Cosa non fanno i partiti per sopravvivere politicamente

Area-PopolareCosa non fanno i partiti per restare a galla e tentare di sopravvivere politicamente. Lo vedete questo logo? Più che il simbolo di una “nuova” lista civica, è l’espressione massima del trasformismo politico, quello di cui sono capaci personaggi come Angelino Alfano, che passa da un ministero all’altro e del quale in vent’anni di politica non si ricorda una buona riforma per il Paese, mentre lui – continuando a disquisire di servizio pubblico dopo aver contribuito a danneggiarlo – si lamenta che in circa due anni non ha visto in Rai il rinnovamento che tanto aspettava. Come è vero che a volte è meglio tacere!
Ma torniamo al logo: ecco che per magia, per provare a incantare gli elettori, Pd, ex Udc e alfaniani si fondono in vista delle elezioni a Palermo. Cercano di ricreare un qualcosa di “nuovo”, ma è solo una facciata perché dietro c’è sempre e solo il vecchio modo di fare politica, quello che non guarda ai cittadini ma al mantenimento del proprio sistema di potere, con la convinzione che sia sufficiente occultare i nomi dei partiti, dare un’aggiustatina, una mano di vernice, per poter sperare di sembrare qualcosa di diverso da ciò che si è. Ma sono sempre loro: Pd e Ncd/Alternativa Popolare, i due partiti che da anni tengono le fila della maggioranza e che insieme stanno sostenendo il terzo esecutivo di fila, che sarà, però, l’ultimo. Alle prossime elezioni, infatti, la musica cambierà. Anzi, è già cambiata.

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