Archivi categoria: Download

Charlie Hebdo, la risposta della Rai

Qui potete leggere la risposta del direttore generale Rai Luigi Gubitosi alla lettera che ho inviato pochi giorni fa e che sottolineava il mancato approfondimento, la sera del 7 gennaio, sulle reti generaliste pubbliche, del terribile attentato alla redazione di Charlie Hebdo.

L’informazione è uno dei principali pilastri del servizio pubblico radiotelevisivo, una delle sue ragioni d’essere. Proprio per questo ritengo che sia stata una grave mancanza da parte della Rai non cambiare i palinsesti in prima serata e assicurare ai cittadini, in orari considerati di massimo ascolto, una copertura degli eventi e un costante aggiornamento, al di là del lavoro svolto da Rai News 24. Una decisione che appare ancora più sorprendente in un momento in cui ci si appresta a riorganizzare l’attività delle redazioni dei telegiornali che, secondo il nuovo piano, dovrebbero confluire in due newsroom con l’obiettivo, tra gli altri, di migliorare il coordinamento stesso delle testate. I vertici Rai hanno deciso, proprio grazie alle osservazioni della commissione di Vigilanza sulla copertura dei fatti di Parigi, di rivedere i meccanismi delle decisioni editoriali per assicurare una maggiore tempestività e coordinamento tra tutte le reti. Bene. Non è infatti necessaria una riforma per mettere già in atto una riorganizzazione in tal senso.

Nessun approfondimento su Charlie Hebdo in prima serata – La mia lettera alla Rai

Ieri sera nessuna delle tre reti generaliste Rai ha dedicato uno spazio di approfondimento in prima serata all’attacco alla redazione di Charlie Hebdo. Una evidente mancanza per il servizio pubblico radiotelevisivo che non ha ritenuto necessario modificare la programmazione per offrire ai cittadini una più ampia finestra informativa sui gravissimi fatti che si sono verificati ieri a Parigi. Per questo motivo come Presidente della Commissione di Vigilanza Rai ho inviato una lettera al direttore generale della Rai Luigi Gubitosi. Potete leggerla qui

(Leggi QUI la risposta della Rai)

Uderzo, lo storico fumettista creatore di Asterix e Obelix, ha voluto rendere il suo omaggio a Charlie Hebdo, tornando a disegnare per la prima volta da quando aveva annunciato il suo 'pensionamento' nel 2011
Uderzo, lo storico fumettista creatore di Asterix e Obelix, ha voluto rendere il suo omaggio a Charlie Hebdo, tornando a disegnare per la prima volta da quando aveva annunciato il suo ‘pensionamento’ nel 2011

Interrogazione su visibilità mediatica Gianni Alemanno

Tg e programmi di approfondimento stanno dedicando, come è giusto, ampio spazio all’inchiesta giudiziaria su Mafia Capitale, agli arresti, agli indagati, tra i quali compare anche Gianni Alemanno, accusato di associazione di tipo mafioso. Le indagini faranno il loro corso. Intanto, però, in televisione e sulla Rai in particolare, l’ex sindaco di Roma ha goduto nei giorni scorsi, di una straordinaria visibilità attraverso interviste nei principali telegiornali e interventi in talk show. Questa presenza mediatica per me è inopportuna, considerata l’attuale fase dell’inchiesta e le pesanti accuse alle quali Alemanno è chiamato a rispondere.
Il mezzo televisivo ha delle peculiarità e un’invasività indubbie che implicano una responsabilità nell’utilizzo. Ogni giorno però vediamo che c’è chi lo sceglie come luogo privilegiato per fare politica, quando le sedi sarebbero tutt’altre. Oppure, quando scoppiano casi come quello di Mafia Capitale, il rischio è che i salotti televisivi si trasformino in aule di tribunale improprie, con la conseguenza di creare confusione rispetto alla stessa funzione degli organi di informazione. C’è dunque da chiedersi se questo uso del servizio pubblico radiotelevisivo sia il più adeguato per informare i cittadini, rispettando i principi di completezza, imparzialità e obiettività. Ho presentato sul punto un quesito alla Rai. Eccolo: Interrogazione visibilità mediatica Alemanno

Interrogazione su assunzione 25 dirigenti

La Rai sarebbe in procinto di assumere 25 nuovi dirigenti. Collocazione di fascia alta e stipendi che ruoterebbero mediamente intorno ai 100 mila euro l’anno. Una scelta compatibile con le attuali condizioni economiche dell’azienda e con la necessità di procedere a una razionalizzazione della spesa? E’ quanto ho chiesto alla Rai in un’interrogazione inviata nei giorni scorsi. Ve la propongo  qui:  Interrogazione assunzione dirigenti
Possibile che non esistano all’interno dell’azienda professionalità capaci di ricoprire i nuovi ruoli e che non sia ipotizzabile una loro valorizzazione? Vedremo. 

