chiama Angelino Alfano. In un modo o nell’altro si assicura una poltrona: ministro degli interni (con Letta prima e con Renzi poi), addirittura vicepresidente del consiglio (con Letta), ministro degli esteri (con Gentiloni). Lui c’è sempre. Ma ora che la legislatura si avvia verso la fine e con il clima da pre-campagna elettorale, deve trovare il modo di emergere e distinguersi. E oggi cosa fa? Attacca una decisione, quella di affidare la Rai alla dirigenza di Campo Dall’Orto, che è stata presa proprio da uno degli esecutivi a cui ha preso parte e che il suo partito ha sostenuto insieme al partito democratico. Lo fa così, candidamente, come se non fosse mai stato al governo e come se il suo partitino che cambia nome a seconda della convenienza elettorale non avesse mai preso parte alla coalizione di maggioranza. Con quale credibilità può discettare di servizio pubblico chi con i governi Berlusconi ha contribuito a ridurre la Rai in frantumi? Proprio Alfano sulla Rai deve tacere. Se fosse Alfano a chiedere le mie dimissioni, non mi dimetterei mai..anzi.

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