Diretta Rainews della presentazione del libro di Renzi: problema di opportunità, di qualità dell’informazione e di pluralismo

La diretta di Rainews della presentazione del libro di Renzi, andata in onda nei giorni scorsi per 25 minuti, è l’ennesima dimostrazione del rapporto simbiotico fra la Rai e l’ex premier.
Non si trattava di un evento istituzionale (Renzi infatti non ricopre alcuna carica) né di un grande evento politico meritevole di cronaca. No, semplicemente una delle tante presentazioni del libro, inframmezzata dall’intervista del direttore della testata.
C’è un serio problema di opportunità, di qualità dell’informazione e soprattutto di pluralismo. Problemi che riguardano Rainews e più in generale la Rai. Basti pensare come il libro di Renzi sia stato presentato in più o meno ogni programma con interviste ad hoc, da ultimo la “Vita in diretta” pochi giorni fa.

I dati dei primi sei mesi del 2017 ci dicono che mentre la percentuale di presenza del Governo è tornata a livelli normali, quella del partito di maggioranza è aumentata a livelli pazzeschi, stabilmente intorno al 40 per cento (solo a giugno è arrivato finalmente un parziale riequilibrio). E ciò grazie alla strabordante presenza di Renzi. In pratica chi prima ha dominato la Rai abusando della propria carica istituzionale, continua a farlo oggi nella veste di segretario del partito di maggioranza. Come se il servizio pubblico fosse cosa sua. Le violazioni del pluralismo sono state travasate da una voce a un’altra.

Temo che appellarsi al direttore generale della Rai – lo stesso che in piena campagna referendaria concedeva al premier percentuali di presenza abnormi – servirebbe a poco.
Porrò la questione in Commissione di Vigilanza e contestualmente chiederò all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di verificare, per le eventuali sanzioni, la legittimità di quanto avvenuto in questi giorni e più in generale dello stato del pluralismo alla luce dei dati dei primi sei mesi.

In Rai hanno solo mescolato le carte, la situazione continua a essere preoccupante.

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