 

 

Interrogazione sullo show di Roberto Benigni

Ho chiesto chiarimenti alla Rai sulle due puntate che Roberto Benigni dedicherà ai Dieci Comandamenti in programma il 15 e 16 dicembre su Rai Uno. In questi giorni circolano sulla stampa una serie di indiscrezioni sul cachet in trattativa tra Rai e Lucio Presta, il manager dell’attore. Si parla di circa 4 milioni di euro, di cui 2,4 destinati allo show “I Dieci Comandamenti”, e 1,6 indirizzati a una futura trasmissione in seconda serata sulla Divina Commedia, non ancora però inserita nei palinsesti. Viale Mazzini e l’agente di Benigni hanno affermato che le cifre trapelate sono lontane dalla realtà. Perché allora non fare uno sforzo in direzione della trasparenza e fare chiarezza sui dettagli economici dell’accordo? Stando a quanto riportato dagli organi di stampa i compensi possono apparire irragionevoli in considerazione dell’attuale situazione economica del Paese e della stessa Rai alle prese, come sapete, con operazioni di contenimento della spesa necessarie per fronteggiare il taglio di 150 milioni di euro disposto dal Governo. In questo contesto non credo si possano invocare ragioni di concorrenza e la necessità di riserbo. Come verrà inoltre realizzato il programma? Per la produzione si farà uso delle professionalità esistenti in Rai o si ricorrerà a risorse o strutture esterne? Vi ricordo che nel parere sul contratto di servizio approvato lo scorso 7 maggio dalla Commissione di Vigilanza (contratto che aspettiamo venga firmato da 6 mesi), abbiamo inserito una norma che riguarda proprio i conflitti di interesse degli agenti delle star: divieto per la Rai di commissionare a società di produzione detenute dai manager la produzione di trasmissioni in cui siano presenti gli artisti da loro stessi rappresentati. Sarà questo il caso? Vedremo. Clicca qui Interrogazione 10 comandamenti Benigni per leggerla.

Interrogazione su spot TTIP

Molti cittadini mi hanno scritto negli ultimi giorni per segnalare la diffusione sui canali Rai di spot che promuovono l’accordo commerciale di libero scambio tra Europa e Stati Uniti, tuttora in via di definizione, noto come TTIP. Questa mattina ho inviato alla Rai un’interrogazione sull’argomento. Questi filmati, che fanno parte del ciclo “Scintille” che la Rai ha voluto realizzare in vista del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europa (già oggetto nei mesi scorsi di un precedente quesito da parte mia), non tengono conto dei diversi contenuti del trattato e non forniscono ai cittadini tutti gli elementi necessari per avere un’informazione completa su quanto sta avvenendo. Manca il riferimento alle diverse ricadute e all’impatto su ambiente e diritti fondamentali dell’accordo, nonché alle molteplici voci critiche che si sono levate. Non possiamo dimenticare che la negoziazione del TTIP si sta svolgendo in totale segretezza e che gli europarlamentari di tutti gruppi politici chiedono da mesi più trasparenza senza ottenere risposta. Il servizio pubblico non può offrire una sintesi così parziale e lacunosa della trattativa in atto. Ecco la mia interrogazione: Interrogazione spot TTIP – Vigilanza Rai

 

Interrogazione su spot del gioco d’azzardo trasmessi durante i Mondiali di calcio

