Bagnoli, le colpe del Governo

Quello che è successo oggi a Bagnoli è colpa del governo. Se si chiudono gli spazi di democrazia, non dialogando con i cittadini, esautorando gli enti locali delle proprie prerogative, annullando il confronto parlamentare con il ricorso continuo alla decretazione d’urgenza, queste sono le conseguenze. Si tradisce la democrazia e non si fa il bene del Paese. Oggi a Bagnoli abbiamo vissuto momenti difficili. Il corteo si è svolto in modo pacifico fino a quando, nei pressi di Città della Scienza, sono iniziati tafferugli. Manifestanti, agenti di polizia, giornalisti sono stati feriti e ricoverati e la cosa mi rattrista profondamente. A loro va la mia più sentita solidarietà. Condanno totalmente ogni atto di violenza. Ma tutto questo è conseguenza delle scelte di un governo che non ascolta il Paese e non fa gli interessi dei cittadini. Bagnoli non ha bisogno dell’ennesimo commissario, non ha bisogno di un soggetto attuatore che lavori in deroga alla legge. Questo è invece quanto stabilisce lo “Sfascia Italia” che fa carta straccia dei piani urbanistici e regala di fatto questo quartiere alle lobby del cemento e agli speculatori. Inaccettabile. A Bagnoli devono essere fatte le bonifiche. Deve essere restituita alla città la spiaggia pubblica e il Parco Urbano. Per questo stiamo preparando il ricorso al Tar e ci batteremo perché Bagnoli non venga sacrificata per una nuova stagione di “mani sulla città”. E lo faremo con partecipazione e resistenza costante e gandhiana.

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