Ho presentato un quesito alla Rai sulla diffusione di alcuni spot relativi al gioco d’azzardo e alle scommesse avvenuta durante le partite dei Mondiali di calcio. Una scelta che ritengo inopportuna e contraria alla missione di servizio pubblico considerata anche la percentuale altissima di giovani e minori che seguono i mondiali. Il contrasto alla ludopatia è stato uno dei temi al centro dei lavori della Vigilanza negli ultimi mesi. Nel parere che la Commissione ha espresso il 7 maggio sul contratto di servizio Rai – Ministero dello Sviluppo Economico si prevede esplicitamente all’art. 11 comma 10 il divieto per tutte le emittenti Rai di pubblicizzare in modo diretto o indiretto il gioco d’azzardo. Se Viale Mazzini e il governo avessero dato seguito al parere e sottoscritto il contratto, questi spot non sarebbero mai andati in onda. La tv pubblica dovrebbe sentire l’obbligo di impedire la diffusione di questi messaggi pubblicitari in tutta la programmazione e in particolar modo in occasione di eventi sportivi di grande risonanza come i Mondiali.

Leggi l’interrogazione: Interrogazione spot gioco d’azzardo durante Mondiali

Interrogazione sulla partecipazione di Monica Maggioni, direttrice RaiNews, al meeting Bilderberg

Ecco l’interrogazione ( Interrogazione su partecipazione Monica Maggioni Bilderberg) che ho inviato alla Rai sulla partecipazione della direttrice di Rai News 24 all’ultimo meeting del Club Bilderberg che si è svolto a Copenaghen dal 29 maggio al 1 giugno. Monica Maggioni figura tra gli invitati alla riunione a cui annualmente prendono parte circa 150 tra le personalità più influenti del pianeta: politici, banchieri, vertici di multinazionali, imprenditori. Le riunioni del Bilderberg sono chiuse al pubblico e alla stampa. Non è possibile conoscere contenuto e finalità degli incontri ad eccezione di un sintetica lista di argomenti pubblicata sul sito dopo la chiusura della conferenza. Non si hanno notizie precise delle finalità perseguite o delle conclusioni raggiunte. La partecipazione della direttrice di Rai News a un meeting con queste caratteristiche è suscettibile di condizionare l’esercizio libero e critico dell’attività giornalistica e di minare il rapporto di fiducia che si instaura tra il responsabile di uno dei canali di informazione della tv pubblica e i cittadini. In tantissimi mi hanno infatti scritto segnalandomi, preoccupati, la vicenda.

Il pluralismo politico nelle trasmissioni di informazione nei periodi non elettorali – DOSSIER

La presenza dei soggetti politici nei periodi non elettorali nei programmi radiotelevisivi a contenuto informativo, di comunicazione politica e più in generale di comunicazione, a differenza di quanto previsto per la par condicio elettorale che è oggetto di una specifica legge, è regolata sulla base di principi normativi generali e criteri applicativi “a maglie larghe”, che, a partire dall’entrata in vigore della legge n. 28 del 2000, sono stati elaborati, per la Rai, dalla Commissione di Vigilanza Rai e, per l’emittenza privata e locale, dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Lo scopo del dossier (per consultarlo: DOSSIER su pluralismo informazione nei periodi non elettorali) è ricostruire le regole del pluralismo politico nei notiziari al di fuori dei periodi elettorali. Occorre avere riguardo al combinato disposto dei principi che si ricavano dalla normazione primaria, dagli indirizzi della giurisprudenza costituzionale, dalle delibere attuative adottate dalla Commissione parlamentare di vigilanza e dall’autorità di settore, nonché dalle pronunce della giustizia amministrativa.

Interrogazione sugli spot Rai pro Europa

Ho presentato un quesito alla Rai sugli spot con tema l’Europa che la tv pubblica sta trasmettendo da alcune settimane. Si deve parlare di Europa, non ci sono dubbi. Siamo alla vigilia di un voto importante e le informazioni da diffondere sono tante.

Questi messaggi sembrano però sottoporre all’attenzione dello spettatore la validità del solo modello europeo esistente, non prospettando altre visioni e non riportando le posizioni critiche sull’assetto comunitario vigente. Confezionati in questo modo sono equiparabili, secondo me, a spot di natura elettorale dato che implicitamente potrebbero orientare il consenso verso quei soggetti politici che di quel modello sono promotori e sostenitori.

È in atto una profonda riflessione sull’Europa. Le posizioni e le idee sono diverse e arrivano da più fronti. Perché allora trasmettere una sola immagine dell’Europa, una sola voce?

L’interrogazione: Interrogazione su spot Rai pro Europa